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    Anello di Capanna Cinque Punte da Rutte Piccolo
    Alpi Giulie
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I percorsi di SentieriNaturaB35

Anello di Capanna Cinque Punte da Rutte Piccolo

Avvicinamento

Da Tarvisio si prosegue per la val Rio del Lago e Cave del Predil fino alla deviazione per Rutte Piccolo che si imbocca attraversando il ponte sullo Slizza. Compiuti due tornanti si giunge al trivio che conduce a sinistra a Rutte Piccolo e a destra a Ortigara (m 820, parcheggio lungo la strada).

Descrizione

Osservando gli alberi poco a monte della strada si dovrebbero individuare le segnalazioni del sentiero CAI n.518 che entra subito nel bosco seguendo una traccia poco marcata e intersecata da numerosi solchi. Dopo avere oltrepassato una pista forestale la vegetazione si dirada ed il sentiero continua più largo e comodo. Un piccolo guado ci immette definitivamente nella fitta abetaia alla base di una dorsale che si inizia a risalire. Più in alto il sentiero piega a destra raggiungendo quasi in falsopiano una vecchia baita abbandonata (m 1035). La facciata ancora quasi integra nasconde ciò che resta del casolare il cui tetto risulta completamente distrutto.
Con andamento un poco tortuoso ci si immette su una pista di esbosco che corre poco più alta, lungo la quale si riprende a salire con pendenza moderata. Una piccola schiarita affacciata sulla val Rio del Lago ci offre una prima visuale sul gruppo dello Jof Fuart e sul monte Re. Per un buon tratto si sale a regolari tornanti nel bosco poi, in corrispondenza di una radura disboscata, il segnavia lascia definitivamente la pista per deviare a sinistra lungo un sentiero decisamente più ripido. Superata una rampa ci si riporta a destra e con pendenza decrescente si guadagna anche la dorsale boscosa della Fratta Valfrassino (m 1309). Senza toccare la poco marcata elevazione ci si tiene a destra percorrendo una specie di corridoio tra abeti secolari. Dopo avere oltrepassato una baita di boscaioli il sentiero passa sul versante della Valromana tagliando a mezza costa in diagonale su una ampia mulattiera in bella visuale sul fondovalle. Ben presto il versante si fa più acclive e la mulattiera lascia il posto ad un sentierino che traversa nel bosco di faggio giungendo ad una specie di conca sul versante nord della Cima Alpel (m 1412). Il sentiero compie ora una marcata ansa andando a riguadagnare il filo della dorsale sulla quale fanno la loro comparsa anche i larici. Con un piacevole tratto in falsopiano ci si riporta sul versante della Val Rio del Lago dove il sentiero inizia a traversare le dirupate pendici occidentali della Cima Alpel. In breve si giunge ad un canalone che deve essere attraversato e che richiede attenzione in presenza di nevai residui. Successivamente il sentiero riprende a salire a tornanti sostenuti oltrepassando una fascia rocciosa, coperta a primavera dalla fioritura della orecchia d’orso, e raggiunge infine la boscosa sella Alpel (m 1676). Assai consigliabile è la breve deviazione per la Cima Alpel su una buona traccia segnalata con bolli rossi. In vetta, infatti (m 1734), il bosco lascia il posto ad un inaspettato pianoro erboso che apre la visuale sulla dorsale compresa tra il Picco di Mezzodì e le Cinque Punte di Raibl. Ritornati alla sella, un comodo sentiero scende in diagonale verso la conca dell’Alpe di Rutte, attraversando in basso un vallone interessato da slavine (numerosi alberi spezzati, possibile nevaio residuo). Usciti dal bosco si arriva infine al pianoro che ospita la Capanna Cinque Punte (m 1520) , una costruzione sempre aperta che dispone di cucina economica, panca e tavolo dove è possibile anche pernottare. Il giardino pensile dell'Alpe di Rutte era un tempo sede di alpeggio mentre oggi appare circondato da un fitto bosco di larice. Le antiche casere hanno lasciato così il posto al bel rifugio in legno, realizzato dall'Azienda delle Foreste di Tarvisio. Il nome della capanna richiama le Cinque Punte di Raibl, un gruppo di cinque vette ben allineate che sorgono sulla destra orografica della Val Rio del Lago poco a valle dell'abitato di Cave del Predil. E' proprio dal centro minerario che le Cinque Punte offrono la visuale migliore presentandosi come una sequenza di denti rocciosi di altezza quasi uguale. Le Cinque Punte presentano infatti altezze molto simili tra loro con quote che vanno dai 1909 m della punta I (quella più a nord) ai 1844 della punta V. La salita sulla vetta principale si svolge dal versante est su tracce di sentiero ed è resa difficoltosa dalla vegetazione e dalla natura del terreno oltre che da alcuni passaggi su roccia (I, II).
Dal rifugio abbiamo due possibilità per scendere in Valromana: la prima, forse più diretta, è la prosecuzione del segnavia CAI n.518 mentre la seconda, che qui descriveremo, è data dal sentiero n.520, utilizzato normalmente come via primaria di accesso alla Capanna. Mirando ai segnavia in basso nella conca, si scende per un breve tratto riattraversando il vallone di cui si è detto prima. Il sentiero prende poi a traversare in quota le ripidissime pendici della punta Moclana. Giunti presso una fascia rocciosa si inizia a perdere quota rapidamente nella faggeta. Il sentiero sfrutta abilmente il pendio boscato compreso tra due profondi canaloni raggiungendo la fascia della pineta dove la visuale si apre verso la fiumana ghiaiosa della Valromana. Più in basso ci si sposta a sinistra tra i mughi per oltrepassare un ghiaione malagevole. Ma si tratta dell’ultima difficoltà poiché il sentiero si fa via via migliore scendendo in diagonale verso il fondovalle. Giunti presso le ghiaie ci si immette sulla sterrata che scende mantenendosi sulla sinistra orografica (segnavia CAI n.511. La pista termina sulla strada asfaltata che collega Rutte Piccolo e Ortigara. Prendendo a sinistra ci attendono ancora poco meno di 2 km per riguadagnare esattamente il punto di partenza.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Giugno
Carta Tabacco
019
Dislivello
900
Lunghezza Km
12,6
Altitudine min
820
Altitudine max
1734
Tempi
Dati aggiornati al
2006
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 12/08/2016 We went the trail today. It is in very good condition, even though many trees have fallen.For the way down from Capanna Cinque Punte we used CAI 518 which is quite easy to go, steep and exposed in the middle part.Nice roundtrip with wood views on Lussar, Oisternig, Cinque Punte, Mangart etc.
  • 07/07/2015 05/07/2015_Come da relazioni precedenti, dopo un piccolissimo smarrimento iniziale per individuare il sentiero alla partenza percorso l'itinerario come da relazione fino a Cima Alpel e Capanna Cique Punte. Nonostante partenza mattutina grande sofferenza per un elevatissimo tasso di umidita ma come al solito il paesaggio fa presto dimenticare tutto. Per il ritorno optato per il sentiero CAI 518 lungo il Rio Scioiber che segnaliamo praticabile e molto bello in quanto ripulito dai numerosi schianti di stagioni precedenti.
  • 14/06/2015 14/06/2015-Chi rischia... a volte si bagna :). Previsioni del tempo oggi non splendide. Tentiamo la sorte in un sentiero di bosco che non dovrebbe porre problemi in caso di discesa con la pioggia: da Rutte alla Cima Alpel. In mattinata un cielo abbastanza buono ci invita alla salita; dopo pochi minuti dalla partenza una foglia secca si anima e saltella da parte: una rana temporaria si materializza, scopriremo il messaggio implicito nella sua presenza pochissime ore dopo. Gli schianti che hanno devastato la bellissima foresta sono stati ripuliti per bene e dopo alcune incertezze iniziali il sentiero è ben percorribile (un grazie a chi ha provveduto!). Uno scoiattolo corre alto tra i fusti colonnari. La prima capanna ora è completamente distrutta e la baita successiva (i resti) è ben descritta dal commento precedente. In cima Alpel a mezzogiorno preciso c'è il solo tempo di mangiare una mela in fretta ed ecco la prima goccia tra un frastuono di tuoni in avvicinamento.Il punto panoramico della cima oggi tanto panoramico non è e scendiamo subito rientrando nel bosco di Tarvisio, che con qualunque tempo lo si percorra, resta affascinante, fusti altissimi, fondo morbido di aghi, penombra (oggi parecchia). Il primo piovasco passa in fretta, ci ripariamo sotto un anfratto di roccia; poco prima dell'asfalto un altro temporale finisce il lavoro sulle mantelle già bagnate. Ma non era mica un Sentiero dell'Acqua?
  • 11/05/2015 Fedele alla relazione,entro nel bosco,che sembra uscito da un bombardamento.Un paio di minuti per raccapezzarmi ed ecco la via.Dritta,logica,fino al primo segnavia.Poi sparato fino alla meta.Ciò che il faggio è per il Cansiglio,l'abete è per la foresta di Tarvisio.Pali,che svettano e rendono buia una giornata luminosissima.Arrivare a Cima Alpel è il coronamento di una bellissima salita.La capanna dei boscaioli,lungo la via,poco dopo i 1300m,è l'unica nota stonata.Sembra la casa delle bambole.Un lato aperto a far vedere l'interno e il tetto crollato sulla branda,il cui telaio è deformato dal collasso.Stufa e suppellettili sono ancora lì,e in discreto stato.Buone per un trasloco in luogo più sicuro.La vista sul Mangart e sulla schiena delle Cinque Punte crea il bisogno di fermarsi per una mezzora.La capanna è in uno stato migliore di quello che avevo riscontrato qualche anno fa e anche il cesso è pulito.Scendere per il 520 obbliga,al momento,a una corsa ad ostacoli,soprattutto nel centinaio di metri che va dai 1300 ai 1200.Un po' di ginnastica che non tutti apprezzeranno.Giunto al ghiaione,quasi a fondovalle,una pietra mi sfiora proveniendo dall'alto.Poco dopo,la ben nota pernacchia camoscesca risuona nel vallone.Mi rimane il dubbio se fosse un saluto o una minaccia.
  • 09/02/2015 Percorso in invernale questo Natale sotto una bella nevicata. Il percorso presenta notevoli difficolta' per lo stato di abbandono e il dissesto provocato da lavori boschivi fatti male o incompleti. Buona parte del primo tratto si svolge in un bosco devastato da schianti di grossi tronchi e lavori di disbosco mai portati a termine. nella discesa il sentiero era coperto da neve e da detriti di tronchi e ramaglie, il tutto crea notevole disagio e la traccia diventa incerta, prestare molta attenzione ai pochi segnali visibili, nella parte finale il sentiero rimane esposto e poco sicuro. A noi e' comuqnue piaciuto molto sia per il fatto di essere molto selvaggio che per la magia della neve fresca. La sota a capanna 5 punte e' stata una vera gioia
  • 21/10/2013 Bellissima escursione con alcuni problemi da segnalare:1- Il CAI 518 nel primo tratto partendo da Rutte Piccolo è dissestato ed ingombro di ramaglie a causa di lavori di esbosco malfatti( o fatti apposta per scoraggiare gli escursionisti nella percorrenza?).2- Il tratto franato poco sotto la sella Alpel è inalterato e richiede molta attenzione nel percorrerlo.3- Il sentiero che dalla sella Alpel sale alla Cima omonima ha pochi bolli rossi visibili, ma risulta abbastanza marcato, tranne qualche tratto ormai inerbito circa a metà percorso.
  • 29/07/2013 Confermo che ancora oggi il sentiero 518 partendo da Rutte Piccolo incontra un canalone con frana a circa 100 m. di dislivello dalla sella Alpel. Difficile da attraversare se non si è adeguatamente attrezzati.
  • 30/06/2013 La placida tigre che è in me oggi è particolarmente vigile e attenta ai rumori (pochi) di questo bosco in cui è possibile che giochino gli orsacchiotti. La salita offre pochi scorci panoramici ma l’ambiente è così primitivo e “pulito” che la si percorre piacevolmente. Le Cinque Punte incombono sulla capanna e sembrano proteggerla, lì, da sv 520 arriva in contemporanea a me un bel giovanotto (il che non guasta), io no tedesco, lui no inglese per cui facciamo parlare le dita che scorrono la cartina. Sosta con panino (mi sono stufata di farmi prendere in giro per le mie barrette superenergetiche, iperproteiche ecc. ecc. per cui adesso vado di pane arabo e fesa di tacchino) e poi scendo seguendo il sv 520, bellissimo sentiero, ripido e vario, riposante lo sterrato a fianco del rio Bianco. Pipposi invece i due chilometri di asfalto che potrebbero essere divisi equamente fra andata e ritorno proseguendo in auto oltre il trivio e prendendo la strada a destra fino a trovare a sinistra un’area di sosta con comodo parcheggio e rastrelliera per le bici, naturalmente poi bisogna tornare sui propri passi fino all’attacco del sentiero 518 ma almeno al ritorno si arriva prima all’auto.
  • 09/06/2013 Percorso il 09.06.2013 giornata non particolarmente bella, sentiero perfettamente tracciato, percorso interamente senza alcun problema. Paesaggi e panorami davvero belli consiglio a tutti.
  • 26/10/2011 Io con il mio gruppo scout Grado 1° siamo partiti da rutte piccolo per il 518 il venerdi 21 ottobre 2011 alle ore 9:45 e il giorno prima c'è stata una forte nevicata,infatti a rutte c'erano 10/15cm di neve.Non abbiamo visto la prima parte del 518 e abbiamo fatto inizialmente la strada bianca che sapevamo si incrociasse con il sentiero.Causa la neve molti segnali erano coperti e il sentiero non era batturo visto che dopo la nevicata eravamo i primi a transitare.Gli alberi pieni di neve nascondevano con le loro fronde innevate i segnali sugli alberi.fino alla baracca dei cacciatori la visibilità dei segnali era buona,ma da lì in poi dovevamo dividerci per cercarli,visto che il sentiero non aveva una traccia granchè visibile.dopo 5 ore e mezza di camminata piuttosto lenta causa la stanchezza di un ragazzo,alle 15:30 siamo arrivati davanti un canalone,che si trova prima della cima Alpel.a quel punto ormai piuttosto stanchi dalla camminata ininterrotta,abbiamo valutato l'attraversamento del canalone,ma la larghezza,la pendenza,la mancanza di appigli e vista l'ora abbiamo deciso di tornare indietro per non correre rischi.Per attraversare il canalone avremmo dovuto utilizzare ramponi e piccozze per poter attraversarlo e poi assicurare una corda da una parte all'altra per poter passare ma non sapendo cosa ci aspettava dopo siamo tornati indietro.Alle 19:20 eravamo alle macchine a Rutte piccolo con una breve pausa alla baracca dei cacciatori durante il ritorno.Controllando da google maps,per arrivare alla capanna 5 punte avremmo impiegato ancora 1 ora e mezza visto che il sentiero dopo era poco visibile e piuttosto tortuoso.Per informazioni più dettagliate scrivetemi.Patrick
  • 04/07/2011 Fatto al contrario. Concordo sullo stato del sentiero. Nonostante la segnaletica abbastanza recente il sentiero sembra rovinato e in disuso. Anche il bosco sembra vecchio ed abbandonato. Dalla Capanna Cinque Punte verso Sella Alpel manca la segnaletica come se si volesse sconsigliare quel sentiero. La Capanna è in uno stato pietoso ed è inutilizzabile. Mancano coperte e cuscini, materassi indecenti, al piano superiore manca parte del tavolato. Le stoviglie sono sporchissime ed è tutto in disordine. Si intuisce invece meglio tenuta la parte riservata alla Forestale, ovviamente chiusa a chiave. Una vera delusione in un posto splendido.
  • 08/07/2009 bellissima zona, ma sentiero difficile da trovare... Dopo un'ora di ricerche abbiamo deciso di salire per il 520 e scendere per il 518... Soprattutto il 518 è moooolto ROVINATO e ha l'aspetto di un sentiero dismesso, e non solo a causa delle forti nevicate dell'inverno 2008-2009
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    30/06/2013 uno sguardo alle spalle dal sv 520
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