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    Monte Musi Cima Est da Sella Carnizza
    Prealpi Giulie
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    Monte Musi Cima Est da Sella Carnizza
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    Monte Musi Cima Est da Sella Carnizza
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    Monte Musi Cima Est da Sella Carnizza
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I percorsi di SentieriNaturaR40

Monte Musi Cima Est da Sella Carnizza

Avvicinamento

La cresta dei Musi ed in particolare la Cima Est possono essere avvicinati oltre che dalla Val Torre (vedere Monte Musi dalla Val Torre) anche dal versante nord con percorso più semplice. A Sella Carnizza (m 1086), raggiungibile dalla Val Resia o da Uccea, troviamo infatti ancora il segnavia CAI n.737 (cartello). Nei pressi è possibile il parcheggio dell'automezzo.

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Rupe
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Luglio
Carta Tabacco
026
Dislivello
800
Lunghezza Km
7,2
Altitudine min
1086
Altitudine max
1878
Tempi
Dati aggiornati al
2010
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  • 11/09/2016 Fatto sabato 3 settembre 2016. Escursione abbastanza breve e paesaggisticamente molto varia: all’inizio si sale dolcemente in un bel bosco di faggi, più su, invece, prevale la roccia, in un ambiente che ricorda l’altopiano del Canin e che, come il Canin, ci ha regalato lo spettacolo di splendidi mazzetti di Campanule di Zoys. A metà salita troviamo brevi tratti attrezzati con funi arrugginite e mal fissate, assolutamente superflui ed anzi pericolosi. Ripida e “friabile” la salita alla forcelletta, un po’ esposta la breve cresta erbosa che conduce alla cima. Percorso ben segnalato, molto solitario (non abbiamo incontrato anima viva, a parte uno stambecco sul ghiaione sotto il versante sud della forcelletta). Purtroppo nuvolaglia e foschia ci hanno guastato il panorama dalla cima … Peccato! Un motivo in più per tornarci a breve!
  • 10/09/2016 Escursione di oggi 10/09/16. Torno su questa cima perchè vi manco da qualche anno e mi pare un test di medio impegno per un recente problema muscolare.Trovo tutto piacevolmente immutato (peraltro anche i 3 brevi, malconci, quanto, a mio parere, superflui spezzoni di sottile fune arrugginita): percorribilità perfetta, segni presenti quanto basta senza eccessi, addirittura sfalciati quei brevi tratti con un po' d'erba specie sulla lunga traversa. Temperatura e meteo molto buono. Al rientro, stranamente, qualche paio di minuti di piacevolissima pioggerella di nessun disturbo anzi da godersi non fosse che per il rilassante ticchettio sulle fronde. Dalla cima buone viste in ogni direzione appena disturbate da un po' di foschia. Lungo il tragitto l'incontro con una simpatica famiglia Austriaca. Sono buoni conoscitori delle nostre montagne e di questo sito. Mi intrattengo con loro volentieri a più riprese su vari temi inerenti monti e sentieri. Un'occasione d'incontro che impreziosisce la già di per se interessante scarpinata. Buone escursioni.
  • 01/08/2016 Passeggiata spettacolare, che tocca diversi habitat particolari e interessanti: il silenzio iniziale del bosco, le cavità carsiche, la distesa di massi con i nevai, e la cresta verde della cima! Note: il percorso è tracciato benissimo, nella parte finale fare attenzione perchè la cresta risulta esposta in certi passaggi e il sentiero è piuttosto ripido. Bellissimi i camosci, ma nella parte finale per raggiungere la sella fare attenzione a qualche sassolino che si stacca a causa del loro passeggiare in quota. Panorama dalla cima estesissimo, anche se rovinato da un mare di nubi che si stava formando a poco a poco; nel libro di vetta ho letto che nelle giornate più limpide è possibile vedere nel dettaglio tutta la pianura e la costa. Un motivo in più per rifare questa splendida passeggiata.
  • 12/07/2014 Ore 7.30 zaino in spalla per evitare il maltempo annunciato, bosco innaturalmente silenzioso, non si parla per non disturbare…E si fanno scommesse a bassa voce con qualche scongiuro: non c’è neve, se la troviamo ti pago una pizza, vedrai che c’è nel catino, se la troviamo ti pago una pizza,…. E intanto si sale discretamente lesti sotto un cielo turchino ed un bel sole. Un albero caduto costringe ad un semplice bypass e verso quota 1420 la neve fa la sua comparsa in qualche anfratto e dolina più profonda, sentiero in ordine; quando usciamo all’aperto gli occhi si alzano a scrutare quei nevai in qualche conca e canale lungo le pareti dei Musi, la sorpresa ci aspetta nella zona dei grandi massi, un primo nevaio, poi un secondo più vasto ed un terzo ancora, attraversati senza particolari difficoltà o tagliando o cercando di mantenersi lungo il bordo e appena possibile andar per sassi o zolle erbose mirando al sentiero che scende dalla forcella. Sole e aria di forcella rendono per me faticosa la salita dell’ultimo tratto, dall’intaglio si gira a sinistra e fra fioritura di botton d’oro, camedri, nontiscordardimé si giunge sulla cima scomodando una piccola vipera. Panorama esteso anche se non proprio limpido, poi, bianchi sbuffi di nuvole han cominciato ad avvicinarsi rotolando in cielo, è tempo di ridiscendere.
  • 15/09/2013 Mmmmhh Musi.. dopo un’intensa giornata micologica lascio quieto il “fradi salvadi”, prediligendo quello meno musone dei due. La rotabile che porta a Sella Carnizza ci accoglie con un divieto di transito (ripristino sicurezza). Ma sembra ammiccare come quello di Illegio, situato in disparte, ci lascia passare e la strada, a parte qualche sasso, si presenta perfetta fino alla sella. Neanche il tempo di due passi e il bosco ti conquista subito. Tra i faggi, grandi pietre muschiate fan sentire piccoli piccoli. Sembra di entrare nel paese delle meraviglie e infatti così è. Le formazioni calcaree iniziano a divertirsi giocando con l’immaginazione. Una pare un’enorme conchiglia bivalve. Solo che le perle le nasconde attorno a lei e non al suo interno. Dopo il bosco tutto cambia e il bianco della pietra prende pian piano il sopravvento nonostante la resistenza dei mughi. Dall’alto, sotto il Veliki Rop, diversi camosci ci scrutano guardinghi. Poi, le grandi pietre si fan macigni e le rocce striate e modellate sembran sfoglie, mani, meringhe, artigliate e altro ancora. Il cielo è come una coperta grigia ma la profondità della visuale è eccezionale. Oggi si ammira tutto il Friuli e l’Istria mostra le sue curve. In cresta manca il fiato, tutto è nitido e prepotentemente mi invade quella sensazione che solo i Musi possono suscitare. Attonito continuo a girare su me stesso mentre diversi grifoni, uno dopo l’altro, lascian il Cornino per espatriare in Slovenia passando sopra la nostre teste. In discesa combatto fortemente il tentativo di salire un’irresistibile Veliki Rop. Prima il ginocchio rugnante poi il saggio Dree mi fan desistere e si scende ritornando ad alimentare la fantasia rocciosa. Un consiglio, per questo itinerario è bene non affidarsi al calcolo automatico di percorrenza di SN e aggiungere un paio d’ore per assecondare l’immersione in un mondo a sè che affascina e cattura ad ogni passo.(13.09.2013)
  • 16/07/2013 Escursione in compagnia del mio fedele fido ( Magritte ) volevo farmi perdonare l’averlo lasciato a casa per l’escursione sul Tinisa. Arrivo a sella Carnizza alle 06:20, Partenza dopo 10 minuti, come al solito ultimamente preferisco partire presto e quindi sveglia alle 04:00. Dopo le varie relazioni su questo sentiero sono andato su senza nemmeno guardare la mappa, ho trovato tutti i riscontri, solo con la meraviglia di una giornata bellissima e quell’immensità di bianco delle rocce , mi sono scaldato con il loro riflettere la luce, oggi la giornata era limpida , il mio sguardo spesso era catturato da mille distrazioni, fiori di tanti colori e specie, rocce meravigliose, e le montagne lontane, tutte riconosciute e qualcuna visitata di recente , ammirazione per le Maestà Montasio, e Canin , ho notato anche da lontano sul Montasio i nevai, mentre il lato sud del Canin è sgombro. Infine l’ultima parte del sentiero ripida ma non faticosa, il sentiero è pulitissimo e ben segnato , ho trovato anche inutili i cavi prima dei macigni, perché la roccia è asciuttissima,l’ultima parte è emozionate, la piccola forcella tra la cima verde più alta dei Musi e Viliki Rop , infine l’ultimo tratto che mi pota sulla cima verde .Zaino a terra, tantissime foto, i rituali di vetta, raccogliere un sassolino, foto autoscatto con Magritte , e sorpresa il libro di vetta chiuso in una custodia per VHS , ops … ho riconosciuto un paio di nomi che spesso scrivono nel Blog di Sentieri Natura, niente mosche e ne zanzare ( bene sono stato graziato ) avevo al seguito l’attrezzatura completa per autoassicurazione nel caso volevo andare sulla cima Ovest, ma domani sveglia presto che si va a pulire sentieri, allora baciato dal sole e dopo centinaia di foto via in discesa, anche perché avevo in mente di fare un giro in Slovenia ,in discesa ho incontrato due coppie di escursioniste, una friulana all’altezza dei cavi , e una Triestina a sella Carnizza, con entrambe scambio di informazione e cordialità , rientrando dalla Slovenia un occhiatina al Canin….Triglav ..Prossime avventure .
  • 01/07/2012 Fatto oggi. Partenza da Sella di Carnizza alle 7.20 per sfruttare le ore meno calde, ma già nel bosco l'umidità è enorme e si suda da matti. Il tratto che porta alla forcella del Veliki Rop è un vero spaccagambe ma almeno non c'è la piena battuta di sole da dare ulteriore tormento. Come ha scritto Loredana, ho constatato anch'io che tutti gli insetti del circondario sembra si siano dati appuntamento alle 10.00 sulla cima est del Musi. Purtroppo la foschia ha rovinato la visione del panorama ma il potenziale c'è e mi riprometto di tornare in un periodo più favorevole. Visti un capriolo, un camoscio e una marmotta ma nessun altro umano. Mauro.
  • 22/06/2012 Escursione sudata, sotto un sole a volte cocente e mitigato da qualche refolo, a volte offuscato da foschia. La temperatura nella conca dei grossi massi permette la cottura di bracioline e braciolone, manca la radler ghiacciata. Salita alla forcelletta: due passi e un: ma chi me l'ha fatto fare....e con questo animo ci arrivo comunque e già lì la fatica è dimenticata, l'ultimo tratto a sx è una passeggiata fra botton d'oro e farfalle; sul cupolotto terminale è in corso uno stage di danza di mosche, moscherini, insetti vari non ben identificati con il sottofondo musicale di zanzare. una goduria che mi permette comunque di ammirare l'ammirabile pur con una velatura. Lungo la discesa qualche gracchio gironzola in alto e mi paiono avvoltoio in paziente attesa del pasto, ma non mi avranno. Saluto con gioia il rientro del sentiero nel bosco e l'auto parcheggita al fresco. Nessun incontro, nemmeno la solita famigliola di stambecchi nè vipere che francamente mi sarei aspettata di vedere.Loredana
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