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  • vlcsnap-2020-03-13-16h41m25s351
    Anello del monte San Lorenzo da Raschiacco
    Prealpi Giulie
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    Anello del monte San Lorenzo da Raschiacco
    Prealpi Giulie
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    Anello del monte San Lorenzo da Raschiacco
    Prealpi Giulie
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    Anello del monte San Lorenzo da Raschiacco
    Prealpi Giulie
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I percorsi di SentieriNatura

Anello del monte San Lorenzo da Raschiacco

Avvicinamento

Punto di partenza della escursione è la frazione di Raschiacco che si trova addossata alle prime quote delle Prealpi Giulie, tra Faedis e Campeglio. In prossimità dell'inizio del sentiero non ci sono molti spazi per parcheggiare quindi è meglio lasciare l'auto all'incrocio principale, dove inizia via Canalutto (m 171).

Descrizione

Risaliamo via Canalutto fin dove questa piega verso destra. Qui la lasciamo per imboccare a sinistra la sterrata che dopo pochi metri si esaurisce presso una casa. Il sentiero ha inizio sulla destra, poco prima della casa. Non ci sono indicazioni, ma la presenza del cancelletto di una recinzione ci conferma che siamo sulla via giusta. Senza ulteriori segni o marcature sul terreno, si risale il piccolo prato fino a raggiungerne il margine superiore dove si trova il cancelletto di uscita. Da qui troviamo un sentiero contrassegnato da sbiaditi bolli gialli ed evidentemente poco frequentato. Con qualche svolta tra i primi crochi, si arriva sulla costa principale occupata da un rado boschetto di roverelle. Il sentiero ora più evidente, riguadagna il filo principale della dorsale, arrivando in corrispondenza di una piccola apertura con vista su Raschiacco. Proseguendo si arriva sulla prima quota, il monte Corda (m 430), coperta dal bosco. Il tratto successivo, tra piante di castagno e acero di monte, ci porta con pendenza attenuata a sfiorare il Colle Forchiai (m 485) dove spunta anche qualche erica. Da qui il sentiero si impenna nuovamente raggungendo i primi terrazzamenti con muretti a secco che anticipano di poco l'arrivo alle case di Costalunga (m 593).
Dopo una breve visita al panoramico ripiano della chiesetta, si riprende il cammino lungo la rotabile che raggiunge il minuscolo borgo. Al successivo bivio ci si tiene a destra camminando sull'asfalto ancora per circa 400 metri. Al bivio per il cimitero, si scende sulla destra imboccando poi il sentiero più alto che poco dopo si trasforma in larga mulattiera inerbita (il sentiero più in basso conduce in pochi minuti al Pissebec, luogo meritevole di una visita). Assecondato un largo impluvio, si interseca la strada di Valle portandosi infine al centro del piccolo abitato (m 710). Per la prosecuzione ci si dirige a monte della Chiesa (Via Pocivala) cercando gli sbiaditi segnavia che portano ad una stradina asfaltata che si trasforma in pista sconnessa. Tra vecchi terrazzamenti e filari di abeti il tratturo esce in una ampia spianata prativa e confluisce nella strada asfaltata che taglia le pendici del monte San Lorenzo (m 775). Da qui ha inizio la parte conclusiva della salita che ora si svolge su un buon sentiero. Con una unica e larga ansa, lasciato a destra il sentiero che scende sul versante nord (intaglio panoramicoe e panchina), si arriva in breve alla cima del monte San Lorenzo (m 913, croce). La quota più elevata è stata liberata dalla vegetazione e ora la vista può spaziare quasi in tutte le direzioni.
Tornati alla Chiesa di Valle, ci incamminiamo verso sud cercando le segnalazioni gialle che escono dalle ultime case del paese (cartello Nel Ban). Imboccato il sentiero, si prosegue in gradevole discesa, incontrando anche ciò che resta del mitologico Lintver. Oltre la vecchia installazione, le segnalazioni ci portano sulla poco evidente quota del monte Piccat (m 620, panche e tavolo), e quindi sulla strada asfaltata. Pochi metri dopo (ancona), presso il cartello illustrativo sulla gastaldia di Soffumbergo, lasciamo la strada per imboccare il sentiero che si rituffa a destra nel bosco (indicazioni per San Rocco e Raschiacco). Seguendo ora con attenzione le indicazioni, ci si destreggia in un dedalo di piste e sentieri che terminano solo presso il borgo di San Rocco (m 304). Prima di imboccare la strada asfaltata che scende verso Raschiacco possiamo raggiungere il colle con la chiesa di San Rocco e i resti del castello di Soffumbergo (m 290). Tornati sui nostri passi, scendiamo lungo via Castellana fino al bivio a destra (segni gialli) con il sentiero che ci riporterà al punto di partenza.
Escursione
Mese consigliato
Febbraio
Carta Tabacco
026
Dislivello
800
Lunghezza Km
12,9
Altitudine min
171
Altitudine max
913
Tempi
Dati aggiornati al
2019
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  • 17/10/2020 8 ottobre 2020. Passeggiata pomeridiana post-lavorativa, cercando di sfruttare al massimo le ormai poche ore di luce rimaste. A Raschiacco non c’è molta comodità di parcheggio e lasciamo l’auto davanti all’osteria. L’avvio del sentiero tra le ultime case del paese è ben individuabile, il primo pezzo tra i due cancelletti (trovati entrambi aperti) sale ripido in un frutteto. All’uscita del secondo cancelletto, inizia subito un tratturo molto umido e fangoso tra i rovi con fondo ulteriormente impastato e rovinato da zoccolate di mucche. Procedere è molto fastidioso, ma per fortuna le condizioni migliorano una volta entrati nel bosco. Più su, a pascolare nella magra boscaglia, troviamo anche le tre bovine responsabili del misfatto. Il sentiero prosegue piuttosto trascurato ma sempre ben visibile, in ripida salita e con qualche tratto di erba secca ma ancora alta (per fortuna le frequenti ispezioni anti-zecche danno tutte esito negativo), poi la pendenza si attenua e il bosco si fa più fitto, stile jungla. Di nuovo ripido e tra i rovi l’ultimo pezzo di salita sotto Costalunga, ci attardiamo a raccogliere qualche castagna. Molto carino il borgo di Costalunga, con alcune belle ristrutturazioni e il belvedere sulla pianura; ci fermiamo a sgranocchiare qualcosa nella piazzola e, visto che la salita ci ha preso più tempo del previsto e che il tramonto si avvicina, decidiamo di non proseguire l’anello verso Valle, ma di optare per il piano B, che prevede la discesa a Canal di Grivò tramite la strada asfaltata, il rientro a Faedis e quindi una leggera risalita con scollinamento per riportarci a Raschiacco. Quindi discesa tranquilla e senza pensieri, ma lunga e un po’ noiosa. Ritorno all’auto prima del calar delle tenebre dopo 3 ore abbondanti di marcia, con Garmin che ha misurato 12 km e 500 metri di dislivello. Mandi mandi!
  • 13/10/2020 Inauguro questo spazio, insolito percorso fra natura, storia e leggende. Il periodo invernale, quando la natura è in letargo, è sicuramente il più adatto per camminare lungo questi sentieri dove attualmente i litigi con i rovi e l'erba sono inevitabili. Il cancelletto, oltre il quale è ben visibile un segnavia sull'albero, è ben incatenato e tutto attorno recinzioni e cartelli indicanti che si tratta di proprietà privata, con qualche contorsione ho trovato il modo di passare (ma forse più a monte potrebbe esserci una variante “legale” del tracciato). Fino a Costalunga il sentiero, pur essendo sempre evidente, sembra essere scarsamente frequentato, Costalunga piccolo borgo sempre grazioso e ben curato; a Valle l'originario sentiero 765 è stato modifcato in quanto attraversava una proprietà privata (cancello ma resiste il piccolo cartello in legno indicante il Monte S.Lorenzo), la bella radura sopra Valle è off limits, bisogna salire lungo la strada fino al'imbocco del sentiero che conduce alla nostra meta (lì presente cartello Cai di inagibilità). Alla croce buona visibilità, breve sosta alla panchina e rientro per strada a Valle, girovagato cercando le frecce gialle ma poi non ci sono più dubbi; un paio di alberi da scavalcare o aggirare senza difficoltà, ai bivi i cartelli sono presenti, interessanti anche i pannelli esplicativi incontrati, raccontano di luoghi con tradizioni antichissime. Molto bello il tratto in cui la mulattiera attraversa le coltivazioni di ulivi del frantoio di Campeglio, le olive non sembrano in buona salute.
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