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    Cime Centenere dalla Val Cimoliana
    Prealpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaF05

Cime Centenere dalla Val Cimoliana

Avvicinamento

Da Barcis si risale lungo la val Cellina fino a Cimolais prendendo poi a destra subito dopo il ponte sull’ampio greto del torrente Cimoliana. Seguendo le indicazioni del Parco delle Dolomiti Friulane si imbocca la stretta rotabile che risale la valle sul versante di destra orografica. In breve si raggiunge la località ponte Compol dove si lascia l’auto (m 728, spazio adibito a parcheggio poco prima del ponte). Oltre questo punto la strada è soggetta nei mesi estivi al pagamento di un pedaggio.

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Giugno
Carta Tabacco
021
Dislivello
1500
Lunghezza Km
14,4
Altitudine min
728
Altitudine max
2275
Tempi
Dati aggiornati al
2016
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  • 24/06/2016 23/06/2016.Una bella giornata di sole fa da contorno alla salita alle Centenere. Camosci nel bosco della salita al pascolo della casera; vasca con fonte è molto gradita, poco sotto la casera Lodina. I rododendri di Busa dei Vediei attendono a giorni la fioritura ma ben presenti sono tutte le altre specie floristiche. Le tracce e i segnavia (sbiaditi) tendono un poco a scomparire nell'ultimo tratto prima dell'innesto sul sentiero scavato. Raggiunta la cimetta erbosa delle Centenere, espostissima sull'altro versante.Luogo dove ci si sente davvero fuori dal mondo. Paesaggio e panorama ripagano in pieno dalla non breve escursione.
  • 07/12/2015 Saliti ieri da Ponte Compol fino alla forcella Lodina, tentativo per la cima Lodina dal versante della forcella non riuscito. Da segnalare poco prima di uscire dal bosco una bollinatura rosso fluorescente di una vecchia traccia in discesa diretta ( non si tratta del sentiero Valentino ma di altra traccia). Niente neve fino alla Casera. Dalla Casera alla forcella tratti di neve ghiacciata che richiedono attenzione a dove mettere i piedi. Bellissimo il colpo d'occhio sul Duranno e cime vicine. Sorvegliati a vista da un gruppo di camosci che si teneva a debita distanza, con le nuvole sotto di noi. Piacevole girovagare al sole nei pressi della forcella. Cime Centenere troppo lontane per oggi.....così tanto per tornar giù al buio ......
  • 08/07/2015 Mi sveglio prima delle tre. Un’ora dopo la frontale supplisce ad una luna che non penetra una traccia amazzonica. L’aria fresca non è l’unico motivo per una partenza notturna. E’ un modo diverso d’incedere. Pare un'altra dimensione, spaziale e sonora che s’appropria dei sensi, acuisce ogni sfumatura. Ma non solo sensoriale. Si cammina nel vuoto. Si sale accompagnando la notte nel lento abbraccio con il giorno. Il silenzio penetra l’animo e pian piano, così com’è entrato, prendendo possesso d’ogni parte di me, lascia spazio al risveglio della vita. Il primo cinguettio fa tremare dall’emozione…ci siamo, a rive il di! Ma in questo caso lo “sdrondenamento” inizia prima. Giunto alla Busa dei Vediei, mi si para davanti! Un palco enorme come non ho mai visto. Signore della penombra, pare lo spirito della foresta tutta. Un cervo possente, mi osserva e scende senza accenno di corsa verso il bosco. Stordendomi. Ci metto un po’ a ritrovare il ritmo, ma alle cinque e mezza son sulla cima rocciosa. Puntuale come quella palla infuocata che spunta da dietro la dorsale di Cima dei Frati. Tutt’intorno le nubi rimangono accovacciate sotto le vette. Gonfie e pronte per una nuova ascesa o per svanire. I rondoni iniziano a tagliare l’aria festeggiando un altro giorno che nasce. Ostinato. Nonostante tutto. Nonostante noi. Schegge di momenti da vivere. Il caffé bollente tra le mani mi fa sentire la persona più ricca e fortunata del pianeta. E aspetto che ogni cosa si vesta del suo colore. Salutando tutte le picche familiari, conoscendone altre. Dopo un paio d’ore vado a curiosare verso forcella Duranno. Il mio consiglio è di evitare il malagevole troi che attraversa in versante della val Zemola per scendere comodamente il crinale roccioso, raccordandosi in breve al sentiero. Poco più avanti una grotta naturale ospita un’estesa fioritura di Silene quadridentata e una Madonna, pregevolmente intagliata in un ramo di faiâr. Poi appare l’Eliantemo maggiore. Mi sconvolge apprendere di come ogni fiore di questa specie viva un solo giorno, abbandonando i suoi petali come fossero un regalo del sole del mattino. Suggerisco di arrivare in forcella e quindi di risalire facilmente l’ultima delle Centenere (quotata 2295). Da qui c’è solo il Duranno. Al ritorno sull’altra cimotta incontro una giovane stambecca. Si fa fotografare con garbo. Le fioriture e le marmotte di Loredana paion emigrate in altri lidi. Più tardi il sole inizia a esser violento e scendo a riprendere poche cosa lasciate in casera. La ritrovo aperta con sparpagliato di tutto, fuori e dentro. Una coppia. Gli chiedo se salgono su qualche cima. Mi rispondono che han dormito in casera. Non immagino la mia faccia nel rispondergli “ma, cjale, JO ndai durmit achi”. Tre secondi sospesi tra la comicità e il profondo senso di prenderci mutuamente in giro. Poi l’arcano si svela. Al loro arrivo, dopo le cinque, io ero già bell’è partito. Scambiamo qualche parola poi li lascio al loro risveglio. Abbraccio sorridente quel bosco gentile, che mi regala ancora due camosci, madre e cucciolo, per poi rimaner serbato, per sempre, tal zei emozionâl che o mi strissini daûr.(06.07.2015)
  • 07/06/2015 Percorso che è di grande soddisfazione se i rododendri sono in fiore e il cielo terso, ieri mancavano queste due componenti, per i rododendri bisognerà aspettare credo una settimana per l'esplosione di colore, per il meteo il discorso è diverso...tante altre varietà di flora, ancora soldanelle (anzi, belle fresche) crocus, primule auricole accanto alla viola bifoglia, botton d'oro e genziane: di Clusius, di koch, bellissime quelle del Tricorno, primule tirolesi sulle rocce presso la quota 2275. Qualche marmotta nella Busa dei Vediei dove qualche bell'ometto e paletto indicano la direzione che comunque è intuitiva (se senza nuvole). In salita ben evidente la traccia che porta alla forcella del Duranno, ma aggirato l'intaglio roccioso qualcosa ci è sfuggito, ben visibile il sottostante rifugio Maniago.
  • 12/08/2014 Percorso domenica 10/08/14. Percorso stupendo da Casera Lodina in poi, ma i segnavia sono pochi e sbiaditi, attenzione con nebbia. Il traverso sotto le Centenere avviene su terreno instabile ma si passa senza problemi. Saliti alla cima 2240 m per roccette e sfasciumi, i vecchi segnavia CAI li abbiamo visti solo in cima. Splendide visuali su Duranno e Preti, nonostante le nuvole che in questa estate non ci lasciano mai.
  • 27/11/2011 Fatto ieri il percorso descritto da SN fino quasi alla cima di quota 2240. Sul crinale e sul versante rivolto al Duranno c'era ancora neve e si faceva fatica ad avanzare. C'era anche ancora un po' di neve nella Busa dei Vediei. Tutta la zona è di una bellezza selvaggia e dà un grande senso di solitudine, ho incontrato solo 2 persone in 8 ore di escursione! Mauro.
  • 18/09/2011 Percorso ieri fino a casera Lodina. Due belle grasse vipere sul sentiero nel prato sommitale che sale alla casera.
  • 03/10/2010 Percorso ieri. Segnalo variante sino alla c.ra Lodina attraverso il sentiero alpinistico "Lucchini" che sebbene impegnativo non è nè difficile tecnicamente nè esposto (ovviamente serve esperienza). La partenza del sentiero è subito all'inizio della valle (scritta su masso con piccolo parcheggio). Dopo un avvio incerto, presso dei casolari la traccia prende quota e da lì la via è inconfondibile e confluisce con la normale poco prima della casera.
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  • Giglio dorato lungo il percorso
    07/06/2015 Giglio dorato lungo il percorso
  • la Busa di Vediei
    07/06/2015 la Busa di Vediei
  • primule tirolesi in vetta
    07/06/2015 primule tirolesi in vetta
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    07/06/2015 fioriture lungo il percorso
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    07/06/2015 panorama da casera Lodina
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