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    Picco di Mezzodì dai laghi di Fusine
    Alpi Giulie
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    Picco di Mezzodì dai laghi di Fusine
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    Picco di Mezzodì dai laghi di Fusine
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I percorsi di SentieriNaturaR39

Picco di Mezzodì dai laghi di Fusine

Avvicinamento

Da Tarvisio imboccare la strada che esce in direzione del valico con la Slovenia. Senza raggiungerlo, all’altezza di Fusine, prendere la deviazione a destra risalendo la strada asfaltata che porta verso i laghi. Raggiunto il Lago superiore, situato nella splendida conca di Fusine, si lascia la vettura nell’ampio parcheggio dove ha inizio il divieto di transito (m 941).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Rupe
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Ottobre
Carta Tabacco
019
Dislivello
1100
Lunghezza Km
9,6
Altitudine min
941
Altitudine max
2063
Tempi
Dati aggiornati al
2006
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  • 06/07/2016 Salito il 4-7-2016 in solitaria, non da Fusina ma da Ortigara superiore seguendo i sentieri 511 prima e 519 poi, fino al ricongiungimento 100 metri sotto la vetta col sentiero che sale da Fusine. Sceso poi fino alla sella di Colrotondo e girato a sinistra per il rientro tramite sentiero - poco battuto ma abbastanza ben segnalato - a Ortigara inferiore prima e poi per strada brevemente a Ortigara superiore. Dislivello importante, la parte dall'Alpe Moritsch fino alla vetta richiede una certa capacità di muoversi su canalini semplici (sempre sotto il secondo grado a parte forse un passaggino in un canale con grosso masso incastrato a cui affidarsi per tirarsi su) ma talvolta esposti, con presenza di ghiaino e rocce umide (sotto forcella Ratece). Saluti
  • 31/08/2015 confortato dai commenti precedenti, sono oggi salito in solitaria per la prima volta il picco di mezzodì. Sentiero ottimamente segnato e curato in tutto il suo percorso. Non ho riscontrato alcuna difficoltà, anche nel tratto munito di corda che serve più che altro per maggiore sicurezza. Complimenti a chi di dovere. Percorso duretto per la pendenza continua ma che una volta in cima viene ripagata abbondantemente. E' probabile che con fondo bagnato le difficoltà aumentino. Davvero un bel itinerario.Buona vita a tutti
  • 28/08/2015 Escursione fatta ieri 27/8 e, come al solito, perfettamente rispondente a R39 di SN ed ai commenti precedenti. Alle prime balze, incontrati operai all'opera per sistemazioni varie e disboscamento. La giornata ottima sotto ogni punto di vista. Panorama magnifico, esteso e tale da far venire la tentazione di non schiodarsi dalla cima. Per me si aggiungono motivazioni e soddisfazioni interiori particolari tale da rendermela indimenticabile. Buone camminate a tutti.
  • 22/08/2015 Percorso fatto oggi,finalmente...dopo tanti rinvii saliamo al "Picco"un bel sentiero segnato,(già documentato)che ci "rilassa" fino alla Sella Colrotondo, un pò impegnativo per il terreno bagnato,e dalle radici affioranti,nella seconda parte,ma senza grosse difficoltà.Con una visuale stupenda in cima fà bella mostra la nuova croce, e la fatica si dissolve come la nebbia che invano tenta di impadronirsi,della piccola vetta. Scaldati dal sole,rimaniamo molto in cima dove si alternano numerosi esc.(tanti stranieri)...Le firme sul libro di vetta, poi il rientro per lo stesso percorso...ne è valsa la pena. Mandi
  • 01/08/2015 Saliti oggi, sentiero perfettamente segnalato e in ottimo stato. Il tratto più impegnativo della paretina rocciosa è attrezzato da due spezzoni di corda, mentre la croce di vetta è stata ripristinata. Il panorama è spettacolare, peccato solo per la nebbia che avvolgeva il Mangart rendendolo visibile solo a tratti.
  • 28/08/2014 Inizio con tempo uggioso, vista limitata al sentiero ma interna speranza di sole e tanto panorama. Condividiamo parte della salita e della cima con altri due escursionisti con cui ci intratteniamo a ricevere informazioni montane e nel frattempo il sole ci regala una stupenda corona di cime galleggianti su di un mare di nuvole. Ma allora Laura sei tu quella Laura della cima..? e trovato il cespo di campanule di Zois a sinistra subito dopo la paretina?...
  • 28/08/2014 Percorso oggi 28/8/2014. Sentiero a posto, tutto come da descrizione di SN. Nessuna difficoltà particolare, da segnalare solo la costante ripidezza e la scivolosità del percorso oltre Sella di Colrotondo, soprattutto in discesa e con tempo umido. Escursione appagante e non troppo faticosa ne' tecnicamente impegnativa, stupendo panorama specialmente sulla parete Nord del Mangart e verso le Giulie Occidentali, oltre che verso la conca di Fusine.
  • 16/08/2013 Al parcheggio camper e qualche auto con addosso l’umidità della notte, freddino, berrei volentieri un caffè ma bar ancora chiuso; mi metto subito in moto, supero presso in ponticello un paio di escursionisti ben coperti, fermi, in attesa. Lungo la pista dell’Alpe del Lago indifferenti cavalli al pascolo, poco oltre mucche rumorose e guardone, poco prima della casera, a destra, un rudimentale trono di legno invita già al riposo. Salita più che tranquilla in un bellissimo e silenzioso bosco, il ghiaione si risale bene mantenendosi sulla sinistra, la parete gradonata è asciutta, alla sua base, da un piccolo anfratto spuntano due stentate campanule di Zois, mi fermo a guardarle e riguardarle, sono le mie prime Zois (poi in discesa ne vedrò poco oltre altre tre più in salute). Salgo, anche le placche non creano problemi (per la verità poi mi troverò stranamente meglio in discesa anche della paretina). Poi freccia a dx: Picco e il sentiero è rubato ai mughi, qualche svolta e solo alla fine si intravede la croce sbilenca, da un po’ di tempo so mancare il libro di vetta per cui oggi porto quassù un quadernetto informale per chi vuole lasciare traccia del proprio passaggio. Un’ escursionista “in età” (direi come me) si sta godendo il sole, un sorriso scambiato, pausa merenda e poi di nuovo in discesa senza farsi mancare le soste per appagare l’occhio e l’anima. Lo sguardo spesso vira verso il Mangart , Travnik e canale della Lavina, ricordo che sudata a scenderlo senza guai…Bella escursione oggi, bella e silenziosa
  • 22/06/2013 La pioggia ammutolisce il ritrovo a Gemona. Scattano i confronti metereologici-vaticinatori, il tarvisiano continua a sembrare una garanzia. In macchina parte un toto-nomine e alla fine la spunta il Picco. Da tempo non andavo in monte con un gruppo (in quattro).. mi sembra una folla.. ma l’amicizia appiana lo spaesamento. Il sentiero è pulito, ben segnato, con ombra e brezza d’ordinanza. Sperando nella tenuta del tempo si continua a salire. La paretina rocciosa è divertente trasformandomi in gatto nonostante le ginocchia scricchiolanti. In cima ci accoglie un vento pungente per la stagione mitigato da una vista magnifica nonostante le nubi che celano Mangart e Montasio. Il Travnik diventa protagonista con le sue dolci pieghe e la sua morbida coperta verde spruzzata ancor di bianco, mentre il monte Re da qui sembra inoffensivo.. La croce di vetta, contorta e deformata, regala la possibilita di curiosare con sorpresa nella sua lamiera interna, golosa occasione per foto d’effetto. Ridiscesi tagliamo per la prateria fiorita della casera.. mi stacco dal gruppo, senza possibili resistenze mi sciolgo tra i colori mentre i passi si trasformano in lenta inerzia. Dopo poco abdico qualsiasi velleità fotografica, inerme davanti a quelle forme, a quei colori. Alla fine si tratta “solo” di un meraviglioso e semplice prato, ma ha la meglio su di me… riuscirò a parlare solo qualche decina di minuti dopo… (22.06.2013)
  • 25/08/2012 Percorso oggi....sulle tracce di MauroGo. Sentiero cosmopolita discretamente frequentato ed in perfette condizioni grazie all'ottimo lavoro del Cai di Tarvisio (se non erro penso proprio di aver incrociato il Responsabile della Sentieristica lungo il cammino). Salita agevole e discesa un pò più impegnativa nei punti critici. Descrizione sul libro speculare. Dalla vetta un posto in prima fila sulle Giulie. Sentiero trivalente: della rupe, del vento e pure del silenzio. Manca il libro di vetta e il Crocifisso in cima è visibilmente piegato (fulmine? vento?). Sulla cima è arrivata pure una giovane coppia in cordata: lei era legata a lui con corda di qualche metro. Mi è sembrato un ottimo sistema per tenersi stretta una donna...
  • 21/08/2012 Fatto oggi, seguendo esattamente le indicazioni di SN. Niente di particolare da segnalare se non che oggi era la giornata ideale per salire senza problemi la rampa gradonata prima della cima, le rocce anche se levigate erano perfettamente asciutte e la presa sicura. Ho visto un uccello di grosse dimensioni volteggiare sopra il monte ma non sono riuscito a identificarlo, forse era un'aquila o un grifone solitario. La giornata è stata caldissima e le scorte d'acqua si sono esaurite presto, per fortuna mi sono potuto rifare poi con una buona e fresca radler al bar sul lago superiore. Mauro.
  • 29/11/2011 Ci sono stato sabato. Fantastica come gita autunnale e devo dire anche abbastanza faticosa. Panorama da brividi. Non so chi si occupa della cosa ma il libro di vetta è finito, abbiamo utilizzato noi gli ultimi spazi, tra l'altro già sul retro della copertina....
  • 02/10/2011 Maravigliosa escursione! Poco dopo la partenza vieni accolto e circondato da alcuni cavalli lasciati pascolare insieme alle mucche, poi il percorso inizia a restringersi ed a salire con colori e paesaggi splendidi. Da fare e rifare.
  • 10/07/2011 Splendida escursione
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  • la cima, con alle spalle il mangart
    31/08/2015 la cima, con alle spalle il mangart
  • fasine laghi, dalla cima
    31/08/2015 fasine laghi, dalla cima
  • La nuova croce del "Picco"
    22/08/2015 La nuova croce del "Picco"
  • Grazie a Loredana, che ci ha segnalato questo stupendo mazzo ...
    29/08/2014 Grazie a Loredana, che ci ha segnalato questo stupendo mazzo ...
  • La parete Nord del Mangart emerge dal mare di nubi
    28/08/2014 La parete Nord del Mangart emerge dal mare di nubi
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