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    Anello del monte Colmaier dal passo del Pura
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaV16

Anello del monte Colmaier dal passo del Pura

Avvicinamento

Da Tolmezzo si risale il corso del fiume Tagliamento lungo la statale n.52 attraversando in successione Villa Santina, Enemonzo e Socchieve. Oltrepassato anche Ampezzo si prosegue verso la sella di Cima Corso fino al bivio per il passo Pura dove si lascia la statale per imboccare la strada che si stacca a destra. La rotabile sale lungamente, dapprima a tornanti, raggiungendo il passo Pura e quindi il rifugio Tita Piaz (m 1428, ampio parcheggio).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Vento
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Giugno
Carta Tabacco
02
Dislivello
700
Lunghezza Km
7,8
Altitudine min
1417
Altitudine max
1858
Tempi
Dati aggiornati al
2016
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  • 05/07/2016 05/07/2016-Ripercorso l'anello delle creste Colmaier-Sesilis.La salita, seppur breve, alle due cime è ripidina e un poco accidentata. Panorama super tutto intorno alla cresta e dalle forcelle a strapiombo su Ampezzo. Una mamma camoscio sulla Forcella accorre ai belati del camoscietto rimasto indietro. Tanto verde, tante fioriture, i rododendri in fiore però sono ancora pochi. Incosueto ritrovamento in prima assoluta di una dafne gialla (!): ma ad una occhiata più attenta era solo una biscutella nata in mezzo alle foglie della dafne. Lungo la salita e sulla cresta oggi festival delle insistenti mosche e parenti. Le casere Nauleni e Colmaier sono accoglienti e in ordine; quest'ultima mostra cassette di gerani in fiore. Un cervo attraversa la pista sbucando dal bosco. Bella passeggiata tra il verde e i panorami.
  • 01/08/2015 Percorso oggi con un tempo variabile che ci ha regalato alcuni squarci di sole. Un gruppo familiare con ragazzi di 10/13 anni. Remunerativo, equilibrato e con delle viste mozzafiato a 360 gradi.. Coglians, Peralba, Sernio, la pianura friulana, le vicine pesarine e tante altre cime carniche. Cavalli in Nauleni e meravigliosi fiori. Chiusura all'accogliente Rifugio Piaz. Buona tabellatura.
  • 03/06/2015 Percorso da farsi in totale relax mentale perché è indispensabile concentrarsi su tutto ciò che si vede: il gioco del verde, del tenero verde dell'erba che par seminata da tanto perfetta è, del verde intenso del muschio che veste le rocce, l'intrigante sole che gioca con i rami; ma che ci fanno tante soldanelle accanto a grassi botton d'oro??? e le viole doppie che sorridono alle genziane?..E' strano questo sentiero delle creste, nome importante quasi a voler sbeffeggiare il più blasonati dirimpettai, e queste creste non hanno nulla da temere, reggono bene il confronto: terreno accidentato e vista garantita, lago compreso. Niente cavalli a casera Nauleni ed alla vicina torbida pozza d'alpeggio nessun Evinrude vola radente alla superficie...niente animali né animaletti, solo qualche cinguettio.
  • 24/07/2014 Uno splendido itinerario intriso di tenerezza, una passeggiata semplice che ben dovrebbe introdurre i nostri paesaggi ad un’amica abituata a rincorrer i prati delle colline braccianesi. Entriamo in punta di piedi in un bosco che ben presto diventa un santuario, di silenzi e luci che s'intrufolano tra le fronde, illuminando i molteplici altari di pietra muschiati. Poi s'apre. Il bosco. Il sorriso. Lo sguardo. Il prato è un groviglio di curve, culle erbose e bouquet caleidoscopici. Da ogni parte spuntano schegge di colore, compenetrandosi a vicenda. Come sempre, curioso tra gli edifici, apro la stalla, chiusa da un unico lato e la sorpresa si fa equina! Una magnifica coppia prende il fresco all'ombra. Qualche carezza sui nasoni del cavallo bianco e li lasciamo a riposare. Dall'altra parte spunta una casera che pare fatta di zucchero, da mangiare con gli occhi. Bagnata dal sole e con i fiori nei portavasi sopra le finestre. Dentro tavolo e spolert, mentre due reti senza materassi sono rannicchiate in un coccoloso soppalco. Questa volta, improvvisando, non ho letto i commenti e cercando la traccia con la testa persa in cromatismi e fragranze seguo l’esile filo d’Arianna che invita a entrare nel bosco. Non v’è un metro piano, buchi, buchetti, microdoline, alberelli, arbusti, obbligano ad un lento incedere da funamboli che premia il sentire. Dando una dimensione differente al bosco, un peso diverso ai passi, ai respiri. Ci si riappropria di equilibri e si lascian viaggiare le fantasie sulla linea da seguire. In sella appare la salita. Le doti teatrali della mia compagna di viaggio si esprimono al massimo livello compiendo un excursus che tocca toni da commedia defilippiana fino alla tragedia greca. Passo e ritmo, tarati su accondiscendenti pendici collinari, mal s’adeguano ai piccoli strappi. Inizio a preoccuparmi quando la vedo trasformarsi in una delle Erinni. Per fortuna il paesaggio blocca la mutazione vendicativa, placa gli animi e gli occhi ritornano a sorridere. Le verdi carezze delle cresta che si spengono dietro il Col Gentile dondolano i sensi. In discesa, la sorpresa. M’appare una silfide che sembra danzare tra le rocce sfiorando l’aria con le dita per trovare equilibrismi perfetti, mentre io, foca articolare, frantumo ogni eleganza. La foschia cela le meraviglie che ci circondano, ma il Tinisa si staglia in tutta la sua caparbietà rocciosa, mentre il lago di Sauris si fa smeraldino per una festa che evitiamo. Il saluto a questa valle sognante è un lungo abbraccio con i ciuchini che pascolano sui prati pendenti verso Sauris di sopra. Una camminata incastonata tra i giganti, delicata e carezzevole, che regala squarci meravigliosi, abbracci alberosi ed una quiete che inonda il respiro. Consigliatissima e sorridente.(19.07.2014)
  • 09/09/2013 Percorso sab 7 settembre 2013. Divertente percorso in cresta che deve offrire scorci panoramici mozzafiato ma non sabato perchè c'era un nebbione che si apriva e richiudeva in continuazione. Attenzione solo presso c.ra Nauleni a seguire le indicazioni dei segnavia e non fare come me che ho imboccato la valletta laterale su un buon sentiero marcato (di cacciatori?) ma che dopo mezz'ora si è perso nel bel mezzo del bosco. Ritornato indietro a Nauleni mi sono accorto dello sbaglio... Magnifico il bosco che si attraversa in discesa dal Sesilis verso il passo del creton.
  • 21/05/2012 Compiuto il 01 maggio 2012 un piacevole anello complementare e più basso dell'anello delle creste Colmaier-Sesilis: è il facile anello che dal rifugio Tita Piaz raggiunge la casera Nauleni (come già descritto nella relazione), poi prosegue su pista per la casera Colmaier con una piccola perdita di quota. Al bivio si prende a destra (indicazioni) e si raggiunge la nuovissima casera Colmaier al centro di una bella radura. Dispone di uno spolert con suppellettili, tavolo e panche, due materassi senza brande nel soppalco. Tavolo e panche sono presenti anche all'esterno. Un piccolo edificio accanto consente l'attività di osservatorio per la fauna.L'anello si chiude tornando al bivio dove si prende a destra e si completa la discesa al rifugio su pista.
  • 22/08/2011 Il giorno seguente ad un percorso impegnativo ho pensato di rilassarmi salendo al Colmaier, un itinerario da farsi in scioltezza e tranquillità. Inizio in un bel bosco, il sentiero si snoda fra roccette affioranti, il colore prevalente è il viola delle asclepiadi, erba cipollina e campanule. Arrivo così a casera Nauleni, ci sono alcuni cavalli ed un puledrino e mi vengono incontro incuriositi. Il sentiero continua in salita fra le romici ancora umide di rugiada, arrivo allo stagno su cui volano alcune grosse libellule, sul fondo dello stagno intravedo alcuni tritoni. Adesso il colore prevalente è il bianco della margherite, della parnassia ed eufrasia. Il percorso si fa più impegnativo, la ripida risalita verso il Colmaier è aiutata da qualche piolo e inaspettatamente il panorama si fa ampio verso la conca di Sauris e la val Tagliamento. Continuo per cresta fino al monte Sesilis (piccola croce di legno) e poi giù,inizio la discesa nel bosco disseminato di roccette. Dopo un lungo tratto di carrareccia mimritrovo al punto di partenza. Percorso sempre ben segnalato, anche l'ultimo tratto di discesa, alcuni ounti sono stati attrezzati con panche.Loredana
  • 15/08/2010 percorso tutto l'anello in data 11/08/10, è stata posizionata dell'ottima segnaletica lungo tutto il percorso, la cui praticabilità è più che ottima. Casera colmaier è stata ultimata e merita fare una deviazione dal percorso ad anello per visitarla (prendere il sentiero che scende da Forca Grande, arrivare alla casera colmaier, da qui si può riprendere l'anello imboccando il sentiero posto dietro la casera che in poco tempo porterà a Forchia Piccola da dove riprenderà il percorso ad anello. ciao a tutti.Stefano
  • 27/08/2008 Nel corso dell’escursione “Anello del monte Colmaier dal Passo Pura” ho avuto modo di rilevare che sono in atto lavori ripristino della “casera Colmaier” (ad oggi erano ruderi) con tanto di cartello. Per la precisione sarà ricostruita la casera e contestualmente sarà edificato anche un’area di osservazione faunistica, non vi so dare però una tempistica ma ad oggi (Agosto 08) sono appena state ripristinate le fondamenta. Mi pare importante segnalare, inoltre, che questo sta comportando anche la modifica della strada forestale che parte dal Rifugio “Tita Piaz” e che sulla carta Tabacco è segnata come “anello della casera Nauleni”. Tale strada è stata prolungata fino al sito dove si trova la “casera Colmaier” questo ha comportato anche una modifica nel sentiero 238, scendendo dal Colmaier infatti come potrete capire si sbuca prima sulla strada forestale rispetto al passato.spero di essere stata chiara e utile a tutti. Giorgia
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    03/06/2015 Calcinaia ricostruita lunga la pista di rientro
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