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    Passo di Entralais dalla Val Pesarina
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I percorsi di SentieriNaturaF21

Passo di Entralais dalla Val Pesarina

Avvicinamento

Da Tolmezzo si segue la strada statale n.52 fino a Villa Santina e quindi la statale n.355, immettendosi nella valle del torrente Degano. Dopo avere oltrepassato Ovaro si imbocca a sinistra la strada che risale la Val Pesarina e la si percorre fino a Pesariis. In corrispondenza delle ultime case del paese fare attenzione ad un cartello che indica a destra la direzione per il bivacco Entralais. Ci si immette quindi sulla stradicciola fino a superare il tratto asfaltato poi, circa duecento metri dopo il primo tornante, si parcheggia sulla destra (m 869, piccola piazzola).

Descrizione

L’escursione ha inizio proprio di fronte al parcheggio dove ha inizio il segnavia CAI n.229 che ci condurrà fino alla meta. Questo tratto del percorso, a causa della recente apertura di una pista forestale, è probabilmente poco utilizzato ed è così che il primo segnavia lo si incontra dopo parecchi minuti di salita. Con una doppia svolta il sentiero prende quota nel bosco entrando successivamente nel vallone del rio Possal. In breve si confluisce nella pista forestale che abbiamo lasciato al parcheggio e si prosegue lungo questa, assecondando due impluvi. Ancora pochi metri e la sterrata si esaurisce su una ampia piazzola dopo avere attraversato un piccolo greto (m 1106). Attenzione ora a tralasciare la prosecuzione del tratturo per iniziare a salire sul bordo del greto stesso, seguendo la direzione indicata da alcuni ometti. Dopo poco ci si riporta definitivamente sull’altro lato del torrente innestandosi sull’originario sentiero CAI. Si sale in un rado bosco tra le erbe passando ai piedi di un vecchio stavolo rovinato che si lascia sulla sinistra. Con il bosco ricompaiono anche alcuni sbiaditi segnavia mentre la traccia prende a inerpicarsi nella faggeta. Ci si innalza per un buon tratto ripidamente, dirigendosi verso una parete rocciosa alla base della quale ci si raccorda con un sentiero che proviene da destra (vecchio cartello CAI). Piegando decisamente a sinistra si compiono alcune svolte nel bosco dove alla fine di luglio possiamo osservare le fioriture del ciclamino e della campanula selvatica. Si esce su una piccola radura inclinata che interrompe per un breve tratto la continuità della vegetazione arborea poi il sentiero prosegue a traversare nel bosco concedendo un attimo di riposo. Il versante che percorriamo ora è piuttosto ripido ed in breve ci si ritrova a guadare il piccolo greto principale a quota 1400 m circa.
Dall’altra parte il sentiero esce progressivamente dal bosco, andando a raggiungere la base di un ghiaione. Ci si innalza per un tratto lungo questo ma poi il sentiero se ne discosta sulla sinistra per salire su terreno più consolidato. Più in alto si intravede, su un ripiano erboso, il bivacco Entralais a cui si arriva dopo poco guadagnando il pascolo sospeso che ospita la piccola costruzione (m 1572). Il ricovero Entralais, ristrutturato nel 2001, si presenta in ottime condizioni, dispone di panca, tavolo, stufetta e quattro posti letto con materassi nel sottotetto. Tra luglio e agosto fioriscono nei pressi del ricovero una grande quantità di specie legate ai pascoli abbandonati, tra queste l'epilobio, l'aconito giallo, le centauree, i garofani montani e la verga d'oro.
Dal bivacco si torna sui propri passi per alcuni metri mirando poi ad alcuni bolli rossi sui larici. Con un’ansa ci si riporta nella giusta direzione iniziando a risalire il vallone di Entralais: un ambiente alpino di grande bellezza, appartato, solitario e disposto in modo insolito, compreso com’é tra il versante sud del monte Cimon ed un crestone secondario. Il sentiero appare inerbito ma lo si segue abbastanza facilmente grazie anche alla presenza di qualche paletto segnavia. Si oltrepassa un rugo proseguendo poi tra balze rocciose alternate a qualche macchia di larici e abeti. Dopo avere seguito il letto asciutto di un greto ci si affaccia al limitare di un pascolo inclinato dove si individuano i muri perimetrali di alcuni edifici in pietra (m 1792). Splendide fioriture di genziana alata , iperico , giglio martagone e grandi stelle alpine punteggiano i verdi che pian piano vanno trasformandosi in prateria discontinua. Alla nostra destra il vallone è ora rinserrato dalla parete rocciosa del Cret dai Laris ai piedi della quale si sale a comode svolte. La caratteristica marcatamente alpina dell’ambiente è ora confermata dalla presenza delle sassifraghe alle quali si uniscono la tofieldia, l'ormino , l'eliantemo e il rododendro irsuto. Giunti in capo a questo pendio ci si ritrova nel catino superiore caratterizzato da un pascolo con rododendro e aconito. Lo si risale su pendenze più contenute raggiungendo l’insellatura che chiude in alto il vallone (m 2020). Sull’altro lato discende una valletta che poi subito precipita nei dirupi sottostanti, costituiti da rocce friabili, dalla consistenza quasi sabbiosa.
Senza necessità di scendere si aggira il costone soprastante entrando nella valletta ghiaiosa che discende direttamente dal passo di Entralais. La si risale a tornanti regolari, su terreno via via più detritico tra le splendide fioriture delle specie legate ai ghiaioni calcarei quali la sassifraga incrostata, il papavero giallo, la potentilla rosea, il raponzolo di Sieber e le achillee. Con una serie di svolte più strette, su terreno nuovamente erboso, si raggiunge infine l’ampia insellatura del passo di Entralais (m 2190), compresa tra il monte Cimon a sinistra e la Creta della Fuina a destra. Salendo ancora qualche metro si può notare come il passo abbia una conformazione assai particolare: verde e poco inclinato il versante che abbiamo salito, precipite invece la scarpata settentrionale.
Per il ritorno si utilizzerà il medesimo itinerario.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Luglio
Carta Tabacco
01
Dislivello
1300
Lunghezza Km
11
Altitudine min
869
Altitudine max
2190
Tempi
Dati aggiornati al
2007
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 23/09/2018 Escursione effettuata parzialmente il 23/09/2018. Dopo le abbondanti piogge di ieri mi pareva un percorso adatto in quanto non presenta passaggi su terreno difficile e neppure l’attraversamento di torrenti, ma le previsioni meteo mi hanno ingannato e non avevo fatto i conti con la foschia. Dopo i ruderi di quota m 1792 la foschia si è fatta più fitta ed ho deciso per il rientro. Il percorso è ben segnalato fino al Ricovero Entralais, con nuove tabelle e segnavia rinfrescati; anche oltre non è difficile seguire la traccia anche se si fa più labile. Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
  • 23/07/2014 Percorso interamente questa mattina, a parte qualche albero di traverso sul sentiero non ci sono altre cose da segnalare.
  • 24/07/2012 Passo di Entralais, sentiero dei fiori ma non sfigurerebbe di certo fra i sentieri del silenzio, ne ha tutte le caratteristiche: sbilenco cartello cai seminascosto dalla vegetazione, percorso che si snoda in un ambiente solitario ed appartato, indubbiamente particolare. La stradina che conduce all’attacco del sentiero è tutta asfaltata (si fa per dire) e percorribile con calma e dicendo qualche giaculatoria affinché nessuno scenda/salga in senso opposto. Ottimo inizio del sentiero, bosco, segnavia, sole che s’insinua a fatica tra i rami, pendenza subito marcata, attenzione al grosso cavo d’acciaio a terra che le foglie mascherano e voilà che si esce sulla strada che prima era asfaltata ed ora sterrata. Si prosegue verso sx costeggiando ora qualche parete erosa ora il bosco, dopo un impluvio, presso una curva su un albero in alto un segnavia, è il sentiero che costeggia la sx orografica del rio Possal che le piogge di ieri hanno reso rumoroso e impetuoso. Per chi volesse fare come Indiana Jones può proseguire lungo lo sterrato fino al guado citato nella relazione, non ci sono ometti ma solo una traccia fra l’erba che costeggia brevemente la dx orografica, evitare di seguire l’evidente traccia a sx che si esaurisce presso uno stavolo, presso un grosso sasso (freccia rossa e scritta guado) riguadagnare la sx orografica ed innestarsi sul vecchio sentiero che da lì in poi è sempre evidente se pur scarsamente frequentato a giudicare dai rami che lo invadono e dall’erba alta. Si rientra in un bosco buio ma che non crea ansia, si sale e si sale ancora, qualche svolta, e poi di nuovo all’aperto con rumore di cascatelle, un guado ancora e facendosi largo fra l’erba e le ortiche si arriva al ricovero di Entralais a picco sul ripiano sottostante e poi il ghiaione, tipo Coglians per interderci, ma più chiaro e breve. Da qui inizia il tratto più bello, davanti si stagliano le appuntite cime della Creta della Fuina, il sentiero attraversa un incassato vallone, zolle erbose e qualche ghiaia, tratti rovinati, dove i sassi e qualche tronco ostruiscono la via, ci si deve arrangiare a seguire la direzione giusta, comunque si ritrovano i segnavia. Nei pressi delle rovine degli stavoli grandi fioriture di aconito giallo, giglio martagone e stelle alpine in quantità, e poi da lì è una passeggiata da farsi con calma, assaporando l’ambiente, quasi centellinandolo, alternanza di verdi e ghiaie, qualche saliscendi e poi si è al passo, luogo ventoso come non mai. Banana, mela e barretta più giù, al riparo.
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