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    Traversata del monte Cullar dalla val Aupa
    Alpi Carniche
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    Traversata del monte Cullar dalla val Aupa
    Alpi Carniche
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    Traversata del monte Cullar dalla val Aupa
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    Traversata del monte Cullar dalla val Aupa
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I percorsi di SentieriNaturaM22

Traversata del monte Cullar dalla val Aupa

Avvicinamento

Dalla statale n.13, Pontebbana, deviare verso Moggio proseguendo poi lungo la rotabile della val Aupa per circa 9 km fino alla deviazione per Saps che si lascia sulla sinistra. Circa 700 m più avanti si individua, ancora a sinistra, l'inizio del segnavia CAI n 435a (m 704, cartello, possibilità limitata di parcheggio lungo la strada).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Memoria
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Maggio
Carta Tabacco
018
Dislivello
1200
Lunghezza Km
17,2
Altitudine min
704
Altitudine max
1764
Tempi
Dati aggiornati al
2008
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  • 29/06/2015 The path walked 24. 6. 2015; CAI 435a to the saddle between Cullar and Palon di Lius - Palon di Lius is a very beautiful ridge, an unmarked path goes to it, then you can continue along to the other side of the ridge, very beautiful and amazing panorama! In my opinion even more beautiful than from Monte Cullar. From Palon di Lius I continued to Cullar; the path is all the way in solid condition, easy to follow (yellow-white signs), the upper part needs some attention, but not difficult, could be climbed in a completely safe way. I slept in Casera Turriee and continued to Monte Flop the next day. Amazing sunset!
  • 17/05/2015 E' una bella scarpinata, un minimo di attenzione il tratto finale sia in salita che in discesa. Per la discesa abbiamo preferito optare nuovamente per l'A.V.dell'Incarojo e poi raccordarci con il sv 435, dal bivio all'uscita dalla galleria si vedevano numerosi schianti; in realtà abbiamo poi appurato da una coppia di escursionisti che gli schianti potevano essere aggirati senza difficoltà. Pioggia pioggia e pioggia lungo tutto il rientro.
  • 10/06/2014 A Grant Cuel la fragranza dei sambuchi in fiore riempie le narici. Gli stavoli si riscaldano alla luce del mattino, splendida la porta sanguigna e poi lo scuro e gli stipiti blu, a ricordare il cielo sereno e caldo anche di notte, anche d’inverno. Il successivo traverso “espone” diversi alberi divorati e intagliati dal tempo. Gramigne di Parnasso rallegrano la penombra. Poi appare, lontano, il Cjâf dal Omp, col naso all’insù, disteso a prendere il sole. Casera Lius m’accoglie con una selva di Nontiscordardimè. Da qui in avanti occorre prepararsi a perder gli occhi in un’infinita serie fioriture a ritroso, fino ai crochi, bianchi come la neve che intorno a loro si scioglie sulla sella, sommergendo d’acqua gelata gli steli. Casera Palis è tirata a lucido e piena di optional. Il troi è inondato di pinguicole festanti ma sbarro gli occhi davanti a due cespi di campanellini (!) Prima della forca punto alla dorsale erbosa del Palon di Lius. Semplice, dolce, invitante, un balcone che ammutolisce. Mi fermo in cresta, disteso verso Mangart e Montâs, sopportando ogni approccio delle legioni di insetti presenti, fino a che una speleo-furmie decide di entrarmi nell’orecchio, sentirla ravanare sul timpano mi basta. Scendo a casera Turriee, spartano ricovero con due reti modello griglia arrugginita e un solo materasso. L’acqua è chiusa e il rincorrer di tombini e rubinetti non porta a risultati. Proseguo per Pradulina, accolto da un suono familiare ed allegro! Acqua! L’abbeveratoio più a valle funziona, gelata! Poi la casera: sopra sei reti con materassi, apprezzati, collaudati e digeriti dai roditori. Sotto: tavolo, panche, caminetto e spolert. Ecco il nido per una notte a… milioni di stelle! Un cordone ombelicale lungo più di dieci lustri, legato ai ricordi del babbo che da bimbo vi saliva da Gjeri, nella stagione del fieno, quando vacanza era anche sinonimo di lavoro e in un lidric cun argjel a sorpresa si nascondeva una felicità semplice e profonda che dava un senso a tutto. Passo il pomeriggio a leggere e sognar di monti. Uno lo metto in pratica, il tramonto sul Salinchieit. Il giorno dopo nel cammino verso il Cullar i resti di una lavina non impensieriscono e in breve sono sul graticolante ghiaione, oggi particolarmente faticoso. Il cartello attenzione vipere è decisamente surreale. Passo anche la galleria, la neve è assente, solo due pini sul troi. Proprio dove non serve ma, comunque, scomodamente aggirabili. Sono sopra, solo, grondante e bruciato dal sole, ad abbracciare ogni cima, girando e rigirandomi. Non ci penso neanche a scendere ma se all’ombra fan 27 gradi, al sole fa carbonella. Mi sembra di rasentare l’autocombustione. Resisto finché non diventa improponibile. Poi scendo, facendo attenzione al tratto friabile (thanks mugos!). Il sentiero si districa, curva per curva, evitando gli schianti. A mezza via gli alberi iniziano a distendersi sul sentiero che tartaglia, fino a scomparire. Dopo numerosi a/r non ne trovo la prosecuzione. Taglio per il bosco altimetro alla mano. Incontro una vecchia traccia e poi il 435, ove mi sembra di rinascere. Quieto, morbido, con delle conifere sorprendenti. Fresco, rigenerante per gli occhi ed il corpo. Casera Forchiutta è dotata di stoviglie, tanta legna ma nessuna rete o materasso. Dagli abbeveratoi non esce acqua. L’arrivo alla carrareccia confonde l'olfatto con un tappezzamento di aglio ursino in fiore, tanto pungente da metter appetito! Dopo è tutto un dolor di piedi. Infinito il pezzo sulla strada, quasi mai all’ombra. Spinto dall’inerzia ritorno alla fonte di Grant Cuel che ora rappresenta il sacro Graal. Minuti e minuti di immersioni e bevute, fino a recuperar le forze per scendere e tuffare i piedi nell’Aupa. (07-08.06.2014)
  • 11/11/2013 Effettuato oggi, tutto come da relazione. Sentieri sicuramente poco frequentati ma ben segnalati.L'alta via è una esile traccia con parecchi tratti delicati e richiede un minimo di esperienza. I segnavia sono comunque chiari.Decisamente lungo il rientro per la pista forestale.Neve da sopra 1300 mt., da alcune tracce sino a pochi centimetri nella parte alta.
  • 01/06/2011 I segnavia bianco-gialli dell'alta via val d'Incarojo sono stati rifatti, percui l'orientamento non è problematico. A pochissimi metri dall'uscita della galleria prima della vetta, sulla destra, occhio all'ometto che segnala il sentiero di discesa (comunque ben segnalato anche quello). Molto ripidi gli ultimi, rocciosi, 15 metri prima della vetta: i pini mughi aiutano molto.Bellissima gita, comunque, solo un po' noioso il lungo tratto di ritorno su pista forestale.
  • 29/04/2010 Salito sul Cullar partendo da Dierico per cui la relazione del sito la incontro appena a casera Turriee e di nuovo rispetto a quello che c'è scritto qui è che i segnavia bianchi e gialli dell'Alta Via d'Incarojo sono ben evidenti per cui grossi problemi di orientamento per salire il monte non ce ne sono. Ci sono però dei tratti da affrontare con attenzione per arrivare sull'antecima nord per via del terreno poco solido (ghiaie) e anche qualche traverso per arrivare sotto la cuspide sommitale non è proprio elementare. Anche gli ultimi dieci metri di dislivello richiedono attenzione. Il libro vetta c'è e dalle firme si vede che la cima è pochissimo frequentata. Tornato indietro per lo stesso itinerario di salita in quanto c'era un po' di neve e non sapevamo quello che avremmo trovato proseguendo verso casera Forchiutta mentre sapevamo quello che trovavamo tornando indietro per dove eravamo saliti.
  • 28/07/2008 Sentiero CAI: Numero 438-435/alta via val incarojo. Da carbonarie, casera Pradulina, casera Turriee al monte Cullar. Guadi difficoltosi sul torrente Pontebbana.Scarsa segnaletica con rischio di perdersi, in alcuni tratti, nel bosco prima di casera Pradulina, sentiero che sta scomparendo nell'ultimo tratto che dal sent. n. 435 si stacca per raggiungere la cima del Cullar. E' un posto meraviglioso, ma mal tenuto.La segnaletica dell'Alta Via val Incarojo è quasi completamente scomparsa.. danielebertossi@live.it
  • 16/06/2008 Sentiero CAI: CAI 434 . Tra casera Lius e casera Laduset. l'inizio del sentiero dalla val aupa alla fine della strada forestale è stato completamente distrutto dalla costruzione di una nuova pista forestale a dx. pietropaolocastellarin@hotmail.com
  • 19/05/2008 sulla cima del monte cullar manca il libro di vetta
  • 18/07/2005 17/07/05 IL SENTIERO CAI 434 CHE "in seguito si fa più evidente........." NON ESISTE PIU'. E' DIVENTATO UNA STRADA. ATT.!! DOPO POCHI MINUTI DAL "quadrivio segnalato" C'E' UN BIVIO: TENERE LA SINISTRA.
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    20/05/2015 a Gran Cuel
  • la meta vista da casera Palis di Lius
    17/05/2015 la meta vista da casera Palis di Lius
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    17/05/2015 casera Forchiutta
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    17/05/2015 la cima
  • Monte Palon di Lius. Magica neve. . miziomuec@libero.it
    19/03/2009 Monte Palon di Lius. Magica neve. . miziomuec@libero.it
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