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    Anello della Val Alba dal rifugio Vualt
    Alpi Carniche
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    Anello della Val Alba dal rifugio Vualt
    Alpi Carniche
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    Anello della Val Alba dal rifugio Vualt
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    Anello della Val Alba dal rifugio Vualt
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I percorsi di SentieriNatura

Anello della Val Alba dal rifugio Vualt

Avvicinamento

Da Moggio Udinese risalire la rotabile della val Aupa imboccando quasi subito a destra il bivio per Pradis poco dopo il primo ponte. Superata la piccola frazione si prosegue per Drentus e Virgulins facendo attenzione, dopo alcuni tornanti, alla deviazione a destra per il rifugio Vualt (segnalazioni). Dopo aver doppiato il costone del Masereit se ne risale il suo fianco orientale raggiungendo il termine del tratto consentito ai veicoli (m 1055, comodo parcheggio sulla destra).

Descrizione

Lasciata l'auto al parcheggio di Vualt, si prosegue lungo la pista facendo attenzione, dopo una piccola contropendenza, alla scorciatoia che si stacca a sinistra (cartello). Questa in pochi minuti conduce proprio di fronte al rifugio Vualt (m 1168, fontana), sempre aperto ed attrezzato anche per il pernottamento. Da qui il CAI 425 sale a sinistra nel bosco traversando poi a ridosso di alcune bancate rocciose. Aggirato un costone si rientra in una bella faggeta che si risale piacevolmente fino a forcella Vualt (m 1282). Dal boscoso valico si prende a destra il sentiero Palis d'Arint, marcato a bolli azzurri per il Cjasut dal Scior (cartello). Si sale con pendenza sostenuta arrivando in breve all'orizzonte degli arbusti ed alle prime schiarite dove la vista finalmente si apre sul Masereit e sul borgo di Grauzaria. Ci si sposta ora sul versante della Val Alba percorrendo tra i mughi una bella cengia panoramica. Esaurito il traverso, il sentiero si inerpica nuovamente per risalire un faticoso corridoio erboso aperto tra i baranci. A metà della rampa, un intaglio si affaccia a sinistra sulla val Aupa e sulla Grauzaria dandoci l'opportunità di rifiatare. Dopo un breve tratto in cresta si riprende a salire tra macchie boscate e piccole schiarite, per poi affrontare un ultimo ripido strappo che ci porta sul versante sinistro del crinale. Seguendo le pale erbose che si trovano alla base delle rocce, ci si riporta in cresta, nei pressi della cima sud del monte Vualt e quindi all'innesto con il sentiero che sale dal fondovalle. Dopo la visita al Cjasut dal Scior (m 1752), piccolo ricovero tenuto in modo esemplare, si inizia a scendere lungo il CAI 422 in direzione del casermone di Vualt. La bella mulattiera cala a comode svolte traversando poco sotto la forcella affacciata sul grande circo franoso che si estende a nord del monte Vualt. Oltrepassato anche il Clap di Pauli, al bivio ci innestiamo a sinistra sul CAI 425 che sfiora la forcella Forchiadice e riprende a salire tra i mughi. Con una lunga diagonale si tagliano ora le pendici della Creta dei Rusei per accostare le rocce che caratterizzano la parte sommitale del monte. La mulattiera si alza ancora con un paio di svolte poi traversa il pendio poco sotto la cima dove ha inizio la traccia per l'eventuale salita in vetta. Una panca invita a sostare in questo pulpito panoramico dal quale possiamo dominare tutto il solco della val Alba. Nello stesso punto si possono visitare anche i resti di un edificio militare e la galleria che trafora la montagna sdoppiandosi in due rami terminanti con grandi finestroni affacciati a picco sul vallone di Gleris. Dalla casermetta si scende con qualche svolta nel pendio sottostante attraversando poi una fascia di balze rocciose dove il sentiero si è un poco rovinato. Più in basso si arriva alla base delle rocce presso forcella della Vacca. Qui troviamo altri resti di costruzioni risalenti alla Grande Guerra e poco dopo un passaggio su tronchi assicurato da un cavo passamano. Questo è esattamente il punto dove lasciare la prosecuzione del segnavia CAI per scendere destra nel vallone (bolli blu e rossi), tra balze rocciose e detriti. Più in basso il pendio si fa progressivamente più inclinato e friabile e richiede qualche attenzione maggiore negli ultimi metri. Si arriva così al fondo del vallone dove il sentiero passa sul lato sinistro alla base delle alte pareti che discendono dal Chiavals. Riattraversato il greto se ne discende il bordo fino al punto in cui i segni ci portano a destra verso una fascia di mughi diradati. In diagonale il sentiero rasenta la base delle rocce per assecondare alcune rientranze e riportarsi nella fascia del bosco. Seguendo le indicazioni si scende a svolte nella fitta lettiera confluendo infine sulla strada asfaltata a pochi metri dal casermone di Vualt. Il rientro può avvenire tramite la pista, abbreviando l'ansa del rio Alba tramite la recente scorciatoia che si trova lungo la strada sulla sinistra.
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Ottobre
Carta Tabacco
018
Dislivello
1000
Lunghezza Km
12,8
Altitudine min
1055
Altitudine max
1879
Tempi
Dati aggiornati al
2016
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  • 09/10/2017 La consorte per oggi manifesta il desiderio di scoprire lis Palis d'Arint e lì si va. Al parcheggio: tutto esaurito! Il bosco è in veste autunnale per cui, attraverso la faggeta c'è da bearsi coi caldi colori del fogliame. Il percorso è sempre ottimo con viste molto gratificanti vista la giornata tersa. La quota massima del cimotto nord, pur contenuta, consente ottimi panorami. Binocolando si può apprezzare la buona frequentazione delle cime circostanti e in particolare del Chiavals che pare "affollato". Anche oggi, come l'anno scorso, l'anello lo chiudiamo scendendo direttamente al Casermone e poi tagliando per bosco fino all'auto. Buine mont e mandi a duç.(07/10/17).
  • 23/09/2016 Escursione di ieri 22/09/16 in versione minor, come dice Sandra. Da tempo ero incuriosito dalla tabella che presso il Cjasut indicava queste Palis d'Arint e quindi ho deciso di percorrerne il troi nel senso descritto ottimamente nel sito. La buona giornata e una leggera fresca brezza non mi ha fatto risentire del sole alle spalle. Circa il tragitto: è decisamente interessante con ottime viste sulla Val Alba e Val Aupa alternativamente. Naturalmente un paio di rampe tirano su per bene per cui propendo per il percorso in salita. Al momento la vegetazione è in transizione: in alcuni tratti l'erba a ciuffi arriva al mt. ma non è fitta e il sentiero è sempre ben visibile e percorribile senza problemi particolari. Alla cima sud del Vualt è possibile firmare il quaderno di "vetta" celato e cellofanato in contenitore tra i sassi che reggono la piccola croce. Da lì al cimotto nord e Cjasut non ci vuol molto. Quì sosta merenda e le solite foto al circondario generoso di cime che molti di noi han frequentato. Quì anche la decisione di tagliare l'anello visto il riacutizzarsi del problema muscolare a un polpaccio rimediato da un po' sui saliscendi del vicino Crostis. Mi spiace perchè salgo sempre molto volentieri sulla Creta dai Rusei e mi incuriosiva la discesa dalla Forca della Vacca che invece mi manca, tant'è che, giunto al Casermone e strada vicina, ho cercato il punto ove si diparte questo sentiero che è privo di tabelle. Per chi coltivasse l'idea di salirlo, l'ho localizzato una 50ina di mt. più su dove, sulla dx della strada, c'è un'evidente robusta recinzione in legno che circonda uno scolo che si insinua sotto la strada. Ne ho percorso solo un tratto di ispezione in salita constatando la presenza di qualche bollino. Ridisceso, ho tagliato il tratto stradale uscendo poco prima del bivio Vualt e tagliato ancora poco dopo a Sx ove la tabellina blu indica il Park. Buine mont e mandi.
  • 28/05/2016 25 maggio-anello di val Alba in versione minor. Per casera Vualt, Palis d'Arint, Cjasut e poi giù per la mulattiera militare al casermone del 1911. Giornata soleggiata e nitida, tutto in ordine, le Palis d'Arint con i soliti strappi ripidi; bel percorso attraverso ambienti diversi. Dalle immagini riprese nascerà molto, ma molto presto una puntata della nostra trasmissione su Telefriuli. A presto.
  • 19/05/2016 Anello percorso mercoledì 18 maggio 2016, escludendo però la deviazione verso la Creta dai Rusei. Previsioni meteo così così, ahimè puntualmente confermate, e percorso di cresta quasi completamente immerso nelle nuvole, con panorama prossimo allo zero. Dopo un po’ di incertezza, abbiamo deciso di salire per il sent. 425, lasciando lis Palis d’Arint per il ritorno, e siamo stati contenti così, perché alcuni tratti di questo sentiero sono veramente ripidi e ci avrebbero fatto sputar pallini in salita, mentre in discesa, grazie al fondo ancora ben asciutto, non abbiamo avuto difficoltà di sorta. Le caratteristiche del sentiero in discesa sono state già perfettamente descritte nella precedente relazione di Luca De Ronch, aggiungo solo che abbiamo trovato qualche modesta chiazza di neve dura – che comunque non ci ha dato fastidi - nel tratto di saliscendi iniziale, quello che rasenta i due cimotti del Vualt. Percorso suggestivo, non esposto (i tratti ripidi sono “protetti” dai mughi), né eccessivamente lungo e faticoso, che ci ripromettiamo di ripetere presto con un tempo più favorevole, magari in una bella giornata autunnale. Tempo di percorrenza del nostro anello (senza la Creta dai Rusei): poco meno di 4 ore, di cui 2 per la salita fino al Cjasut dal Scior e 1.55 per la discesa. Mandi a tutti!
  • 16/12/2015 Percorso oggi l'anello escludendo il tratto verso la Creta dei Rusei promettendomi di ripercorrere il giro completo in altra stagione. Indecisa fino all'ultimo sul senso di marcia, quello indicato nella relazione è sicuramente il migliore in quanto consente di affrontare le difficoltà in salita, e Lis Palis d'Arint salgono..e come....Al rifugio Vualt arrivo in contemporanea con gli incaricati di aggiustare la cappa della stufa, due chiacchiere e mi allontano accompagnata da un “mandi siore”. Bosco silenzioso, trotterello verso la forcella ed ecco la tabella ed i pallini azzurri, bel sentiero, sale subito e poi anche di più, non molla mai fino al cima del monte Vualt, oggi a tratti scivoloso, sul sentiero qualche piccola chiazza di neve ghiacciata, il cielo a tratti nuvoloso non compromette la vista dell'ampio panorama. Cjasut dal Sior come sempre lindo e con l'alberello sul tavolo, tranquilla discesa verso il casermone Vualt, adesso la scorciatoia segnalata cai 425 è evidente, al rifugio Vualt è tutto un vociare, proseguo lungo la pista.
  • 14/12/2015 Condizioni ideali, ieri, per questo percorso che ho effettuato da forc. Vualt al bivacco Cjasut dal Sior. Anche se presenta molti tratti decisamente ripidi, ho preferito percorrerlo in questo senso in quanto, nel senso opposto, l'ho valutato decisamente "spaccagambe" e a rischio scivoloni. Attualmente presenta 4/5 brevissimi tratti con neve ghiacciata (in corripondenza delle uniche, leggere perdite di quota)che pertanto sono da affrontare con la dovuta attenzione.
  • 09/12/2015 Troi Palis d'Arint: è una giornata particolare, ove le labbra si muovon più delle zampe. Ma la compagnia incita al confronto, alla condivisione, alle curiosità. All'inizio della ripida salita verso il Vualt, il lato emozionale tenta di prender il sopravvento. Lo trattengo a stento quando scorgo due grandi faiârs. Escon dalla terra a godersi il precipizio e poi svettano verso il cielo. L'istinto mi farebbe correre da loro per abbracciare quei fusti che si protendono nel vuoto. Stringo i pugni e sorrido. Oggi la passeggiata è fatta d'altre intensità. Dalla cima, contro ogni previsione, il cielo si lascia trapassare dallo sguardo. La Grauzaria è seduta sul suo trono e cattura l'attenzione con la sua magnetica beltà. Dall'altra parte una valle intera. L'autunno ombroso la rende malinconica. Scendendo, un simpatico cartello fa notare, agli avventori del troi in senso contrario, del probabile incontro con dei pezzi di legno, scodinzolanti ed in attesa d'esser portati al Cjasut dal Sior. Presso i ruderi sotto la Creta dei Rusei ci fermiamo. L'Aupa è un filo d'argento vivo, una sferzata brillante che risalta in una scenografia bidimensionale, con quei profili neri che paion cartonati e quel fumo che sa di studiato effetto di scena. Poi vado a dondolare da solo sul parapetto roccioso che precipita in val di Gleris. Oltre i Falcons ecco papà Montâs e soci. Più vicini a noi il Çuc dal Bôr e quella fitta foresta pietrificata di guglie e pinnacoli che si sovrastan l'un l'altro. La scorciatoia per il casermone Vualt diparte nel bel mezzo di uno dei tanti anfiteatri minerali d'una valle che traduce il silenzio in sinfonia. Condita da manciate di pietrisco, a volte è malagevole ma presto s'è nuovamente nel bosco. Un tratto piccolo, troppo corto, ma disseminato di trappole per sorrisi. Pozze di foglie secche che incitano lo sgarfar dei piedi, la corsa, un agitarsi inconsulto delle zampe! Al Casermone, pur giungendo ben più tardi del mio solito appuntamento, trovo ancora le Viperelle Azzurre che lo han eletto per dimora. Quando il vagar per monti ti riporta in luoghi a te cari e conosciuti accade l'inevitabile. Ci s'innamora dei dettagli, dalle fioriture, ai colori, ai massi, ai muschi da accarezzare. Legami sensoriali e visivi che si sciolgon nelle memorie e che san di appuntamento, d'attesa preziosa nella loro scontatezza. La struttura dell'edificio, cinta dalle ultime pennellate dei Larici, bagnata dal sole, mette in risalto il candore di certe pietre. Infine, un'ultima, nuova scorciatoia segnalata dal clan di Dordolla, ci riporta alla strada. La ciliegina sulla torta m'aspetta al parcheggio. La giovane gestitrice del Calvi col suo compagno hanno appena terminato un anello con protagonista il Çuc. Sulla panca trovo lui! Il cogo dal Hochweißsteinhaus. Il fornese! Conosciuto durante la traversata del Fleons. Brindisi, biscotti e sorrisi condiscono l'ennesimo regalo, umano e meteorologico, di un autunno gioioso.(04.11.2015)
  • 16/11/2015 Saliti ieri al Cjasut del Scior, sotto di noi lo spettacolo del mare di nubi. Nel 2011 avevo notato in direzione della cima del Vualt un cartello che indica le "Palis d'Arint". Finalmente ieri nell'occasione sono andato a vedere. Si tratta di un sentiero non ancora segnato sulle cartine Tabacco, ma ottimamente mantenuto e curato. Il sentiero consente con un bel percorso panoramico sulle creste delle Palis d'Arint di scendere a Forcella Vualt e realizzare un anello alternativo sia all'escursione partendo da Dordolla, sia dal rifugio Vualt. Dalla sentiero che porta alla piccola cima del Vualt si prosegue con dei saliscendi lungo le creste con sentiero sempre comodo e altamente panoramico, seguendo dei bollini blu. Ci sono dei tratti di discesa molto ripida su erba, sconsigliato in caso di terreno umido o neve, sempre però in mezzo a mughi e mai esposto, alternati a traversi che aggirano costoni rocciosi. Circa a meta percorso si trova un cartello su un albero in bianco e blu con le indicazioni " sentiero delle creste - forcella Vualt" che da la giusta direzione..... dopo i traversi e i tratti ripidi su erba tra i mughi, il terreno cambia e si entra nel bellissimo bosco di faggi. Ancora con discreta pendenza alternati a tratti più comodi si raggiunge la boscosa forcella Vualt dove a sinistra si torna al rifugio Vualt, mentre a destra si scende a Dordolla. Bel percorso alternativo e panoramico nella parte alta. Consigliato in discesa con attenzione, in salita risulterebbe molto faticoso per tratti molto ripidi. Noi siamo partiti dal parcheggio sulla strada per il rifugio Vualt e abbiamo realizzato un bell'anello passando il Cjasut del Scior e chiudendo per il ricovero Vualt. l'anello in questo caso è di circa 10,5 km per circa 900 mt di dislivello totali.
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