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    Anello del monte Fara
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaF01

Anello del monte Fara

Avvicinamento

Da Montereale, presso Maniago, si imbocca la strada statale n.251 che risale Val Cellina. La tortuosa rotabile che un tempo percorreva la angusta forra del torrente è stata ora sostituita dalla galleria del monte Fara che in pochi minuti esce nella conca di Barcis. Subito dopo il lungo traforo, si piega a destra seguendo le indicazioni per Andreis. Giunti alla marcata curva che sale alla piccola frazione si prosegue diritti per la forcella di Pala Barzana attraversando il ponte sul torrente Alba. Oltrepassate le case di Bosplans si continua ancora per circa 1,5 km fino al tornante dove si stacca a destra la strada forestale che sale alla casera monte Fara (m 640, parcheggio lungo la pista).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Maggio
Carta Tabacco
028
Dislivello
700
Lunghezza Km
7
Altitudine min
630
Altitudine max
1342
Tempi
Dati aggiornati al
2010
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 18/01/2016 Anello percorso ieri 17-01-2016. Giornata magnifica e molto ventosa, un buon numero di escursionisti arrivano verso la cima. Scendendo dalla vetta verso la malga le foglie cadute coprono la traccia, che si perde facilmente, ma i segnavia sono abbastanza presenti e si scende comunque bene. Nei pressi della malga iniziando la strada asfaltata abbiamo deciso di scendere ulteriormente per il bosco visitando l'andre di Fara (cartello lungo la strada) e scendendo quasi fino alla macchina dal bosco. Un saluto a tutti. Gianluca
  • 23/03/2015 Percorso il 22-03-15Nonostante la leggera pioggerellina decidiamo di salire sul monte Fara, partenza da Ravedis (sent. 967) per poi arrivare a forcella Crous e imboccare il sent. 983 seguendo il percorso consigliato da descrizione di SN. Come già detto da Ectorus, neve da q.ta 1000, nella faggeta si sprofondava fino al ginocchio! Bollini Cai ben visibili, ma noi abbiamo usufruito delle tracce lasciate da Ectorus, grazie ;) Praticamente sempre avvolti nelle nuvole.. Il sole è sbucato al ritorno, nei pressi del bacino di Ravedis. Camminata sicuramente da rifare con il bel tempo!Mandi!
  • 20/03/2015 Salito oggi seguendo la descrizione di SN. Neve da q.ta 1000 circa, del tipo acquosa e quindi sprofondare i piedi (senza cjaspe ma con ghette). Molta più neve ho trovato nella faggeta che scende alla malga e poichè non c'erano altre tracce, ho seguito dritto per dritto tutti i bolli rossi e segnali che comunque sono ben visibili.La giornata non ha offerto grandi panoramiche a causa annuvolamento basso, a tratti nebbioso.Buona vita a tutti
  • 08/03/2015 Ho fatto il giro questa mattina, l'inizio del sentiero è facilmente individuabile, e per tutta la salita i segnali del CAI sono ben visibili. Dopo circa 400m di dislivello, il terreno inizia ad essere coperto in maniera costante da uno strato di neve (15-20cm) che non causa grossi problemi (affrontato tranquillamente senza ciaspe).Salendo l'unica deviazione fatta rispetto al sentiero è stata poco prima di raggiungere la cima, perchè il sentiero ricoperto da neve/ghiaccio procedeva a fianco di un versante con forte dislivello e non volevo correre il rischio di scivolare. Ho avuto delle difficolta a seguire il sentiero del ritorno. Probabilmente sono stato tratto in inganno dalle impronte lasciate sulla neve da qualcuno passato di recente, sta di fatto che non ho trovato immediatamente la via per tornare giù ma ho proseguito lungo il sentiero 893 in cresta fino a raggiungere una strada forestale e poi seguendo quella mi sono riallacciato al percorso corretto. Camminata perfetta per testare la forma dopo il 'letargo' invernale,e che permette di vedere un bel paesaggio nonostante la bassa altitudine!
  • 24/11/2014 Anello percorso ieri 23/11/2014:Panorami molto suggestivi fin dalla partenza con mare di nuvole sulla vallata di Andreis.Più in alto, nonostante la foschia, veniamo rapiti dalla visione della pianura solcata dal serpeggiare dell'acque del Cellina, impreziosite dal riflesso del sole e infine la corona limpida di monti che partendo dal Cavallo e passando da Resettum, Castello e Raut arriva ai giganti delle Giulie...Che spettacolo!Interessante anche il primo tratto di discesa "sul filo del baratro": può fare un certo effetto ma si cammina in tutta sicurezza.Confermo che il bivio è segnalato anche da una freccia bianca su un faggio con la seppur sbiadita iscrizione "Malga".Il sentiero segnato sbuca su una pista forestale che abbiamo percorso per un tratto fino a trovare a destra un sentiero che scende a vista verso la Malga Monte Fara: da lì in poi la strada è tutta asfaltata di fresco.Degna conclusione a base di affettati e formaggi in Locanda ad Andreis!
  • 22/10/2014 Della serie " proviamole tutte " oggi sono salito dal ponte di ravedis con il sent.967.Rispetto alla salita prevista dall'itinerario in oggetto, si allunga di un'ora mentre il dislivello totale aumenta di 330 m. circa, però si guadagna un'altro panorama, rivolto verso la pianura e il bacino della diga. Inoltre a quota 580 si trova la chiesetta di S.Antonio, edificata in tempi remoti e ristrutturata dall'ANA di MANIAGO nel 1989. Il sentiero è ottimamente segnato e non presenta alcun tipo di difficoltà. Si trovano cartelli di altri sentieri (sempre cai ) che però nella carta Tabacco non vengono riportati.Della cima non dico nulla. Sono anni che ci salgo e ogni volta (tempo permettendo)rimango affascinato dal panorama che offre.Buona vita a tutti
  • 08/09/2014 Escursione effettuata il 06.09.2014 in numerosa compagnia (25 persone, di cui circa 10 bambini delle elementari), seguendo l'itinerario proposto. Il sentiero è ben segnalato lungo tutto il percorso sia in salita, sia in discesa (la deviazione dal sentiero CAI è bella evidente con freccia bianca e rossa su un sasso non piccolo). Numeroso il gregge di pecore a malga Fara.
  • 08/05/2014 Per cambiare, oggi salgo da molassa, seguendo il sent.983 , ottimamente segnato ma piuttosto lungo e all'interno di faggeta che non da spazio a panoramiche. Ma visto che bisogna provarli tutti.....Buona vita a tutti
  • 12/05/2013 Sveglia pessimista..ma un azzurro lontano mi suggerisce “mior un tic di aghe ta muse, che stà sierat in cjase”. Esco. Piove. Ma l’azzurro è là… non demordo. Passando la pianura tra alcuni estesi prati di papaveri arrivo a Bosplans. Il parcheggio coincide con la fine della strada. Chiusa per cedimento della stessa da due mesi. Tra gli autoctoni regna il pessismismo sul suo ripristino a breve. Per la forcella o a piedi o da Poffabbro.. Inizio a salire in un bosco che mi entra subito dentro. Le foglie bagnate hanno un colore splendido. Tutto è morbido e ovattato. Verso la fine del sentiero incontro una coppia che si passa le bici con difficoltà..forse ho bevuto troppo sidro basco ieri sera.. La vista è meravigliosa nonostante i nuvoloni. Il Raut è li e mi ricorda le pene per averlo salito con l’influenza. Alla croce una compagnia fa festa..riparto subito alla ricerca del silenzio e del mio bosco. Per caso noto i bolli rossi a destra.. faccio subito un ometto e poi mi tuffo. Cullato dai cinguettii e dalle foglie arrivo alla casera, ondeggiando tra primule maggiori e genziane primaticce. Poco più sotto la traccia dei commenti precedenti. La seguo senza indugi.. Ometti provvidenziali guidano i passi, poi mi lascio portare.. che dolcezza questo bosco! Sbucherò sul troi dell’andata a circa 720m di alt. Peccato sia durato così poco..al ritorno mi consolo pensando a de Andrè, facendo mille foto in un campo di papaveri rossi.
  • 21/07/2012 Prima escursione con lo zaino rimesso a nuovo, adesso è lucido splendente. Lugo la strada il solito scoiattolino indeciso, a Sequals le mucche riposano ancora, mi piace questo paesaggio lineare. Galleria Fara, lunga con alla fine sempre il muro di nebbia, dov’è finito il sole di poco fa? Salgo verso Bosplans e un mare di nubi ricopre la vallata di Andreis, scorci bellissimi su cui domina il Raut soleggiato. Il sv962 indica f.lla La Croce a 45’, in realtà ne bastano 10’ di minuti, il primo tratto è una pista sassosa e poi ghiaiosa, in mezzo spicca una bellissima piantina giallo/viola, è un unico esemplare di canapa screziata, è la mia prima canapa screziata. Alla forcella una croce su un masso con una scritta scolpita, bel sentiero in un bel bosco, silenzioso, rapidi scorci sul vicino Jouf, qualche gradino roccioso, lungo il crinale tracciato che si districa fra sassi e radici, discussioni con ragnatele e ragni, esce dal bosco per poi rientrarci piacevolmente all’ombra. Intravedo lontana la croce e mi vengono in mente le parole famose di persona famosa: “Forza! Là sulla cima c’è la croce, là io devo andare”. Improvvisamente il bosco termina e si spalancano gli spazi, la croce, il libro di vetta. Cima panoramica, mi piace come tutte quelle che ho raggiunto in questa zona, a Ovest scorgo nitidamente la croce della Pala d’Altei, bel percorso, aerei veloci in cielo, rumori di escavatori da Piancavallo. Riprendo il cammino lungo il versante O, sentierino stretto e a tratti esposto, tralascio la traccia che poco dopo scende a destra nel bosco e proseguo lungo il sv 983 fino ad intersecare la pista a q.ta 980 ca., una pecora solitaria mi osserva silenziosa. La Carrareccia è ampia, a destra il bosco precipita mentre a sinistra ci sono banconata rocciose. In breve arrivo alla casera del monte Fara accolta dall’abbaiare di 3 cani e da una decina di caprette marron. Un centinaio di metri ancora e a dx mi attira un cartello in legno Andre de Fara, in 10’ mi ritrovo ad una sorgente (vasca) presso un antro, la traccia prosegue, è il Troi dal Louf, bisogna aguzzare la vista per indovinare la direzione, il bosco è tutto uguale, è in discesa, qualche rarissimo ometto, un paio di incertezze, un po’ d’intuito e improvvisamente mi ritrovo su un sentiero segnalato che mi deposita esattamente dove la pista ghiaiosa percorsa la mattina, entra nel bosco. Un’interessante alternativa alla strada asfaltata.
  • 20/11/2011 Fatto oggi, 20 Novembre.La salita per la cresta orientale è piuttosto ripida e monotona, si svolge perlopiù in bosco salvo qualche scorcio offerto da piccole selle. Dalla croce di vetta il panorama è ottimo verso la pianura e il Raut, un po' limitato a nord-ovest dalla vegetazione. La discesa per la cresta occidentale è un po' più aperta ed interessante, e il 'taglio' per la casera è intuitivo anche senza segnali. Dalla casera è consigliabile ignorare la strada asfaltata e scendere senza indugio per il bosco sottostante (da non perdere l'antro a 5 min. dalla casera).Nel complesso, escursione alla portata di tutti, preferibilmente con una mappa aggiornata per orientarsi nel bel bosco senza l'assillo della segnaletica.
  • 07/04/2011 La carta Tabacco è la numero 28, non la 12
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  • la cima del monte fara
    02/11/2015 la cima del monte fara
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