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    Creta Forata dalla Val Pesarina
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaR16

Creta Forata dalla Val Pesarina

Avvicinamento

Dalla strada statale n.355, poco dopo Ovaro, si imbocca a sinistra la deviazione per la Val Pesarina. Raggiunto Prato Carnico, si risale ancora lungamente la stretta rotabile fino alla località Culzei, circa cinque km dopo Pesariis, dove si lascia l’autovettura (m 970, piccolo spiazzo).

Descrizione

L'escursione prende inizio lungo la sterrata che si stacca sulla destra (cartello CAI, segnavia n.231). Superata la radura che ospita alcuni casolari, si entra nella vegetazione ad alto fusto, risalendo a svolte nel bosco di faggio. A quota 1211 si lascia a sinistra la diramazione che porta verso alcuni stavoli sull'altro lato del vallone. Dopo una serie di regolari tornanti, la pista forestale riprende un andamento più lineare ed interseca il greto dell'impluvio che andremo a risalire più avanti. In breve ci si accosta alla radura di casera Siera di Sotto (m 1480), circondata da un bel bosco di conifere ma in stato di completo abbandono. Ancora un paio di tornanti e si lascia la strada che prosegue verso passo Siera per imboccare a destra il sentiero CAI n.321 (cartello). Uscendo a poco a poco dal bosco si raggiunge tra i mughi l'orlo di un vasto circo detritico che in alto appare piuttosto rovinato. Qui la traccia si impenna rasentando le rocce sul margine del vallone in cerca di terreno più stabile. Dopo una sorgente con piccolo condotto in legno, si discende un piccolo gradino roccioso attrezzato con uno spezzone di cavo riguadagnando il sentiero originario. Si continua con pendenza minore mantenendosi sul bordo del vallone e sfruttando una serie di speroni rocciosi protetti dai mughi, che si alternano ad impluvi. Alcuni cavi disancorati (2011) non danno problemi. Più in alto il sentiero si porta al centro del vallone utilizzando una serie di cengette friabili, attrezzate con recenti passamano e consolidate da rinforzi in legno. L'ultima parte della salita si svolge lungo un pendio ricoperto da un rado bosco di larici dove il sentiero sale a svolte guadagnando la sommità del Col di Siera (m 1670). Dal costone erboso la visuale si apre sul primo tratto della Val Pesarina ed anche sul vallone che discende dalla forcella di Creta Forata con cui ci misureremo tra poco. Il sentiero perde quota sul versante opposto poi, su terreno più aperto, interseca una lingua di ghiaia e si porta alla base del primo ripido risalto del vallone. Si riprende a salire tra belle fioriture di asclepiade su una traccia inizialmente poco agevole, ma con il progredire della quota l'originario sentiero comincia ad affiorare sempre più marcato. Con una svolta più ampia si raggiunge, tra i mughi, l'orlo della parte superiore del vallone in un magnifico ambiente alpestre, sovrastato dalla articolata cresta del Piccolo Siera, lungo la quale si apre anche una grande finestra naturale. Si risale dapprima tra le ghiaie sulla linea indicata da alcuni ometti, poi ci si sposta sulla destra raggiungendo una zona libera dai baranci, dove il sentiero si è ben conservato. Zolle discontinue miste a detriti ospitano ancora a settembre la fioritura tardiva della genzianella sfrangiata. Oltrepassati gli ultimi minuscoli larici il tappeto erboso lascia definitivamente il posto al fine detrito che scende dalla forcella della Creta Forata (m 2099) che si guadagna con alcune piccole svolte. Dalla sella, compresa tra i pinnacoli del Piccolo Siera ed i contrafforti della Creta di Tul, la visuale si apre sul vallone della Creta Forata, delimitato a sinistra dalla frastagliata Cresta del Pettine e chiuso in fondo dalla elegante vetta doppia del monte Geu. Il sentiero scende ora nell'opposto versante mantenendosi sulla destra, dove una traccia perde quota tra gli sfasciumi rasentando la parete rocciosa. Non appena il vallone si apre conviene tralasciare la traccia principale, che prosegue a scendere nella conca sottostante, per cercare di traversare verso destra. In questo modo ci si raccorda al sentiero della Creta Forata, che sale da Sappada, senza abbassarsi più del dovuto. Raggiunto il tracciato principale ci si trova alla base di un erto pendio di sfasciumi macchiati da fazzoletti erbosi che va risalito con qualche svolta. Giunti alla base delle rocce il sentiero piega a sinistra montando sulla grande rampa detritica che fascia tutto il versante settentrionale del monte. Bolli rossi e qualche ometto ci guidano a percorrere questo ampio cengione su una buona traccia che risale a tornanti, attraversando terreno costituito prevalentemente da detriti mobili. Più in alto la cengia si restringe, si inclina e si fa più marcatamente rocciosa ma non presenta mai punti difficili. Si oltrepassa un breve gradino articolato e poco inclinato (I-) che conduce ad una zona caratterizzata dalla presenza di placche e colatoi. Dopo avere superato un aereo sperone il percorso si riduce ad uno stretto sentierino tramite il quale ci si affaccia alla parte finale della salita. Si supera un tratto un poco esposto e si risale il successivo pendio detritico che termina a ridosso di una parete. Da qui in pochi minuti si esce finalmente sulla cresta in corrispondenza della insellatura tra la vetta principale e la antecima est. Si risale infine, tra le ricomparse zolle erbose e qualche roccetta, il ripido versante meridionale del monte, affacciato sulla Val Pesarina che si trova quasi 1600 m più in basso. In breve si guadagna la stretta ed allungata sommità della Creta Forata (m 2462, libro di vetta), contrassegnata da una piccola croce in ferro. Dalla vetta si apre un panorama estesissimo sulle Alpi Carniche occidentali ed in particolare sui monti di Sappada. Interessante è anche la visuale sulla articolata prosecuzione della cresta verso ovest. Per il ritorno si utilizzerà il medesimo itinerario.

Variante alla cima del Creton di Tul (E)

Di seguito descriviamo la salita al Creton di Tul, che può essere effettuata come escursione a se stante o come variante durante la discesa dalla Creta Forata. Alla base della rampa detritica della Creta Forata, prima di risalire verso la forcella della Creta Forata, ci si innesta a sinistra (per chi scende dalla Creta Forata) su un sentierino che sale addossato alle pareti mirando ad un evidente colatoio roccioso. In breve si giunge al vertice di un ghiaione, dove questo termina in un piccolo impluvio che si attraversa senza difficoltà. Arrivati sul ripiano soprastante, ci si trova a camminare su un ghiaione grossolano dove il sentierino sparisce. Lasciata a sinistra la traccia che risale un ripido canale detritico, si prosegue tra i massi cercando di raggiungere la base di un pendio erboso. Lo si risale senza percorso obbligato (qualche ometto) dove la pendenza è minore fino ad arrivare sotto la cima del Creton di Tul. Qui si piega a sinistra seguendo una comoda rampa erbosa che porta direttamente in cresta. Ancora pochi metri a destra tra le stelle alpine e si raggiunge il minuscolo e verde cupolotto del Creton di Tul (2287 m, magnifico belvedere sulla Val Pesarina). La cima offre una visione inusuale della Creta Forata, come anche del monte Siera e del sentiero che porta alla forcella della Creta Forata.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Rupe
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Settembre
Carta Tabacco
01
Dislivello
1700
Lunghezza Km
15,7
Altitudine min
970
Altitudine max
2462
Tempi
Dati aggiornati al
2011
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 15/08/2018 Percorso oggi il 321 partendo da Sappada. Il punto in cui il sentiero è franato è oggettivamente pericoloso. Solo un gancio è ancora al suo posto, tutti gli altri sono appesi al cavo di acciaio anch'esso penzolante affianco a ciò che resta della passerella in tronchi. La roccia, come caratteristica di questi monti, è tutt'altro che compatta. Due ragazzi che erano con me sono tornati indietro. Per me, che ho scelto di passare, non è stato divertente. Molta, moltissima attenzione.
  • 04/10/2016 Percorso oggi. Lungo e faticoso anche per le due contropendenze ma sicuramente meritevole per la varietà degli ambienti.In questa stagione al mattino quasi tutta la salita e soprattutto il cengione finale è in ombra, comunque al momento nessun problema di percorribilità.All'imbocco del 321 un cartello del CAI Tolmezzo avvisa che il sentiero è "franato" a 10 minuti. Si passa aiutandosi con i cavi (divelti solo in un tratto)ma occorre un minimo di esperienza e sicurezza su questo tipo di terreni.
  • 04/12/2015 Dopo segnalazione di un escursionista siamo andati a verificare la frana sul sentiero 321, confermiamo che il passaggio è franato ed è diventato impegnativo.La frana, come già scritto, è a 10 minuti dalla partenza del 321 lungo la strada che sale dalla Val Pesarina.Abbiamo pianificato un intervento in primavera inoltrata, appena la neve consentirà di fare il lavoro di ripristino e messa in sicurezza.
  • 23/06/2014 Volevo segnalare che l'attraversamento sul sentiero 321 in corrispondenza dei tratti attrezzati visibili nella foto n.5 dell'itinerario proposta dal sito sentieri natura (circa 15-20 minuti dopo bivio con sentiero 231), è franato e pertanto il passaggio è piuttosto difficoltoso vista la presenza di roccia molto friabile, il cavo di acciaio è completamente strappato e sta sostenendo i tronchi che fungevano da passerella.Forte presenza di neve dopo la forca della creta forata l'imbocco del sentiero 323 è di difficile individuazione e la parete della creta forata è ancora innevata in molti tratti.
  • 15/09/2012 Fatto lo scorso settembre 2011 da Cima Sappada e confermo in toto quello detto dall' utente @Alpino 1940. Vasta zona di erosione mezz' ora dopo del Rifugio Siera, sentiero franato, optato per discesa nel canalone diversi metri più sotto. Al di là di questo contrattempo cima appagante
  • 08/08/2003 Sentiero CAI: 321. da Cima Sappada a passo Siera attraverso f.lla di Creta Forata. erosione all'altezza dei calanchi sul versante sud del monte Siera ( circa 1700 m. di quota ). Il cavo metallico è insicuro e lo spezzone di corda è inadeguato.. anche il passaggio nel rio poco dopo il rifugio Siera (q.1800 circa) è mal segnalato,mal tracciato e pericoloso.. ninoalpino@tele2.it
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