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    Cima di Mezzo dal passo di Monte Croce Carnico
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaM13

Cima di Mezzo dal passo di Monte Croce Carnico

Avvicinamento

Da Tolmezzo si imbocca la strada statale n.52b che risale in direzione nord tutta la valle del But, oltrepassando in successione Arta Terme, Paluzza e le loro numerose frazioni. Giunti a Timau la valle si orienta decisamente verso ovest e con essa la strada che con una lunga serie di tornanti raggiunge l'importante e trafficato valico del Passo di Monte Croce Carnico, punto di partenza della nostra escursione (m 1360, ampio piazzale per il parcheggio).

Descrizione

Dal passo ci si avvia verso ovest lungo la pista forestale che scende a casera Collinetta di Sotto. Dopo pochi metri prendere a destra seguendo le indicazioni per il sentiero CAI n.146. La mulattiera risale a comodi tornanti la sinistra orografica del rio Collinetta in un bosco misto a conifere e faggio. Dove il bosco si dirada lasciare a destra il bivio che conduce alla Creta di Collinetta e guadagnare il pianoro erboso, punteggiato di aconito giallo, ove sorgono i ruderi di casera Collinetta di Sopra. Proseguire verso sinistra raggiungendo, con un paio di tornanti, un panoramico dosso erboso, ricoperto da una fitta boscaglia a ontano verde. Tralasciare a sinistra la traccia che scende nel vallone del rio Monumenz e proseguire verso ovest lungo la cresta con andamento pressoché orizzontale su terreno reso malagevole dalle numerose rocce affioranti. Giunti ad un successivo bivio segnalato (m 1870), lasciare sulla sinistra il sentiero che scende verso la Scaletta e risalire a stretti tornantini il pendio prativo dello Stivale. Giunti al suo culmine, in corrispondenza di una aerea cresta (m 2094), abbandonare il sentiero che sale verso la cima della Creta di Collina e proseguire lungo una cengia attrezzata che scende verso le ghiaie sottostanti (segnavia CAI n.171). La cengia non presenta particolari difficoltà ma corre in aperta parete ed in notevole esposizione rendendo gradita la presenza del cavo corrimano. Con alcuni ultimi tornantini scavati nella roccia si cala nel vallone sottostante. Da qui, oltrepassando o aggirando un nevaio presente anche ad estate inoltrata, ci si immette sul sentiero CAI n.149. Dopo poco lasciare sulla sinistra il sentiero CAI n.171 che traversa in direzione del rifugio Marinelli e proseguire ancora verso nord ovest fino a giungere al culmine di uno spallone in prossimità delle pareti della Creta Monumenz. Spettacolari sono, in questo punto, le banconate rocciose circostanti, modellate e segnate dalla erosione superficiale.
Utilizzando una serie di cengette naturali il percorso affronta ora il suo tratto più impegnativo risalendo un canalino attrezzato nei punti esposti. Più in alto le difficoltà diminuiscono e la traccia inizia a traversare verso occidente evitando la cima della Creta Monumenz in un ambiente reso sempre più suggestivo dagli estesi fenomeni carsici. Una breve discesa e la successiva risalita su sfasciumi ci portano al panoramico intaglio di forcella Cjanevate (m 2488) affacciata sull'omonimo vallone. Da qui una traccia rimonta faticosamente per roccette e ghiaie tutto il pendio sudorientale della Cima di Mezzo fino alla vetta che si raggiunge dopo aver superato una specie di antecima (m 2713, campana, libro di vetta e ampio panorama).
Ritornare sui propri passi fino al forcellino di quota 2488 e seguire le segnalazioni che calano nelle ghiaie sottostanti in direzione sud. Il percorso si fa ora poco evidente destreggiandosi tra roccette e sfasciumi instabili. Il tratto malagevole prosegue fino all'incontro con i primi lembi verdi che ci portano finalmente su terreno più stabile. Si giunge così a forcella Monumenz dove le bianche lastronate calcaree lasciano il posto a rocce più scure nei cui anfratti vivono diverse specie di sassifraghe. Dalla forcella seguire il sentiero CAI n.143 che traversa verso sud in direzione del Pic Chiadin per poi scendere per prati a forcella Morareet ed al rifugio Marinelli.
Dal rifugio prendere la mulattiera che scende verso est con un ampio tornante nella conca sottostante. Il sentiero diviene strada carrareccia ma lo si abbandona subito, poco prima del laghetto di Plotta invaso dagli eriofori rotondi, per piegare a sinistra. Ad un successivo bivio prendere a destra e proseguire in discesa lungo il sentiero CAI n.146 passando poco sopra casera Monumenz. Poco dopo si è ad un quadrivio dal quale si prosegue diritti mirando alla cengia erbosa che sale verso la Scaletta. Data la discreta esposizione il passaggio è facilitato con cavi passamano che conducono ad una curiosa grotta naturale. Altri cavi e pioli consentono di superare il gradino roccioso che ci porta a sbucare sui prati sottostanti il pendio dello Stivale. Da qui al passo di Monte Croce Carnico si segue lo stesso percorso utilizzato in salita.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Memoria
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
09
Dislivello
1500
Lunghezza Km
15,3
Altitudine min
1360
Altitudine max
2713
Tempi
Dati aggiornati al
2013
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  • 10/07/2017 Saliti alla Cima di Mezzo sabato 8 luglio, ma dalla parte di Collina, passando per il Rifugio Marinelli. Sentiero ben conosciuto e tranquillo fino a Forcella Monumenz, oltrepassata la quale si lascia a sinistra la via normale per la cima principale del Coglians per proseguire invece sulla traccia segnalata (segnavia un po’ scoloriti e ometti) che attraversa in salita, in un ambiente lunare, le vastissime pietraie sul versante sud della Cima di Mezzo. Si giunge quindi ad una forcelletta affacciata sulla poderosa parete sud della Cjanevate e sui sottostanti ghiaioni. Sull’altro versante, scosceso e poco invitante, scendono alcune corde metalliche, vecchie e sottili, dall’aria poco affidabile. Il nostro sentiero ci porta a risalire le rocce con una pendenza che si fa via via più sostenuta, per poi affrontare quello che crediamo sia l’ultimo tratto verso la cima … arrivati in cresta, invece, scopriamo che ci sarà necessario un ulteriore sforzo per poter raggiungere la croce di vetta e suonare la piccola campana sottostante. Un respiro profondo, il solito momento estatico davanti al vastissimo panorama, la firma del libro di vetta, qualche foto e poi il meritato panino. In questo momento anche il fratello maggiore Coglians è stranamente solitario e silenzioso. Le nuvole si addensano sopra di noi e qualche goccia di pioggia (poi rivelatasi un falso allarme) ci fa decidere per il rientro. Arrivati al bivio sotto l’anticima, anziché ripercorrere la via fatta all’andata, decidiamo di scendere a destra per il sentiero 172 che, in modo molto più diretto, prima per ghiaione e poi per rocce intervallate da praticelli sempre più ampi e foderati di giovani stelle alpine, ci fa ricongiungere al percorso di salita attorno a quota 2400. Le segnalazioni di questo tratto (per lo più ometti) scarseggiano, specialmente nella parte bassa, il bivio (che ci era sfuggito all’andata!) è indicato da un semplice segnavia biancorosso “bifronte” (allego foto). Sulla strada del ritorno, brevissima deviazione per ammirare ancora una volta la nostra cima dal Pic Chiadin, e poi giù per una Radler e una fetta di strudel al Marinelli. Lontano, verso il Passo di Monte Croce, nuvole scure sembrano annunciare pioggia a breve, invece veniamo graziati e riusciamo a raggiungere l’auto quasi asciutti … Cima suggestiva e molto solitaria. Il percorso non è ne’ difficile, ne’ esposto, ma il dislivello comunque c’è (circa 1450 metri compresa una certa perdita di quota dopo il Pic Chiadin) e non va sottovalutato. Dal momento che nella parte alta non si segue una traccia ma si procede per lo più “a vista” da una segnalazione all’altra, si potrebbero incontrare difficoltà di orientamento in caso di nebbia. Tempi impiegati: 3.45 salita, 2.45 discesa, comprese frequenti soste per foto. Mandi a tutti!
  • 15/08/2016 14-08-16 Saliti oggi sulla Cima di Mezzo partendo dal rif. Tolazzi. Il parcheggio del rif. Tolazzi è pienissimo alle 9 del mattino, per cui ci tocca tornare indietro un buon tratto per trovare un posto. Seguiamo il sentiero 143 fino al rif. Marinelli già affollato di gente, poi più avanti, lasciato il sentiero che porta al M. Coglians prendiamo il 172. Il percorso per la Cima di Mezzo è in perfette condizioni, nel primo tratto l’attraversamento della pietraia è facilitato da numerosi ometti che segnalano i punti migliori dove passare, Resta comunque un sentiero abbastanza impegnativo a livello fisico, per la presenza di numerosi scalini e pietraie ma mai pericoloso o eccessivamente esposto. In cima dopo di noi sono arrivate una famiglia completa di quattro persone e altri quattro giovani. Un vociare da sagra paesana invece sul vicinissimo Coglians, ho contato oltre trenta persone sulla vetta. Scesi, sosta scontata al Marinelli per reintegrare i liquidi, e piacevole chiacchierata con amici paesani incontrati casualmente. Ripesa la via del ritorno, improvvisamente il cielo ha iniziato a coprirsi e un costante brontolio di tuoni ci ha fatto allungare il passo. Arrivati al parcheggio, abbiamo avuto solo il tempo per salire in macchina poi giù un bel piovasco.
  • 22/09/2013 21/09/2013-Risaliti alla Cima di Mezzo nella splendida giornata di sabato:la prima volta che abbiamo potuto ammirare dalla cima un panorama stabilmente sgombro di nubi. Il libro di vetta è inaugurato dalla firma di Loredana & C che ci hanno preceduti il 30 luglio. Il Coglians è talmente vicino che si possono quasi sentire le voci degli escursionisti presso la campana, mentre il clima fresco di settembre anestetizza senz'altro la non cortissima salita rendendola piacevole. La prima adesione all'escursione del 6 ottobre a Palcoda ci perviene dall'escursionista ampezzano giunto anch'esso in vetta. Consueto via vai dell'ora di pranzo al Marinelli e poi giù verso il laghetto di Plotta dai colori quasi-autunnali.
  • 04/08/2013 Prima escursione d'agosto, fatta oggi. Indeciso fino all'ultimo se salire sul Pilastro del Coglians o sulla Cima di Mezzo, alla fine opto per quest'ultima (più facile!). Partenza dal rifugio Tolazzi, prima tappa al rifugio Marinelli e da lì la normale al Coglians fino alla deviazione a destra per la Cima di Mezzo, ben segnalata da targa. In un paio di ore dal Marinelli sono arrivato alla vetta. Il percorso non presenta problemi particolari anche se si svolge in un ambiente severo e qualche passaggio è leggermente esposto. La neve è praticamente scomparsa. Davvero impressionante il precipizio della parete nord dalla cima. Panorama stupendo oggi, in tutte le direzioni, come capita raramente d'estate. Incontrate poche persone in cima e lungo la via, mentre la cima del Coglians appariva giustamente affollata, vista la giornata. Mauro.
  • 30/07/2013 Cima di Mezzo? Vengo anch’io (lui), lei invece: mi ingolosisce, ti so dire…e così due donne, scortate da più giovane uomo, affrontano allegramente questo bel giretto in un sabato caldissimo ed afoso, caldo anche nel bosco iniziale ma non ci si bada più di tanto perché tante sono le cose da dire e da vedere. Appena usciamo dal bosco incontriamo una decina di capre curiose che si precipitano ad osservarci da sopra un dosso, il sentiero si snoda fra aconito giallo e poi rododendri che colorano gli affioramenti carsici, a destra la verdissima Cresta Verde con i solchi delle due linee di trincea. Salendo si favoleggia di prosecco ghiacciato, si… dopo….io invece…e così affrontiamo senza patemi il sentiero che scende ai ghiaioni ai piedi della Cjanevate, piccolo nevaio da attraversare per qualche metro. Ambiente severo ed imponente ma non mette soggezione, si fa attraversare docilmente ingentilito da giardini sospesi; all’allegra brigata sfugge la deviazione a destra verso Creta Monumenz, ci si ravvede più tardi osservando la posizione del Marinelli; si torna indietro e faticosamente si arriva alle pendici della Creta Monumenz, naturalmente andiamo a cercare il difficile volendo seguire la traccia bassa che; vedremo poi, conduce tramite un cavo, alla forcella della Cjanevate. Nel frattempo mi assalgono i crampi, ovunque, quadricipiti, femorali, adductor e abductor , poi anche piedi; nessuna pietà per me, si prosegue (anzi ritorniamo sui nostri passi) lentamente con qualche sosta per darmi respiro; via i bastoncini e su di gradini scavati nella roccia, qualche piccolo salto, cavi che non sempre tornano utili, alla fine qualche zolla, erba storna e potentilla rosea da accarezzare, caccia ai segnavia su quella pietraia candida, sentierino fino alla forcella della Cjanevate e poi ancora su per gradini/gradoni ed ecco la cima, si, però bisogna scendere un poco per poi risalire per l’ultima volta e suonare la campanellina, librettino delle firme bagnato, lasciato notes asciutto. Gran panorama oggi, uno dei pochi giorni in cui il Coglians non è avvolto dalla solita nuvoletta, lì c’è qualcuno che però non ricambia i nostri saluti…Si scende, sul Pic Chiadin immenso gregge belante e lancio di pietra rotante e sibilante che ci manca per un soffio e finalmente Marinelli, inutile dire che si vada di radler e caffè e….il sogno si avvera: bollicine freschissime accompagnate da qualche fetta di crudo..e mancano ancora due ore per arrivare al parcheggio. Discesa allegra senza crampi mentre cala il crepuscolo che ci regala colori ed atmosfera da poesia, la scaletta ci piace, e poi marmotte in quantità, sentinelle allarmate e sentinelle distratte giunte a fine turno. Percorso vario, completo, bello, resta nel cuore.
  • 15/09/2010 Fatto il 14/9/2010. Con un paio di varianti, ho lasciato a destra la traccia per la Creta di Colina e sono sceso per il passaggio della Scaletta poi ho risalito il ghiaione del vallone delle Chianevate incrociando il sentiero descritto da Ivo e per quello ho proseguito fino sulla Cima della Cima di Mezzo. Non c'è nessuna differenza su quanto esposto da Ivo, solamente a forcella delle Chianevate ho notato un cavo (sembra anche piuttosto recente) che pare permetta di arrivarvi dal versante opposto (nord).Poi arrivati al Marinelli e scesi verso il passaggio de la Scaletta ma invece di salire abbiamo preso il sentiero che verso destra scende quasi costeggiando la parete arrivando ad incrociare il sentiero de L'aquila (per la bellissima scultura che si può notare a ridosso della parete). Abbiamo continuato la discesa arrivando poi ad incrociare una stradina che abbiamo seguito verso sinistra per una decina di minuti fino ad una svolta a destra dove l'abbiamo lasciata per prendere un sentiero (tabella per il passo di Monte Croce Carnico). Inizialmente in leggera discesa poi un centinaio di metri di dislivello per arrivare alla casera a poche centiania di metri dal passo di MCC, ancora cinque minuti a si è finalmente al passo.
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