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    Anello del monte Zisilin da Taipana
    Prealpi Giulie
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    Anello del monte Zisilin da Taipana
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    Anello del monte Zisilin da Taipana
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    Anello del monte Zisilin da Taipana
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I percorsi di SentieriNaturaB37

Anello del monte Zisilin da Taipana

Avvicinamento

Da Nimis, seguendo le indicazioni per Taipana, si imbocca la strada che esce in direzione nord passando alla base del monte Bernadia. Dopo avere risalito la stretta valle del torrente Cornappo con la sua bellissima forra, al bivio per Taipana deviare a destra raggiungendo in breve il ponte San Mattia sul torrente Gorgons dove si lascia l'auto (m 367). Qui, presso una abitazione è posto un grande cartello che illustra i sentieri della zona.

Descrizione

A fianco dell'unico casolare, una piccola gradinata ci introduce al sentiero che si innalza moderatamente in diagonale nel bosco di fondovalle. Quasi in falsopiano si attraversa una prima macchia di abeti oltre la quale il sentiero tende a farsi poco marcato. Facendo attenzione ai radi bolli bianchi, che risultano anche poco visibili, ci si innalza ripidamente sul margine dell'abetaia. Dopo essere rientrati nel bosco di faggio e acero si sfiora il limite inferiore di un'altra macchia di conifere e con una breve risalita si raggiunge la dorsale settentrionale del monte Cladis. La visuale è per gran parte limitata dalla vegetazione ma si possono riconoscere i profili del monte Bernadia, del Cuarnan e del Chiampon.
La dorsale si presenta inizialmente larga ed interessata da numerosi piccoli schianti mentre più in alto si assottiglia e si articola in qualche roccetta affiorante. Più in alto, nei pressi di una antecima, il sentiero si tiene a destra passando sul ciglio del versante occidentale che appare ora piuttosto scosceso. Giunti ad una evidente segnalazione arancione si piega a sinistra proseguendo lungo la dorsale boscata fino ad innestarsi su un vecchio sentiero CAI che proviene da destra (sbiaditi segnavia). In moderata pendenza si traversa ora poco sotto la vetta del monte Cladis (m 839) che si può visitare con breve deviazione. La piccola elevazione è immersa in un boschetto di betulle e carpini e non offre visuale migliore.
Il sentiero prosegue ora quasi in falsopiano lungo la dorsale sommitale in uno dei tratti più piacevoli della intera escursione. Giunti nei pressi di una piccola macchia di abeti la cresta curva decisamente verso sinistra ed inizia a scendere con maggiore decisione. Il sentiero passa accanto ad alcuni maestosi esemplari di castagno oltre i quali occorre fare attenzione ad un bivio non molto evidente. Poco prima della quota 768, dove la dorsale si sdoppia, si abbandona la traccia più marcata per piegare a destra (sbiadito bollo rosso). Tenendosi ora da un lato ora dall'altro della piccola dorsale secondaria si scende tra esemplari di ginepro e pino silvestre al di passo Tartoria (m 661), piccola insellatura immersa nella boscaglia. Poco prima del passo una schiarita nel bosco ci permette di dare un primo sguardo al monte Zisilin con la ben visibile croce sulla vetta. Il sentiero rientra immediatamente nel bosco compiendo una larga ansa per aggirare le pendici del monte Cantun, riguadagnando il filo della dorsale in corrispondenza di una ulteriore selletta. Ha inizio ora il ripido tratto finale che si svolge lungo le pendici occidentali del monte. Il sentiero, con qualche gradino in legno, supera un tratto di bosco un poco scivoloso poi passa accanto ad un affioramento roccioso portandosi infine sul cocuzzolo sommitale. Solo all'ultimo momento si esce dal bosco sbucando sul piccolo pianoro erboso che forma la vetta del monte Zisilin (m 957, grande traliccio con croce e campana). Anche se un poco limitata dalla vegetazione la visuale piuttosto estesa), particolarmente verso la sottostante valle di Cergneu e la pianura. Conviene pertanto soffermarsi ad osservare senza fretta anche perché poi in discesa non avremo altre occasioni di spaziare con la vista.
Dalla cima, per proseguire, abbiamo due possibilità: la prima consiste nel tornare per un breve tratto sui propri passi fino ad immettersi sul sentiero che sale dalla forra del Gorgons (cartello). Seguendo le indicazioni ci si affaccia sul ripidissimo versante orientale del monte che si traversa tramite un sentierino in parte protetto da uno scorrimano in legno fino ad una insellatura. In alternativa possiamo giungere qui direttamente scendendo lungo la breve via attrezzata che ha inizio presso la croce di vetta (EE). Un lungo cavo metallico ed alcune staffe proteggono e facilitano la discesa lungo il crinale che, dopo un tratto iniziale ripido, prosegue su terreno via via più semplice fino a raccordarsi con l'altro percorso. Pochi metri dopo, ad un cartello, si lascia a destra la deviazione che scende a Nongruella e si prosegue in direzione di Taipana. Al bivio successivo ci si tiene ancora a sinistra iniziando la discesa nel fitto bosco che caratterizza le pendici del monte Namlen. Oltrepassati due impluvi asciutti si incontra un ultimo bivio dove occorre nuovamente tenere la sinistra, iniziando a calare a svolte. Nello spoglio bosco invernale spiccano le piante sempreverdi come i numerosi esemplari di abete rosso e abete bianco mentre nel sottobosco si possono osservare la laureola e la lingua cervina. Dopo avere oltrepassato un piccolo ricovero in pietra ha inizio una lunga mezza costa che ci condurrà ad intersecare altri greti e boschi di varia formazione. Con percorso sempre vario, assecondando le numerose pieghe della montagna, si perviene ad un costone panoramico (breve passamano metallico) dove la visuale si apre nuovamente sulle alture circostanti. Aggirata la dorsale si riprende a scendere oltrepassando un ultimo greto ed immettendosi su una comoda mulattiera lastricata e fiancheggiata da muretti a secco. Alcuni scorci sul vicino abitato e le vecchie opere di rinforzo del sentiero ci annunciano l'imminente arrivo. Con breve discesa si raggiungono infatti le case di Taipana dove ci si tiene a sinistra uscendo sulla strada principale. Giunti al cartello all'uscita dal paese, si lascia la strada asfaltata per scendere ancora a sinistra lungo una vecchia pista inerbita che ci riporta esattamente al punto di partenza.

Avvertenze

Il percorso da molto tempo non viene più mantenuto e pertanto richiede motivazione e una buona autonomia nell'orientamento per essere completato. Utile portare con se la carta Tabacco 026. Gli appassionati di GPS troveranno utile avvalersi del tracciato qui pubblicato per districarsi tra i numerosi bivi.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Dicembre
Carta Tabacco
026
Dislivello
800
Lunghezza Km
11,8
Altitudine min
367
Altitudine max
957
Tempi
Dati aggiornati al
2006
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  • 24/04/2015 Percorso eseguito in data 2 aprile 2015 come allenamento di corsa, giornata assolata e fresca quindi l'ideale per una sgambata.Ho lasciato la macchina in centro a Taipana decidendo di aprire/chiudere lì l'anello, per evitare sorprese lasciando l'auto incustodita in luogo deserto. Percorso meraviglioso e molto remunerativo, divertente lungo tutto lo sviluppo. Nel tratto di salita al Cladis e quasi fino al Zisilin sono molti gli schianti di alberi, ai quali si aggiungono le ramaglie cadute per il forte vento del giorno precedente, ma comunque le condizioni del sentiero sono buone e il dover rallentare ogni tanto il passo è ripagato dalla sensazione di natura selvaggia che possiamo vivere così vicino a casa. Non ho avuto difficoltà di orientamento anche se la traccia sul Garmin da polso è stata consultata un paio di volte per sicurezza di essere sul tracciato giusto, i punti in cui porre più attenzione sono maggiormente ad un bivio a quota 670 poco prima del Cladis, dove delle roccette possono nascondere il sentiero corretto; in corrispondenza della cima del Cladis dove ci sono varie tracce parallele che comunque tendono a confluire in quella giusta una volta oltrepassata la cima, e in alcuni punti circa a metà strada tra il Cladis e il Zisilin, il primo dovuto a schianti di alberi che nascondono il sentiero corretto, il secondo quando dobbiamo abbandonare il percorso principalmente di cresta per tenerci sul lato sud della cresta per alcune centinaia di metri; ma in caso di dubbi è sufficiente fermarsi un attimo e osservare i frequenti segni su alberi e roccette (molto frequenti fino al Cladis e poi un po più radi ma sempre presenti). Ovviamente la carta nello zaino o una traccia GPS sono d'obbligo perchè dovesse comparire la nebbia le difficoltà di orientamento sarebbero evidenti. Guardando il percorso sulla cartina, può essere ingannevole il tratto che collega il Cladis al Zisilin, che nonostante sembri un tratto abbastanza corto e con poco dislivello, in realtà ha uno sviluppo notevole e molti saliscendi alcuni dei quali assai ripidi. Una volta raggiunta la cima del Zisilin, consiglio di riprendere l'anello ritornando sui propri passi un paio di minuti e percorrendo il sentiero che passa a Nord della cima per ricongiungersi vicino al bivio che scende a Nongruella, piuttosto che il sentiero attrezzato con cavi e placche metalliche che scende direttamente dal Zisilin verso est, che in condizioni di terreno bagnato e con calzature leggere può risultare infido e pericoloso se non si è esperti. Dopo il bivio per Nongruella il percorso di discesa diventa velocissimo e scorrevole e senza alcuna difficoltà di orientamento, molto bello con grandi aperture panoramiche sia verso Taipana, che verso le catene di Chiampon e Gran Monte, e durante tutto il percorso di discesa abbiamo la croce di vetta del Zisilin a portata d'occhio che sembra dirci "sì poco fa eravate proprio qui!", comunque il percorso è molto vario e in poco tempo ci fa assaggiare una moltitudine di ambienti, paesaggi e tipi di vegetazione. Davvero molto bello.
  • 27/03/2014 Non una grande giornata fuori e brutta giornata dentro, pensieri, ricorrenze e poi non è ancora tempo di camminare alto, di accarezzare la roccia calda… ma il cagnetto scatenato a ponte S.Mattia rimette ordine nella materia grigia. E così due donzelle si mettono in marcia ricche di descrizione, come sempre cartina, commenti precedenti che qualche aiuto lo hanno dato, cesoie e qualche metro di corda (non si sa mai, meglio avere qualcosa in più...) A onor del vero c’è da dire che non abbiamo trovato grossi problemi ad individuare la traccia, certo, procedevamo con calma e attenzione ma belle contente della progressione. Poi improvvisamente fanno la loro comparsa a terra segnoni rossi ogni metro il che ci lascia un po’ perplesse, dov’è il tranello? E poi ecco a destra il raccordo con un vecchio sentiero con sbiaditi segnavia, evviva, le due lo seguono in discesa, eppure qualcosa non torna… si deve arrivare fino ad una vecchia recinzione per capire che è meglio tornare indietro. Infatti il sentiero di raccordo va seguito in salita, lungo la dorsale sommitale e poi tutto è abbastanza semplice, il sentiero è, a parte qualche incrocio o schianto, evidente, basta individuare i segnavia che talvolta sono ben evidenti, attenzione ai cavi delle teleferiche che a terra sono nascosti o seminascosti dal fogliame. Finalmente intravediamo la croce, dai che fra poco ci siamo, e la fregatura è qui, discesa in vallecola, risalita, ridiscesa, ririsalita, aggiramento (mai visti tanti gradini così ben rinforzati) e alla fine, fra forti folate di vento, appare la grande croce, danza di vittoria e suoniamo la campana. Il piccolo spiazzo sommitale è pulito, sembra un giardino, il panorama è abbastanza buono nonostante la leggere foschia; ci consultiamo sulla via di discesa, un’occhiata alla cresta ferrata, bella perpendicolare ma cavi ben fissi e solide staffe. Discesa in un bosco bellissimo, grandi castagni, continuando a scendere, alla sinistra possiamo continuare a vedere, lassù, la grande croce. E si, grandi scavalcamenti di tronchi sul sentiero, più in alto a destra c’è chi lavora e taglia e anche presso l’ultimo tratto attrezzato il sentiero, in parte ceduto, è stato ben rinforzato con tronchi e si passa comodamente. Da lì fino a Taipana il sentiero è segnalato da grandi fiori/stelle verdi su fondo bianco (sentiero naturalistico?), in paese due ragazzini ci augurano buona passeggiata, la pista inerbita è segnalata a sinistra da cartello, 25’ a ponte S.Mattia, due sentierini gradinati e segnalati indicano la ripida discesa sul greto del Gorgons, cascata e marmitta incluse, al ponte nessuna traccia del cagnetto scatenato.
  • 17/03/2014 Scelta inevitabile, una specie di contrappasso raibliano. Giungo a Ponte san Mattia guardato a vista da una casa alta alta e da un cagnolino piccolo piccolo che m'aspetta silenzioso e paziente al varco. La giornata inizia leggiadra e romantica. Le prime foglie di Epimedio a forma di cuore danzano con una brezza leggera e paiono sospese nell'aria. Mi trovo da subito in strana sintonia con l’esile traccia intuendone curve e contorni. Prima della dorsale un fior di stecco. Inevitabilmente cado ai suoi piedi inebriandomi a dismisura. La dorsale è piacevole, la luminosità betullesca richiama i raggi del sole. Tutto sembra troppo perfetto e mi chiedo come mai non mi sia ancora perso. A quota 768 la traccia marcata e quella a dx, la prendo. Dopo una curva si fanno ammirare delle rocce striate che paion fogli di pietra ammassati uno sopra l'altro, da una fessura spunta una primula. Proseguo incantato tra le fioriture della Laureola, parente lontana e cenerentolosa delle dafne, dai fiori verdi e per nulla odorosi. Fa capolino anche il fedele veratro, presenza familiare e discreta che per mesi accompagnerà ogni nostra escursione. Intanto gli occhi tentano di comunicare al cervello che ciò che vedono non può corrispondere all'itinerario. Non mi fido. Metto a tacere i dubbi forte delle indicazioni. Scendo verso il passo, 660, 650, 640..qualcosa non va. Torno indietro mi rigiro..eppure la traccia a dx c'era e un cerchio bianco su un albero sembrava confermarla. Decido di ascoltar gli occhi, da più di un’ora stavo facendo su è giù per il monte Ban. La deviazione si trova poco dopo quella erronea, sottolineata da una freccia sbiadita su di un albero. Raggiungo la cima aiutato da fantasmatiche bandierine. La pianura è avvolta da un bianco accecante e denso che ingoia ogni cosa. La vegetazione copre le splendide muraglie a settentrione. Intorno tanta plastica, ne riempio una borsa tra bottiglie, fiori, bicchieri. Il tratto attrezzato, in ottimo stato, diverte e ispira futuri e ferrati propositi. La discesa vale la giornata. Inizialmente rilassante, poi contorcente per i tronchi rimasti sul sentiero, infine sospirante per le infinite fioriture di polmonaria e delle prime colombine. La visuale verso il Chiampon fa rialzare uno sguardo inebetito dai gioielli del suolo. Poi l’hepatico arrivo a Taipana. Da qui la meta è raggiungibile facilmente, mi trovo invece d’accordo con Marco nel portar l’anello a valutazione EE sconsigliandone la percorrenza ai meno esperti. 13.03.2014
  • 04/12/2013 Incuriosito dalla mancanza di notizie fresche da ormai più di tre anni,oggi ho fatto l'anello completo.Possiamo considerarlo un sentiero dismesso.Le uniche tabelle sono negli ultimi metri prima della cima,i segnavia solo a tratti e sbiaditi.Indispensabile,per non perdersi,la consultazione della Tabacco.Riassumendo la situazione dall'inizio:i bolli bianchi citati nella relazione sembrano macchie di licheni,più che interventi umani.Oltrepassata la prima macchia di conifere salire diretti lungo il suo margine destro puntando alla successiva,leggermente più in alto,mirando alla dorsale.Anche questa macchia va aggirata a destra.Giunti alla dorsale non ci dovrebbero essere problemi a seguire il completo suo sviluppo fino alla vetta.Parecchie tracce si dipartono a dx e sx,quindi fate attenzione a non sbagliare.In discesa mancano indicazioni.Nulla indica Nongruella,ma la traccia dovrebbe essere facilmente intuibile.Dopo il ricovero in pietra,appena iniziato il lungo traverso finale,esteso esbosco.Il sentiero spariva sotto gli alberi abbattuti.Ho dovuto risalire circa venti metri per aggirarli e poi ridiscendere in verticale dopo circa cento metri,ritrovando il sentiero.Da qui in poi tutto facile.Grandi visuali sulla fiera del Gorgons.Alla fine dell'avventura posso dire che non ho avuto problemi a completare l'anello,ma per chi non è abituato a questi terreni la gita termina dopo un quarto d'ora.Consiglio di rivedere la valutazione E della relazione.Ciao a tutti
  • 06/06/2010 Sentiero di altro tipo: Anello Monte Cisilin. Taipana: del ponte sul rio Gorgons, dove è presente una tabella che illustra il percorso, il sentiero naturalistico conduce alla vetta del Monte Zisilin.. Una volta guadagnata la cima scendendo sul versante opposto per terminare l'anello, a circa un'ora di cammino dall'abitato di Taipana, in un tratto scosceso e dalla lunghezza non trascurabile, il sentiero è continuamente interrotto perchè ingombro di tronchi e ramaglie derivanti da attività di disboscamento. Ciò costituisce un elemento di oggettivo pericolo. Dell'impraticabilità di quella parte di sentiero non c'è menzione nè nei pressi della tabella presso il Rio, nè all'imbocco del sentiero in discesa e nemmeno a Taipana.. Se piove, come è capitato a noi, dover arrampicarsi sui tronchi tagliati che sovrastano il percorso è piuttosto pericoloso.. ale.braida@yahoo.it
  • 09/03/2009 Sentiero di altro tipo: Anello del monte Zisilin da Taipana. Taipana-monte Zisilin-Taipana. Lungo quasi tutto il percorso,sia in un verso sia in quello opposto il sentiero è difficilmente praticabile causa moltissimi alberi di varia grandezza abbattuti per cause naturali.. pierouse@hotmail.it
  • 21/09/2008 Il 21/09/2008 mi sono cimentato nel percorso e dico subito che non sono riuscito a raggiungere il monte Zisilin. Dopo poche centinaia di metri dalla partenza il sentiero diventa invisibile, così come la segnaletica. Si può allora inerpicarsi direttamente per il bosco di abeti (quasi tutti morti) fino a raggiungere la dorsale e, con un po' di fortuna, ricongiungersi al sentiero segnalato da fasce bianche. Il sentiero, però, continua ad essere poco visibile, così come le segnalazioni. Ancora con un po' di fortuna sono riuscito a raggiungere i bolli rossi prima del monte Cladis, ma da qui non sono più riuscito a seguire la descrizione. In alcuni punti si raggiungono delle macchie di alberi da cui è difficile proseguire il sentiero, in altre occasioni due sentieri si diramano da un bivio, ma entrambi sono segnati, quale seguire? Per farla breve, dopo essere tornato sui miei passi più volte per i suddetti motivi e dopo oltre due ore di cammino ho deciso di rinunciare, visto che nessuno dei sentieri da me seguiti sembrava corrispondere alla descrizione. Tutti i sentieri, in ogni caso, sono molto poco battuti. Chissà, magari d'inverno con la vegetazione meno fitta le tracce possono essere più visibili.
  • 15/05/2006 15.05.2006il 13.05.06 ho percorso l’anello proposto da Ivo, vorrei aggiungere a quanto già scritto da Ivo,circa le segnalazionifino alla vetta, che oltre ad essere rade sono anche varie, all’inizioci sono dei segni bianchi abbastanza recenti che poi dopo ilprimo bivio vengono sostituiti dai bollini rossi vecchiotti e successivamente da segnavia bianco rossi stile CAI, quasi inintelligibili sugli alberi, ai quali ad un certo punto si sostituisconodei fascioni bianchi da seguire però fino ad un bivio ove vannoripresi i segnavia bianco rossi facendo attenzione perché poco visibili.Più in alto si ritrovano ancora i fascioni bianchi.Il sentiero decisamente proco frequentato è ridotto in certi punti adesile traccia la cui individuazione è ulteriormente impeditadalla presenza di diversi alberi caduti di traverso al sentiero.Sicuramente richiede molta attenzione.Ultima nota, un lungo tratto della salita avviene in mezzoad un’infinità di gigli di montagna che nel momento della fiorituradevono essere uno spettacolo unico !Paolo pa.mir@hotmail.it
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