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    La forra del Vinadia da Vinaio
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaA14

La forra del Vinadia da Vinaio

Avvicinamento

Attraversando Villa Santina in direzione di Ovaro, si imbocca a destra la deviazione per Lauco. Dopo una lunga serie di tornanti si oltrepassa il paese seguendo poi le indicazioni per Vinaio e la forra del Vinadia. Dopo la zona sportiva la strada scende leggermente verso Vinaio dove si può parcheggiare comodamente (m 807, largo spiazzo presso il ponte).

Descrizione

Per iniziare l’escursione si torna sui propri passi fino alla curva presso la cabina elettrica (cartello forra del Vinadia). Qui si imbocca il sentiero che scende lungo un costone boscato per poi piegare a destra guadagnando il fondo di un greto secondario. Piccoli triangoli rossi ci guidano a scendere lungo un impluvio malagevole che in breve si innesta nella forra principale, compresa tra pareti verticali di roccia stratificata. Un piccolo salto scivoloso rappresenta il primo modesto ostacolo che si supera abbastanza facilmente aiutandosi con le asperità della roccia. Cercando per ora di non scendere verso il greto principale ci si tiene sulla destra andando a rasentare la parete rocciosa che rinserra la forra da questo lato. Con breve discesa si accede poi al tratto più impressionante e suggestivo della forra le cui pareti ora si restringono verso l'alto quasi a formare una grande volta. Inoltre, poco più avanti, un enorme pilastro si è staccato dalla parete di sinistra andando ad appoggiarsi su quella di destra e limitando ulteriormente la quantità di luce che riesce a filtrare.
All'uscita da questo tratto ci attendono un paio di guadi che possono risultare problematici se la portata d'acqua è consistente. Se l'operazione ha successo ci si ritrova a camminare sul lato destro del torrente nel punto in cui da sinistra si immettono nel Vinadia le acque del rio Picchions. A questo punto è d'obbligo la breve deviazione per andare a visitare la bellissima cascata che il rio forma poco prima della confluenza. In questo punto le acque dei due torrenti scorrono abbastanza tranquille e non dovrebbe essere difficile effettuare i due guadi necessari per avvicinarsi alla cascata. Dopo essere tornati sui propri passi si scorge, sul lato opposto del greto, il cartello che segnala la possibilità di rientrare a Vinaio lungo il greto del rio Picchions. Lasciamo questa opportunità per il rientro e proseguiamo invece lungo il greto principale camminando ora sulle pietre, ora all'interno del boschetto che si sviluppa ai bordi. Si oltrepassa il punto in cui dal ciglio della parete di destra, con una alta cascata, scende un rio tributario per arrivare infine alla stretta fenditura inclinata che segna l'inizio della parte più selvaggia della forra. Qui dobbiamo fermarci poiché il percorso si sposta sul lato sinistro sparendo poi all'interno della gola (staffa metallica). Proseguire richiederebbe infatti capacità ed attrezzatura di canyoning oltre ad una certa esperienza alpinistica.
Dopo essere tornati sui propri passi si guada nuovamente il torrente in corrispondenza del cartello per Vinaio o poco più a monte. Sull'altro lato ci si innalza in modo deciso arrivando ad un ripiano con balaustra, panche e tavolo. La salita prosegue su un ripido e scivoloso pendio boscato, che richiede ancora attenzione, oltre il quale il sentiero si orienta decisamente a sinistra (cavo in un punto esposto). In leggera discesa ci si immette nella valletta del rio Picchions, poco prima che questo formi la cascata che abbiamo osservato in precedenza. Facendo attenzione ad alcuni punti scivolosi si inizia a risalire il letto roccioso del rio che di tanto in tanto si presenta interrotto da caratteristiche cascatelle gradinate. Si percorre piacevolmente questo tratto che regala ancora diversi scorci inusuali creati dall'acqua che scorre su queste lastronate poco inclinate. Facendo attenzione ai radi bolli rossi che aiutano nell'individuazione dei punti migliori per guadare si arriva alla parte conclusiva dell'itinerario. Il greto interseca infatti il ponte della strada che ci consentirà di chiudere il piccolo anello. Qui abbandoniamo la forra ed il percorso, che prosegue oltre, per risalire a destra i pochi metri che ci separano dalla rotabile. Avendo come punto di riferimento il campanile si rientra quindi a Vinaio ed in breve al parcheggio.

Accesso alla parte inferiore della forra

Dalla strada che unisce Tolmezzo a Villa Santina, subito dopo il ponte sul Vinadia, si devia a destra raggiungendo lo sbocco della forra (parcheggio presso la sbarra della cava). Da qui ci si avvia lungo il sentierino che risale comodamente il primo tratto del greto arrivando ad una grande pozza che segna l'ingresso nella gola. Salendo lo zoccolo roccioso sulla destra o saltellando sulle rocce affioranti si oltrepassa il primo restringimento. A questo fa seguito un tratto più agevole con due facili attraversamenti che ci conducono ad una zona con grandi macigni. Alcune segnalazioni ci riportano a destra (sx orografica) dove dobbiamo cercare i passaggi migliori per oltrepassare due massi. La parte conclusiva torna di nuovo agevole con il letto che si allarga facendosi più ghiaioso mentre una serie di massi affioranti consente di effettuare i guadi necessari. La prosecuzione però termina dopo poco presso una spiaggetta che precede un tratto particolarmente suggestivo della forra, ora larga solo pochi metri e scavata tra altissime pareti verticali. Il corridoio è infatti completamente occupato dal torrente e non vi è possibilità di passare se non entrando direttamente nell'acqua per diversi metri (cavo metallico sulla sinistra). In mancanza di attrezzatura adeguata o non volendo semplicemente bagnarsi dobbiamo quindi intraprendere la via del ritorno.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Acqua
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
013
Dislivello
100
Lunghezza Km
2,8
Altitudine min
742
Altitudine max
824
Tempi
Dati aggiornati al
2013
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 15/08/2016 Fatta ieri 14 luglio 2016 con un gruppetto di amici, devo dire che è veramente una gita che merita di essere fatta anche se breve. La forra prima scura e cupa poi regala degli scorci di rara bellezza e il ritorno per il rio Picchions è veramente suggestivo. Voglio solo segnalare che bisogna prestare molta attenzione nel primo tratto in discesa perché estremamente scivoloso e che comunque se si sceglie di non scendere camminando nel torrente, come abbiamo fatto noi seguendo i triangoli rossi che ti portano da una parte all'altra, bisogna sempre stare sempre bene attenti a dove si mettono i piedi perché è molto facili scivolare e farsi un bagno fuori programma. Anche la salita richiede attenzione in alcuni tratti un po esposti e scivolosi. Buone gite a tutti.
  • 14/08/2016 Venerdì 12-08-16 nel pomeriggio abbiamo effettuato come da relazione questa breve e particolare escursione alla forra del fiume Vinadia. Il percorso anche se breve, è davvero molto bello, le pietre erose dalla furia delle acque, le gigantesche pareti strapiombanti, le numerosissime cascate di tutte le forme e dimensioni formano uno scenario degno di un girone infernale dantesco. Io non sono un buon fotografo, mi limito a documentare fotografando tutte le mie escursioni, penso però che questo luogo sia davvero una miniera per gli appassionati della fotografia. Il primo tratto di sentiero è in buone condizioni, i puntuali triangoli rossi indicano i passaggi migliori per proseguire senza problemi. Durante tutto il percorso non ci siamo neppure bagnati i piedi, l’unico posto dopo la confluenza con il rio Picchions in cui sembrava dover guadare, abbiamo trovato una tavola di legno posata tra due sassi che fungeva da ponte. Passati sull’atra sponda e superato il tratto attrezzato con cordino, siamo scesi nuovamente sul fiume. In questo tratto i triangoli segnavia rossi sono molto più distanziati tra loro, fare attenzione dopo la prima grande cascata a gradini, al punto in cui passare sulla sponda opposta. Noi abbiamo trovato un passaggio facile senza bagnarsi i piedi poco prima di uno sbiadito segnale posto su un grosso masso al centro del fiume. Si prosegue poi mantenendo sempre lo stesso lato del greto (scarsamente segnalato) per alcune centinaia di metri. Verso la fine del percorso ricompaiono ben evidenti i triangoli segnavia che ci riportano fino alla strada asfaltata che conduce al paese di Vinaio. Una nota dolente che segnalo, sono le numerose immondizie, copertoni, contenitori di plastica, barattoli vari, ho tirato fuori dall’acqua e messa in bella mostra perfino una motosega distrutta!!!! Questo splendido percorso non merita davvero tanta inciviltà! Mandi
  • 25/08/2013 24/08/2013-Ripercorsa la forra. Nella risalita dopo la cascata è stata apposta una panca con tavolo e successivamente il tratto più esposto è stato assicurato con cavo passamano.Frescura assicurata anche nelle giornate più afose, occhio alle precipitazioni nelle giornate precedenti alla visita.
  • 19/08/2012 Abbiamo fatto ieri questa escursione, scendendo da dietro la cabina elettrica come indicato e risalendo dal ponte. La discesa ad oggi non è proprio così agevole in quanto con il tempo molti tratti sono crollati rendendola più instabile e scivolosa, nulla di impossibile ma sicuramente non è un percorso adatto a tutti, non è la classica passeggiata per capirci.
  • 28/07/2012 Abbiamo percorso l'itinerario ieri, con 4 bambini tra gli 8 e i 12 anni.Volevo dire che se la sono cavata benissimo tra le rocce e si sono divertiti un mondo a guadare il torrente, abbiamo percorso senza problemi tutto l'itinerario fino alla forra vera e propria dove c'è il tratto attrezzato, in cui hanno effettuato l'accesso alcuni adulti coraggiosi.E' un itinerario percorribile anche da persone normali, basta avere un po' di esperienza di camminate in montagna e soprattutto non aver paura di bagnarsi i piedi, alcuni tratti è meglio effettuarli passando proprio nell'acqua; utili anche le frecce rosse che indicano i punti migliori in alcuni tratti un po' più difficili.Da ricordare di passare al bar di Vinaio e assicurarsi che la forra sia percorribile senza problemi (potrebbe esserci stata qualche pioggia consistente nei giorni precedenti).
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