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    Anello del Monte Crostis da Collina
    Alpi Carniche
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    Anello del Monte Crostis da Collina
    Alpi Carniche
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    Anello del Monte Crostis da Collina
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaF23

Anello del Monte Crostis da Collina

Avvicinamento

Da Villa Santina si risale la val Degano lungo la statale n.355 attraversando in successione Ovaro, Comeglians e Rigolato. Raggiunto anche Forni Avoltri, dal centro del paese, si imbocca la strada che sale a destra verso Frassenetto, Sigilletto e Collina. Circa 500 m oltre le ultime case di Collina la strada raggiunge il locale Edelweiss poco dopo il quale si può parcheggiare (m 1224).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
01
Dislivello
1000
Lunghezza Km
13,2
Altitudine min
1224
Altitudine max
2250
Tempi
Dati aggiornati al
2007
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  • 11/09/2016 Escursione di sabato 10 settembre 2016. Percorso l’anello così come proposto da SN, con una variante. In discesa, più per sbadataggine che per altro, arrivati ai ruderi di quota 2.033 dove il sentiero inizia a scendere, abbiamo invece seguito la traccia (non segnalata, ma ben “pestata”, almeno all’inizio) che continua ad attraversare in orizzontale e ci siamo ritrovati in cima al Monte Coventas (così ci ha detto la Tabacco!). Da lì ci siamo calati per prati non troppo ripidi fino a ricongiungerci con il sentiero CAI poco prima di Sella Bioichia. Per il resto, niente da segnalare. Buona la visibilità sui gruppi del Coglians e del Volaja, la foschia invece limitava di molto il panorama verso le vette più lontane delle Giulie e delle Dolomiti. In cima croce di vetta, ci sarebbe la necessità di una cassettina per il quaderno (nuovissimo, ma conservato in una semplice busta di plastica ed esposto ai quattro venti). Mandi a tutti!
  • 09/11/2015 08/11/2015. Siamo saliti al monte Crostis da Givigliana, sul CAI 151 che sale da Givigliana, come dal preciso commento precedente di Francesca. La ripidezza del tratto fino alla sella Bioichia lascia il posto, da qui alla vetta del Crostis, alla piacevole pendenza della mulattiera militare che si snoda lungamente tra i prativi versanti sud. Alla spalla panoramica con panchina e manica a vento incrociamo un motociclista che scende a valle. Decine di persone in cima, un gruppo di ragazzi, cani di diversa taglia e gracchi sospesi dalla brezza. Visuale nitida sui dettagli del Coglians, sulle Carniche e tanto altro ancora. A Givigliana momenti conviviali rallegrano il pomeriggio. La bella posizione del borgo permette al sole di illuminare e scaldare le case fino alle 15.45. Buona settimana.
  • 15/01/2015 La sveglia non sveglia. Mi vesto da coniglio e continuo a ripetere: presto che è tardi! Presto che è tardi! Colazione fantozziana, calze al posto dei guanti, caffé per lavarsi il viso. Dal cilindro mi serve un itinerario breve…vada per il Gola. Durante la risalita del versante nord del Crostis, bande Collina, pare un’altura senza importanza. Ignorato, è li quieto. Coltiva pacifico il suo anonimato arridendo i giganti che lo attorniano e a cui puntan le folle. Fino all’Edelweiss la strada è bell’e pulita, ma la prima rampa del troi è una trappola mortale. Tre millimetri di neve sopra una lastra compatta di ghiaccio. Signore dell’infido, si maschera per tutta la salita dove meno te l’aspetti. Poco dopo il bosco asciutto o tra l’erba o ancora all’attraversar gli impluvi. Bisogna prestar attenzione. Per il resto, fino ai prati della casera, di neve poco o nulla. Ma quei pascoli sono una pozzanghera di candore che schizza sorrisi solo al calpestarla! Per l’ascesa una traccia partirebbe dopo la casera, oltre i 1850 metri, virando di colpo verso occidente e salendo regolare fino alla cresta, io opto per una salita diretta passando per il bosco. Il dislivello è poco ma tira talmente su da non poter neanche zigzagare. Capisco d’aver scelto bene quando sprofondo oltrepassando le rare chiazze bianche. Innumerevoli fatte denotano lo spirito solingo del Gola. In vetta il cielo è terso. E’ incredibile come ci sia più neve attorno al Coglians che addosso a lui! Pesarinica muraglia frena le nubi che s’agitano nel tramar come oltrepassarla. Resto un’ora a rigirarmi, poi rintocca mezzogiorno dai campanili della solatia Collina. Richiamo per i fedeli? No…pochi istanti dopo vaporose ondate superano il Crostis soddisfatte. The end! Ma non mollo, quel corno mi attira. La cresta inizialmente è uno sprofondio non da poco, poi si rifà quasi erbosa. Non scendo alla mulattiera e taglio verso forcella Plumbs mantenendomi a quota 2000. La sorpresa è trovarmi su di una stretta cengia erbosa letteralmente battuta. Neanche scarponi su scarponi la saprebbero lisciare così. Son talmente tante le impronte ungulate per centimetro da non crederci! Come se ognuno di loro sapesse perfettamente il troi da seguire. Senza bandierina alcuna. Non v’è traccia d’orme ne sopra, ne sotto. Tutte lì. Alla forcella trovo la via per il Crostis ingoiata dalla fumate e dalla neve. Non ci sono speranze. Scendo alternando galleggiamenti a repentini inabissarsi delle zampe. I prati ripidi han la scorza più solida e ghiacciata. Scenderli a tallonate è un piacere. La casera è lucchettata in ogni dove. Ritorno per la mulattiera. Al principio gentile e morbida, poi torna a farsi pista di skating. Itinerario da famiglie d’estate, d’inverno con buon innevamento (se mai esso tornasse) si fa più tosto, soprattutto nell’ultimo tratto di salita e in cresta. Oggi è stato un piacere, un regalo inaspettato che mi ha permesso di conoscere un balcone poco calpestato ma da dove, il massiccio del Coglians, fa inspirar roccia, ipnotizzando con un granitico magnetismo che spezza il fiato.(14.01.2015)
  • 11/09/2014 Iniziamo a camminare in un bosco interessato da sfoltimenti massicci, tentando di non sprofondare nel fango. Qualche fungo qua e là mette allegria, per il colore ci pensano le fioriture di Lattuga Montana caratterizzando un troi semplice che ha il compito di traghettare gli occhi nella splendida valletta ove sorge casera Plumbs. Il sole fa luccicare la fiera dorsale pesarina, a destra, è stupendo il colpo d'occhio sul gruppo del Peralba che contrasta i verdi che s’alzano ripidi dietro Collina. Al centro il Tuglia: un corno che d'inverno, visto da Givigliana, ritrova tutto il suo solitario orgoglio, facendosi largo con forza tra i giganti. Poco dopo, inevitabilmente, gli incontri bovini hanno il sopravvento. C'è quella spettinata dalle orecchie pelosissime, la fulva passionale, quella con i contorni degli occhi neri a mò di intellettuale, e le tre grazie che, strette una accanto all'altra, avanzan parallele pasteggiando sul prato. Arriviam in forcella quando le nubi si sono ormai distese sul gruppo del Coglians, assumendone i toni grigiastri ed inghiottendo le cime. La dorsale erbosa verso il Crasulina e il Terzo luccica invece al sole del mattino. Gli amici bocciano la proposta di prendere per la cresta di destra e sul troi incrociamo una coppia con un cagnone nero che li segue dal Crostis. Preoccupati, li tranquillizziamo. Da come li precede, da movenze e sguardi, si capisce che conosce quei luoghi come i palmi delle sue zampe. Arriviamo in cima senza trovare la temuta e attesa folla. In disparte, ci godiam ciò che la foschia decide di svelare. Il ritorno in cresta è piacevole e lento. A parte delle inaspettate Primule Minime, le parche fioriture sono ormai spente e non permettono di carpire conoscenze all’amico erborista. L’animo si volge così al minerale. Ogni ammasso di sassi ci blocca, gli occhi si perdono tra colori e forme, facendoci sembrare dei cacciatori di vongole. Comunichiamo a vocali fino al ritrovamento del proprio gioiello, condividendone i cromatismi irreali, le diversità d’ogni profilo, l’apparente diversità materica che pare dargli vita. Il troi è piacevole ma caratterizzato da larghe anse che abbandoniamo agli ultimi tornanti (pini fetucciati) seguendo vecchie e flebili tracce sulla destra, tagliando tra erbe ed arbusti. Scendendo, la vista verso la casera ed i suoi pascoli ammalia, facendo inclinar leggermente la testa mentre spunta il sorriso. Il rio che la lambisce, da qui, mostra tutta la sua spumosa esuberanza. Una volta raggiunti i rabarbarosi prati sotto sella Biochia, meglio puntare dritti verso la strada e il rio, risalendone l’argine ed incrociando così il sentierino che porta al guado. Il resto è comoda pista prima e sprofondamento lagunare poi.(06.09.2014)
  • 24/06/2013 Il 23.06.2013 siamo saliti al Crostis, il sentiero è in buone condizioni ed è segnato lungo tutto il tragitto. Per la discesa, siamo ritornati verso forcella Plums, e ci siamo diretti verso il Marinelli dove vi era ad attenderci una buona birra ed una deliziosa fetta di crostata. Anche il sentiero dalla forcella al rifugio in buone condizioni e molto frequentato. Rientro poi passando per il Tolazzi sotto la pioggia pazienza. Saluti
  • 29/09/2012 Il Crostis è uno di quei monti che volevo salire già da tempo e oggi l'ho salito, seguendo il sentiero che parte dal locale Edelweiss e che passa per forcella Plumbs. Speravo di contraddire le previsioni del tempo, che non erano buone, ma neanche a farlo apposta, appena sceso dall'auto (ore 8.45) ha cominciato a piovigginare ed è andato avanti così per un'ora. Quando sono arrivato in cima (ore 11.10) non pioveva ma c'era nebbia (zero panorama quindi) e tirava anche un certo vento. Durante la discesa la nebbia si è diradata e mi sono accorto che avevo mancato la vera cima del Crostis e che ero salito su una cima più a ovest, munita anch'essa di croce ... Non ho fatto l'anello consigliato da SN ma sono tornato sui miei passi e quando sono giunto di nuovo a forcella Plumbs ha ripreso a piovere, sempre più forte ... Alla fine, quando sono tornato all'auto diluviava ... Come prima escursione autunnale non è stata incoraggiante, spero che l'autunno mi riservi qualcosa di meglio. Mauro.
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