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    Sulla cresta del monte Brancot da Braulins
    Prealpi Carniche
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    Sulla cresta del monte Brancot da Braulins
    Prealpi Carniche
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    Sulla cresta del monte Brancot da Braulins
    Prealpi Carniche
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    Sulla cresta del monte Brancot da Braulins
    Prealpi Carniche
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    Sulla cresta del monte Brancot da Braulins
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaV10

Sulla cresta del monte Brancot da Braulins

Avvicinamento

Da Gemona del Friuli si imbocca verso ovest la strada statale n.512 in direzione di Trasaghis ed Alesso. Immediatamente dopo avere attraversato il ponte sul Tagliamento si prosegue diritti per Braulins. Percorrendo dapprima via Ponte e quindi Via Castello si arriva al cartello che segnala l'inizio del sentiero CAI n.837 (m 205, fontana, piccolo parcheggio).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Vento
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Novembre
Carta Tabacco
020
Dislivello
900
Lunghezza Km
7,4
Altitudine min
205
Altitudine max
1049
Tempi
Dati aggiornati al
2012
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  • 23/06/2016 Salito ieri. Sentieri visibili ma privi di manutenzione e con erbe alte.Effettuato l'anello completo come da relazione, per poi tornare a Braulins sempre a piedi. Come già riportato nella mia relazione dell'Aprile 2015, per questo tratto si possono seguire delle tracce che evitano di camminare sulla strada, si saltano le gallerie e si arriva direttamente alle porte di Braulins. Buona vita a tutti
  • 08/05/2016 Traversata effettuata oggi 08-05-2016 in compagnia che ha permesso di mettere le auto agli estremi del percorso. Svolto in senso inverso rispetto alle indicazioni di SN, partendo da Interneppo ed arrivando a Braulins. Il tratto dal Tre Corni ad Interneppo è più ripido, rispetto alla salita da Braulins, ed è più abbordabile per tutti farlo in salita. Percorso impegnativo ed appagante, che permette di toccare almeno 4 cime segnalate sulla Cartina. Dal Naruvint al Brancot è un continuo saliscendi , tra roccette e creste affilate che rende il tracciato molto vario. Giornata stupenda e terreno in ottime condizioni hanno fatto sì che tutto risultasse semplice. In caso di terreno bagnato o ghiacciato il percorso potrebbe risultare meno affidabile. La cima del Palantarins (la quota più elevata dell’intera traversata) è sorvegliata da imponente ometto, peccato che gli escursionisti poco sensibili vi appoggino sopra gli zaini, cosicché chi arriva dopo può fotografare un “addobbato albero di natale”! La discesa dal Brancot a Braulins riserva ancora molte piacevoli sorprese. Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
  • 30/04/2016 30.04.2016 In compagnia, ho compiuto la bella traversata da Braulins a Interneppo. A differenza di chi mi ha preceduto, sono tornato alla macchina sfruttando i mezzi pubblici. Sul sito della compagnia di trasporto udinese è possibile capire i giorni e gli orari nei quali è possibile considerare questa alternativa. Poco più di un caffè per il biglietto acquistato alla partenza. Probabilmente poco avvezzo ad accogliere passeggeri, l'autista, nonostante i nostri ampi gesti, stava "tirando dritto". Quindi attenzione a farsi notare.
  • 16/04/2016 Percorso oggi la traversata da Braulins a Interneppo. Sentiero ben segnalato e in ottimo stato, molto bella la "cavalcata" in cresta. Peccato solo per i nuvoloni che ci aspettavano sulla cima del Brancot.
  • 29/11/2015 Fatto ieri in compagnia il Brancot da Braulins, raggiunte anche le cime Palantarins, Tre Corni e Naruvint e risalendo poi nuovamente al Tre Corni per rientrare con lo stesso percorso, non potendo effettuare la traversata completa fino ad Interneppo. Sotto il Brancot presa la deviazione per casera Fontana, consigliata da un autoctono e menzionata come bivacco. Trovata infatti aperta, merita senz'altro una visita per ammirarne l'interno veramente ben tenuto. Nessun problema la percorrenza del sentiero in cresta, poca neve asciutta che richiede comunque un pò d'attenzione, soprattutto nella discesa dall'aereo tratto Tre Corni per salire sul Naruvint. Avevamo comunque i ramponcini che non abbiamo usato.
  • 29/04/2015 Salito oggi effettuando tutta l'attraversata scendendo a Interneppo per poi rientrare a piedi a Braulins. Tutto il percorso è ottimamente segnato.Indicativamente, dal tre corni a Interneppo: h.2,30 - Interneppo-Braulins: h.1,15. Segnalo : Da Interneppo a Braulis si può evitare di fare la strada asfaltata.Arrivati a Interneppo, dove il sentiero esce sulla strada cementata nei pressi di una abitazione, guardando a dx, si nota un sentiero che non porta alcuna indicazione.Nella carta Tabacco è segnato come traccia.Questo si allaccia con una strada forestale ( che appare anche in cartina) e porta alla fine di Bordano.Per un breve tratto si segue la strada fino in corrispondenza di una serie di capannoni a dx, dietro i quali c'è un'altra traccia che corre parallela alla strada. Usciti sulla strada, camminare per un breve tratto sulla strada fino al cartello stradale di doppia curva. Sempre a sx, si noterà una leggera traccia che in breve sbuca sul tracciato del metanodotto, molto evidente e tramite il quale si saltano le 2 gallerie camminando tra la strada e il tagliamento, arrivando proprio all'inizio di Braulins.Buona vita a tutti
  • 09/03/2015 Ogni anno faccio finta di niente, mi guardo attorno, giro per posti sconosciuti ma prima o poi quegli esserini pelosi a guardia del lago dei Tre Comuni mi chiamano. Nuje ce fa. Non si posson arginare i sentimenti. Rieccomi a salir l’erta schiena da Tarnep. Con me, un’amica di monti catalana, brillante friulanista e portatrice sana di sorrisi virali. Saliamo a buon passo, lei si guarda attorno, sussulta di meraviglie. Io, testa bassa. Castro ogni passo per esplodere sul primo corno. Che giornate! Regali su regali giunti in ritardo. Di quelli che scarti artigliando la carta, in un lampo. Così è. Alzo finalmente lo sguardo e… ju a ridi e… ju a vaì! Impossibile tentare di stabilizzare gli occhi, di calmar il girovagar della testa, il saziarsi di quelle forme, che han nome, che son piccoli mondi, che son la mia terra. Vorrei essere uno dei tre grifoni che pattugliano il cielo per osservar tutto da un'altra prospettiva ma, probabilmente, bloccherei inebetito le ali, precipitando al suolo. Lentamente si passa di cima in cima. Piccole tregue a cercar ogni cambiamento nell’orizzonte, nelle curve che in pochi metri mutano sinuosità e contorni. Lunga la sosta sul Palantarins. Scambiam parole con una coppia slovena. Gli consiglio la traversata offrendomi come servizio navetta. I sorrisi premian la proposta. Parliamo ancora, nonostante l’età han cavalcato ogni vetta, dal Piciat ai Monfalconi, dalle loro Giulie al Cimadors! In discesa serro gli occhi verso il Boscatz, il prosim an a ti cjaparai ben! Mentre gli prometto una scampata.. frscch frssch… Dietro le rocce, nel bosco fitto, non si nascondon grifoni zoppi o ungulati privi di olfatto ma elementi sparsi di un battaglione ovino. Ci beliamo a vicenda per un po’ e poi giù. Il primo passo in discesa vede scomparir le gambe. La sella s’è trasformata nella culla delle secche danzatrici dei faiârs. Sensibile alle foglie, senza il minimo intervallo razionale, mi ci tuffo con lo zaino e tutto. Galleggio di gioia! Il ritorno è lieve tra sparute fioriture, in attesa di parole e promesse di monti con nuovi amici incontrati per caso, un altro pacco da scartare, questa volta, con la dovuta calma.(07.03.2015)
  • 24/11/2014 Fatto il giro contrario partendo da Interneppo per avere il tratto scivoloso in salita. Giornata da cavalcata di creste, poca foschia e sorpresa sul Palantarins: ritrovati due amici conosciuti sul Picco di Mezzodì e frequentatori di questo forum, chiacchiere e foto e poii via verso la cima del Brancot che adesso ha una croce in ferro. La discesa verso Braulins non riserva sorprese, il castello di Bragolino è sempre più fagocitato dalla vegetazione.
  • 24/11/2014 Traversata effettuata il 21 novembre; percorso sempre evidente e ben segnalato; da notare soltanto che il sentiero CAI non tocca la cima del Brancot (come risulta del resto anche sulla Tabacco) ma traversa sui sottostanti prati del versante est, probabilmente c'è un bivio per la cima che non ho notato; consiglio vivamente, specialmente in una giornata splendida come quella toccata a me, la traversata integrale fino alla sella di Interneppo, anche perchè uno dei tratti più spettacolari è, secondo me, la discesa dal Tre Corni; visto il clima quasi primaverile, anche il ritorno a piedi lungo la strada è stato quasi piacevole, nonostante le numerose "macchine da corsa"...ciao a tutti
  • 30/10/2014 Salve a tutti. Ho percorso ieri, 29 ottobre, l'intero anello del Brancot sino ad Interneppo. Splendido itinerario tra panorami splendidi tra i più belli della Carnia e delle Giulie che ripeterò certamente, a prescindere dalle due simpatiche zecche che hanno cercato di banchettare con il mio sangue. Il panorama dalle vette è magnifico ed è stato esaltato dal volo di due coppie di grifoni a caccia mentre nel boschetto tra il Brancot e il Palantarins sono stato sorpreso dal passaggio di due caprioli. Sentiero 837 ben tenuto tra Braulins e il Palantarins, in condizioni accettabili tra Palantarins e Naruvint. Purtroppo dopo il Naruvint parecchi bollini del sentiero sono stati semicancellati dalle condizioni del tempo, mentre le erbe alte e le foglie hanno invaso più punti del tracciato, specialmente sul versante di Interneppo.Suggerisco attenzione, non fosse altro per evitare il mio epico capitombolo finale nel tratto finale.
  • 05/05/2014 Partenza da Braulins alle 10:15 arrivo in cima alle 11:30 in compagnia di numerose zecche levate al istante, sceso a Bordano alle 13:20.Bel percorso ma molte zecche.
  • 03/05/2014 Due auto, traversata, visto il meteo incerto partenza da Interneppo per avere il tratto più scivoloso in salita, poco prima di Naruvint folate di vento, cielo grigio e gocce dapprima sporadiche e poi più numerose, che si fa? Giusto il tempo di scendere un centinaio di metri che le nuvole si diradano senza tanti brontolii, chiazze di azzurro ci fanno risalire. Sul Naruvint tenera erba abbondanti narcisi dal cuore di miele, sotto le betulle mormorano, il vento ha spazzato il grigiore, camminiamo veloci fra il corridoio di sassi attente a non calpestare le numerose genziane di Clusius, annusando il cneoro e il timo selvatico in fiore. Lungo la crestina dirupata del Tre Corni le prime campanule, le fragoline di bosco sono in fiore, in cielo numerosi grifoni volteggiano speranzosi ma non ci avranno, brevissima sosta al Palantarins con un occhio al cielo che sta nuovamente brontolando, arrivo ventoso sulla cima del Brancot e sosta banana alla sottostante forca. La discesa a Braulins passando da casera Fontana, carina, aperta conclude questa bella cavalcata, breve ma di soddisfazione.
  • 31/03/2014 Accompagnato dal volteggiare di tre grifoni che forse speravano di pranzare con la mia cagnetta.....sono oggi salito su tutte 3 le cime. Assenza totale di neve, sentiero perfettamente segnato,rientrato da casera fontana, tutto molto bello a parte la foschia che ha impedito la visibilità in tutte le direzioni. Giro completo: Km:11 circa - dislivello totale mt. 933 circaBuona vita a tutti
  • 29/03/2014 29/03/2014-Raggiunta da Braulins le cime del Brancot e del Palantarins, giornata calda e soleggiata. Le praterie di qualche tempo fa (in verità parecchi anni ahime') sotto la Forchia sono ormai un ricordo, pini e cespugli crescono e limitano un poco la visuale. Ancora qualche croco in cima; mentre parapendii e grifoni volteggiano sopra di noi. Anche per quest'anno la classica meta delle prealpi è raggiunta...
  • 26/02/2014 Pellegrinaggio annuale in cerca di carezze. A Braulins l’inizio del troi è fettucciato. Una piccola frana ha lambito le case ma il sentiero è sicuro. San Michele oggi trasfigura. Rivoli di lacrime scendono dalle tegole gocciolando sulle pareti e donando intensità al rossore dell’edificio. La salita è parca di colori io, al contrario, pieno di pensieri. La fatica e l’incedere gradinante attenuano il potere del brusìo mentale che si dissolve alla vista della prima spruzzata di neve in forchia. L’ultimo tratto è reso sdrucciolevole dal manto sottile e bagnato. Sul Brancot lo spettacolo è ovunque. Il Tiliment brilla mostrando le sue trame d’argento. La ciminiera di Monfalcone pare bruciar dell’arancio del sole e le curve dell’Istria scivolano lievi. Tutte le vette fan bella mostra di sé, l’occhio però fugge in val Venzonassa, oggi le catene che ivi dipartono sembran rubate ad altri luoghi dai nomi strani che san di sogni. Tra un Corno e l’altro una minuscola radura si è trasformata in art room dopo la recente nevicata. Alberi senza rami han trovato un gemello bianco che li accompagna verticalmente, altri si son stretti la neve al centro di rami e tronco disegnandosi l’anima. La scivolosità nevosa spegne il desiderio di traversata. Torno a salutare ogni cima ma sul Palantarins non riesco a proseguire. Continuo a camminare lentamente in cerchio con gli occhi spalancati e il cuore che non riesce più a trattenere nulla. Osservo ogni curva, ogni linea, ogni colore e mi chiedo perché tutto ciò possa emozionare così tanto. La risposta è un pianto, lungo e sorridente, che scioglie ogni domanda. Scendo verso Fontana quando sento un gracchiare strano. Mi fermo. Due corvi fuggono, poi nella boscaglia un gran vociar di rami. Avanzo piano. Nel fittissimo bosco più di una decina di grifoni farfugliano qualcosa. Mi vedono e scatta un fuggi fuggi disastroso. Ribaltamenti, scalate goffe e improbabili, alzate in volo ostacolate dalle ramaglie. Con lo sguardo li seguo mentre ritornano alla loro immobile eleganza. Arrivo leggero all’auto e incontro Martìn intento a scopar la strada. A 5 anni è salito per la prima volta sul Brancot. In cima, in risposta ai suoi capricci, una nonna dolce come solo una nonna può essere, gli disse “la prossima volta portiam la scala, così potrai allungar la manina e toccar il cielo”. Una tenerezza infinita che traspare anche dagli occhi di Martino, ultrasessantenne col sorriso di un bimbo. (23.02.2014)
  • 25/01/2014 Variante alta.Fatto oggi a/r da Braulins con una novità,per me.Subito dopo la Forchia un bivio indica di tenersi a sx per la vetta del Brancot,ma c'è pure una traccia molto evidente,con segnavia Cai,che va a dx.Dal Palantarins si vede benissimo traversare lungo le pendici orientali.Inizia all'altezza dello stavolo diroccato tra le due cime,permette di evitare la risalita al Brancot ed è molto panoramica.Inoltre evita il ghiaccio invernale spesso presente sul lato ovest.Itinerario sempre molto frequentato.Ciao
  • 16/03/2013 Di ritorno su questa serie di piccola cime che mi hanno ammaliato il cuore come poche vette han saputo fare. Salito dalla sella di Tarnep per affrontare meglio eventuali residui nevosi. A parte alcune piccole placche il terreno è sgombro, pulito e in perfette condizioni. Effettuata la traversata, tra un grifone e l’altro, sorridendo per la costante piccola nuvola sopra il Chiampon a mò di cappello (quasi sempre presente). La discesa per la palestra di roccia mi ha “sdrondenat il cûr”: la terra sfoggiava un primulio continuo che in un tripudio di colori si è unito alle fioriture di viole e soprattutto di Erba Trinità (Hepatica) come non ho mai visto… solo vocali, occhi sbarrati e cuore sorridente… Ci siamo…a e rivade la magìe da vierte… (16.03.2013)
  • 10/04/2012 Compiuta la traversata da Interneppo a Braulins. Sempre splendido itinerario di cresta. Condizioni immutate a come descritto nelle Guide di SN.
  • 07/01/2012 Appena rientrato dall'escursione; come prima tappa dopo 4 mesi non è andata male. Bellissima giornata quasi primaverile, i grifoni che ci accompagnavano, la vista gradevole fino al mare e alle prealpi imbincate. Appagante giornata.
  • 06/01/2012 Un'escursione assolutamente gradevole. Ovviamente il tratto di cresta varrebbe già da solo la fatica, ma anche la salita non dispiace affatto. Non c'è tanta fatica da fare; la pendenza è tutta concentrata nel tratto dal bivio per casera fontana alla Forchia. L'unico "rischio" è quello di perdere l'equilibrio nel tentativo di fotografare decentemente i numerosi grifoni che volteggiano maestosamente sopra le cime!
  • 18/12/2011 Esco di casa alle 6.30, -3.5°, vetri ghiacciati, mi chiedo: ma chi me lo fa fare? Quasi quasi....Poi la coscienza si fa sentire: guarda che le hai promesso che l'avresti portata....E' vero, alcune volte un'amica chiede di uscire con me, e non è semplice programmare un'escursione su misura per altri: no esposizione, no eccessivo dislivello, no troppo lungo, si panoramico, possibilmente che ci sia anche il sole...Fatto: Brancot, Palantarins e ovviamente Tre Corni no. In autostrada è ancora buio, mi chiedo se siamo partite troppo presto ma la striscia chiara verso est promette luce a breve; si indovina la neve sulle cime davanti, Gemona è ancora tutto un luccichio mentre si fa giorno. Un attimo ancora ed ecco Braulins, solito parcheggio presso la biblioteca e soliti preparativi, zaino in spalla e via non senza aver prima dato un'occhiata alla chiesetta di S.Michele abbarbicata lassù, costruita nella roccia e che con quel colore sembra far parte di un presepe. E' arrivato il sole preceduto da mille sfumature di rosa, arancio, giallo, luce pura, il cielo è terso, c'è la promessa di una gran bella giornata. Imbocchiamo il sent.837, uno sguardo ai ruderi del castello in vaso dai rovi, una deviazione a sinistra per vedere da vicino la chiesetta di S.Michele dei pagani e già lo sguardo si allarga verso la pianura su cui grava una leggera velatura. Proseguiamo di buon passo, il sentiero è agevole e ben segnalato, coperto di foglie e asciutto, ai lati cresce abbondante il pungitopo, silenzio intorno, dai rami filtrano le montagne. Proseguiamo, poche parole, qualche attenzione al tratto solitamente umido e scivoloso, intorno il terreno è duro, ghiacciato, in breve arriviamo a La Forchia, "manca poco" dico alla compagna. Usciamo allo scoperto, un ultimo strappo ed ecco "il paletto di vetta" e il punto trigonometrico; il vento si fa sentire, il sole scalda, il panorama è buono. In direzione SE la lingua del mare si è allargata e brilla, il Cuarnan è sgombro da neve sovrastato dal Chiampon innevato direi da quota circa 1450/1500; un'occhiata a O, Cuar e Flagjel, Piombada con le cime bianche, uno sguardo verso il basso: che tristezza Avasinis tutta in ombra. In cielo volano lenti i grifoni, quasi immobili si lasciano trasportare. Si rinuncia a proseguire, discesa fra un po' di vento mitigato dal sole che sembra quasi primaverile, infatti alcune primule e viole sono già in fiore. Incrociamo una simpatica signora accompagnata da una festosa e scodinzolante Lola che si guadagna qualche coccola e poi via giù di nuovo fra i raggi che filtrano dai rami.Loredana
  • 28/01/2011 Mi ha colpito subito il cartello in partenza: "brancot h.1.30 " - Sono 810 mt.di dislivello. L'ho fatto in 2 ore nette e mi son sentito un drago. Figuriamoci un'ora e mezzo...Per il resto sentiero ben tenuto,ben segnalato. Consiglio il rientro per la casera fontana. E' anche quello un bel tratto. Del panorama che dire.......stupendo in una bella giornata di sole come oggi.Buona vita a tutti
  • 09/04/2010 escursione odierna, splendida calda giornata, sentieri ottimi, belle fioriture, panorama veramente vasto. Loredana
  • 17/04/2007 vorrei andar su la prossima settiamana...qualche consiglio pratico?
  • 17/08/2006 Fatta qualche giorno fa, un po' nuvoloso, bel paesaggio "Leonardesco", e una simpatica presenza di 3 cinghialotti che scorazzavano a metà salita.
  • 04/02/2006 fatta oggi 4febbraio2006. In una bella giornata d'inverno come oggi il panorama è assicurato.
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  • il monte Tre Corni dal Naruvint
    20/07/2016 il monte Tre Corni dal Naruvint
  • sulla cima del Naruvint
    20/07/2016 sulla cima del Naruvint
  • La parte sommitale del Brancot
    23/06/2016 La parte sommitale del Brancot
  • Ometto sulla cima del M. Palantarins
    08/05/2016 Ometto sulla cima del M. Palantarins
  • 28/11/2015 Il bivacco Casera Fontana
    30/11/2015 28/11/2015 Il bivacco Casera Fontana
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