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    Anello di Montenars
    Prealpi Giulie
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I percorsi di SentieriNaturaU22

Anello di Montenars

Avvicinamento

Percorrendo la statale 13 Pontebbana in direzione nord, all'altezza di Artegna si piega a destra entrando in paese e seguendo poi le indicazioni per Montenars. Si oltrepassano i borghi di Cologna, Curminie e Isola arrivando proprio davanti al Municipio dove si parcheggia (m 478).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Escursione
Mese consigliato
Febbraio
Carta Tabacco
020
Dislivello
600
Lunghezza Km
14,2
Altitudine min
465
Altitudine max
702
Tempi
Dati aggiornati al
2009
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  • 05/03/2016 Giornata uggiosa. Di quelle ove le nubi son sazie di cielo. Panciute e grigie, si stendono ovunque. Partiamo dal lavatoio di Dartigne. Le ultime gocce son rintocchi che mimano i passi che avanzan lenti. Sapevo che avrei trovato un bosco vestito a festa ma non immaginavo l'intensità di quei ricami. Il piccolo tratto che mi mancava del Troi des Cascades non è descrivibile a parole. Lo può fare solo il respiro. Michele mi indica felci e foglie per nome, facendo sfuggire il verde all'omologazione cromatica per far fronte alla mia ignoranza onomastica. Poi quei muretti da accarezzare uno ad uno, tronfi e zuppi, con la pioggia che ne ha rinvigorito la morbidezza. I muschi fan le veci della neve e ricoprono ogni pietra, ingentilendone i contorni. Nonostante il paesaggio cambi, appaiano pareti striate e ponticelli, il cammino pare sempre lo stesso succedersi di pozze, colori, cascate e curve. Un troi per innamorati. Prima di risalire verso il borgo Isola andiamo a salutare la cascata Tulin, piccola ma incredibilmente affascinante, in una giornata in cui ruggisce di felicità. Prigioniera di quella roccia squarciata che non ha ceduto alla foga di verticalità, l'acqua rimbalza e rabbiosa si fa spuma, accelera, facendosi divorare dalla sua stessa potenza, prima di quietarsi nelle placide sfumature verdi della pozza. Da una certa angolazione pare un orecchio, come se la stessa roccia godesse nel cibarsi di quel vociare. Poi ancora prati irreali, d'un viola a pois, con i Bucaneve che fan risaltare ancor di più i cromatismi accesi. Porre attenzione all'imbocco della discesa verso Cretto. Sulla sinistra del traverso dei fusti cadenti han deciso di celare alla vista la traccia evidente. Entriamo in ogni roccolo. E' incredibile quanto l'uomo sia abile a modellare la natura, ad ingegnarsi nel costruire paradisiache trappole. Oasi talmente belle da non riuscire a immaginare il loro vero scopo. Ultima tappa in quello di Spisso. Incontriamo il figlio di Vigj, il costruttore del tranello più curato dei cinque. Accudisce con passione incruenta quel giardino terrazzato. Godendosi i canti degli schiavi liberati, seguendo all'orizzonte il Gran Monte fino al Krn, unica cima che si rivela ed attira i pochi raggi di sole della giornata. Poi si scende veloci in un bosco che stranisce per il color delle foglie che paion quasi sbiancate. Tormentone del giorno il cartello "Percorso didattico dalle risorgive al torrente Orvenco" sparsi a decine e decine in pochi chilometri e quasi tutti rigorosamente indicanti la stessa scritta che punta direzioni opposte. Astenersi affetti di labirintite e genti ostili ai deja vu.(27.02.2016)
  • 08/08/2014 August, 4. Easy to find, however, several of the "troi" have lot of plants, nettles etc. In particular the first part (better use the road via agriturismo) and the last part before Cretto do sotto. Howver it is easy to find. We did not find the roccolo in Flaipano since there are no markers, no path and it is not mentioned in the map.
  • 03/03/2014 Percorso ieri 02/03/2014, dopo l’ennesima giornata di piogge abbondanti. Molto utile la dettagliata descrizione di S.N., oltre alla cartina Tabacco. I “troi” sono percorribili quasi interamente senza problemi. Da segnalare che dopo il ponte sull’Orvenco (interessato da interventi di consolidamento) il sentiero è stato “sovrapposto” da una nuova pista forestale, molto ripida ed impegnativa a causa delle abbondanti piogge che imperversano da quasi 3 mesi; ritrovato il tracciato originario, conviene risalire lungo la pista forestale, ritrovandosi con la descrizione nei pressi di una piccola ancona. Dopo il roccolo Dal Puestin, seguendo il Troi dai Rocui ci sono sì grandi schianti, ma quasi dappertutto il sentiero è stato liberato; solamente dopo la quota di m 541, lungo la discesa più decisa, un paio di schianti obbligano a cercare una piccola deviazione ma, mantenendo sempre la stessa direzione, si riguadagna facilmente il percorso principale. Dopo aver attraversato due impluvi, si raggiunge un rio di grossa portata, dove il “ponticello” è rappresentato semplicemente da due tronchi tenuti insieme alla bell’e meglio, non è comunque problematico trovare un punto vicino dove guadare il rio saltando da un sasso all’altro. Giunti alle case di Frattins non è ne’ breve ne’ remunerativo scendere per raggiungere il roccolo Dal Ros (di difficile individuazione – prendere come riferimento un palo della luce – in quanto completamente abbandonato ed oramai sommerso dal bosco “naturale”). Contrariamente ai commenti precedenti il Rocul di Spisso (che si trova proseguendo oltre l’attacco del S.V. CAI 714 – non tragga in inganno un piccolo roccolo che si trova in coincidenza con l’inizio del S.V N° 714) è in assoluto il più curato e suggestivo. Buone camminate a tutti Giuseppe V.
  • 30/11/2013 Segnalo la presenza di moltissimi alberi caduti a causa del forte vento del giorno 11 novembre che ostruiscono i sentieri in vari punti soprattutto salendo al roccolo di Pra Checo ed alla località di Cretto. Il rocul dal ros è abbandonato, del tutto invaso dagli sterpi. L'abetaia vicino al rocul di manganel è stata annientata.
  • 07/04/2013 sentieri strapieni di fiori. Rocul Dal Ros e Rocul di Spisso in stato di abbandono. Il sentiero che scende dal Roccul del Puestin a Creto di Sotto sta lasciandosi riconquistare dalla natura........
  • 09/12/2012 percorso oggi, tutto come da relazione, i troi sono percorribili senza problemi, comunque si vede non sono frequentatissimi.
  • 13/08/2012 Andar per monti non sempre vuol dire raggiungere una cima, ma una meta si, come questi trois, sentieri alla scoperta di vecchi percorsi e antiche storie, una passeggiata per tutte le stagioni e per tutti, richiesta solo guida, carta tabacco sott’occhio e comunque un po’ di autonomia. La staccionata iniziale è semi coperta da rovi e ramaglie ma il sentiero che scende verso l’Orvenco è pulito, la musica delle acque e il profumo di erba mi accompagna nella risalita dopo il ponticello, poco oltre, dove il sentiero sembra sdoppiarsi, mi mantengo a dx, ampie fioriture di ciclamini, un tronco di traverso, lotta alle ragnatele che nemmeno la Vecchi saprebbe far meglio con la sciabola, lattine di birra ovviamente vuote. Esco definitivamente sulla forestale all’altezza di una piccola ancona bianca a sx, pochi minuti prima di arrivare a Plazzaris un crocefisso, quattro case ristrutturate, sembrano disabitate ma la presenza di un tranquillo micio rosso sdraiato presso la presa dell’antincendio ed uno nero sopra la lapide dimostrano il contrario, non vedo la campana. Imbocco il troi dal Riul a dx, muretti e terrazzamenti oramai in rovina, poi una breve salita su terreno sconnesso, la pista e sono ai piedi del roccolo di Pra Checo, grande e rettangolare, è stato curato e ripulito da poco, a terra ramaglie ancora fresche, sui muri della casetta scritte contro i cacciatori. Proseguo lunga la pista verso N (ignorare la freccia nera che indica la direzione contraria), a dx, sopra la pista appare il roccolo dal Puestin, vocio, lavori di manutenzione, da lì dovrei trovare a dx la pista che scende verso il m.te Guaita, chiedo, ma mi viene detto di proseguire per asfalto perché il bosco la sta facendo da padrone. Prendo a dx direzione Frattins, percorso monotono ma assenza di traffico, al bivio per Cretto scendo a dx e lì mi ritrovo con la descrizione, a sx gradini in cemento, cartello Frattins Pal Blec, dire sentiero non frequentato è un eufemismo, un tratto pantanoso, presa dell’acquedotto che perde, poi improvvisamente tutto pulito e sbocco a Frattins fra due case, rosai e un cane che dorme sulla pista e al mio passaggio apre solo un occhio, proprio vita da cani. Via a dx verso Flaipano, dopo la prima casa a sx c’è il cartello del roccolo Dal Ros che dista un centinaio di metri, baracca in sfacelo, roccolo in totale stato di abbandono, quasi irriconoscibile la sua origine. Ritorno a Frattins, un ragazzino entra in casa con due confezioni di fragole, la mamma un dolce; proseguo per asfalto fino ad oltrepassare il ponte sul torrente Zimor e poco dopo a dx, divieto di transito, si alza la pista da seguire, è totalmente inerbita, non vien voglia di percorrerla, ma poi migliora, diventa un buon sentiero ruspante, a terra decine di bottiglie vuote di birra aromatizzata. Dove la pista si innesta e prosegue su forestale, a dx, crocefisso ed indicazione del roccolo di Manganel, ampio, fronde abbondanti ma in ordine, da lì salgo ancora lungo la forestale (inizio sv 714 verso il Cuarnan) e trovo il roccolo di Spisso, totale rovina, recintato e cartello proprietà privata. Fine dei roccoli, scendo alla strada asfaltata che seguo verso sx, bivio per Plazzaris, spazio verde, panchina e cartello del troi dai Roncs dai Cucs. Bel sentiero, ampio inizialmente, poi si restringe, in alcuni tratti eroso dall’acqua, in altri malagevole a causa dei ciottoli lisci. Cammino con un po’ di apprensione in questo tratto, mi sembra che tanto occhietti mi osservino, e tante zampe mi seguano, grugniti e allora tengo in mano lo spray antiaggressione (sempre che sappia usarlo al momento opportuno e che funzioni), alla fine sbuco sopra Capovilla, ancora un tratto di asfalto e sono al parcheggio. Faccio una considerazione, dei cinque roccoli visitati solamente quelli facilmente raggiungibili (Puestin e Pra Checo) sono in ottime condizioni e pure sulla carta Tabacco vengono riportati solo due siti (Puestin e Manganel)
  • 06/01/2009 Montenars è un piccolo comune formato da numerosi borghi abbarbicati sulle pendici del monte Cuarnan. Come spesso avviene in questi casi, i piccoli nuclei abitativi risultano collegati tra loro da una fitta rete di sentieri e mulattiere (trois in friulano) che con il tempo tendono a sparire, inghiottiti dalla boscaglia. Alcuni di questi percorsi sono stati da poco oggetto di ripristino offrendoci così la possibilità di una piacevole passeggiata tra colli, boschi e torrenti. Si tratta di itinerari brevi, adatti a tutti e percorribili in qualunque periodo dell'anno. Passando per Montenars vi ritroverete così a imbattervi nelle segnaletiche CAI che indicano l'inizio dei vari sentieri (Troi di Fese, Troi dai Cucs, Troi des Cascadis, ecc.). Montenars però è anche il paese dei Roccoli. Per chi non lo sapesse si tratta di boschetti opportunamente preparati che servivano alla pratica dell'uccellagione. Con il divieto assoluto di tale forma di caccia, i Roccoli hanno perso la loro funzione originaria per trasformarsi oggi in richiami "per turisti". Cinque di questi Roccoli sono stati così "uniti" in un percorso anulare che ci porta nella zona compresa tra Gretto e Flaipano.
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