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    Sulla dorsale del Craguenza da Antro a Montefosca
    Prealpi Giulie
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    Sulla dorsale del Craguenza da Antro a Montefosca
    Prealpi Giulie
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    Sulla dorsale del Craguenza da Antro a Montefosca
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    Sulla dorsale del Craguenza da Antro a Montefosca
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    Sulla dorsale del Craguenza da Antro a Montefosca
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I percorsi di SentieriNaturaV40

Sulla dorsale del Craguenza da Antro a Montefosca

Avvicinamento

Da Cividale si esce in direzione di Sanguarzo imboccando poi a sinistra la prosecuzione della statale n.54 verso San Pietro al Natisone. Oltrepassato l'abitato si prosegue lungo la valle superando anche la frazione di Ponteacco per poi deviare a sinistra sul ponte del Natisone poco dopo Tiglio. Si seguono ora le indicazioni per Antro raggiungendo il punto di partenza dell'escursione presso il parcheggio sul retro della chiesa (m 315).

Descrizione

Lasciata l'auto si imbocca la strada che conduce alle vicine Grotte di Antro ma la si abbandona presto in favore di una mulattiera contrassegnata con il segnavia CAI n.752. Il sentiero entra subito nel bosco intersecando in successione due piccoli impluvi oltre i quali ci si innesta per un breve tratto su una pista sterrata. Seguendo i segnavia si riprende a camminare su un ripido sentiero che risale a svolte uno splendido bosco di castagno, ricco di alcuni maestosi esemplari. Intorno a quota 500 ci si orienta a destra per poi proseguire con minore pendenza fino ad intersecare una pista. Progressivamente il sentiero esce su terreno più aperto attraversando una radura ormai in vista delle case di Spignon. Con breve risalita si raggiunge nuovamente l'asfalto ed il piccolo abitato (m 609) dal quale la visuale si apre per la prima volta sulla valle del Natisone. Si prosegue ora sulla rotabile che con qualche svolta guadagna la linea di un crinale in corrispondenza di un grande crocevia. Da qui i segnavia ci conducono a visitare la vicina chiesa di Santo Spirito, costruita in posizione suggestiva ed appartata e circondata da alcuni tigli secolari. Il sentiero prosegue lungo una dorsale boscata dove sono visibili i resti di linee difensive della Grande Guerra ed in breve esce su un grande prato disseminato di betulle. Da questa panoramica radura si confluisce nuovamente sulla pista sterrata che corre poco più in basso. Ai due bivi successivi tenersi sul ramo di sinistra (segnavia sugli alberi) per andare ad imboccare la larga mulattiera inerbita che segue fedelmente la dorsale meridionale del monte Craguenza. Si attraversano così le caratteristiche praterie del monte, punteggiate di betulle e ginepri ed infine, dopo una piccola macchia di bosco, si arriva sulla sommità del monte Craguenza (m 948). Dal grande prato della cima il panorama è un poco limitato dalla vegetazione che lascia comunque una buona visuale sul monte Joanaz e sul vicino Matajur .
Il sentiero prosegue nell'opposto versante lungo il quale si perde quota rientrando nella vegetazione arborea. All'uscita dal boschetto ci si ritrova a percorrere un crinale erboso, punteggiato di arbusti ed alberi isolati, che digrada lentamente verso la bocchetta di Calla (m 866). Dal poco marcato avvallamento la visuale si apre sulle case di Montefosca, nostra ultima meta, mentre il sentiero riprende a salire per innestarsi poco più avanti sul tornante di una strada cementata. Oltrepassata una caserma dismessa il percorso prosegue su una pista sassosa che in breve si abbandona per piegare a destra (cartello). Il segnavia ci conduce ora verso il dosso del monte Uorsich che con i suoi 966 metri rappresenta il punto più alto dell'itinerario. Da questa panoramica elevazione si imbocca una traccia un poco scivolosa che scende lungo una linea di bunker cementati. Dopo essere usciti nuovamente dal bosco si percorre un pendio prativo disseminato di covoni che termina sulla strada asfaltata a poca distanza da Calla. La si segue a destra fino alla prima curva presso una cappelletta (m 780) dove si riprende il sentiero in direzione di Montefosca. Con qualche modesto saliscendi si assecondano alcuni dossi boscati giungendo al ripiano che ospita la chiesa di Sant'Andrea (m 797) con il campanile staccato dall'edificio principale. Seguendo i cartelli CAI si scende nel versante di sinistra fino ad un ripiano dove ci si innesta su una pista sterrata. La si segue dapprima in leggera salita e poi in discesa verso il fondovalle fino ad una deviazione a destra. Ripreso il sentiero, si passa accanto ad un edificio diroccato e quindi si supera il greto del rio Bodrino tramite un vecchio ponte in pietra (m 627). Non rimane ora che risalire verso le case di Montefosca (m 707) dove avremo predisposto il secondo automezzo.

Avvertenze

Con un modesto prolungamento dell'escursione di circa un'ora è possibile scendere verso Stupizza dove il posizionamento di una seconda vettura risulterebbe assai più comodo. In tal caso da Montefosca ci si dilunga verso l'estremità orientale del paese dove la strada compie una marcata curva. Qui, ancora sulla destra, un cartello CAI segnala l’inizio del bel sentiero n.735 che scende verso il fondovalle. Si traversa per breve su prati, poi la mulattiera assume l’andamento definitivo perdendo quota a mezza costa lungo un ripidissimo versante. Dopo un tornante ed una lingua di ghiaia, sempre tenendosi alti sulla valle del Bodrino, si giunge ad uno sperone a picco sulla forra dove è stata edificata una cappelletta. La discesa prosegue attraversando un secondo ghiaione, molto più esteso del primo, che si vede quasi toccare il greto di fondovalle poi ancora una serie di rientranze tra le pieghe del monte ed infine l’arrivo al crocevia presso la passerella sul Natisone.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Vento
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Novembre
Carta Tabacco
041
Dislivello
900
Lunghezza Km
13,5
Altitudine min
315
Altitudine max
966
Tempi
Dati aggiornati al
2006
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  • 24/04/2019 Percorso fatto il 22 aprile in una giornata di sole. Sentiero lungo e con dei bei dislivelli, ma vale l'impegno perchè il paesaggio cambia spesso, sia come terreno, sia come apertura sopra la testa, sia come difficoltà, e regala un bel panorama nella sezione centrale. Combacia per un breve tratto misto sentiero+strada con il Cammino Celeste (Aquileia - Mt. Lussari).Ricordarsi le racchette, o procurarsi dei bastoni all'inizio. La segnaletica è ottima e frequente, specie nella prima metà, dopo si segue abbastanza bene ma non è ben mantenuta. Il sito del CAI segnala un agriturismo a Montefosca, che però è chiuso da due anni. Per il resto, punti acqua sono ai cimiteri della chiesa di S. Andrea e a Montefosca (ammetto di ignorare la potabilità o meno...). All'inizio si passa davanti alla Grotta di S. Giovanni d'Antro, visitabile la domenica nella bella stagione.
  • 20/02/2019 Torno dopo 5 anni sul Craguenza, ma sta volta in solitaria. Per rendermi la cosa un pò più difficile parto da Biacis, dove lascio l'auto all'inizio in un ampio spiazzo erboso. M'incammino verso la piazza del paese e proseguo verso ponente transitando per il Castello di Ahrensperg in ristrutturazione (indicazioni), lasciando poco dopo la stradina asfaltata adiacente per imboccare un sentierino a DX non segnalato (alcune fettucce), ma decisamente invitante, che presumibilmente dovrebbe più sù congiungersi al CAI 752. Percorro questo tratto sperando di aver fatto la scelta giusta e più a monte il mio desiderio verrà soddisfatto con i segnavia, che seguo nel bosco fino al bivio con la rotabile presso Spignon (DX). Proseguo lungo essa fino alla curva sopra Puller, dove la lascio per continuare sul sentiero (DX), che sale blandamente, alternativamente a tratti pianeggianti e blande discese, fino all'appartata Chiesa di Santo Spirito. Proseguo oltre il campanile, ancora un pò nel bosco, per uscire infine allo scoperto sulle ampie praterie sommitali. La via è sempre ben segnata e la direzione lungo la dorsale verso N è logica. Prima dello scollinamento alla Bocchetta di Calla, dove prosegue il sentiero segnalato, devio a DX verso il punto panoramico ovvero la cima del Craguenza. Rientro uguale all'andata. Il dislivello si aggira intorno agli 800 mt. Il tratto di sentiero non segnalato da Biacis a Puller è stato recentemente ripulito. 17/02/19
  • 30/05/2018 salito oggi, partendo da Spignon per rifare l'anello come nell'Aprile del 2016. L'erba alta e la scarsa segnaletica nel tratto uorsic-calla questa volta mi ha impegnato di più. Ho lasciato qualche nastro "ti vedo " in attesa di uno sfalcio e rifacimento della segnaletica. E' un giro un pò lunghetto, ma vale la pena. Buona vita a tutti
  • 19/11/2017 19/11/2017-Da bivio Spignon Puller risaliti alla cimetta del Craguenza, panoramica e dotata di libro di vetta e panchina. Giornata limpida, assenza di vento, tutto tranquillo e molto gradevole per una mezza giornata relax.Dal libro di vetta apprendo che verso il 14 aprile di quest'anno c'è stato un incendio sui prati presso la vetta, penso abbia compromesso solamente l'erba in quanto non è rimasta traccia di danni agli alberi.
  • 11/04/2016 Salito oggi partendo da Spignon fino alla chiesa di S.Andrea. Sentiero ottimamente segnato. Per il ritorno, ho scelto la via per Goregnavas, Cocianzi,Cedermas per ricollegarmi con il sent.752 a quota 700 circa.Se fino alla chiesa ci ho messo h. 3,30 , per il ritorno ci son voluti h. 2,30- Tutto il giro km. 19,500Buona vita a tutti
  • 23/04/2014 Percorso ieri il tratto centrale dell'escursione, con partenza dal bivio verso Puller e salita alle due cimette del Craguenza tenendo d'occhio alcune nuvole minacciose verso il vicino Joanaz.Discesa alla Bocchetta di Calla con risalita alle vette dello Uorsic e del Paloch (la quota 924), da dove siamo scesi al bivio poco sopra la borgata di Zapatocco.Qui abbaimo imboccato l'ottima carrareccia in parte cementata e con qualche saliscendi siamo giunti fino alle varie borgate di Pegliano.Seguendo in salita il segnavia del Sent. Nat. Antro-Spignon-Pegliano siamo sbucati nuovamente sul CAI 752 chiudendo l'anello e rientrando all'auto.Da segnalare l'interessante deviazione segnalata posta a circa 1,5 km prima di raggiungere Coceanzi per visitare il sito del Castagno Monumentale, di cui allego una foto della cartellonistica relativa.
  • 01/04/2012 CRAGUENZA. Percorso un giorno di questo mese di marzo. Sentiero senza particolari difficoltà, ben segnalato e gratificante. Ideale per gli amanti delle praterie nello stile "Balla coi Lupi" con pargoli al seguito. Unica nota stonata, il passaggio di motorette puzzolenti, rumorose e fuori luogo. Perfetto come prima uscita primaverile dal letargo. Graziano.
  • 08/12/2011 E come Mauro anch'io inauguro questo spazio.Da Cividale a S.Pietro al Natisone sgamattina è tutto un pulsare di lucette, sta appena albeggiando e i paesini abbarbicati alle colline dormono ancora. Parcheggio dietro la chiesa di Antro, piccolo spiazzo, un balcone aperto sulle tante alture di confine. In un attimo si fa giorno e si preannuncia un bel giorno, cielo terso, aria fresca ma nemmeno tanto, qualche sbaffo di nuvole sul basso Canin e Cerni Vogu. Il sentiero 752 ha origine proprio dal parcheggio ed entra subito nel bosco, un bosco disordinato; la mulattiera è bella, ha passamani in legno. Dal sentiero posso ammirare, in alto, alla fine di una ripida scalinata, la chiesa di S.Giovanni d'Antro incastonata nella roccia. Il sentiero si fa subito ripido, è ricoperto di foglie e scivoloso, al lato destro cresce abbondante la lingua cervina e la felce maschio, poco più avanti ecco il gineceo delle felci. Continuo sul sentiero e mi ritrovo poi su una bella radura soleggiata, riesco ad ammirare il Matajur sgombro da neve, ben visibile la chiesetta e da dietro sbuca il Monte Nero innevato, il Canin è un'esplosione di candore. Eccomi a Spignon, poche case addossate le une alle altre; proseguo a sinistra lungo la stradaasfaltata e presso un crocevia devio a destra per visitrare la bella chiesetta di S.Spirito, una catena aiuta la risalita. Inizio la salita della dorsale del Craguenza, è una comoda pista erbosa che invita a numerose soste per ammirare il paesaggio, un mare di dolci colline verso est, direzione sud il sole fa scomparire la foschia e la lunga lingua del mare brilla lontano, a Ovest la dorsale dello Joanaz quasi parallela e fotocopia di questa. Lo sguardo verso Nord accarezza il giallastro dell'erba secca, spicca il bianco quasi brillante di alcune grandi betulle, maestose ed eleganti nel loro abito candido. In breve arrivo alla cima del Craguenza, una breve deviazione a destra consente di raggiungere un punto panoramico con panca e libro di vetta. Il vento forte purtroppo non invita a rimanere nonostante il sole; zaino di nuovo in spalla e via verso la bocchetta di Calla e poi la breve risalita al monte Oursic. Oggi ho il rientro coatto per cui mi devo accontentare di essere arrivata fino qui, percorro a ritroso il sentiero fino a Spignon non senza concedermi qualche attimo per godermi ancora questo sole e la libertà. Da Spignon decido di rientrare ad Antro tramite il sentiero naturalistico Antro-Spignon-Pegliano (strada asfaltata che nulla ha di naturalistico, nemmeno cartellonistica didattica). Una bella passeggiata, semplice e panoramica a dispetto della modesta elevazione.Loredana
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