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    Forcella Scodavacca da Forni di Sopra
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaR13

Forcella Scodavacca da Forni di Sopra

Avvicinamento

Da Tolmezzo si risale la valle del Tagliamento lungo la statale 52 fino a giungere a Forni di Sopra dove si attraversa tutto il paese per poi continuare in direzione del passo della Mauria. Dopo circa due km dalle ultime case prendere la deviazione a sinistra (indicazioni per il rifugio Giaf) proseguendo fino al divieto di transito (m 1031, comodo parcheggio).

Descrizione

Lasciata l’auto si imbocca la pista di servizio che si segue fino al primo tornante dove un'indicazione ci segnala l'inizio della scorciatoia per il rifugio Giaf (segnavia CAI n.346). Il sentiero sale inizialmente nel bosco di faggio e abete rosso poi, in ambiente più aperto, costeggia il torrente Giaf oltrepassandolo con l'ausilio di alcune passerelle in legno. Dal guado si rimontano a strette svolte le basse pendici del monte Boschet che vanno arricchendosi di larici e mughi. Dopo essere rientrati nuovamente nel bosco la pendenza si appiana ed il sentiero interseca nuovamente il greto del rio raggiungendo ben presto una malga e, poco oltre, una cappelletta ed il rifugio Giaf (m 1400). Facendo attenzione al ventaglio di sentieri che da qui si dipartono, tutti comunque ben indicati, si imbocca il sentiero che dal retro dell'edificio sale verso forcella Scodavacca (si tratta della prosecuzione del segnavia CAI n.346 che abbiamo utilizzato per arrivare al rifugio). Dopo un breve falsopiano ci si accosta ad un rio sul cui margine si riprende a salire lasciando quasi subito a destra la deviazione per l’ Anello di Bianchi. La salita prosegue con pendenza regolare dapprima al limitare del bosco e poi tra le conifere che hanno preso ormai definitivamente il posto del faggio. Per un tratto il nostro sentiero coincide ancora con l’Anello di Bianchi poi, giunti ad una radura tra i larici (panca), i due percorsi di dividono definitivamente. Tenendosi la destra il nostro percorso entra ben presto nell’orizzonte degli arbusti, tra macchie di mughi e fazzoletti erbosi riccamente fioriti. Con pendenza gradevole ci si innalza di quota giungendo presso un grande macigno dove si lascia a sinistra anche la traccia che sale alla forcella di Las Busas ed al bivacco Marchi Granzotto (CAI n.354). Il sentiero si affaccia ora sulla parte alta del vallone dove ci attende un evidente gradone detritico ricoperto da una estesa fascia di mughi e solcato da un grande rivolo ghiaioso. Camminando tra mughi e tappeti di camedrio, si supera anche questo terrazzo giungendo in vista dei grandi ghiaioni che si sono formati alla base delle pareti. Sempre tenendosi sulla destra del vallone, ormai quasi in falsopiano, ci si avvicina e si guadagna la grande insellatura di forcella Scodavacca (m 2043), racchiusa tra le bastionate rocciose del Cridola a destra e dei Monfalconi a sinistra. Dalla forcella, il segnavia CAI n.346 divalla verso il rifugio Padova mentre a destra (nord) si stacca la ripida traccia (segnavia n.344) che sale alla Tacca del Cridola. Per noi invece è giunto il momento di invertire la marcia e ridiscendere utilizzando il medesimo itinerario.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Rupe
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Giugno
Carta Tabacco
02
Dislivello
1000
Lunghezza Km
9,1
Altitudine min
1031
Altitudine max
2043
Tempi
Dati aggiornati al
2014
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  • 14/10/2017 Tutto ok, come da relazione. Gli ultimi 300 m prima della forcella sono i più faticosi (e belli, per il panorama). Forcella solitaria e ombrosa, ma ampia.Impossibile individuare il sent. 354, che dovrebbe accorciare di 15-20 min. la seconda parte dell'anello di bianchi, intersecando il 342 tagliandone appunto un tratto. Poco male comunque.Segnavia così così, ma i sentieri, a parte quanto appena detto, sono ben battuti ed evidenti
  • 09/08/2013 Ieri 08/08/13, alternando ferrate (Senza Confini due giorni fa) a camminate, ho percorso un itinerario mix della descrizione R13 (in salita) + Tacca del Cridola + Biv. Vaccari + Forca del Cridola e da lì fino al Rif. Giaf come da R14 di SN per poi rientrare al park di quota 1.031 come da R13. Confermata la perfetta descrizione delle parti interessate dalle proposte R13/14 di Ivo&Sandra aggiungo qualcosa per quant'altro da me percorso. Dalla Forcella Scodavacca ho preso a Dx a salire il 344 verso la Tacca del Cridola (mt.2290 come ho appurato per mio rilevamento e indicazione di vari siti e non 2410 come da cartina Tabacco ed altri). Salita il cui unico fastidio è costituito dal fondo franoso in particolare nella parte centrale del tratto dove giova aiutarsi con le rocce a sx. Giunti alla Tacca, buona vista a ritroso verso Sud su torri e torrioni e non solo. Cartelli purtroppo obsoleti e quasi ormai illegibili. Non una indicazione per il Biv. Vaccari se non l'ovvia deduzione che solo scendendo il lungo ghiaione ci si arriva. Segni piuttosto sbiaditi poi migliori. Resti di segni e logica portano a tenersi sulla dx e da lì scendere fino alla base delle rocce con gran soddisfazione delle ginocchia! E' necessario ora rimontare circa 60 mt. per il Biv. Vaccari. Io l'ho fatto salendo per facile I° su roccette ove ho trovato anche un bollino rosso di via e poi per evidente facile sentiero tra erbetta in quella meraviglia che è il sito del Vaccari (non per niente il toponimo La Cuna, le scune in furlan ovvero la culla). Da quì ampia vista su tante belle e celebrate cime delle vicine Dolomiti Cadorine nonchè Val Cridola Lorenzago etc. Una breve risalita tra sfasciume alla magnifica Forca del Cridola da dove cedo il passo a quanto si legge nella parte interessata di R14. Un anello veramente interessante e vario. Mi scuso con gli Autori se in qualche modo ho deviato un po' dal tracciato originario. Buone escursioni.
  • 26/04/2013 Percorso a inizio aprile. Siamo partiti con un ritmo molto tranquillo, ma quando siamo arrivati più vicino alla forcella, siamo stati sorpresi dalla quantità di neve presente, e siccome sprovvisti per la neve siamo stati costretti a tornare indietro.
  • 04/07/2012 FORC.SCODAVACCA-Escursione fatta oggi, in una giornata abbastanza grigia.Malgrado ciò, guardando i vari cridola,monfalcon,urtisiel e via dicendo, ti rendi conto della diversità delle dolomiti rispetto alle nostre alpi.Con tutto rispetto per carità, anche i nostri monti hanno il loro fascino, ma le dolomiti hanno quel qualche cosa in più.Sarà la loro maestosità, sarà il colore delle rocce, non lo so, ma è un ambiente che rimane negli occhi.Detto questo, il percorso è perfettamente segnalato.Per allungarlo un pò, sono rientrato al Giaf percorrendo la parte destra dell'anello Bianchi,che si allaccia al sent.342.Un modo come un'altro per ritardare il distacco dall'ambiente.Buona vita a tutti
  • 01/07/2012 Escursione fatta oggi. L'ambiente dolomitico è splendido. Piacevolissimo l'incontro con il personale del Rifugio Giaf. E la radler era fresca al punto giusto, ed il panino con il salame favoloso! Non si siete ancora andati? Andate ora, andate adesso.
  • 24/06/2012 Già durante la strada sogno cime, vedo croci, a destra un brillio sul Tinisa, a Forni, a sinistra, la Cimacuta rievoca bei ricordi, una ragazza fa jogging e mi sovviene quando la corsa per me era una droga a costo zero. Parcheggio, già qualche auto, lo stomaco mi dice che la colazione è un ricordo oramai lontano, tacito ogni brontolio con una maxi banana e m'incammino. Fresca sorgente alla scorciatoia e la mia giornata fra mughi e ghiaie rischia di finire lì, su un viscido sasso, salva con un colpo di reni....Un ponticello è stato rinforzato con un nuovo tronco, candido (appena sbucciato), profumo di resina e suono di cascatelle; abbondanti fioriture, inconfondibile il profumo dei primi garofani di Montpellier, inconfondibile e inconfondibili, arrivo ad un Giaf silenziosissimo. Sentiero 346 a destra, salgo fra mughi e sassi e via vai di grosse formiche, buone per la grigliata. Intanto sul filo dell'orizzonte indovino la mia meta mentre una foschia bigia filtra dagli intagli dei Monfalconi di Forni, a destra le guglie del Cridola si godono il sole. Il sentiero sale a dx e diventa una traccia ghiaiosa, qualche ometto e il giallo del papavero retico; dal ghiaione spunta qualcosa, è una vecchia scatoletta oramai arruginita (sardine?), retaggio di un antico pasto qui consumato. Fra un refolo di vento e un sole che gioca molto a nascondino arrivo alla mia meta: forcella Scodavacca, una grande distesa di ghiaia, una porta aperta su due regioni. Dietro di me, a valle, tutto è illuminato dal sole, quassù non fa nemmeno un gran caldo...Qualcuno arriva dietro a me, e poi ancora una coppia, e poi una comitiva di ragazzini e poi ancora....Torno indietro, un viandante mi chiede ansante quanto manchi alla vetta..(?!)Al bivio quotato 1690 (lariceto puro)devio a dx seguendo l'anello di Bianchi che passa sotto la Torre di Forni, al successivo trivio poi mi innesto sul sv 342 (indicazioni a terra su un sasso) ma fatti pochi metri su un altro sasso trovo indicazioni sbiadite sc 354. Supero un intaglio protetto da cavo, lascio a dx la prosecuzione del 361 che va verso f.lla Urtisiel e scendo in direzione Giaf su un sentiero gradinato che le mie rotule poco gradiscono. Al Giaf profumo di tagliatelle, teste chine sui piatti, mandibole in movimento, mani intente a fare scarpetta. Mi regalo una radler (ma è tiepida...); poco male così almeno Montesuma, quelo della vendetta, continuerà il suo sonno.
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