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    Passo di Entralais dalla Val Pesarina
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaF21

Passo di Entralais dalla Val Pesarina

Avvicinamento

Da Tolmezzo si segue la strada statale n.52 fino a Villa Santina e quindi la statale n.355, immettendosi nella valle del torrente Degano. Dopo avere oltrepassato Ovaro si imbocca a sinistra la strada che risale la Val Pesarina e la si percorre fino a Pesariis. In corrispondenza delle ultime case del paese fare attenzione ad un cartello che indica a destra la direzione per il bivacco Entralais. Ci si immette quindi sulla stradicciola fino a superare il tratto asfaltato poi, circa duecento metri dopo il primo tornante, si parcheggia sulla destra (m 869, piccola piazzola).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Luglio
Carta Tabacco
01
Dislivello
1300
Lunghezza Km
11
Altitudine min
869
Altitudine max
2190
Tempi
Dati aggiornati al
2020
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  • 26/08/2020 Escursione interrotta 9 anni fa per maltempo, oggi finalmente completata. Faticosetta, pendenza costante, ma in particolare dopo i 1800m circa si apre un paesaggio stupendo che vale ampiamente tutta la fatica. Il primissimo tratto di sentiero che si innalza non segnalato di fronte al parcheggio (uno spiazzo che può ospitare 2 auto) si direbbe privo di manutenzione, con numerosi schianti che rendono difficile la percorrenza e un fondo molto scivoloso. È quindi forse preferibile proseguire lungo la sterrata fino ad incontrare, dopo un ventina di minuti circa e due tornanti, l'immissione segnalata del sentiero 229 tralasciato alla partenza, proseguendo poi regolarmente l'escursione. Non trovo invece consigliabile (in mancanza di mezzo adeguato) proseguire in macchina fino alla fine della sterrata, dato che in alcuni tratti il fondo è abbastanza sconnesso. Sentiero in alcuni punti reso labile dall'erba, ma le segnalazioni sono buone e mantenere la direzione è sempre semplice. Il buon ricovero Entralais è dotato di luce con pannello solare, stufa e 4 brande con materassi veri, ma è purtroppo oggetto dell'interesse dei roditori, con inevitabili conseguenze
  • 18/08/2020 Escursione del 16 agosto 2020.Siamo partiti alle 8 da Osais e abbiamo imboccato la strada asfaltata segnalata da un cartello poco dopo Pesariis. Al termine della strada asfaltata c'è uno spiazzo per parcheggiare, poi inizia la strada bianca per un lungo tratto. Al termine della strada bianca si imbocca necessariamente il sentiero CAI 229 che risulta molto pulito e ben segnalato. Alle 10 e un quarto siamo giunti al moderno bivacco Entralais, che è dotato di letti e illuminazione grazie ad un pannello fotovoltaico.Dopo esserci fermati un po' siamo ripartiti per il sentiero fino al passo Entralais (ci abbiamo messo un'ora e mezza circa).La vista da sopra è mozzafiato.La discesa è decisamente impegnativa, si inizia con un tratto dotato di cavo, poi un tratto molto ripido con tanto pietrisco (i bastoncini da montagna sono essenziali), il sentiero ad un certo punto scompare a causa di una sglavina, bisogna perciò seguire gli omini lasciati da chi ci ha preceduto. La discesa dopo aver completato i primi due tratti è lenta e impegnativa, ma non pericolosa.Dopo un'ora e mezza ci si ricongiunge al sentiero CAI e si procede fino alla malga Tuglia, dove ci si può fermare per una birra e qualcosa da mangiare.Infine abbiamo preso il sentiero per il Biathlon di piani di Luzza (ci sono delle zecche nel tratto subito dopo la malga), in un'ora si è giù.Secondo me ci vogliono almeno 8 ore per concludere la camminata con tranquillità.
  • 28/07/2020 27/07/2020-Si è ripercorsa l'escursione al passo Entralais da val Pesarina.Da Pesariis la stradicciola di accesso al sentiero, pur se sterrata, è percorsa da qualche auto fin dopo il quinto tornante (spazio per il parcheggio prima di grossi blocchi che impediscono il proseguimento, da qui la pista si fa via via più stretta). Poi su ripidi nel bosco ombroso.Più in alto, all'esterno del bivacco Entralais sosta una coppia.La traccia si fa più debole a monte dell'edificio, ma si ritrova subito il sentiero ridisegnato per superare la zona di di schianti (vedi commento precedente).Il verde vallone di Entralais è splendido e appartato, in luglio un vero giardino. Verso la forcella il sentiero disegna alcune svolte dalla pendenza meno marcata della precedente. Eccoci arrivati alla forcella Entralais, è ventoso, arrivano anche le nubi, ci raggiunge un'altra coppia di escursionisti con due cagnolini ansimanti: ce l'hanno fatta anche loro. Proseguiranno la traversata verso malga Tuglia. Appena sotto la forcella, versante nord, si trova un breve tratto attrezzato da cavo. Noi invece scendiamo lungo lo stesso percorso.
  • 23/07/2019 Percorso interamente il 21/07/2019. L’escursione ha inizio risalendo il sentiero che si alza di fronte al piccolo spiazzo per il parcheggio al termine del tratto asfaltato (non c’è più il cartello CAI). Confluiti sulla pista forestale che abbiamo lasciato al parcheggio (transitabile dai veicoli ancora per un centinaio di metri), la si segue a sx; più avanti la pista, completamente invasa dall’erba, si riduce a semplice sentiero; superato un secondo impluvio, si abbandona la pista per risalire a dx una buona traccia (cartello CAI N° 229) che per un tratto costeggia la sx orografica del rio Possal. Quasi tutto il percorso è stato ripulito e facilmente transitabile; solo dopo il Ricovero Entralais alcuni schianti obbligano ad una deviazione, ma la direzione da tenere è del tutto intuitiva. Percorso mediamente impegnativo che richiede circa sei ore e mezza tra andata e ritorno. Paesaggio molto vario; spettacolare nella parte finale. Merita fatto. Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
  • 23/09/2018 Escursione effettuata parzialmente il 23/09/2018. Dopo le abbondanti piogge di ieri mi pareva un percorso adatto in quanto non presenta passaggi su terreno difficile e neppure l’attraversamento di torrenti, ma le previsioni meteo mi hanno ingannato e non avevo fatto i conti con la foschia. Dopo i ruderi di quota m 1792 la foschia si è fatta più fitta ed ho deciso per il rientro. Il percorso è ben segnalato fino al Ricovero Entralais, con nuove tabelle e segnavia rinfrescati; anche oltre non è difficile seguire la traccia anche se si fa più labile. Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
  • 23/07/2014 Percorso interamente questa mattina, a parte qualche albero di traverso sul sentiero non ci sono altre cose da segnalare.
  • 24/07/2012 Passo di Entralais, sentiero dei fiori ma non sfigurerebbe di certo fra i sentieri del silenzio, ne ha tutte le caratteristiche: sbilenco cartello cai seminascosto dalla vegetazione, percorso che si snoda in un ambiente solitario ed appartato, indubbiamente particolare. La stradina che conduce all’attacco del sentiero è tutta asfaltata (si fa per dire) e percorribile con calma e dicendo qualche giaculatoria affinché nessuno scenda/salga in senso opposto. Ottimo inizio del sentiero, bosco, segnavia, sole che s’insinua a fatica tra i rami, pendenza subito marcata, attenzione al grosso cavo d’acciaio a terra che le foglie mascherano e voilà che si esce sulla strada che prima era asfaltata ed ora sterrata. Si prosegue verso sx costeggiando ora qualche parete erosa ora il bosco, dopo un impluvio, presso una curva su un albero in alto un segnavia, è il sentiero che costeggia la sx orografica del rio Possal che le piogge di ieri hanno reso rumoroso e impetuoso. Per chi volesse fare come Indiana Jones può proseguire lungo lo sterrato fino al guado citato nella relazione, non ci sono ometti ma solo una traccia fra l’erba che costeggia brevemente la dx orografica, evitare di seguire l’evidente traccia a sx che si esaurisce presso uno stavolo, presso un grosso sasso (freccia rossa e scritta guado) riguadagnare la sx orografica ed innestarsi sul vecchio sentiero che da lì in poi è sempre evidente se pur scarsamente frequentato a giudicare dai rami che lo invadono e dall’erba alta. Si rientra in un bosco buio ma che non crea ansia, si sale e si sale ancora, qualche svolta, e poi di nuovo all’aperto con rumore di cascatelle, un guado ancora e facendosi largo fra l’erba e le ortiche si arriva al ricovero di Entralais a picco sul ripiano sottostante e poi il ghiaione, tipo Coglians per interderci, ma più chiaro e breve. Da qui inizia il tratto più bello, davanti si stagliano le appuntite cime della Creta della Fuina, il sentiero attraversa un incassato vallone, zolle erbose e qualche ghiaia, tratti rovinati, dove i sassi e qualche tronco ostruiscono la via, ci si deve arrangiare a seguire la direzione giusta, comunque si ritrovano i segnavia. Nei pressi delle rovine degli stavoli grandi fioriture di aconito giallo, giglio martagone e stelle alpine in quantità, e poi da lì è una passeggiata da farsi con calma, assaporando l’ambiente, quasi centellinandolo, alternanza di verdi e ghiaie, qualche saliscendi e poi si è al passo, luogo ventoso come non mai. Banana, mela e barretta più giù, al riparo.
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