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    Anello di Brica da Pian Meluzzo
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaR05

Anello di Brica da Pian Meluzzo

Avvicinamento

Da Cimolais si seguono le indicazioni del Parco delle Dolomiti Friulane imboccando la rotabile che si addentra nella lunga Val Cimoliana. Il transito è soggetto nei mesi estivi al pagamento di un pedaggio che viene riscosso al punto informativo presso il Ponte Compol. Si risale così tutta la valle fino a giungere a Pian Meluzzo dove si può parcheggiare comodamente (m 1163).

Descrizione

Dal parcheggio proseguire lungo la pista tralasciando subito a destra la deviazione per le Bregoline. Dopo avere attraversato un esteso ghiaione, la strada sfocia in una ampia radura delimitata dal bosco. Lasciata a destra la casera Meluzzo, si supera un piccolo greto asciutto e ci si riporta sulla fiumana ghiaiosa, proseguendo quasi in falsopiano in un ambiente dominato dalle poche piante in grado di colonizzare il detrito. Raggiunta la confluenza con la val Postegae il sentiero sembra incunearsi un poco nella valle stessa, ma ad un bivio (cartello) si lascia a destra il segnavia CAI n.362 per riprendere a sinistra la direzione principale verso il Cason dei Pecoli (CAI n.361). Dopo un breve tratto su terreno più consolidato, ci si innesta nuovamente sul greto della val Meluzzo dove la traccia di pista scompare definitivamente e si procede sulla direzione indicata da alcuni ometti. Si avanza mantenendosi sulla sinistra fino ad oltrepassare un restringimento della valle dopo il quale la fiumana ghiaiosa si allarga sensibilmente. Si prosegue ancora guidati dagli ometti fino ad accostarsi ad un secondo restringimento in corrispondenza del quale solitamente fa la sua comparsa anche l’acqua. E' solo a questo punto che la vegetazione inizia a scendere dalle pendici che rinserrano la valle rendendo possibile la permanenza di un buon sentiero. Si prosegue a salire sulla destra orografica fino a raggiungere un importante crocevia presso la radura del Cason dei Pecoli (m 1363). Qui si lascia a sinistra la deviazione per il bivacco Marchi Granzotto (segnavia CAI n.359) e a destra il sentiero che risale la val di Brica (segnavia CAI n.379) e che utilizzeremo al ritorno.Dopo il bivio il sentiero acquista una pendenza più marcata iniziando a salire con maggiore decisione all'interno di un bosco di faggio, abete rosso e pino silvestre. Più in alto si taglia un pendio di mughi e si traversa definitivamente il greto principale che ha assunto ora il nome di rio Valmenon. Oltrepassata una ampia radura tra grandi esemplari di abete rosso e larice, nel cui sottobosco a luglio possiamo riconoscere le fioriture dell'ormino e dell'aconito giallo, con un'ultima risalita si giunge alla base del grande pianoro di casera Val Binon (m 1778). La casera è formata da due edifici che dal 2006 vengono gestiti nel periodo estivo (informarsi presso il Parco delle Dolomiti Friulane). Dal ricovero si prosegue lungo il sentiero principale innestandosi quasi subito, verso destra, sul Truoi dai Sclops che proviene da forcella Urtisiel (segnavia CAI n.369). Si riprende a salire con modesta pendenza all'interno di un ampio solco naturale fino alla base di un ghiaione che si rimonta con un paio di svolte. Sul detrito si possono ancora osservare le ultime fioriture del rododendro irsuto che vengono sostituite con l'avanzare dell'estate da quelle del papavero giallo e della campanula dei ghiaioni. Il sentiero riprende quasi pianeggiante affacciandosi al grande pianoro erboso del Campuros dove si lascia a sinistra il segnavia CAI n.367 che risale verso i vicini Cason di Campuros e passo Lavinal, per costeggiare il margine di questa bellissima distesa prativa, forse unica nel suo genere. ormino, tofieldia, nigritella e bistorta minore punteggiano a luglio il grande pascolo mentre nei pressi del piccolo rio che solca pigramente il piano si possono osservare i batuffoli degli eriofori. Oltrepassato il piccolo corso d'acqua punteggiato dalle fioriture degli eriofori, il sentiero inizia a risalire il vallone alla base di Cima Valmenon ma lo abbandona quasi subito per piegare a destra e raggiungere il catino sottostante la forcella Val di Brica a cui si perviene con una serie di svolte (m 2088). Nei pressi dell'intaglio, su terreno detritico, è facile notare anche il raponzolo di Sieber e la statice montana.
Dalla forcella si cala nell'opposto versante tagliando in quota i pendii ghiaiosi che scendono dalle Cime Fantulina fino ad un evidente bivio. Qui si abbandona il Truoi dai Sclops che prosegue verso la forcella dell'Inferno e si piega a destra (segnavia CAI n.379). Il sentiero cala lungo il solco di una valletta tra larici e mughi poi, oltrepassato un rugo, taglia a sinistra raggiungendo il piccolo ripiano del Cason di Brica (m 1745, ricovero sempre aperto, dedicato a G.Milan). Dalla piccola baita si scende ancora per un tratto poi il sentiero si riporta a destra procedendo su terreno un poco sconnesso. Dopo qualche macchia di bosco si esce infine sulla conoide detritica di fondovalle e nuovamente sul greto principale della val Meluzzo. Da qui non resta che percorrere a ritroso quanto fatto in precedenza.

Variante alla Cima Valmenon (EE)

Da forcella Val di Brica, con breve deviazione ma su terreno più impegnativo, si può salire alla panoramica panoramica Cima Valmenon che si eleva ad est della forcella stessa. La salita avviene lungo la linea di cresta ma necessita inizialmente dell'aggiramento di una elevazione rocciosa che può essere effettuato da entrambi i versanti. A monte del torrione si prosegue lungo il filo di cresta con pendenza via via crescente. Giunti nei pressi della antecima di quota 2235 si può scavalcare direttamente il cimotto (I grado, friabile), oppure si può tagliare a destra su ripidi verdi. In ogni caso si perviene all'intaglio tra la quota 2235 e la panoramica Cima Valmenon che si raggiunge per la comoda cresta sommitale (m 2250). Bellissima e insolita la visuale che si apre dalla vetta.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Rupe
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Luglio
Carta Tabacco
021
Dislivello
900
Lunghezza Km
15,8
Altitudine min
1159
Altitudine max
2088
Tempi
Dati aggiornati al
2009
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  • 20/06/2017 Escursione di sabato 17 giugno, in una bella giornata secca e serena e con un po’ di vento a moderare il caldo, ormai estivo. Abbiamo percorso l’anello nel senso contrario a quello proposto dalla guida, risalendo la Val di Brica e riservando il versante di Valmenon alla discesa, e “concedendoci” anche la variante della cima del Valmenon. Come già scritto in precedenti commenti, per arrivare in cima, da Forcella Val di Brica conviene prendere l’evidente sentierino che sale dal versante di Valmenon e che inizialmente traversa in salita con buona pendenza sotto le rocce per poi proseguire sulla ripida (e faticosa!) cresta, tra zolle erbose e tratti più friabili (attenzione a non smuovere pietre, specie in discesa). Si giunge così ad un risalto roccioso, che si supera tenendosi a destra, e successivamente all’anticima, che va invece aggirata sulla sinistra per guadagnare una forcelletta. Da qui si risale con pendenza più moderata l’ultimo, breve tratto della cresta che conduce alla cima, segnalata solo da un ometto. Panorama spettacolare, che condividiamo con una coppia di escursionisti di Vicenza. Piacevolissimo il ritorno attraverso l’angolino di paradiso del Canpuros e Casera Valbinon, un po’ meno l’ultima ora di rientro sulle pietraie della Val Meluzzo (meno male solo che si è fatto tardi e il percorso è ormai quasi tutto in ombra!). Splendido giro in una zona veramente incantevole delle nostre montagne. Se si esclude la salita alla cima, i sentieri sono sempre ottimamente segnalati (anche con i cartelli del Parco), perfettamente in ordine e con pendenze non eccessivamente faticose. Da mettere in conto nell’economia dell’escursione la lunga (e un po’ noiosa) marcia di avvicinamento dal park del Rifugio Pordenone sino alla Caserute dei Pecoli, che porta via un’ora all’andata e altrettanto al ritorno. Con ritmo molto blando, causa continue soste per foto, ci abbiamo messo 4 ore per la salita al Valmenon, 3 abbondanti per il rientro. Dalla forcella Val di Brica, per raggiungere la cima ci si impiega circa mezz’ora. Riempite le borracce con fresca acqua di torrente poco sopra il Cason di Brica e nei pressi di Canpuros. Mandi a tutti!
  • 21/07/2016 Percorso mercoledì 20 l'anello come da relazione SN, ci mancava la Val di Brica, che abbiamo trovato molto bella, boscosa, con i larici colorati in autunno sicuramente da rifare. Il ricovero Cason di Brica è una carina ed accogliente baita di legno, con l'essenziale per un bivacco. Come variante e per allungare, vista la bella e calda giornata, siamo saliti alla Cima Urtisiel Est dal sentiero bollato che si stacca sulla destra prima di raggiungere la forcella omonima. La salita, seppur breve, è ripida ed impervia, bisogna muoversi cautamente dove l'esile sentierino ridotto a labile traccia è coperto di ghiaino. Incontrati solo escursionisti stranieri lungo l'anello ed un gruppo di giovani tedeschi e spagnoli alla casera Valmenon, stavano percorrendo l'anello dei rifugi delle Dolomiti Friulane. Cuccioli di capriolo lungo la Val Cimoliana ed uno stambecco a pochi metri dal sentiero si lasciava ammirare e fotografare. Giro appagante con gran vedute, senza stancarsi troppo.
  • 10/07/2016 Percorso il 09/07/16.Nulla da dichiarare per quando riguarda sentieristica e simili, tutto in ottimo stato. Saliti anche in Cima Valmenon, consigliata vivamente per gli splendidi panorami che si possono ammirare. Mandi
  • 21/09/2015 Percorso ieri l'anello descritto, la giornata soleggiata ha visto parecchie persone lungo i sentieri, a forcella Val di Brica vento freddo, vento appunto di forcella. Nel versante Valmenon si stacca un'ottima traccia che porta alla cima, l'ho seguita per un tratto fino ad un intaglio panoramico, dissuasa dal proseguire vedendo davanti a me tre escursionisti che salivano alla cima quasi in verticale con rumor di sassi rotolanti. Discesa in val di Brica sofferta, il parcheggio inarrivabile, il ginocchio destro remava contro..sentieri in ordine, casere e ricoveri chiusi, l'estate è andata
  • 16/07/2014 La vista parziale di questi luoghi dalla Cimacuta e dal Passo del Lavinâl di inizio mese, mi ha indotto a ripetere ieri, dopo anni, questo anello descritto in SN R5, che reputo imperdibile per chiunque. Non mi dilungo ad aggiungere aggettivi per ribadirne la bellezza in quanto o si è lì o mai si renderà del tutto l'idea di quel che è. La sequenza Valmenon, Campuros e F.lla di Brica già basterebbe. La salita poi all'antecima e alla verde Cima Valmenon danno quel di più all'aspetto panoramico. All'antecima son salito aggirando dapprima sulla sx. le prime rocce senza problemi. Anche il tratto successivo, di maggior pendenza si sale abbastanza bene essendo abbastanza zollato sui verdi. Il tratto terminale l'ho percorso traversando a dx a contatto delle rocce e salendo per breve pendio verde e breve aggiramento fino alla antecima q.ta 2235. Son ridisceso un tratto e ho attraversato sotto roccia fino alla selletta che poi da accesso alla facile salita alla Cima Valmenon. Diciamo che l'unico inghippo per la variante può essere qualche tratto privo della cotica erbosa per effetto evidente di franette invernali che, considerate le pendenze, richiede molta attenzione. Zero neve sul percorso di salita. In discesa in Val di Brica, vari resti di neve sempre percorribili, anche abbondanti in un tratto, ma con facile individuazione del prosieguo anche per la presenza di impronte (molto poche umane e diverse di ungulati). Facilmente si prosegue per il Cason di Brica. Poco sotto, qualche schianto che non crea problemi di sorta e poi si prosegue senza intoppi per il fondovalle. Insomma l'itinerario è praticamente libero. Resta da sciropparsi il tratto ghiaioso fatto all'andata che è compensato da quanto apprezzato in alto. Un singolare ometto, che non ricordo di aver visto altre volte in quel tratto, e fatto con un tronco secco piantato capovolto con chioma di sassi sulle radici, da una nota artistica oltre che di utile segnaletica. Buone camminate.
  • 04/08/2013 Ho percorso oggi 4 agosto l’anello completo, compresa la variante per la Cima di Valmenon. In pianura il caldo era terribile già da ieri. Stamane all’alba son fuggito dalla mansarda incandescente di Udine Sud per raggiungere le amate Dolomiti Friulane. Ho scelto l’anello di Brica cercando una meta sperabilmente interessante e non troppo faticosa. In effetti è così: il percorso di andata è facile e distensivo, con solo qualche rampetta lungo il sent. 361; dopo Casera Valmenon è una passeggiata fino a F.lla Val di Brica, passando per Campuros, che è un luogo incantevole. La discesa in Val di Brica è gratificante solo nella parte alta, per il grandioso paesaggio dei ghiaioni delle Frantuline; dopo il Cason di Brica il percorso del sent. 379 è noioso per l’angustia della valletta. I più volenterosi e allenati potrebbero deviare e risalire verso F.lla dell’Inferno rientrndo poi per la Val di Guerra e la Val Postegae, risparmiandosi così un bel tratto del sent. 361 nel fondovalle della Val Meluzzo. Meritevole invece la deviazione per la Cima di Valmenon (m 2250) a partire dalla forcella. La bella traccia iniziale a sx si mantiene per un bel tratto e la moderata fatica per risalire l’anticima è poi compensata da un piacevole accesso alla vetta lungo il crinale. Luogo ameno e panorama spettacolare da ogni parte; tra l’altro si gode una veduta praticamente aerea su Rif. Flaiban-Pacherini della sottostante Val di Suola. Insomma vale la pena: la Cima di Valmenon è proprio una simpatica montagnetta !Animali visti: non molti, alcune mosche presso la vetta, due stambecchi spelacchiati in Val di Brica.
  • 08/10/2012 Sull'anello non c'è niente da aggiungere o da modificare. Mentre per quello che riguarda la salita a Cima Valmenon direi che l'inizio subito sopra la forcella Val di Brica è più agevole la traccia che aggira a sinistra il cocuzzolo (l'altra ha un passaggio non difficile ma comunque da affrontare con attenzione) e poi per l'aggiramento dell'antecima io sono sceso oltre il filo di cresta e poi l'ho aggirata sulla sinistra senza difficoltà, mentre a destra non l'ho vista così bene.
  • 20/05/2012 Fatto oggi con il mio pastore australiano Freddy :-) Bellissimo giro, giornata stupenda, sentiero molto ben segnalato.Dalla forcella Brica un panorama stupendo. Consigliatissimo.ciao Simone e Freddy
  • 28/10/2009 Percorso domenica 25/10. Giro lungo ma stupendo. Grandioso il panorama dalla forcella (la giornata era perfettamente limpida).
  • 19/08/2008 Un bellissimo giro, merita veramente, molto bello arrivare fino al Passo del Mus e poi scendere per la Val Guerra fino alla Val Meluzzo.Molto facile vedere stambecchi!!!Michela
  • 16/08/2008 non vedo l'ora di farla,sarà emozionante come tutte le camminate che ho fatto finora,con i miei genitori
  • 12/10/2007 Io l'ho fatta leggermente più lunga facendo l'anello completo: al bivio ai Truoi dai Sciolps ho continuato per la forcella dell'inferno (cai 369) e sono sceso per il 362 fino a pian Meluzzo. Consigliatissima per lo stupendo panorama che si vede in tutta la camminata e per la discreta difficoltà. Da fare assolutamente.
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