il portale dell'escursionismo montanoInvia una mail a SentieriNatura Utente anonimo 152 ospiti - 1 utenti 
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • IMG_7491
    Piper, Due Pizzi e Gosadon dalla Val Dogna
    Alpi Giulie
  • IMG_7458
    Piper, Due Pizzi e Gosadon dalla Val Dogna
    Alpi Giulie
  • IMG_7455
    Piper, Due Pizzi e Gosadon dalla Val Dogna
    Alpi Giulie
  • IMG_7453
    Piper, Due Pizzi e Gosadon dalla Val Dogna
    Alpi Giulie
  • IMG_7417
    Piper, Due Pizzi e Gosadon dalla Val Dogna
    Alpi Giulie
SentieriNaturaAggiungi ai preferiti - Richiede LogIN
I percorsi di SentieriNaturaM31

Piper, Due Pizzi e Gosadon dalla Val Dogna

Avvicinamento

Risalendo la strada statale n.13, Pontebbana, all’altezza di Dogna si prende a destra la deviazione che entra nel paese. Attraversato il ponte sul Fella si imbocca la lunga e tortuosa rotabile che taglia il versante di destra orografica fin oltre la fitta serie di tornanti dopo il Pian dei Spadovai. Superata l'ultima svolta, si individua sulla sinistra l'inizio del segnavia CAI n.648 (m 1268, cartello, parcheggio lungo la strada).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Memoria
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Settembre
Carta Tabacco
019
Dislivello
1300
Lunghezza Km
11,3
Altitudine min
1268
Altitudine max
2069
Tempi
Dati aggiornati al
2008
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 02/12/2016 30/11/2016 In senso antiorario ,rispetto alla relazione di S/N la partenza dai Plan dei Spadovari sent. 605,per la cima del Mt. Gosadon,risultando alla fine una scelta azzeccata,e più sicura per salita per i passaggi "delicati"e franosi. Dal Mt. Gosadon poi, al Pizzo Alto, e...finalmente l'emozionante passaggio sulla cengia attrezzata,bellissima e sicura, con i cavi nuovi di zecca.Dopo l'uscita dalla buia galleria, la doverosa risalita alla Cima Vildiver....una breve sosta al Ric.Bernardinis,la discesa alla Forchia di Cjanalot, e con i sent.648/649 l'ultima cima in programma, il Mt. Piper. E'stata un'escursione fantastica, con quattro cime panoramiche e importanti. Mandi
  • 31/10/2016 Saliti in quattro al ricovero Bernardinis, sistemato, base per i volontari che lavorano al sentiero Battaglione Gemona. Proseguito poi alla cima Vildiver; percorsa la galleria (torcia) e la emozionante cengia intagliata nella roccia, dotata di cavi nuovi e posizionati perfettamente (caschetto e imbrago, attenzione all'esposizione). Sul sentiero tra i mughi raggiunta poi la cima Due Pizzi, tanto più panoramica, oggi, per l'aria tersa. Mare di nubi in Valcanale e in val Saisera in dissolvimento. Incrociati alcuni escursionisti, tra i quali evidentemente anche Paolorock che mi precede nei commenti; un saluto! (31 ottobre 2016)
  • 31/10/2016 Salito oggi alla Cima Alta del Due Pizzi.Il tratto di sentiero dal bivio con il 648 al bivio per la cima è perfettamente attrezzato e liberato dai mughi.Giornata favolosa, dove l'inversione termica ha generato i "Monti naviganti", sul mare di nuvole.Buone montagne
  • 26/09/2016 25/09/2016-Saliti al Piper dalla val Dogna, CAI 648 e 649 (leggi anche commento precedente). Il solco ghiaioso ha rosicchiato il sentiero ma comunque si passa. Mughi tagliati, grazie al lavoro di chi sta risistemando il Sentiero Battaglione Gemona. Visita ai resti di postazioni in una giornata sorprendentemente tersa. Ripido ripido, se si dispone di fiato si sale in fretta (oggi ne disponevamo). PS-qualche escursionista pronuncia il nome del monte all'inglese: "paiper". Ma in fondo, basta capirsi.
  • 26/08/2016 26/08/2016. Escursione del 24/08/2016 con partenza da sella Somdogna e attraveso il sentiero 609 raggiunto il ricovero Btg. Alpini Gemona (lavori in corso). Da qui proseguito verso il Piper per il sentiero 649 dichiarato ancora inagibile, in effetti sussistono ancora un paio di punti critici che richiedono attenzione (vedi commenti precedenti). Dalla cima il panorama è impareggiabile e la splendida giornata ha permesso di coglierlo nel migliore dei suoi aspetti. Chiuso l’anello scendendo per il sentiero che si innesta al 648 per rientrare alla sella. Per chi volesse salire direttamente alla cima del Piper, senza fare il più impegnativo traverso dal ricovero Btg. Gemona, si consiglia di salire dal sentiero 648, deviare a sinistra per il 649 e raggiungere la cima, rientrando per il medesimo percorso. Alla deviazione troverete il cartello che indica il 649 come dismesso, ma si riferisce al tracciato che prosegue sull’altro lato dopo la cima. Trovo inoltre eccessivo che Il suddetto tratto del sentiero 649 dal bivio alla cima, sia segnato punteggiato sulla carta Tabacco.
  • 25/07/2016 Per completezza d'informazione, preciso che quanto ho scritto in precedenza, si riferisce unicamente alla salita al monte Piper dalla Sella di Somdogna, fermo restando che le attrezzature incontrate sono in ordine (cavi nuovi e staffe) e che comunque gli attraversamenti su ghiaietta e sabbia sono da farsi con molta attenzione.
  • 24/07/2016 Sebbene una parte del sentiero Battaglione Gemona sia stata messa in sicurezza con cavi nuovi, arrivare per me al monte Piper non è stata una passeggiata, in un passaggio su canalone ho molto gradito l'aiutino della corda di Pietro, pochi metri in salita, ma se non sali.....scivoli giù....Le attrezzature ove presenti sono in ordine, fiori e postazioni di guerra, resti di proiettili. Anche la discesa dalla cima è prudente fino ad arrivare sui verdi (prati interi di giglio martagone) e poi finalmente l'innesto con il sentiero 648 e sotto, molto più sotto, la strada e gli scarponi lì van via lesti
  • 19/01/2016 Ma ti pare che sia periodo da bivaccare sudando nel sacco a pelo? A sorpresa mi ritrovo in val Dogna a seguir l’ombra degli scarponi del sior Mario. Non sono le Poligale a farmi strabuzzare gli occhi, ormai ci si fa l’abitudine (?!), ma i rami dei piccoli faiârs, da cui spuntan le nuove gemme! Giunti alla prima forcella, si spalanca il sipario sui Due Pizzi. Le mie zampe scalpitano e mi separo dal compagno per dirigermi al Piper, figurina mancante nella mia dognevole collezione. La bivacchevole meta è stata decisa durante la fuga dalla piana e mi ritrovo senza mappa. Niente di grave, finché, salendo alla successiva forcella, le cimotte si fan tre. Mi trovo pochi metri sotto quella giusta, coi piedi puntati nella neve. Se avessi tirato l’orecchio, probabilmente avrei captato lo sghignazzamento minerale. Lo stesso risolino di quando sente che lo chiamano Paiper. Mi volto ad osservare il panorama e spunta quella croce. Ma alore? Alc a no torne, mò! E’ ovvio che il cocuzzolino che mi sta a due passi non può essere il Piper (le risate si fan soffocate per non farsi sgamare) Ritorno sui miei passi e mi sforzo d’interpretare un troi di salita. Senza risposte, ripiego verso i ruderi bellici più alti, nella convinzione che da lì, la via d’assalto alla croce risulti evidente. Invece il terreno si fa sempre più malagevole, ingombro di detriti e i passaggi ove poggiar le dita si fan delicati. Ogni appiglio su cui metto le mani mi rimane come ricordo da metter in tasca. Val Dogne po’! Mollo la preda, mica son qui a conquistar vette! Ma a scippar ricordi! A banchettare con immagini ed aneddoti altrui! Raggiungo la cimotta che sovrasta la forchia di Cjanalot e poi via verso il Bernardinis, mangiando con gli occhi quei lacrimatoi e quella parete che la luce trasfigura, trasformandola in legno intagliato. Mario ha già iniziato a coccolare l’alcova prescelta. Le coperte finalmente respirano aria buona, appoggiate sulla ringhiera. Il bivacco par vestito a festa! Una volta riuniti osservo perplesso la strapiombante parete del cocuzzolo raggiunto. Parete che poco prima, con la naturalezza di chi sa ascoltare i sussurrii della montagna, m'era stata consigliata come via d’ascesa. -L’ho fatta a suo tempo, vedi quella cengia?- Continua dettagliando la “facile via”, come se fosse salito ieri. Come se la stesse ripercorrendo di nuovo. Poi la vediamo prender fuoco, quella parete, prima di rintanarci scoprendo i dettagli dell’operazione “Su pei monti” atta a ripristinare la via del Battaglione Gemona e poi i racconti da Sherlock Holmes delle tenebre. Perché oltre alle terre alte, il sior Mario è rapito da quelle sommerse. Neanche ventenne iniziò ad esplorare i budelli infiniti del Canin, errando in abissi ancora sconosciuti. Ignotum per ignotius . La mattina dopo, o meglio alla fine della notte, siamo sulla Cima Vildiver. Sotto una luna che acceca. inizio a sfornare i caffé. Due gracchi vengono a godersi il sole a pochi metri. La luce è talmente potente che ne infiamma il piumaggio. Noi bipedi, vaghiamo da un estremo all’altro della picca, ognuno perso nei versi declamati dai colori dell’alba. Carpendone ogni sillaba. Prima di scendere per il 605 vado a dare un’occhiata sulla fattibilità d’una puntata sul Pizzo grande. Neve e ghiaccio mi fermano già al piccolo ponticello oltre la galleria. Più giù siamo in maniche corte, come ogni primavera che si rispetti.(26-27.12.2015)
  • 15/08/2014 15/08/2014 il 648 risulta inagile, c'è un cartello del CAI all'attacco del sentiero. Si può salire lo stesso (solo escursionisti esperti), ma fare attenzione durante i passaggi nei canaloni, ci sono tratti esposti molto stretti. Anche il 649 risulta inagile, al bivio con il 648 a quota 1749 c'è lo stesso cartello sopra descritto. La salita la Piper è fattibile, ma la traversata verso il Biv. Btg. Gemona è da evitare in quanto una parte del sentiero è franata.
  • 15/09/2013 Si va sul Malvueric! Ma a Dogna gli amici di monte metton la freccia. Sei mai stato sul Due Pizzi? Prima di rispondere saliamo già il bosco. Il sentiero che porta al Cjanalot è a tratti eroso. In alcuni punti incavati la roccia sembra gesso. La si stacca con le mani, sembra rompersi con lo sguardo. Come se la montagna avesse deciso di abbandonarsi agli elementi, di diventare cibo per aria e acqua. Quasi a cancellar gli orrori che l’han percorsa. Il Bernardinis non lo facevo così grande. Un breve sosta e si riparte per il Pizzo Alto. Una famiglia friulana, fiduciosa, ci segue nonostante i segnali sulla chiusura del troi. La galleria sembra fatta per gli hobbit. Dall’altra parte la scenografia cambia colore e forme. Il ponticino rotto inizia a complicar le cose ma si passa. In discesa verso l’arco tutto si fa irreale. Inizia a soffiare il vento di Mordor e i pinnacoli sembran vivi. Saggiamente la famiglia abdica (da solo avrei fatto lo stesso). Il terreno è divorato e i cavi divelti ne sono impotenti testimoni. In diversi punti il passaggio è delicato, passo sicuro e attenzione sono quanto mai necessari vista l’esposizione. La possibilità di far affidamento su attrezzature o pareti è minima ma a volte indispensabile. Nonostante ciò il percorso è “fattibile” (ognuno è ovviamente metro di sé stesso). Dopo l’arco la bellissima e risicata cengia si anima: alcuni vecchi attacchi militari escono dalle rocce come serpenti di ferro, altri han occhi puntati verso papà Montasio. La successiva immersione nei mughi stranisce, sembra di vivere un’altra giornata, tanta la roccia che mi è entrata dentro. Il paesaggio dalla cima non si può descrivere. Arrivano due coppie austriache. Restiam tutti senza parole. Scendiamo per ultimi ripercorrendo i nostri passi salutando il Piper da sotto. Oggi i salti emozionali han già superato il dislivello massimo. Ps: In questo itinerario immaginavo di poter trovare qualsiasi cimelio bellico ma non il tappo di una fotocamera Nikon, argomento di conversazione con tutti gli escursionisti incontrati. Nessuna persona interpellata si è rivelata Cenerentola. Il tappo comunque sta bene ed è disponibile a tornare dal suo proprietario.(14.09.2013)
  • 20/07/2013 Sono salito oggi sul Piper e sulla cima Vildiver. Per quanto riguarda il Piper, ci si arriva facilmente, c'è solo qualche piccolo problema di orientamento alla fine della mugheta, all'inizio del pendio erboso, dove il sentiero è stato mangiato dall'erosione, ma lo si ritrova facilemnte puntando verso l'alto e tenendosi sulla destra. Per quanto riguarda la zona erosa, fra il bivio fra i sentieri 648 e 649 e la forca di Cjanalot, effettivamente si ha qualche patema per l'esposizione di qualche tratto e per il terreno estremamente friabile ma, con un po' di attenzione si passa. La vista sulla parete nord del Montasio che si gode dalla cima del Piper è forse la più bella fra tutte qualle possibili dalle cime circostanti. Mauro.
  • 02/08/2012 Percorso ieri 01/08/2012 evitando la salita verso il Piper ma percorrendo il resto dell'itinerario proposto nella scheda. Tutto sommato grosse difficoltà non ce ne sono, purtroppo le attrezzature della cengia sulla parete della Cima Alta del Due Pizzi non sono tutte in ordine e l'impressione data dai cavi disancorati non è delle migliori e secondo me sarebbe meglio eliminarli. C'è però da dire che i pochissimi punti in cui sono veramente utili le attrezzature sono in ordine. Passando invece al percorso per salire e scendere dalla poco nota (e immagino frequentata) cima del Gosadon anche qui ci sono solamente un paio di punti dove si deve fare attenzione e che la relazione già segnala ma che per completezza rimarco anche io.Innanzitutto la salita non è granchè impegnativa e anzi se si volessero evitare "rogne" consiglio di salire e scendere per lo stesso itinerario ripercorrendo poi la cengia del Due Pizzi. Continuando invece in discesa per il versante sud del Gosadon le difficoltà sono principalmente concentrate sull'attraversamento sopra la grande baracca militare (comunque il cavo arruginito aiuta non poco) e l'aggiramento sulla destra del roccione che è un po' esposto, si passa ma con qualche patema dovuto soprattutto al terreno friabile. Segnalo la presenza di diversi raponzoli di roccia proprio dopo questo passaggio, subito dopo la deviazione per il Pian dei Spadovai, sulle rocce a sinistra. Finora non li avevo mai visti nelle Giulie ed è stata una gran bella sorpresa. Ancora una cosa sull'attraversamento del dirupato versante ovest del Piper che immette sul ghiaione sotto la forca di Cjanalot, è tutto sommato piuttosto semplice anche se pure qui l'impressione dovuta alle condizioni del ponticello non è delle migliori ma è comunque sufficiente a procedere, con la dovuta attenzione, e superare questa modesta difficoltà.
  • 07/09/2010 Segnalo che alla data del 05 /09/2010 lo stato delle attrezzature all'uscita della galleria verso la Cima Alta è tuttora pessimo, divelte in diversi punti, un gradino del ponticello di legno è rotto ed un altro sta scivolando, il sentiero è molto friabile e richiede molta attenzione vista l'esposizione. Loredana
  • 09/08/2010 Al 07/08/2010 il sentiero 649 è ancora inagibile nel tratto sotto il Piper, nella zona franata (ghiaione) è sconsigliato avventurarsi.
  • 29/09/2009 Sentiero CAI: 648-649-605. dalla val Dogna a f.lla Cianalot-Due Pizzi. il 648 è di difficile percorribilità a causa delle piogge di sett 2009 e quasi certamente scomparirà dopo il prossimo inverno, sarebbe bene chiuderlo alla partenza con un avviso e suggerire il 605 .il 649 dal bivio di q. 1749 fino quasi alla Cianalot farà la stessa fine se non si provvede.il 605 alla partenza è difficile da individuare a causa delle ghiaie che lo hanno invaso.. ninoalpino@vodafone.it
  • 23/07/2009 attenzione! avviso riferito alla data del 23 luglio 2009-il sent.649 è chiuso per inagibilità, nel tratto che dalla cima del monte piper va verso il ric.batt.Gemona,sotto lo jof di miezegnot.
  • 23/07/2009 Sentiero CAI: sent.649. dalla cima del monte piper al ricovero battaglione Gemona, sotto lo jof di miezegnot. inagibile causa frana- Avviso CAI sulla cima del monte Piper. Non so se l'avviso di inagibilità è stato posto anche a sella sompdogna.Intreressa chi intende fare l'anello che dalla sella,sale al pipero, ai 2 pizzi e scende con il sent.648 o 605. meleet@alice.it
  • 21/08/2008 Da tempo ci sono pervenute segnalazioni di difficoltà di percorrenza del Sentiero Battaglione Gemona nel tratto compreso tra il Piper e i Due Pizzi. Abbiamo così ripercorso l'anello descritto qui sul sito per poter fornire informazioni aggiornate a coloro che desiderano freqentare la zona. Le nvità non sono tutte negative, ma vediamole con ordine. Il Sentiero Battaglione Gemona è effettivamente interrotto nel tratto attrezzato che saliva da est alla vetta del monte Piper. Una frana rende decisamente pericoloso avventurarsi su quel tratto. Si sconsiglia quindi vivamente di intraprendere tale salita in attesa che il sentiero venga ripristinato o che si individui un nuovo percorso. Le attrezzature tra l'uscita della galleria e la cengia dei Due Pizzi sono risultate in cattivo stato, spesso disancorate e arrugginite. La cengia è comunque percorribile ma occorre piede sicuro data la notevole esposizione. Un paio di punti dove la cengia è interrotta richiedono attenzione. La buona notizia è che la salita al monte Gosadon dalla selletta tra questo e i Due Pizzi è stata liberata dai mughi e qualche bollo rosso ora ci guida con maggiore sicurezza verso la cima. Non solo, la pulizia è stata effettuata anche sul versante sud ed ora è possibile scendere al Pian dei Spadovai oppure chiudere a sinistra ritornando verso la forca di Chianalot. E' comunque un sentiero impegnativo per la presenza di alcuni punti franati.
  • 31/08/2007 poglej si to stran to je gora dve špici
  • 12/05/2007 La mulattiera di guerra che scende dal Gosadon è stata ripulita nel 2003-2004 e segnata con bolli rossi. Scendere direttamente sul macereto sotto i ruderi delle costruzioni belliche situate sul versante meridionale poco sotto la vetta. La traccia si inoltra nei mughi verso destra. Si aggira dapprima sulla destra un torrione (un tratto di sentiero esposto e rovinato) e dopo una lunga serie di serpentine nei mughi, si attraversa la parte terminale del ghiaione sotto il Due Pizzi e ci si innesta nel sentiero 605 nel vallone sotto forca Chjanalot.
  • 17/08/2006 Sentiero CAI: 649. Dal bivio con il sentiero n.648 al Monte Piper - ricovero Battaglione Alpini Gemona. Divieto di accesso a causa di una frana che ha travolto il sentiero. vatripaolo@virgilio.it
  • 17/08/2006 Sentiero CAI: 649. Dal ricovero Bernardinis alla cima del monte Due Pizzi - forcella tra i Due Pizzi. Sentiero franoso, distaccamento in alcuni punti dei chiodi e della corda che formano la ferrata. vatripaolo@virgilio.it
  • 31/07/2005 Sentiero CAI: 649. Da BTG Gemona a Monte Piper (inizio sentiero attrezzato). In data 31-07-05 una frana di modeste dimensioni ha ostruito parte dell'inizio del sentiero attrezzato verso il monte Piper. Prestare attenzione visto che a monte c'è ancora materiale che rischia di distaccarsi
  • 06/09/2004 Sentiero CAI: CAI n.649 "Sentiero attrezzato Battaglione Gemona". Dalla sella Somdogna alla fine della cengia che porta alla cima alta dei Due Pizzi. Alcuni sostegni metallici sono divelti e, in alcuni punti, in particolare sulla cengia che porta alla cima alta, la corda metallica e' "volante". alessiacestaro@libero.it
  • Invia un commento
Le vostre fotoVisualizza tutte le fotoi
  • i Due Pizzi e il Mt. Piper dal Gosadon
    03/12/2016 i Due Pizzi e il Mt. Piper dal Gosadon
  • ricovero Bernardinis, Vildiver e Due Pizzi dal monte Piper
    24/07/2016 ricovero Bernardinis, Vildiver e Due Pizzi dal monte Piper
  • sentiero Battaglione Gemona
    24/07/2016 sentiero Battaglione Gemona
  • Presso il ricovero Bernardinis. Postazioni belliche presso i ...
    02/02/2009 Presso il ricovero Bernardinis. Postazioni belliche presso i ...
  • Jof di Montasio. Vista dello Jof di Montasio dal sentiero pe ...
    22/04/2007 Jof di Montasio. Vista dello Jof di Montasio dal sentiero pe ...
  • Invia una foto
I vostri tracciatiVai al forum GPS
Le vostre escursioniVai alla mappa localizzazioni
Mappa Scarica il tracciato kml Scarica il tracciato gpx Visualizza mappa dettagliata - Apertura su nuova finestra
Profilo altimetrico
Altre escursioni in zona
SentieriNaturaTV
Webcam più vicine
  • Webcam Piani Montasio 2
  • Webcam Piani Montasio 1
  • Webcam Acomizza
© Redazione di SentieriNatura - Udine, - Ivo Pecile & Sandra Tubaro - Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x768 - Privacy & Cookies - Powered by EasyDoc - Webdesign by Creactiva