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    Forcella del Duranno dalla Val Zemola
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaR07

Forcella del Duranno dalla Val Zemola

Avvicinamento

Da Barcis si risale lungo la val Cellina fino a Cimolais dove si prosegue in direzione del passo di Sant'Osvaldo. Giunti all’altezza di Erto Nuova, si piega a destra seguendo le indicazioni per la Val Zemola. La stretta rotabile sale con alcuni tornanti a monte del paese poi, dopo aver superato l’aereo imbocco della valle, prosegue su fondo sterrato raggiungendo il parcheggio in corrispondenza del divieto di transito (m 1179).

Descrizione

Dallo spiazzo dove abbiamo lasciato l’auto, seguendo le indicazioni per il rifugio Maniago si imbocca la pista di sinistra (quella di destra, più bassa, è inagibile a causa di frane). Ci si alza moderatamente tra macchie di bosco e piccole radure fino al punto dove si stacca a destra la prosecuzione del segnavia CAI n.374 per il rifugio Maniago e casera Galvana. Abbandonata la pista che ritroveremo più avanti si traversa a mezza costa nel bosco in leggera discesa confluendo ben presto nella strada sterrata più bassa in località Le Grave. Ci troviamo alla confluenza dei vari rii che vanno a formare il torrente Zemola in un punto dove il greto di fondovalle è particolarmente ampio. Mirando ad alcuni cartelli si guada senza particolari problemi raggiungendo il bivio con il segnavia CAI n.908 per casera Galvana che lasciamo a destra. Il nostro percorso invece coincide ancora per un breve tratto con il bordo del greto poi piega a destra per seguire il corso del Ge de Bozzia. Lo si risale per poco e poi lo si attraversa (cartello) proseguendo all’interno di un bel bosco di faggio e abete bianco. Il sentiero sale fino alla sommità del pendio boscato poi piega bruscamente a sinistra per andare ad innestarsi sul tracciato di una pista inerbita. Con andamento molto piacevole si prosegue a salire intersecando una prima volta la pista forestale poco sotto i ruderi di casera Pezzei. Il sentiero accorcia ancora un tornante uscendo a poca distanza dalla vecchia casera (m 1442). Sempre su sentiero, si riprende a salire con pendenza un poco più decisa sfiorando anche il ciglio di uno dei tanti greti che solcano la parte alta della val Zemola. In breve ci si raccorda un’ultima volta con la pista di servizio nel punto in cui essa termina. Da qui il sentiero continua il suo avvicinamento al rifugio percorrendo un tratto in ripida salita su fondo un poco più sassoso. Dopo avere intersecato il corso di un piccolo rio, ci si innesta a destra sul segnavia CAI n.381 che proviene da casera Bedin (vedi variante). Quasi traversando si oltrepassa il solco della Val di Lausen ed infine si percorre un ultimo tratto nel bosco fino ad uscire alla base della radura che ospita il rifugio Maniago (m 1730). L'edificio, dopo la recente ristrutturazione, è divenuto un importante punto di appoggio gestito nella zona Duranno – Cima dei Preti.
Dietro la costruzione, presso la fontana, possiamo riprendere il segnavia CAI n.374 diretto alla forcella del Duranno. Rispetto a qualche tempo fa, la prima parte del tracciato è stata completamente rivista e ora consente di accedere più comodamente al bellissimo catino dolomitico che si apre ai piedi del Duranno. Il sentiero sale con qualche svolta attraversando la fascia degli ultimi larici ed abeti oltre i quali ci troviamo nell’orizzonte degli arbusti. A tornantini più stretti si guadagna velocemente quota lungo una costa di mughi portandosi alla base delle colate ghiaiose che scendono dai pilastri soprastanti. Qui il sentiero piega decisamente a destra, iniziando a salire in diagonale verso il catino detritico che ha origine dalla forcella del Duranno. Con alcune ampie svolte ci si porta alla base del salto roccioso che ci separa dalla forcella. Le difficoltà sono tutte concentrate nel primo tratto che prevede il superamento di una paretina ben appigliata (I) e la successiva risalita di un canalino friabile. Alla sommità di questo si piega a destra per imboccare una rampa detritica che conduce alla base delle rocce delle Centenere. Utilizzando infine una cengetta sabbiosa si aggira uno sperone uscendo improvvisamente sui prati della forcella del Duranno (m 2217). Qui ci attende un ambiente molto diverso, costituito essenzialmente da praterie d’alta quota sulle quali pascola frequentemente una colonia di stambecchi piuttosto confidenti. Bellissimo anche il colpo d’occhio sulla cima dei Preti e sulla piramide del Duranno la cui imponenza si può meglio apprezzare allontanandosi un poco dalla forcella (una traccia sale per verdi fino alla quota 2295 delle Cime Centenere). Per il ritorno si utilizzerà il medesimo itinerario.

Variante alla Cava del monte Buscada (E)

Volendo ampliare l'escursione, dopo essere ridiscesi al Maniago e quindi al bivio con il segnavia CAI n.381, si prosegue lungo questo, traversando con frequenti saliscendi tutta la testata della val Zemola. Dal panoramico ripiano di casera Bedin di sopra (m 1711), il sentiero prosegue intersecando il Ge de Bedin per scendere poi alla pista di servizio della cava di marmo. Tenendosi a destra in salita, si oltrepassa la galleria raggiungendo la zona interessata dalla passata attività estrattiva. Qui il vecchio edificio che ospitava gli operai è stato ristrutturato e trasformato nel rifugio escursionistico gestito rifugio Cava Buscada (m 1758). Nella cava, inoltre, è stato predisposto un percorso segnalato che consente di visitare alcuni dei punti di maggiore interesse. Per la discesa è possibile utilizzare la pista di servizio oppure il ripido sentiero dei cavatori che inizia di fronte alla fontana.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Rupe
Escursione
Mese consigliato
Giugno
Carta Tabacco
021
Dislivello
1100
Lunghezza Km
12,6
Altitudine min
1172
Altitudine max
2217
Tempi
Dati aggiornati al
2010
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  • 24/07/2013 Ho percorso questo itinerario il 22/07/2013. La descrizione in R07 di SN non si discosta di una virgola da quanto si riscontra percorrendolo e ciò a tutto merito degli Autori e della natura che nulla ha compromesso nella stagione invernale. La salita al Rif. Maniago è piacevole specie nella parte boschiva dove si apprezza appieno la frescura. L'uscita nella parte più alta ripaga con buone viste ancor prima del rifugio. Facile la salita anche fin sotto la forcella del Duranno. Solo lì un breve canalino non difficile di I° con qualche traversa su fondo ghiaioso. Alla forcella è spontaneo seguire il consiglio di Ivo&Sandra di raggiungere con facilità la cima nord delle Centenere da dove si apprezza meglio il panorama in ogni direzione. A nord la fa da padrone il Duranno ma tutt'intorno è un susseguirsi di cime la cui vista ripaga anche il più esigente escursionista. Il colpo d'occhio verso Cima Laste, Cima dei Preti e Frati, Compol, Cantoni etc. è un mare molto mosso di pietra senza soluzione di continuità. E non meno attraente tutto il resto: dal Pramaggiore alle cime del Cadore. La compagnia di una famigliola di stambecchi con il maschio molto indipendente e il piccolo che fa coppia fissa con la madre, passo per passo, completa il quadro pienamente soddisfacente di questa mèta. Buone camminate.
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  • Fontana di marmo alla cava del m.te Buscada
    03/06/2012 Fontana di marmo alla cava del m.te Buscada
  • Segnaletica d'autore
    03/06/2012 Segnaletica d'autore
  • Cima dei Frati. . . Cima dei Frati vista dalla forcella Dura ...
    31/12/2007 Cima dei Frati. . . Cima dei Frati vista dalla forcella Dura ...
  • Forcella  Duranno. . . dazzangiannino@lice.it
    31/12/2007 Forcella Duranno. . . dazzangiannino@lice.it
  • Panoramica verso la Val Zemola e le Dolomiti. Scattata salen ...
    21/12/2006 Panoramica verso la Val Zemola e le Dolomiti. Scattata salen ...
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