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    Monte Pieltinis da Sauris di Sopra
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaF16

Monte Pieltinis da Sauris di Sopra

Avvicinamento

Da Tolmezzo si risale il corso del fiume Tagliamento lungo la statale n.52 attraversando in successione Villa Santina, Enemonzo e Socchieve. Giunti ad Ampezzo si seguono le indicazioni per Sauris imboccando a destra la strada che risale lungamente la valle del Lumiei. Dopo avere costeggiato il lago di Sauris la strada sale toccando dapprima Sauris di Sotto e quindi Sauris di Sopra dove si parcheggia (m 1394).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Maggio
Carta Tabacco
02
Dislivello
800
Lunghezza Km
12,9
Altitudine min
1394
Altitudine max
2027
Tempi
Dati aggiornati al
2016
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  • 20/06/2016 Escursione effettuata ieri 19/06/2016 in una giornata di tempo variabile.Confermo che la strada da Ampezzo a Sauris è ancora chiusa e tocca fare il giro per il P.so Pura, superato il quale, in prossimità della galleria, c’è un senso unico alternato, gestito da un semaforo con attesa che può arrivare a 20 minuti. Partenza da Sauris di Sotto (nei pressi del noto salumificio) lungo il SV CAI N° 218 fino a C.ra Pieltinis e poi su SV CAI N° 206 lungo la sterrata che porta a F.ca Pieltinis dove si prende il sentiero che porta in cima (panorama estesissimo). Giustamente inserito nei Sentieri dei Fiori; dai prati appena fuori l’abitato, ai rododendri (ancora in bocciolo), è tutto uno spettacolo. Escursione adatta per tutti. Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
  • 28/05/2016 28/05/2016-Saliti al monte Pieltinis,la giornata però in alto si copre presto e (non) vediamo molta nebbia. La strada per Sauris da Ampezzo è chiusa, è necessario transitare per Passo del Pura. Da sella Festons siamo passati per il Morgenlait (con la sua campana e il libro di vetta), poi su comodamente alla cima del Pieltinis. La neve s'è appena sciolta, le fioriture sono indietro, si presentano solo crochi e eriche. Parecchi escursionisti a cercar erbe, scambiate quattro chiacchere con un gruppo di Goricizza, incontrati amici di Gemona. Uno stagno del pianoro di Festons ospita centinaia di anfibi e rospetti gracidanti, uno spettacolo della primavera a cui non capita spesso di assistere.
  • 29/05/2015 Percorso veramente suggestivo! Non solo fiori, ma anche panorami. Come da relazione, consiglio vivamente di raggiungere anche Sella di Festons. Davanti agli occhi vi si aprirà un mondo...Rispetto ai commenti precedenti segnalo che il cartello nei pressi di Casera Pieltinis, che indica la direzione per Sauris di Sopra, non è più nemmeno a terra e che il nudo palo è in equilibrio precario. Quindi, giunti al tavolo con panca poco prima della Casera, la direzione da seguire è quella che passa a destra della stazione meteorologica. Un saluto a tutti.
  • 11/05/2015 Anello fatto ieri, 10-05-2015 percorso bello con "scorpacciata"di casere,penalizzato solo all'inizio dalla carrareccia asfaltata,sorvegliati in salita,dalla mole del mt.Bivera.poi sù fino in sella Festons,meraviglioso balcone sui monti della val Pesarina.D'obbligo la salita al mt Morgenlait,sovrastato dall'enorme croce, nessun problema sul sent 206 che porta al mt Pieltinis, dalla cui cima bellissima visuale a 36o°. In discesa verso la casera fioriture di anemoni e genziane, facevano bella mostra ai caldi raggi solari . Mandi
  • 04/11/2014 Un anno dopo ripercorro il muro asfaltato che parte da Sauris di Sopra. Ostinato, con il ginocchio bloccato, m’ero trascinato alla Kaiser Sose a forza di bastoncini, abdicando alla terza curva. Oggi è una giornata diversa per me, con le emozioni sovrastate dalla socialità. Ancor più per gli amici, poco avezzi a monti e pendenze, che induco involontariamente al mio stesso contrappasso. A sella Festons il panorama e la splendida giornata reintegrano il morale. Il Pian delle Streghe vede vincer le ghiaie mentre le fiancate del Tiarfin son tinte di bianco. Il Tinisa fa la guardia verso meridione e i cupolotti boscosi del Colmaier coccolano il lago. Finalmente la via si fa troi e regala una successione di rocce che fan a gara di sfumature. Cromatismi rosastri, striati, in un’alternanza di lucidi e opachi costantemente sfregiata da scritte e nomi incisi. Di no crodi! La cresta, dal Rioda al Losa, s’è fatta taciturna, ha spento i suoi favilli, donandosi all’ocra. Il tratto franato, minaccioso da lontano, s’oltrepassa senza rischi. La cima è a due passi. La vista spazia dall’Istria alle Dolomiti passando per le Giulie. Ci crogioliamo a lungo al cospetto di quei profili. Sauris è un’oasi che odora di vita, orgogliosa. Verticali pareti rocciose s’alternano a creste auree il cui carattere bonario le ha destinate ad un’estesa monticatura condizionandone colori, forme e profili. Il lago è una gemma incastonata in una parure fiabesca. Monili boscosi e pendenti granitici donano a quest’elegante culla un fascino che conquista in ogni occasione la si ammiri. Bella la discesa alla casera con un giardino che supera la perfezione artificiale e devastatrice dei campi da golf. La gabbia per uccelli è ancora lì, affacciata alla finestra al piano superiore del laboratorio caseario. Come installazione artistica. Aperta, non può imprigionar neanche il vento. Il ritorno è lungo e rilassante e passa per un bosco che mi mancava, con le sue foglie, con i suoi silenzi. Al rientro il piccolo battaglione amicale s’è sfrangiato. Ognuno con le sue magagne, alternano la meraviglia che gli ha riempito gli occhi a sguardi vendicativi nei miei confronti. Ma l’indulgenza è ben stipata nei loro zainetti, pieni di un’esperienza intensa e inusuale, in attesa d’esser svuotati. Anche se i panorami che regala ammutoliscono, tra i percorsi di cresta sauriani questo è forse il meno attraente per la salita bitumata. La dorsale Novarza-Losa almeno ricambia con un lungo vagar in creste.(01.11.2014)
  • 20/10/2014 20/10/14 escursione fatta il 19/10/14. Camminata molto bella , panorama bellissimo. La parte franata è facilmente percorribile.
  • 03/08/2014 Percorso oggi 3 agosto con tempo buono e temporali tutt'intorno. Il panorama si e' solo intravisto, ma la bellissima fioritura valeva abbondantemente il viaggio. Il sentiero 206 e' parzialmente franato nella traversata a mezzacosta fra l'ultima sella e l'inizio della salita al Pieltinis, ma con un po' di attenzione si passa. Il cartello CAI che indica la deviazione verso il sentiero 218 giace tristemente a terra.
  • 03/06/2014 Salito domenica 2 Giugno partendo da Sauris di Sopra, riscontrando diversi inconvenienti lungo il percorso:1-Sotto il versante Sud-Est del M.Festons diversi schianti ostruiscono il passaggio, ma sono comunque superabili con qualche cautela vista la presenza di neve2-Dalla Sella Malins il CAI 206 risulta impercorribile a causa di diversi schianti e franamenti, ma si può salire con molta cautela lungo la cresta della quota 1932, scendendo poi alla sella di quota 1901.3-Dalla sella di quota 1901 però alla sella di quota 1906 il CAI 206 risulta totalmente spazzato via dalle slavine e si può proseguire soltanto con molta cautela, passo "sicurissimo" ed assenza di vertigini!Passare lungo la cresta della quota 1975 della Costa di Pieltinis non sembra consigliabile vista la ripidezza dei versanti e la presenza di neve4-Per la discesa, vista la presenza di neve abbondante fra la casera Pieltinis e la sella Rinder Perk, abbiamo optato per la cresta del M. Hoache Lanar, che però presenta alcuni tratti con alcune roccette, fino alla sella Rinder Perk attraverso le alture erbose della Costalta5-Lungo la discesa dalla sella Rinder Perk a Sauris di Sotto ci sono ancora svariati schianti e lo stesso problema si riscontra lungo la carrareccia 2E fino a Sauris d
  • 21/10/2012 Percorso ieri in una magnifica giornata calda e splendente che ci ha permmesso di ammirare un panorama favoloso a 360 gradi fino alle Tre Cime di Lavaredo. Il sentiero dell'anello si presenta facile e poco faticoso, escursione per tutti. Un saluti a Erica di Maniago la cui compagnia ci ha deliziato in cima al Pieltinis
  • 10/07/2012 7/7/12Prima uscita in regione per me e mia molgie!Escursione svolta sotto un cielo velato che ci ha impedito di soffrire eccessivamente il caldo, ma ci ha permesso di ammirare il panorama straordinario.Durante la salita il Biviera si mostra in tutta la sua imponenza.Succesivamente i Claps e il lago.Accompagnati da fioriture spettacolari.Itinerario facile ma ricco di soddisfazioni.
  • 30/06/2010 Itinerario odierno, tranquillo e piacevole; merita per la flora (ho visto persino due esemplari di clematide alpina) e una miriade di farfalle amoreggianti.loredana
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