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    Anello del Cuel dai Pez da Bagni di Lusnizza
    Alpi Giulie
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    Anello del Cuel dai Pez da Bagni di Lusnizza
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    Anello del Cuel dai Pez da Bagni di Lusnizza
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    Anello del Cuel dai Pez da Bagni di Lusnizza
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I percorsi di SentieriNaturaS37

Anello del Cuel dai Pez da Bagni di Lusnizza

Avvicinamento

Da Pontebba si prosegue in direzione di Tarvisio fino alla deviazione a destra per la frazione di Bagni di Lusnizza, formata da due piccoli borghi. Evitato il primo, si imbocca il secondo ingresso passando davanti all’Hotel all’Orso. Seguendo ora le indicazioni per il Museo della Foresta, si oltrepassa il sottopassaggio della autostrada tenendosi poi a sinistra. Dopo circa 300 m si noteranno a destra le indicazioni dei segnavia CAI n.603-604 (m 700, parcheggio lungo la strada).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Silenzio
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Settembre
Carta Tabacco
018
Dislivello
1300
Lunghezza Km
12,5
Altitudine min
700
Altitudine max
1943
Tempi
Dati aggiornati al
2016
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  • 29/09/2016 Rivisitata la cima del Cuel dai Pez dal versante di malga Granuda. Proseguono i lavori di manutenzione e di risistemazione del Sentiero Battaglione Gemona, zappettature e grosso lavoro di taglio mughi. Qualche modifica di passaggio in canali erosi. Nel complesso non cambia la difficoltà descritta in relazione. Non c'è nessuno in giro, ma si avverte palpabile la presenza di quanti ci lavorano; i tagli sono ancora freschi.(27 settembre)
  • 14/10/2015 Finalmente i colori si son decisi a lasciar la terra per arrampicarsi sui rami! La val Canale è percorsa dai soliti arcobaleni di fuoco che ardono ancora a macchia di leopardo. Visto il commento precedente decido di percorrere l’anello al contrario. Poco dopo l’imbocco del troi fuggono due camosci. Il fagotto che si portano dietro ha dimensioni notevoli, paiono in due a correre su quelle quattro zampette! I tratti erosi da questo lato, vuoi in quanto già calcati, per l’esposizione non eccessiva o la possibilità d’aggiramento, non mi sono sembrati problematici. Oltrepassando un rivolo asciutto noto degli splendidi massi composti da sassi aranciati, tenuti insieme da venature che paion di porcellana. Poi altre pietre ancora si lanciano in abbinamenti inaspettati, ove il verde marino si macchia d’un rossastro luccicante! A nord appaiono, con le loro testoline ormai bionde, tutte le altre rotondità che fan scemar le Carniche a levante. Alla forcella i colori precipitano in val Dogna, o meglio è l’ondata cromatica stessa che mi raggiunge, prendendo lo slancio dal rosso intenso dei faggi posti alle pendici per schiumare tutt’attorno a me, nei gialli dei larici. Presso entrambe le forcelle i segnavia del dismesso 649 sono in bella mostra. Senza avvertenza alcuna. Prima di virare per il Cuel dai Pez, due spuntoni triangolari di nuda roccia escon dalla terra. Volti striati di nero. Occhi minacciosi e aspetto tetro. Al di là, lo Jof di Montâs! In piena controluce, si veste d’ombre, riuscendo quasi a celare ogni crepa del suo profilo. Poco sotto la cima, a mò di sciarpa, un esile ma spesso banco di nubi lo taglia di netto. Con quel bianco che t’acceca, che ne esalta la nerissima punta che emerge poco sopra, facendosi scoglio. Qualche cavo a penzoloni, uno intatto ove potrebbe servire ai meno sicuri. Ancora camosci che non tengono conto della lievitazione stagionale e faticano a dileguarsi in salita. La traccia per la cima spesso è riconquistata dai mughi. Ma non si può sbagliare. Oggi il panorama è tutto lì, concentrato sulla dorsale che si percorre. Il sole gioca con i bagliori, puntandoli ad occhio di bue sul Pizzo più alto e sulle bianchissimi pareti del Gosadon. Scendendo, il troi cambia decisamente volto. I mughi si fan coraggiosi e spadroneggiano. Le attrezzature sono in buona parte inutilizzabili. L’erosione ti da l’idea di poter riuscire in breve a ridonare l’anelata solitudine alla cresta. Basta che arrivi l’inverno giusto. Le piogge affamate. Le fiancate non vedon l’ora d’esser tirate a lucido. Di lasciarsi andare. La friabilità qui non è propria della roccia ma dell’agonia d’una dorsale intera, votata ad una perenne metamorfosi. Per ora, con attenzione, è ancora fattibile (consiglio il senso proposto da SN). Ma la mia percorrenza, oggi, ha il sapore del commiato, degli “arrivederci” detti sottovoce, con gli occhi bassi. Con la triste e consapevole malinconia di chi sa che, difficilmente, ci si tornerà a sfiorare.(08.10.2015)
  • 25/09/2013 Ho percorso l'itinerario il 22/09/13. In aggiunta al precedente commento, segnalo che, a mio parere, il tratto franato sul sentiero di ritorno 647 risulta essere più impegnativo del franamento in cengia. Per chi sa muoversi su questo tipo di terreno friabile, il sentiero è percorribile, seppur con le dovute cautele.
  • 24/09/2013 Percorso effettuato il 21/09/2013 come da descrizione. Il Sent. 604 fino alla M.ga Granula è di tipo "turistico" ed è facilmente abbordabile fino al bivio col sent. 649 "Battaglione Gemona", che richiede già attenzione per raggiungere F.lla Bianca (m 1762 - notevole la vista dell'arco naturale). La traversata verso il Cuel dai Pez richiede il superamento di alcuni canali dirupati; a tratti il sentiero è completamente franato ed il proseguo è solo per i più audaci (prendendosi qualche rischio!). Anche la salita al Cuel dai Pez (nel tratto in cui si abbandona il segnavia CAI) è alquanto "avventuroso", dovendo farsi largo tra folti mughi ed attraversare dei tratti detritici (ci sono comunque sufficienti bolli rossi che indicano il percorso). Ma l'avventura non è ancora finita; anche la discesa dalla forcella Cuel Tarond, dove si prende il S.V. N° 647, riserva alcune sorprese in quanto in molti punti il sentiero è completamente franato. Ho lasciato solo alcune considerazioni, tanto per avvertire che il percorso è sempre ben segnalato (non c'è pericolo di perdersi), ma non è adattto per tutti e bisogna mettere in preventivo una lunga ed impegnativa giornata (le 7 ore e mezza ci stanno tutte). Buone camminate a tutti.
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  • salendo lungo il sent.604
    03/10/2016 salendo lungo il sent.604
  • lungo il sent.649
    03/10/2016 lungo il sent.649
  • il primo cavo
    03/10/2016 il primo cavo
  • Il ripiano di malga Granuda dal sent.649
    03/10/2016 Il ripiano di malga Granuda dal sent.649
  • Uno dei franamenti del sentiero 647.
    25/09/2013 Uno dei franamenti del sentiero 647.
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