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    Anello del monte Plananizza da Chiusaforte
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaS33

Anello del monte Plananizza da Chiusaforte

Avvicinamento

Risalendo dalla pianura la strada statale n.13 Pontebbana, giunti all’altezza di Chiusaforte si imbocca la strada che entra a sinistra nel paese. In breve si arriva alla piazzetta con fontana proprio di fronte alla casa Zanier (m 373, piccolo parcheggio, cartello CAI sull'angolo di una vecchia casa).

Descrizione

Dalla strada il segnavia CAI n.425 sale lungo una scalinata presso le case fino a raggiungere la sede della vecchia linea ferroviaria ritrovando la prosecuzione proprio di fronte. In diagonale si inizia a prendere quota intersecando dopo poco il solco di un piccolo rio asciutto. Il piacevole traverso si conclude al bivio principale dell'escursione dove tralasciamo la comoda mulattiera per imboccare a destra il segnavia CAI n.426. Questo risale a strette svolte una erta costa di pini guadagnando il piccolo ripiano che ospita il capitello dedicato a Sant'Antonio (m 655, panca). Dalla cappelletta ci si addentra all'interno della valletta di Sant'Antonio, dove finalmente scompaiono i rumori del fondovalle. Mantenendosi a mezza costa, il sentiero si fa progressivamente meno pendente fino a giungere al punto in cui interseca il greto principale ormai quasi asciutto. Pochi minuti dopo si passa accanto allo stavolo Ceresarie (m 810), privato e chiuso, ma dotato all'esterno di panca, tavolo e fonte. La salita prosegue con una serie di ampie svolte e poi con una lunga diagonale nel bosco di pino, che va progressivamente trasformandosi in faggeta. Si giunge ad intersecare un'ultima volta il rio primario e, con un tratto a pendenza attenuata, si arriva alla solitaria e boscosa forcella Patok (m 1140), posta tra il monte Plananizza e lo Jof di Chiusaforte. Qualche metro prima della forcella si tralascia il segnavia CAI per seguire le indicazioni per il monte Plananizza (cartello). In ambiente sempre più aperto e con belle visuali sui monti di Chiusaforte si raggiunge un costone (m 1246) che segna l'inizio di una serie di tornanti. Questi si esauriscono solo a ridosso delle rocce dove riprende il traverso che ci porta ora ad assecondare alcune rientranze detritiche dove il sentiero si è un poco rovinato. Praticamente quasi in quota, si raggiunge la selletta presso il Colle Naurazis (m 1352) dove ci si innesta sul sentiero che dal monte Belepeit porta alla forcella Agar da lis Tais. Lo si segue a destra (paletto) risalendo un aperto pendio a ginestre oltre il quale si ritrova l'originario tracciato. Attenzione pochi metri dopo ad abbandonare la mulattiera principale per salire a destra (scritte e bolli rossi). Con uno stretto camminamento si traversano ora le pendici del monte per evitare una zona impraticabile poi il sentiero riprende a salire tra i mughi provvidenzialmente diradati. Finalmente, dopo qualche svolta, si esce su terreno più aperto nei pressi della cima. Non resta che cercare i passaggi migliori tra gli arbusti per guadagnare in pochi minuti la piccola vetta del monte Plananizza m 1554, panorama molto ampio, impianto per telecomunicazioni della Protezione Civile). Nascosti dai mughi, poco sotta la vetta, si trovano anche i resti di un osservatorio militare risalente alla Grande Guerra.
Dopo essere ritornati sui propri passi fino alla selletta a quota 1352, possiamo intraprendere la discesa lungo il sentiero non segnato che percorre le pendici del colle Naurazis e del monte Belepeit. Oltrepassato il bivio dell'andata, si punta a sud per tracce di passaggio che quasi subito si raccordano con l'originario tracciato. Su sentiero ora ben evidente ci si sposta sul fianco occidentale del Colle Naurazis dove si apre una bella visuale sulla dorsale del Piccolo Belepeit. Il sentiero, che si era mantenuto inizialmente in quota, prende ora a scendere andando a traversare anche le pendici del monte Belepeit. Si arriva così ad un rudere (m 1206), dove il sentiero piega decisamente a destra per iniziare la sua discesa verso il vallone del rio Cuestis. Prima di continuare si consiglia di avanzare pochi metri fino ad un piccolo casolare ristrutturato nei pressi del quale si trova un panoramico pulpito. Ripreso il sentiero, si perde rapidamente quota con una serie di svolte dapprima nel bosco e poi a ridosso di balze rocciose colonizzate da una stentata pineta. Più in basso il sentiero confluisce definitivamente nel segnavia CAI n.425 che da qui in poi utilizzeremo per chiudere l'anello. Si scende piacevolmente per balze erbose fiorite giungendo al ripiano dove sorgono gli stavoli Polizza (m 745). Poco più sotto il sentiero si orienta definitivamente verso est, rasenta una parete aggettante ed oltrepassa poi uno spigolo. Con un tratto decisamente aereo si raggiunge una cappelletta con sorgente e pochi minuti dopo il bivio non segnalato che scende direttamente a Villanova. Noi invece proseguiamo diritti, iniziando il lungo e panoramico traverso che ci ricondurrà al bivio principale. Con qualche modesto saliscendi si vanno ad intersecare alcuni piccoli impluvi e più avanti anche un corso d'acqua più consistente che forma poco sotto il sentiero una marmitta scavata nella roccia. E' l'ultimo punto di interesse di questa bella escursione che dopo poco si raccorda con il percorso fatto all'andata.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Silenzio
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Maggio
Carta Tabacco
018
Dislivello
1200
Lunghezza Km
9
Altitudine min
373
Altitudine max
1554
Tempi
Dati aggiornati al
2009
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 09/05/2015 Escursione tutta da godere, ieri è stata la prima vera giornata calda e un pochetto s'è sbuffato fra i mughi, ma proprio poco perché la vista dalla cima (accortezza a volger sempre le spalle alle antenne... a ignorarle)è insuperabile. Sentieri impeccabili di facile percorribilità e senza problemi di orientamento. La discesa è gioia pura
  • 10/03/2015 Percorso domenica 8 marzo partendo dalle cascatelle del Rio Belepeit presso Villanova, o in alternativa salendo la scalinata della vecchia stazione. Percorso in senso inverso rispetto alla relazione. L'imbocco della traccia che sale per circa 200 mt fino a raccordarsi con il 425 per gli stavoli Polizza si trova circa 100 metri dopo la stazione, una freccia sul muro indica la via. Il percorso non presenta difficoltà, superati gli stavoli Polizza seguire a destra il 425 e dopo circa mezz'ora fare attenzione ad un bivio dove a dex si stacca in salita la traccia per la cima del Belepeit, in seguito sempre evidente segnalata da bollini rossi. Quando si arriva ai primi ruderi degli stavoli Belepeit, prima di proseguire per il Colle Naurazis consiglio di seguire una traccia sulla destra che porta ad un piccolo stavolo "ristrutturato" e alla croce. Proseguendo su una traccia incerta sempre verso est con leggeri saliscendi e terreno con rocce affioranti si può proseguire verso un pulpito panoramico dove ci sono i resti di un osservatorio di guerra con splendide viste sul Cimone e sul Gruppo del Sart e Canin e valli sottostanti. La prosecuzione verso il Colle Naurazis, data l'esposizione è ancora interessata da neve, pertanto non essendo evidente il sentiero è bene fare attenzione ai bollini, specie nella zona del Colle fino alla sella sotto il Plananizza dove si attraversa una zona di mughi. Visto il tempo impiegato per percorrere questo tratto e la possibilità di trovare ancora neve abbiamo rinunciato alla cima e siamo scesi a forcella Patok e poi giù per la valle S.Antonio. La Cappella offre un ulteriore punto di sosta prima dell'ultima discesa fino al bivio 425-426. Per tornare a Villanova senza percorrere tutto il tratto del 425 consiglio di seguirlo per poco verso sinistra in direzione di Chiusaforte per poi prendere una traccia in discesa a serpentine nel bosco che dopo un tratto incerto si fa più evidente e con bollini gialli e conduce comodamente alla fine della strada di Voianic e al punto di partenza. Zecche? zero!
  • 05/05/2013 Il tratto iniziale è gioia per gli occhi e carezza per l’anima, fioriture di citiso rosso e peloso si alternano al latiro. Il sigillo di salomone promette bene per la prossima settimana… “per fortuna” dopo l’ancona i colori si calmano e il bosco non lascia spazio a troppe tentazioni per la salita. A parte le prime pinguicole dell’anno.. Il relativo sforzo viene premiato verso il Plananizza da una fioritura di Fior di Stecco che dà una dolce carica per gli ultimi passi. Cercate la traccia nei mughi vicino la vetta, c’è…e salire a occhio si trasforma in una lotta di wrestling dove i pini hanno la meglio abbracciandomi di continuo. Il panorama è mozzafiato nonostante le nubi coprano le punte dal Montasio ai Musi.. L’assenza di zecche è una sorpresa. La discesa non presenta problemi dall’inizio l’itinerario è curato e ben segnalato, la traccia che parte dietro l’albero dei commenti precedenti è chiara. Dopo il colle, verso i 1300, noto una radura sulla sin la seguo.. il bosco è ampio, abbozzi di tracce.. ma sì, dai, vado verso il pulpito per la cresta. Il premio sono le occhiate ai dirupi severi verso Scluse e soprattutto per un gufo reale (ciccione a dismisura) che con eleganza mi vola davanti…devo averlo disturbato nella sua tana.. L’ingresso agli stavoli Polizza è amore puro in un arco di noccioli con il fragile epimedio e le sue foglioline che sembrano dei cuori.Il rientro è caratterizzato da altre fioriture..le vedovelle e la dafne odorosa fa la sua inebriante entrata e indugio in foto e annusamenti vari..eh eh.. le zecche sono tutte qui e aspettavano un fotoamatore.. senza patemi mi tuffo gli occhi nelle cascate per poi szeccarmi alla fonte di Scluse. Un meraviglioso itinerario di inizio o fine stagione.
  • 11/03/2012 Percorso oggi. Veramente un bel giro con un meraviglioso panorama. Segnato CAI anche da f.lla Patoc sino al bivio finale per il monte Plananizza. L'ultimo tratto prima della cima è un po' più impegnativo rispetto al resto del giro ma molto appagante. Per individuare il sentiero che dalla f.lla Naurazis porta agli stavoli Polizza attenzione al nastro come da precedente commento, il bivio è pochi metri prima della forcella (per chi sale) in prossimità dell'albero recante l'indicazione “Forca Patoc”. Appena preso il sentiero si trovano comunque abbondanti bolli rossi sino all'innesto con il CAI 425. PS Praticamente nessuna traccia di neve.
  • 16/11/2011 M.PLANANIZZA-Il percorso rispecchia fedelmente quanto descritto nella scheda.Devo dire che ho avuto più difficoltà a trovare la traccia del sentiero che da forc.naurazis scende agli stavoli polizza.Provo ad aiutare i prossimi escursionisti. Arrivati alla forc.naurazis, riprendere il sentiero usato in salita, per una decina di metri circa.Aguzzare molto la vista sulla destra.Si intravvedere un'abbozzo di traccia e poco più in su un vecchio nastro " ti vedo " ora ormai sbiadito. Da li in poi, sempre ponendo attenzione, dei bollini rossi portano nella giusta direzione fino a incrociare il sent.425 che si seguirà sempre in disciesa.Per il resto, anche questa cima presenta un'imponente panorama a 360° (se pur disturbato in parte dall'impianto della protezione civile)che ripaga l'impegno profuso per raggiungerla. Attenzione ai tempi ! Con il mio passo di media caratura, tutto l'anello l'ho percorso in h. 6,20,tenendo presente che 30' circa li ho persi nelle due ricerche delle traccie sia in salita che in discesa e sempre dalla forc.naurazis. Tener presente dei tempi, specie nella stagione in cui le giornare sono corte.Buona vita a tutti
  • 03/06/2009 Sentiero CAI: 425 - 426 + tracce per la cima Plananizza. Da Chiusaforte verso il monte Plananizza e rientro facendo un anello (ci sono varie possibilità).. I sentieri sono in sostanza agibili ma mal segnati in alcune parti. La crescita di arbusti su tutto il sentiero e mughi presso la cima rende la camminata inutilmente faticosa e scomoda.Forte presenza di zecche tanto da non salvarsi nemmeno se si è ben coperti. Tra l'altro si tratta di zecca contagiata da TBE.. 2 Giugno. luca_sdf@hotmail.com
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