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    Bivacco Val Zea da Arcola
    Prealpi Bellunesi
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    Bivacco Val Zea da Arcola
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I percorsi di SentieriNaturaB04

Bivacco Val Zea da Arcola

Avvicinamento

Da Montereale, presso Maniago, si imbocca la strada statale n.251 che risale Val Cellina. La tortuosa rotabile che un tempo percorreva la angusta forra del torrente è stata ora sostituita dalla galleria del monte Fara che in pochi minuti esce nella conca di Barcis. Oltrepassato l'abitato si percorre la statale ancora per circa tre km fino alle case di Arcola dove si può parcheggiare (m 428, comodo spiazzo sulla destra presso le ultime abitazioni).

Descrizione

Si inizia percorrendo circa duecento metri sull’asfalto in direzione di Cimolais e scendendo poi sulla sinistra verso il ponte sul Cellina che si attraversa dopo aver oltrepassato la sbarra che impedisce il passaggio ai veicoli non autorizzati. Sull’opposto versante ci si innalza entrando immediatamente nel solco della Val Prescudin che la strada risale rimanendo costantemente sulla destra orografica. Con una marcata ansa la rotabile asseconda un impluvio oltrepassandone il greto presso una curva caratterizzata dalla presenza di un grande macigno. Successivamente la strada, ora piuttosto alta sul fondovalle, riprende un andamento lineare attraversando con pendenza modesta un bosco formato prevalentemente da faggio, abete rosso e tasso. Dopo un tratto più aperto dal quale si possono intravedere le pendici del monte Arghena che rinserrano a nord la valle, la strada piega nuovamente a sinistra compiendo un paio di tornanti. Ancora una breve risalita a fianco di un torrentello segmentato da alcune vasche in cemento e la rotabile si esaurisce nel piazzale che ospita il Palazzo Prescudin contornato dalla omonima foresta (m 640). Al grande edificio principale, chiamato anche Villa Emma, si aggiungono altre costruzioni ed una abetaia attrezzata con panche e tavoli. La radura è semplicemente il punto di partenza per i numerosi itinerari che si addentrano nella valle ma può rappresentare già una meta a sé stante per una piacevole passeggiata famigliare nella quiete della foresta del Prescudin.
Seguendo le indicazione per il bivacco Val Zea (cartelli, segnavia CAI n.969) si imbocca una strada sterrata che si dilunga nel bosco ancora per un tratto. La pista interseca successivamente il greto del rio Tasseit e dopo poco anche l'ampia fiumana detritica del torrente Prescudin. Raggiunta la sinistra orografica si procede sulla mulattiera che risale lungo il bordo tra una stentata vegetazione formata prevalentemente da mughi e salici arbustivi. Il sentiero segue il greto scomparendo progressivamente tra i sassi fino ad una briglia dove piega a destra iniziando ad inerpicarsi sul fianco della valle (m 707).
Quasi subito si interseca il piccolo corso di un rio tributario che si oltrepassa con una passerella in legno. Se le condizioni atmosferiche sono sufficientemente favorevoli non sarà difficile individuare, da qui in avanti, la presenza della timida salamandra pezzata. Successivamente il sentiero prende a rimontare a tornanti nella boscaglia uscendo una prima volta sul bordo di un ampio canalone. Il terreno particolarmente friabile ha richiesto la presenza di diverse briglie di contenimento che si possono osservare più in alto. Dopo un secondo ghiaione, più contenuto, il sentiero prosegue a traversare in diagonale raggiungendo un ampio pendio dove si sviluppa un fitto bosco di latifoglie. Si cammina ora salendo a comode svolte nella densa lettiera autunnale nella quale si possono riconoscere le foglie cerose del faggio e quelle arricciate del carpino nero, le foglie ancora gialle dell'acero di monte assieme a quelle più chiare del sorbo montano. Caratteristica è anche la presenza di numerosi esemplari isolati di tasso la cui chioma verde scuro spicca decisamente in mezzo alle altre piante. Esaurita anche questa serie di svolte il sentiero passa accando ad una piccola conca oltre la quale riprende a salire su pendici erbose un poco più scoscese. Progressivamente ci si accosta ad una valletta solcata da un piccolo greto asciutto rimontandone ancora il fianco con una lunga serie di tornanti. Più in alto il sentiero interseca il rugo proseguendo a salire sulla dorsale opposta in un bosco che nel frattempo si è trasformato in una faggeta quasi pura. E' questo forse il tratto più bello dell'intera escursione poiché si sale a larghi tornanti dalla pendenza davvero modesta immersi nel silenzio assoluto del bosco del Prescudin. La lontananza dai centri abitati unita al fatto che più in alto la valle è chiusa dalla impervia dorsale montuosa Crep Nudo - Sestier impedisce ai rumori di giungere fino qui.
Dopo avere oltrepassato alcune macchie di abete rosso abitate dagli scoiattoli il sentiero traversa a sinistra affacciandosi infine sul solco della val Zea di cui ora possiamo scorgere il greto più in basso. Qui si diparte a destra la prosecuzione del segnavia n.969 che sale alla sella di monte Formica, tuttavia un cartello avvisa che tale itinerario è stato dismesso in quanto inagibile. Noi invece proseguiamo diritti con un traverso a mezza costa che ci conduce in breve ad intersecare il greto principale. Il sentiero riprende dall'altra parte con una serie di piccole svolte che ci permettono di riguadagnare il limitare del bosco dove è situata la nostra meta, il bivacco Val Zea. Si tratta di un classico bivacco a nove cuccette con materassino e coperte, dotato anche di qualche suppellettile e soprattutto di una piccola stufa. Leggendo il libro del bivacco si apprende che la piccola struttura è utilizzata non solo come punto di arrivo ma spesso anche come base per le impegnative traversate verso il bivacco Pastour (CAI n.980) o verso l'Alpago (CAI n.979). Per il ritorno si utilizzerà il medesimo itinerario.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Ottobre
Carta Tabacco
012
Dislivello
800
Lunghezza Km
15,9
Altitudine min
428
Altitudine max
1245
Tempi
Dati aggiornati al
2012
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 28/09/2016 Sentiero e bivacco non danno l'impressione di essere molto frequentati, soprattutto il s.n.980 risulta poco battuto e malagevole in un solo punto dove un grosso faggio � caduto facendo franare un tratto di sentiero (circa 10mt). Il bivacco in effetti � un po' spoglio ma per il pernottamento ha lo stretto necessario con la stufa e della legna. Portarsi dei fiammiferi perch� non c'� altro a parte un piccolo accendino che ho lasciato. Il percorso in s� � bello e il silenzio della faggeta, in special modo dalla frequentata Villa Emma (acqua) in poi, appaga appieno i sensi. Il primo tratto da Arcola fin quasi alla Villa � asfaltato. � possibile evitare i tornanti della strada seguendo delle tracce che tagliano per il bosco, ma anche queste, essendo poco battute necessitano un po' di attenzione.
  • 23/04/2013 Ho percorso a metà aprile il sentiero in sinistra orografica di cui parla Sandra: merita senz'altro, ovviamente è più impegnativo della strada ma più interessante e panoramico; lo consiglio all'andata per un eventuale anello. Breve descrizione nella relazione che ho inviato del m. Arghena, mandi
  • 21/04/2013 21/04/2013-Nel primo tratto di strada che risale a Villa Emma (che oggi abbiamo raggiunto per poi salire al monte Medol), poco dopo la prima briglia sul torrente Prescudin, un nuovo cartello CAI segnala la direzione per il bivacco Val Zea (3,30h) in discesa a destra sul greto. Ci è sembrato che una pista segua il corso del torrente bypssando Villa Emma. Lo percorreremo sicuramente più avanti, in periodo più secco. Se qualcuno lo percorre prima di noi, attendiamo notizie in merito!
  • 28/10/2012 Il 7 ottobre 2012 abbiamo ripercorso questo itinerario assieme ai soci del CAI di Codroipo. Da segnalare che intorno a quota 950 il canalone alla nostra sinistra risulta franato e ingombro di enormi massi. Per fortuna questa frana non ha interessato il sentiero che invece sale sulla costa.Sul traverso finale che ci porta nel solco della valletta dove è ubicato il bivacco, alcuni smottamenti hanno suggerito di far passare il sentiero qualche metri più a monte per evitare il tratto malagevole con schianti e smottamenti. Il bivacco è stato oggetto di recente manutenzione e tinteggio.
  • 27/02/2011 Salve, condivido in linea di massima quanto affermato da Francesca e Flavio. Fino al bivacco tutto ok, una medaglia d'oro ai nostri veci per il tracciato del sentiero in mezzo a un bellissimo bosco di faggio e abeti. Nel bivacco c'era abbastanza ordine, l'unica pecca l'assoluta mancanza di un minimo genere di sussistenza sia alimentare che medico, almeno questo dovrebbe essere uno degli scopi di un bivacco......trovare qualcosa per sopravivere in caso di neccessità....Per il resto ci vorrebbe più manutenzione dei sentieri e delle attrezzature, ma chi lo fà? il Cai , il comune, la regione , la provincia.......
  • 29/06/2008 Segnalo la definitiva inagibilità (divieto CAI) del 969 dal Bivacco Val Zea. Peccato scoprirlo una volta saliti in quota, però!
  • 23/09/2007 Ho raggiunto il Bivacco domenica 2 settembre. I boschi che si attraversano per raggiungerlo sono bellissimi. Il proseguimento del sentiero 980 (tutto il costeggiamento attrezzato) è deludente per il pessimo stato delle attrezzature (scalette in legno marce, ancoraggi strappati per lunghi tratti, cavi rovinatissimi e pericolosamente fuorvianti circa il tracciato da seguire...). Vista la non eccezionale difficoltà del tracciato forse sarebbe meglio togliere tutto. Ho dovuto scendere per il sentiero 979 (non ho visto dove continuava l'attraversamento "attrezzato"). E' stato scoraggiante vedere l'abbandono del 979. Segnavia sbiaditissimi, sentiero praticamente invisibile. Spesso ho visto resti di segnavia su cortecce marce a terra (gli alberi erano rotti o sradicati). Il tutto in una pendenza boschiva spesso ripidissima, scivolosa (fango, foglie marce e umidità ovunque) con attraversamento di colatoi esposti, franosi e obbiettivamente pericolosi.La strada che porta a Villa Emma è un cantiere di lavori stradali di consolidamento quasi continuo. Villa Emma è tenuta molto bene anche se è tutto chiuso (assurdità).Il bivacco Val Zea e una piccola discarica a cielo aperto. Ho messo un po' in ordine ma ragazzi...Per la regione Friuli un bel fiore (nero) all'occhiello...peccato.La valle Prescudin sarebbe bellissima. Togliere tutto non sarebbe il peggior rimedio.
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  • Crep Nudo da forcella Antander. . . fata95@aliceposta.it
    18/06/2006 Crep Nudo da forcella Antander. . . fata95@aliceposta.it
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