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    Lungo l'alto corso del Tagliamento da Forni di Sotto agli stavoli Trentesin
    Prealpi Carniche
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    Lungo l'alto corso del Tagliamento da Forni di Sotto agli stavoli Trentesin
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    Lungo l'alto corso del Tagliamento da Forni di Sotto agli stavoli Trentesin
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I percorsi di SentieriNaturaA16

Lungo l'alto corso del Tagliamento da Forni di Sotto agli stavoli Trentesin

Avvicinamento

Da Tolmezzo si risale il corso del fiume Tagliamento lungo la statale n.52 attraversando in successione Villa Santina, Enemonzo e Socchieve. Giunti ad Ampezzo lo si oltrepassa scavalcando la sella di Cima Corso per poi scendere verso Forni di Sotto. Poco prima dell'imbocco della nuova galleria, individuare a sinistra la pista che scende verso il Tagliamento (m 735, comodo spiazzo per il parcheggio).

Descrizione

Un cartello segnala l'inizio del segnavia CAI n.383 che il Parco delle Dolomiti Friulane ha tabellato come sentiero natura Troi dal Mus. Si inizia quindi a scendere lungo la strada passando accanto ad alcune abitazioni poi, dopo un tornante, si piega a sinistra imboccando una comoda mulattiera contornata da muretti a secco. Dopo avere intersecato un torrente il sentiero prende a traversare nel bosco di faggio e carpino bianco ed in breve raggiunge l'orrido di Rascie dove una bella struttura in legno consente di oltrepassare la profonda e stretta forra scavata dalle acque. Facendo attenzione alle segnalazioni si scende leggermente nel bosco e con breve contropendenza si guadagna un piccolo dosso panoramico nei pressi di una ancona. Dal belvedere la visuale si apre sull'ansa che il Tagliamento compie a ridosso delle boscose pendici del monte Corno.
Ha inizio ora un tratto caratterizzato da modesti saliscendi con i quali si vanno ad assecondare i numerosi piccoli impluvi che solcano il versante di sinistra. Ad un bivio con cartello ci si tiene a destra ma prima è senz'altro consigliabile seguire l'altro sentiero che in pochi minuti esce in una amplissima e panoramica radura erbosa sorvegliata dal vecchio stavolo del Mur (m 620). Qui la visuale si apre sulle pendici soprastanti ma anche sul versante opposto dove si possono osservare altre belle schiarite. Ritornati sui propri passi si scende per un tratto iniziando poi a traversare ancora alti sopra il fiume. Il sentiero esce quindi su terreno più aperto in vista dell'acqua che scorre ormai a poca distanza. In leggera discesa si raggiunge una ulteriore radura che ospita due costruzioni: quella di destra è completamente in rovina ed anche l'altra può fornire solo un modesto riparo in caso di maltempo. Da qui il sentiero scende ancora per pochi metri ad intersecare un piccolo greto sabbioso che si immette nel Tagliamento. Ma l'incontro diretto con l'acqua è ancora rimandato poiché il sentiero prosegue diritto entrando in una macchia di nocciolo, abete rosso e pino silvestre dove il camminamento si fa meno marcato. Facendo attenzione alle segnalazioni si riprende a salire passando proprio di fronte al punto in cui sull'altro lato della valle scende una bella cascata. Ci si innalza ancora per un tratto per andare ad aggirare in alto una scarpata rocciosa poi, quando la pendenza si è invertita occorre fare attenzione al segnavia. Ad un bivio poco evidente, bisogna infatti abbandonare la traccia principale, che prosegue a traversare, e scendere direttamente verso il greto (segnavia sui tronchi in basso).
Il sentiero ci conduce presso l'acqua in un punto in cui la valle è piuttosto stretta ma per il guado è stato predisposto unicamente un grosso cavo metallico che unisce le due sponde. Se volete evitare le acrobazie, per passare sull'altra sponda a questo punto è meglio proseguire per un centinaio di metri verso valle fino ad incontrare un tratto in cui l'acqua scorre tranquilla e poco profonda. Dopo il guado si recupera subito il segnavia e con esso si riprende a scendere lungo il fiume. Da questo lato della valle il sentiero è decisamente meno marcato. I segnavia sono frequenti ma la presenza dell'acqua fino ai bordi costringe a traversare sul pendio inclinato e malagevole pochi metri al di sopra del greto. Quasi subito si oltrepassa un piccolo rio tributario dopo il quale il sentiero riprende il suo percorso spesso interrotto dagli impluvi che solcano la destra orografica. Poco prima di raggiungere la confluenza del rio Negro il segnavia piega decisamente a destra ed inizia a risalire un costone boscato. In breve compaiono sulla destra i ruderi degli stavoli Trentesin (m 578), immersi in un bosco di conifere e completamente in rovina. Ci troviamo solo all'inizio del lunghissimo sentiero che sale a casera Naiarduzza ma per questa escursione la meta è stata raggiunta e possiamo ritenerci soddisfatti. Dopo essere ridiscesi al greto del rio Negro, che rappresenta un ottimo punto per la sosta, possiamo intraprendere la via del ritorno lungo lo stesso itinerario dell'andata.

Avvicinamento

Prima di intraprendere l’escursione accertarsi sulle condizioni del segnavia CAI 383 il cui tracciato è in fase di revisione. Inoltre il guado del Tagliamento può essere problematico in caso che la portata dell’acqua fosse consistente. Disponendo di una seconda vettura, dalla confluenza del rio Negro si può proseguire lungo il greto del Tagliamento fino al ponte di Caprizzi.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Acqua
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Ottobre
Carta Tabacco
02
Dislivello
400
Lunghezza Km
10,4
Altitudine min
544
Altitudine max
735
Tempi
Dati aggiornati al
2006
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