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    Bivacco Val Provagna dalla Val Cellina
    Prealpi Bellunesi
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    Bivacco Val Provagna dalla Val Cellina
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I percorsi di SentieriNaturaA02

Bivacco Val Provagna dalla Val Cellina

Avvicinamento

Da Montereale, presso Maniago, si imbocca la strada statale n.251 che risale Val Cellina. La tortuosa rotabile che un tempo percorreva la angusta forra del torrente è stata ora sostituita dalla galleria del monte Fara che in pochi minuti esce nella conca di Barcis. Oltrepassato l'abitato si percorre la statale ancora per circa cinque km fino al ponte di Mezzo Canale. Immediatamente dopo questo si trova a sinistra il cartello CAI che segnala l’inizio del sentiero (m 435, parcheggio sul greto del Cellina, subito dopo il ponte).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Acqua
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Aprile
Carta Tabacco
012
Dislivello
800
Lunghezza Km
10,4
Altitudine min
435
Altitudine max
1123
Tempi
Dati aggiornati al
2007
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  • 06/02/2016 Non siamo arrivati al bivacco per aver perso molto tempo a fare foto al torrente, inoltre un po' prima di incontrare il secondo incrocio con la variante abbiamo perso la traccia e riguadagnata 10 minuti dopo con una risalita molto ripida tra il bosco sovrastante. Il sentiero normale che si affaccia sul torrente è un po'impegnativo ma molto bello, siamo scesi per la variante, piena di sali scendi, molto bello l'ultimo tratto su una larga cresta. Gianluca
  • 19/12/2015 Passato l'8 dicembre rientrando dal Monte Provagna. Una vallata meravigliosa, consiglio la normale e non la variante per godersi appieno il torrente e le numerose pozze e cascate...torrente da guadare più volte
  • 09/05/2015 Alto tasso di tassi, in queste valli.Alberi rari a vedersi altrove, qui ci accompagnano lungo queste lande selvagge.Bivacco spartano,oggetto di critiche da parte dei soliti incontentabili,ma prezioso in caso di rovesci.Rientrato per la bella variante che impegna in alcuni saliscendi.Magnifico l'ultimo tratto con vista d'infilata della Valcellina.Sentieri in ordine.
  • 25/04/2014 25/04/2014. I numerosi schianti e l'acqua alta rendono difficoltosa - per il momento - la percorrenza del sentiero di andata lungo il greto del Provagna. E' preferibile, quindi, la variante del 969 sia all'andata che al ritorno. Ambiente bellissimo e suggestivo.
  • 05/05/2013 Escursione effettuata il 21 aprile 2013. Dal parcheggio sul greto del Cellina (a pagamento, così è scritto) si risale alla strada asfaltata che va percorsa a sinistra per un centinaio di metri, fino ad incontrare, sempre a sinistra, il segnavia CAI N° 969. Al bivio con la variante si prosegue mantenendo la sinistra. I guadi sul torrente sono alquanto insidiosi, e non è detto si riesca ad effettuarli tutti senza finire con i piedi in acqua. Al terzo guado un provvidenziale palo steso da una mano amica mi ha aiutato nell’attraversamento, ma non è detto lo si ritrovi al suo posto dopo un’abbondante precipitazione. Quando il quarto (se non mi sono confuso nel contarli) ed ultimo guado ci riporta definitivamente sulla sinistra orografica, è trascorsa oltre un’ora dalla partenza e non abbiamo guadagnato nemmeno 100m di dislivello. Ha qui inizio una faticosa salita (dopo circa mezz’ora proviene da destra la variante che verrà utilizzata per la discesa) ripagata nella parte finale da alcune notevoli cascate. Come dice Loredana il sentiero del rientro è più agevole ma è un continuo sali-scendi (più sali che scendi!)
  • 12/03/2012 Levataccia, qualcosa non gira nel verso giusto, esco e l'alba è lì, e riesce sempre a stupirmi. Invaso di Ravedis, lago di Barcis, acqua bassa, una signora apre il suo bar; a ponte Mezzo Canale scendo a sinistra e c'è un'auto in fase di parcheggio, un escursionista si prepara all'avventura. Risalgo sulla strada per circa 100 m. oltre il ponte e a sinistra trovo l'attacco del sentiero 969, si innalza subito ripido e scivoloso nel bosco fra bucaneve ed erba trinità, il ginocchio sinistro ha un primo impatto con la roccia sottostante; ad una schiarita un bivio ed un dubbio: sentiero 969 e 969 variante, stessi tempi di percorrenza 2 ore 45 minuti. Opto per la salita lungo il torrente Provagna e la discesa per la variante. Il sentierino si innalza subito sul torrente, è una continua musica di acque, musica che sale e che scende, splendidi scorcimdi pozze trasparenti del color dell'anice, ai lati della forra cascate di ghiaccio. Quando il percorso scende e si snoda lungo il greto ho l'impressione di essere schiacciata fra le pareti, suggestivi i guadi, per fortuna che la portata dell'acqua è scarsa altrimenti la mia gamba corta avrebbe avuto qualche difficoltà (un tratto ghiacciato mi è costato il secondo scontro delle ginocchia) e qualcuno ha voluto giungere fin qui per scrivere il proprio amore alla sua lei su di un masso (ragazza fortunata). Quando il sentiero cambia direzione e si inoltra nella selvaggia Val dei Rosari la flora cambia, sotto una bella cascatella abbondanza di petasite e ai lati della pozza qualche minuscola farferugine, più a monte erica e qualche primula. Intanto inizio a salire con fatica del pendici del monte Provagna (l'ho salito qualche mese fa dal versante opposto, la val Chialedina), il sentiero a tratti scompare nella lettiera, segnavia presenti sugli alberi e roccette. L'escursionista di stamattina sta scendendo, qualche battuta, ad una diramazione ha sbagliato e si è trovato nel nulla, anche lui scenderà lungo la variante, un saluto e via. Ancora un po' di fatica ed intravedo il bivacco su uno spiazzo, è piccolo, aperto e può servire come ricovero di fortuna, dal libro delle firme deduco che c'è qualche frequentazione. Dal ripiano del bivacco si intravede uno spicchio del lago di Barcis. Scendo, attenzione alle foglie scivolose per non rotolare, oggi è faticosa anche la discesa; eccomi al bivio da dove a sinistra inizia la variante di discesa..ed è in salita, ancora salita! Il sentiero ben segnalato si alza ed entra nel bosco, fioriture di profumati fior di stecco e primule; è un continuo sali-scendi, più sali che scendi. Mi sembra un percorso infinito ma ecco il rumore della civiltà: moto ed auto lungo la strada non molto lontana. Il sentiero punta finalmente con decisione in basso fra ricche fioriture di pallide rose di Natale ed ecco finalmente il bivio incontrato stamattina (crocefisso in legno), ancora pochi minuti e sono sulla strada passando accanto ad un rudere che in precedenza non avevo notato. Bella escursione in un ambiente selvaggio e solitario che con la variante permette di compiere un anello, la suggerisco agli amanti del wild.Tempi di percorrenza ampiamente disattesi, la scusante è stata godersi la splendida giornata.Loredana
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    13/05/2007 Ricovero Val Provagna. . . morenz@tele2.it
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