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    Monte Burlat da Preone
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaV13

Monte Burlat da Preone

Avvicinamento

Da Tolmezzo si imbocca la statale n.52 in direzione di Villa Santina proseguendo poi per Ampezzo e Forni di Sopra. Poco prima di giungere a Socchieve, si lascia la statale per deviare a sinistra verso Preone. Oltrepassato il paese si entra nella valle di Preone fino ad arrivare al cartello che segnala l’inizio del sentiero paleontologico. Qui si prende a destra salendo con alcuni tornanti in località San Florean dove si parcheggia comodamente (m 653, divieto di transito)

Descrizione

Dalla piazzola si dipartono due piste forestali interdette al traffico: tralasciata quella di sinistra, che chiude il sentiero Paleontologico, si imbocca quella di destra. Dopo una marcata curva la strada sterrata entra subito nel bosco di faggio ed è qui che incontriamo le prime segnalazioni. Un segnavia bianco azzurro con il n.20 e, pochi metri dopo, un bivio con il segnavia CAI n.803 che scende verso Socchieve, ci rassicurano sulla correttezza della direzione intrapresa. Dal cartello la pista prende a salire ad ampie svolte all’interno di una faggeta diradata che ospita le fioriture di aquilegia scura e giglio dorato. La visuale è inizialmente limitata a qualche radura aperta sulla valle del Tagliamento, ma più in alto, dopo una serie di svolte più strette, la pista supera un erto costone affacciato sullo sbocco della valle di Preone. Con una ulteriore serie di stretti tornanti si guadagna ancora quota fino al punto in cui la pendenza si appiana. Ci troviamo in prossimità della vetta del monte Seluta ed in breve la pista si esaurisce ad una piazzola nei pressi della quota 1100. Si prosegue diritti per una larga mulattiera, ma attenzione dopo pochi metri ad un bivio segnalato su un grande faggio: a sinistra prosegue il CAI n.803a mentre a destra si stacca il CAI n.803 in forma di sentiero. Entrambi conducono a casera Pezzeit e possiamo quindi imboccare il sentiero di destra lasciando l’altra direzione per il ritorno. La traccia discretamente marcata ed i segnavia ben collocati ci guidano a risalire le pendici boscate del monte Pezzeit. Con pendenza via via più marcata si guadagna velocemente quota nel bosco di faggio. Tenendosi sull’orlo di una scarpata si passa accanto alla poco evidente vetta del monte Pezzeit (m 1423) ritrovandosi poi sul margine di una grande ripiano boscato. Seguendo con attenzione i segnavia si percorre questo piacevole tratto in falsopiano fino ad intersecare un paio di piste forestali. La seconda di queste esce su terreno più aperto ed in pochi minuti si esaurisce sul ripiano di casera Pezzeit di sotto (m 1476). L’edificio, completamente ristrutturato e sempre aperto, dispone di cucina economica, caminetto con panche e piano superiore attrezzato per un eventuale pernottamento (9 posti).
Tralasciato il sentiero n.802 per forca Sopareit (cartello) ci si tiene a sinistra in direzione di malga Teglara (CAI 803). Con una lunga diagonale si tagliano in moderata salita le pendici del monte Burlat ricoperte da un rado bosco di conifere. In breve si aggira un costone oltre il quale si apre il ripiano inclinato che ospitava la casera Pezzeit di sopra (m 1564). Si tratta di un pascolo abbandonato ed invaso dalle romici dalle quali affiorano ormai solo i muri perimetrali della casera e delle stalle. Passando proprio accanto ai ruderi, il sentiero riprende a salire giungendo ad un piccolo intaglio sulla lunga cresta orientale del monte Burlat (m 1600 circa). Qui si abbandona il segnavia CAI per seguire invece le segnalazioni bianco azzurre (n.22) che prendono a salire lungo il crinale erboso del monte. Aggirata una piccola macchia di faggi la traccia prosegue comodamente tra i prati punteggiati a giugno dalle fioriture del botton d'oro e delle sambucine . Giunti nei pressi dei primi affioramenti rocciosi la pendenza si fa più marcata e si rende necessario affrontare terreno un poco più impegnativo. La flora si arricchisce ora delle preziose specie legate alle rupi calcaree quali il rododendro nano , la genziana di Clusius, l'orecchia d'orso ed il ranuncolo alpestre . Si supera un breve canalino terroso che immette su un tratto di cresta aerea ed ingombra di grandi massi. Questi vanno aggirati con attenzione sul lato sinistro fino ad arrivare alla base di un risalto impegnativo dove le segnalazioni si sdoppiano. E’ possibile, infatti, seguire fedelmente la linea di cresta (bolli azzurri, esposto) oppure più facilmente calare per verdi sulla sinistra andando ad imboccare un evidente corridoio erboso. Dopo avere superato i massi all’uscita del canalino, ci si riporta così in cresta ricollegandosi al percorso diretto. Ancora pochi metri su terreno più agevole e si guadagna la vetta del monte Burlat dove sono stati di recente collocati una croce ed un libro di vetta (m 1847, panorama ampio ed inusuale). Per la discesa si utilizzerà il medesimo itinerario fino a casera Pezzeit di sotto da dove è possibile rientrare al bivio presso il monte Seluta attraverso il segnavia CAI n.803a. Questo inizia poco sotto la casera (attenzione il bivio è poco evidente) scendendo in una boscaglia caotica che più in basso si trasforma in faggeta. Su traccia poco marcata si cala ripidamente a svolte fino a confluire nella piazzola di una pista forestale. Da qui si imbocca a sinistra una larga mulattiera recentemente aperta sulle ripidissime pendici orientali del monte Pezzeit. Con andamento pressoché lineare si contornano le pieghe del monte riportandosi al bivio con la pista di Seluta che si seguirà poi fino al parcheggio.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Vento
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Giugno
Carta Tabacco
013
Dislivello
1200
Lunghezza Km
15,7
Altitudine min
653
Altitudine max
1847
Tempi
Dati aggiornati al
2015
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  • 29/03/2017 Saliti oggi da Piè della Valle, compagnia numerosa, ben tredici, numero fortunato, bel tempo, caldo già da subito. La monotona forestale fino a malga Pezzeit di sotto è addolcita dai raggi del sole che giocano ad infilarsi fra i rami ancora spogli, neve a chiazze, compatta e dura dalla casera in su, si fa calpestare senza prolemi anche tagliando verso la cresta. Lungo la cresta neve quasi totalmente assente, un po' di attenzione all'esposizione e alla lunga erba ingiallita, piccoli crocus colorano il sentiero, fra le rocce qualche orecchia d'orso rinasce mentre alcune stelle alpine sono rinsecchite;in cima, accanto alla croce dalla braccia piegate, oggi si mangia tanto panorama. Per la discesa abbiamo utilizzato il sentiero 803 fino ad un bivio evidente a quota ca. 1560 scendendo a sinistra verso i Chiadins del Burlat; si cammina su una folta lettiera zigzagando fra tronchi slavinati e mirando alla sottostante conca di malga Vallon e poi improvvisamente qualche segnavia azzurro e poi ancora antichi segni Cai, dai ruderi della malga in pochi minuti si scivola sulla pista forestale e in un'ora all'auto.
  • 31/10/2015 Percorso fatto oggi con una stupenda giornata,(pure senza vento)salendo con la carrareccia e sent.803 egregiamente segnato..un pò "deciso" fino al ripiano verso la Cas.Pezzeit di Sotto,bella e tenuta in ordine.Ilrosso strato di foglie della salita, viene ora sostituito dalla bianca brina nel traverso per il crinale orientale del Mt.Burlat,soleggiato invece il crinale erboso con i segnavia B/A che conducono alla base del tratto più impegnativo,superato con attenzione seguendo i bolli azzurri,e cercando passaggi migliori tra le roccette,arrivando in breve in cima.La visuale ci ripaga con gli interessi della salita....Bellissimo.!!!non ci sono parole,rientriamo poi soddisfatti per lo stesso percorso. Mandi
  • 05/06/2015 02/06/2015-Saliti al Burlat dalla casera Pezzeit. Una nota all'interno della casera segnala che il segnavia 802 è stato dismesso e l'803 verso Teglara è franato e se ne sconsiglia la percorrenza (mentre invece è ben percorribile fino alla costa del Burlat). Bella la cresta fiorita di botton d'oro e, sulle rocce, di primula auricola. La Croce di metallo della cima presenta le braccia orizzontali piegate dagli elementi. Una volpe passeggia sul crinale erboso e, probabilmente per il vento contrario, non si accorge di noi per qualche minuto e si lascia osservare. Tanti saluti e alla prossima
  • 09/05/2015 saliti ieri con giornata ottima per sentiero 803 segnato ottimamente fino alla forcella sopra m.ga pezzeit di sopra(aramai solo ruderi) poi da li svoltando a destra verso la cima il sentiero non e molto marcato,ma seguendo la cresta si sale senza problemi,un po' di semplice arrampicata nel finale ma senza problebi prestando un po d'attenzione si raggiunge la vetta in poco tempo.Montagna poco frequentata ma molto bella come panorama e soprattutto come tranquillità.Buona montagna a tutti Fabio
  • 09/05/2015 Compiuta nella giornata di ieri l’escursione per il monte Burlat, partendo come da relazione di S.N. DA quota 1066, ho imboccato il sentiero 803 A, in altre parole quello che ne rimane, innumerevoli schianti rendono il percorso E.E.A, dove per (A) s’intende in questo caso avventurosi, con l’aiuto del GPS ho raggiunto Malga Pezzeit, da qui il sentiero fino in vetta è tranquillo, pulito. Solo piccoli tocchi di neve su alcuni tratti del sentiero. Per raggiungere la cima ho preferito aggirare l’ostacolo, "il montarozzo con bolli blu", sulla sua sinistra, seguendo le indicazioni biancorosse nel tratto erboso. Per il ritorno ho preso da malga Pezzeit il sentiero 803, che ho trovato in ordine, anche troppo segnato, visto che i segni biancorossi del C.A.I. fanno concorrenza a quelli bianco-azzurri.Buona montagna a tutti.Malfa
  • 10/05/2014 Salito oggi, ancora molta neve dalla M.ga di sotto in poi, al punto che l'andamento del sentiero soprattutto fino al pianoro della Malga di Sopra non è assolutamente rinvenibile (in molti punti mi sono dovuto affidare al gps per evitare di andare fuori sentiero nei ripidi pendii). Nel compenso la cresta finale come già scritto è sgombra e riserva verso la fine alcuni punti di divertente semplice arrampicata, ovviamente è necessaria un minimo di esperienza e dimestichezza con questi terreni accidentati.
  • 04/05/2014 Percorso in data 01/05/2014, neve dal Monte Pezzeit in poi, ma la cresta è quasi sgombra. Cresta non banale, specialmente nel cimotto di erba e roccette da arrampicare direttamente. La variante più semplice aggira il cimotto a sinistra (sud) ma c'era neve che abbiamo ritenuto poco affidabile, visto il periodo. Infatti alcuni accumuli di neve rivolti a sud sono venuti giù.
  • 13/11/2013 Salito ieri 12 novembre, per la prima volta.In generale lo definirei un percorso " severo " per impegno e pendenza specie nella salita al monte Pezzeit. Tipico sentiero caratteristico dei nostri monti, ove le forti pendenze a volte richiedono ostinatezza e determinazione. Poi, come al solito, nella parte aerea finale, i panorami ripagano di tutta la fatica sopportata. Di certo è un monte molto poco frequentato. Il libro di vetta, iniziato nel 2008, trova utilizzate una ventina di pagine solamente.Buona vita a tutti
  • 26/11/2012 Saliti il 24/11 come descritto nella scheda seguendo il sentiero 803. Prima di casera Pezzeit di Sotto un tratto di sentiero è ripido e bagnato, se ghiacciato (due anni fa lo era già a inizio ottobre) diventa insidioso ma stavolta grazie al clima mite nessun problema, un po' di brina sul traverso successivo nella conca, poi la cresta rivolta al sole era in condizioni ottimali. Escursione che riscatta l'oretta di carrareccia iniziale facendosi via via più interessante fino alla bellissima cresta, varia e non banale che richiede anche un po' d'attenzione. La variante più impegnativa in cresta non l'abbiamo notata, forse perché il tratto roccioso ha un aspetto poco invitante e viene naturale di seguire la traccia nell'erba. Dalla cima panorama notevole in particolare sulla val Tagliamento.
  • 25/10/2009 Sentiero CAI: n.801(Monte Pezzeit) Preone. da Malga Pezzeit di sotto a quota 1380, sotto il Monte Burlat, abbandona il sent. 802, percorre il greto del Rio della Stua per congiungersi all'altro ramo del 801 che scende dalla Forca Sopareit e giunge ai casolari Avaris e quindi a Socchieve. sconvolto da frane e slavine anche di lunga data che hanno trascinato massi ed alberi, rendendo impercorribile un lunghissimo tratto di circa 8oo metri di dislivello. I segni CAI che permangono numerosi appaiono incoerenti.. vilmatodero@virgilio.it
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  • malga Pezzeit di sotto
    29/03/2017 malga Pezzeit di sotto
  • e il Tagliamento scorre...
    29/03/2017 e il Tagliamento scorre...
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    29/03/2017 la cima
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    29/03/2017 La bella conca di malga Vallon
  • Il Monte Burlat dalla Cas. Pezzeit di Sotto
    31/10/2015 Il Monte Burlat dalla Cas. Pezzeit di Sotto
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