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    Anello del monte Taieit da Forno
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaS16

Anello del monte Taieit da Forno

Avvicinamento

Da Pinzano al Tagliamento o da Flagogna ci si immette nella strada che conduce ad Anduins. Da qui si risale la val d’Arzino per circa 9 km fino ad incontrare sulla sinistra il bivio per Pielungo. Saliti alla piccola frazione si prosegue lungo la strada verso Forno lasciando l'auto poco prima della omonima selletta (m 605, comodo parcheggio presso il monumento a Giacomo Missana).

Descrizione

Dal parcheggio si torna indietro per pochi metri imboccando la pista sterrata che si stacca presso la curva. In pochi minuti si sale ad un crocevia con ancona e panca (m 645) dove si abbandona definitivamente la carrareccia per seguire a sinistra le indicazioni del sentiero CAI n.821. Questo prende a salire in modo deciso nella pineta a pino nero e pino silvestre attraversando alcune radure invase dalle eriche. Con qualche svolta si raggiunge una piccola insellatura affacciata sui calanchi franosi che caratterizzano le pendici sottostanti. Con andamento piacevole il sentiero contorna ora le pendici del Cuel di For guadagnando anche lo stretto intaglio che lo separa dal monte Cecon. Oltrepassato il piccolo ponticello in legno, il sentiero riprende a salire lungo un'erta costa boscata. Nei pressi di alcune bancate rocciose il bosco inizia a diradarsi trasformandosi in una boscaglia a prevalenza di carpino nero. Al termine di un traverso, una traccia poco marcata si stacca a sinistra (indicazioni per Palamaior) ma noi ci teniamo invece a destra seguendo il segnavia CAI. Ci troviamo ora alla base di un pendio incassato che si risale a svolte proseguendo poi a sinistra, poco sotto la linea di un articolato crinale. Ancora un tratto in leggera discesa e ci si ritrova al bivio principale dell'escursione (m 1052): a sinistra inizia il lunghissimo traverso che ci condurrà a percorrere le pendici meridionali del monte Taiet mentre a destra prosegue il sentiero che sale direttamente a malga Iovet e che verrà utilizzato per il ritorno. Dal bivio si prosegue nel bosco fino ad una prima costa dalla quale ci si affaccia sulla successiva rientranza, segnata al centro da una grande quinta rocciosa che il sentiero sfiora alla base. Si riprende quota raggiungendo una seconda costa caratterizzata dalla presenza di un panoramico dosso erboso. Da qui il sentiero inizia a perdere quota più decisamente passando sopra alti dirupi ed assecondando alcuni modesti impluvi senza però incontrare mai punti difficili o esposti. Si giunge così ad un pulpito roccioso nei pressi del quale vi sono alcune deviazioni segnalate che scendono verso la località Palamaior, utili nel caso si debba interrompere la traversata. Il sentiero CAI invece prosegue con andamento più tortuoso ed infine giunge con breve discesa alla sella del monte Dagn (m 874), dove arriva anche il sentiero che ha origine dal colletto di Val da Ros. Da qui il segnavia risale deciso per qualche minuto per poi riprendere il traverso che ora si sviluppa lungo una traccia meno marcata e talora esposta. Si contornano alcuni spioventi erbosi e quindi si attraversa un rivolo ghiaioso che più in basso scompare in una stretta gola. Il traverso si esaurisce poco dopo quando il sentiero riprende quota a svolte raggiungendo un costone che va risalito direttamente. Poco oltre quota 1000, la traccia piega a sinistra ed in breve va ad innestarsi sul più agevole segnavia CAI n.820 che sale dai Piani di Gerchia. Oltrepassata la fonte del Bec si sale a larghe svolte tra macchie di bosco e ripide balze erbose mirando alla cresta del monte Rossa. Ancora un ultimo lembo di faggeta ed il sentiero raggiunge l'insellatura a quota 1309 dove ha termine la parte più faticosa dell'escursione. Si segue a destra la linea del panoramico crinale per pochi minuti poi i segnavia ci invitano a piegare sulla sinistra per rientrare nel bosco che riveste il versante settentrionale. In diagonale si cala moderatamente nella faggeta fino ad innestarsi sulla pista di malga Jovet presso l'ultimo marcato tornante (poco più in basso si possono notare i ruderi della malga di Rossa). Si prosegue quindi lungo la carrareccia in leggera salita per circa un km fino a raggiungere la piccola insellatura a quota 1305. Qui si può abbandonare momentaneamente la pista per seguire a destra la linea di un vecchio muretto a secco che ci guida in pochi minuti verso la vetta del monte Taiet (m 1369). Qui il bosco scompare improvvisamente e la visuale si apre sulle ripidissime pendici meridionali, segnate da pinnacoli ed impervie coste erbose. Dopo essere ritornati sui propri passi si prosegue lungo la pista fino al suo termine presso malga Iovet (m 1275). La casera, recentemente ristrutturata, dispone di caminetto, tavolo e sedie mentre al piano superiore sono disponibili reti da letto. Seguendo ora le indicazioni CAI (cartello) si taglia il pascolo sulla destra aggirando un cimotto boscato dal quale si cala ripidamente mirando ad un dosso erboso. Da qui il sentiero piega a destra ed inizia una veloce discesa che alterna ripidi tratti su vertiginose coste a traversi su pendici piuttosto inclinate. Tratti realmente difficili non ve ne sono ma la natura del terreno richiede ora maggiore attenzione. Si perde quota ripidamente lungo un pendio boscato terroso poi il sentiero compie ancora un stretta svolta per ricongiungersi infine al bivio principale. Per il rientro si utilizzerà poi il medesimo itinerario dell'andata.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Silenzio
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Aprile
Carta Tabacco
028
Dislivello
1000
Lunghezza Km
14
Altitudine min
602
Altitudine max
1369
Tempi
Dati aggiornati al
2017
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  • 09/04/2017 09/04/2017 - Ripercorso oggi l'anello del Taiet da Forno. Alle due cime siamo arrivati per cresta e poi scesi lungo la linea del muretto a secco alla malga Iovet.Il traverso verso sella Dagn è evidentemente poco frequentato e la traccia è stretta: fare attenzione all'esposizione dei traversi e, lungo la ripida discesa del rientro, alla erba secca (lescje) su cui si potrebbe scivolare. Sta arrivando primavera, fiori e canti di uccelli; gli alberi mettono le foglie, è ancora un po' presto invece per la quota più alta dove è ancora abbastanza secco. Sorpreso un camoscio che ci ha fischiato contro e si è dileguato; non così invece per alcune zecche che abbiamo aiutato ad allontanarsi dai calzoni (nelle ore più calde-e presumo più secche-esse sembrano scomparire).
  • 18/03/2017 Percorso giovedì scorso l'anello del Monte Taieit diversamente rispetto a quanto proposto da SN.Partiamo da Forno presso il monumento a Missana, calchiamo il sentiero 821 (ponticello di legno mt 823 ripristinato) e, dal bivio quotato 1052, l'820 fino a Malga Ioveit, dove persiste ancora un po' di neve. Percorriamo solo un breve tratto della pista verso O fino all'insellatura mt 1305, nei pressi della quale a monte spicca la linea di un vecchio muretto a secco, che in pochi minuti ci guida alla cima NE del Taieit. Proseguiamo lungo l'erbosa cresta verso SO, su traccia più o meno marcata, a volte assente, tenendoci dentro il bosco quando gli alberi ostacolano il passaggio. La via da seguire è logica e facile ed in poco tempo raggiungiamo anche la cima SO del Taieit, questa provvista di croce e libro firme. Per la discesa continuiamo per cresta fino all'insellatura 1309 mt dove si stacca il sentiero 820, poco segnalato (solo con bastone precariamente tenuto in piedi da alcuni sassi), con il quale ci caliamo fino ad incontrare quello proveniente dai Piani di Gerchia che ignoriamo per proseguire invece lungo l'821 alla volta di Sella Dagn. Questo tratto poco marcato, risulta scomodo e rovinato nei pressi degli impluvi dove a qualcuno può risultare un po' esposto, ma non ci sono grosse difficoltà, anche grazie ad una sorta di "protezione" offerta dal rado bosco che copre la visuale. Il tratto 821 dalla sella al bivio mt 1052 è spassoso, spettacolare e mai esposto, transita alto sopra i dirupi sfruttando le parti erbose e deboli della montagna con vedute impressionanti sull'articolata cresta soprastante. Il rientro, nonostante il buio stia sopraggiungendo, è veloce, sono carica di energie e felice di aver esaudito questo sogno, sbocciato quando l'anno scorso, sul Sentiero della battaglia di Pradis, era solo un miraggio.
  • 28/12/2014 Un anello alternativo in considerazione dei chicchi di riso ghiacciati che cadevano già dalle 8. Partiti dal castello Ceconi a Pielungo risalendo lungamente l’ampia pista, ambiente solitario e silenzioso, seguito poi sv 821 malga Jovet (ottimamente ristrutturata), gelida sosta all’interno. Per la discesa imbocchiamo il sentiero 820 accarezzando il Monte Rossa, sentiero ripido, a tratti esposto, erba scivolosa come non mai, ambiente comunque bellissimo; lasciamo a destra la prosecuzione verso sella Dagn e poi per marcate tracce ci orientiamo verso il sentiero della battaglia di Pradis e di nuovo al castello. Lungo il tragitto si incontra ottima segnaletica locale, punti di sosta, si incrociano vecchi sentieri, muretti a secco, stavoli in rovina, è un bellissimo ambiente.
  • 28/04/2013 Il monumento a Missana oggi non è un punto di partenza come un altro ma l’invito a ripercorrere la memoria della lotta di liberazione. Immagini e parole della storia si mischieranno in me con gli splendidi paesaggi per tutta la giornata. Il ponticello è divelto ma il passaggio non crea problemi. La scelta è di percorrere la cresta approfittando dei suoi squarci meravigliosi che rallentano il cammino... Il percorso è segnato con dei bolli, comodo e intuitivo. Un po’ di confusione crea la croce sul Taieit che non corrisponde alla cima del monte segnata sulla Tabacco né al cimotto dopo il muretto a secco (della descrizione) traendo in inganno sul percorso rimanente… La discesa (e l’attacco della stessa) richiede attenzione per i bolli radi (per un pezzo noi si è andati a fantasia..) Le protagoniste floreali della giornata sono state le orecchie d’orso e le borrane, perle azzurre a colorare un mare d’erba gialla e verde che nascondeva molte altre sorprese… Raggiungo il mio record personale.. con orgoglio tra vestiti e corpo mi sono contato 34 zecche. Il ritorno all’auto riporta i pensieri sulla resistenza e le canzoni partigiane spezzano il silenzio… (25.04.2013)
  • 13/11/2011 Percorso il 13-11-11,tutti i sentieri locali sono stati ripresi dal Cai, anche quelli che scendono a Palamaior dal sentiero a mezza costa sotto il Taiet. Un consiglio : Usciti nelle vicinanze della cresta, non proseguite per il sentiero in ombra che porta alla C.ra Tajet ma proseguire lungo la cresta per facili passaggi al limitare del bosco con ampi scorci panoramici verso la pianura. E' presente una buona traccia con dei bolli bianco-rossi. Si arriva fino alla forcellina da dove arriva il sentiero Cai da Piani.
  • 16/04/2011 Percorso il 26/03/2011, neve nella salita dal versante nord. La cima non è quella segnata sulla Tabacco, ma la stessa quota (m1369) più a ovest.
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