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    Lungo il corso dello Judrio da Ponte Clinaz a Clabuzzaro
    Prealpi Giulie
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I percorsi di SentieriNaturaA40

Lungo il corso dello Judrio da Ponte Clinaz a Clabuzzaro

Avvicinamento

Da Albana di Prepotto, raggiungibile da Cividale, si risale lungamente la valle dello Judrio oltrepassando in sequenza le minuscole frazioni di Cras, Cosson e Podresca. Più avanti si lasciano poco sopra anche le case di Ciubiz, Bordon, Salamant, Podclanaz e Melina e dopo un ulteriore tratto un poco sconnesso si arriva infine a ponte Clinaz dove termina il tratto percorribile dai veicoli (m 306, piccolo parcheggio presso la fonte).

Descrizione

Il vecchio edificio da cui ha inizio il nostro itinerario è una ex sede della Guardia di Finanza, segno tangibile di un passato piuttosto recente in cui il transito nella vicina Slovenia era soggetto a scrupolosi controlli. Il fiume infatti, nascendo dalle pendici del Colovrat, per quasi metà del suo corso costituisce il confine naturale tra i due stati. Si inizia a camminare lungo la pista forestale costeggiando sulla destra orografica il greto dello Judrio che qui scorre a poca distanza dalla sede stradale. Subito dopo la diramazione che sale verso Gnidovizza si oltrepassa un rio secondario tramite un piccolo ponte. Con pendenza assai modesta si prosegue lungo la strada sterrata intersecando numerosi rivoli che dalle pendici di sinistra cercano il loro sbocco naturale creando minuscole cascatelle, particolarmente copiose nei periodi successivi alle precipitazioni. Ricche fioriture di polmonaria, pervinca e primula comune punteggiano il sottobosco di aprile rendendo sempre vario ed interessante il percorso. Si tralascia a sinistra la successiva deviazione per Tribil di Sopra proseguendo lungo la pista di fondovalle che ora si è discostata un poco dal corso d’acqua. In corrispondenza della marcata ansa che la strada compie per assecondare lo sbocco del rio Liponza, si possono osservare interessanti strati rocciosi corrugati nonché la marcata erosione dovuta alla intensa azione delle acque. Ci troviamo in presenza del cosiddetto Flysch dello Judrio, una particolare formazione rocciosa caratterizzata dalla alternanza di arenarie e marne.
Lasciato a sinistra il primo bivio che sale a Rucchin, la pista inizia ad inerpicarsi in maniera un poco più decisa compiendo anche qualche piccolo saliscendi. In breve ci si accosta nuovamente al greto passando accanto ad una piccola casupola che segna il punto migliore per lasciare la strada e scendere a visitare le sponde del fiume. Si potrà così osservare da vicino uno dei punti più suggestivi del corso d’acqua, dove questo scorre tranquillo presso banconate rocciose prima di scendere verso una specie di gola profondamente scavata.
Ripresa la pista ci si ritrova dopo poco ad attraversare il guado cementato sul rio Pod Sieteh (m 440) oltre il quale, presso la baita in legno, si stacca a sinistra la diramazione che sale a Rucchin e che utilizzeremo per la discesa. Per ora, quindi, ci si tiene a destra iniziando a risalire e allontanandosi definitivamente dal fondovalle. Dapprima in diagonale nella boscaglia di faggio e poi con un paio di svolte, la pista guadagna lentamente quota uscendo allo scoperto su belle pendici prative. Tenendosi a destra, con un panoramico traverso affacciato sulle valli, si giunge così alle case di Clabuzzaro (m 802).
Dal paese si scende lungo la rotabile asfaltata fino al bivio per Drenchia che si lascia a destra mentre invece noi svoltiamo a sinistra oltrepassando la Caserma della Guardia di Finanza. Pochi metri dopo si lascia la strada per proseguire lungo il segnavia CAI n.747 che coincide qui con il Sentiero Italia. Facendo attenzione ai bolli si perde leggermente quota accostando poi una fascia rocciosa sulla destra. Dopo avere oltrepassato alcune vecchie vasche in cemento con sorgente ci si immette ancora sulla strada in prossimità di un crocifisso. Pochi metri dopo il segnavia ci porta nuovamente sul sentiero diretto al cimitero e quindi alla chiesa di San Volfango (m 754). Dalla chiesa si prosegue lungo la pista inerbita che passa pochi metri sotto perdendo quota in direzione sud. Oltrepassata una recinzione si guadagna un’ultima volta la strada principale in prossimità di una abitazione adibita a deposito. Senza toccare l’asfalto si piega a sinistra lungo la pista forestale che scende nuovamente verso il greto dello Judrio (divieto di transito). Si giunge così ad un crocevia dove ci si tiene ancora a sinistra, divallando lungamente verso il corso del rio Pod Sieteh. Dopo un tornante lo si accosta attraversandolo una prima volta e raggiungendo in breve la baita in legno incontrata in precedenza. Da qui si proseguirà poi lungo il medesimo itinerario dell’andata.

Avvertenze

Nonostante la vicinanza con zone piuttosto antropizzate, l'alta valle dello Judrio costituisce una zona di grande interesse per l'integrità dell'ambiente e per l'elevata naturalità. A causa anche dell'abbandono delle attività umane lungo il corso del fiume, la natura ha avuto il sopravvento come raramente accade in altre zone delle valli del Natisone. Queste particolari caratteristiche avevano portato alla realizzazione del Sentiero Naturalistico Ponte Clinaz - Clabuzzaro i cui cartelli sono però quasi tutti scomparsi o rovinati.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Acqua
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Aprile
Carta Tabacco
041
Dislivello
700
Lunghezza Km
19,7
Altitudine min
306
Altitudine max
802
Tempi
Dati aggiornati al
2013
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  • 13/02/2017 La camminata da Ponte Clinaz al bivio con la sterrata per Rucchin risulta piuttosto noiosa e tetra in questo mese, ombra fino al tornante con il rio Liponca, lo Judrio scorre molto in basso e il letargo della vegetazione (solo alcuni timidi bucaneve e primule) non entusiasmano. Per fortuna il seguito è un pò più movimentato, più aperture, il torrente si svela lasciandosi avvicinare. L'asfalto è già presente dal bivio mt 720 ca. (per C. Ardielg) fino al bivio sentiero 747. L'imbocco di quest'ultimo è evidente e perfettamente percorribile. Deciso di accorciare con la sterrata soleggiata che dopo Volfango scende verso SE sopra il rio Liponca. 12/2/17
  • 17/04/2016 Giornata perfetta per questo sentiero dell'acqua, 19 chilometri ed una manciata di metri attendendo la promessa acqua dal cielo ed invece solo qualche nuvola che nel primo pomeriggio un timido raggio di sole è riuscito a scacciare. I sentieri, tutti, sono in perfette condizioni, ai lati ramaglie e tronchi accatastati, silenziosi testimoni di un gran lavoro di pulizia; le pozze sulla pista brulicano di girini, fioriture multicolor, i primi rigogliosi nontiscordardime son lì, belli ritti. Colorato l'arrivo a Clabuzzaro, il fiorito muro di contenimento è sempre spettacolare, nell'aria c'è già profumo di cibo, curiosato al bivio sottostante, non c'è più l'indicazione del sv 746 che bypassava la strada, rassegnarsi a salir sull'asfalto. Anche per San Volfango è evidente l'opera di pulizia, la sorgente sopra le due vasche è asciutta, nemmeno una goccia, al campanile manca l'orologio, l'ultima volta era fermo, ma a mezzogiorno le campane si regolano da sé, anche senza l'orologio. La pista, una volta inerbita, adesso è sterrata, lavori in corso, profumo di legno e resina, poco prima di Scale capre e caprettini brucano e poi, curiosi, si girano a guardare; evitato di raggiungere Rucchin siamo scesi lungo la larga e comoda scorciatoia sotto il Glava e poi ci siamo fatti attrarre dall'invitante sentierino che pochi metri dopo scende a sinistra verso il greto. Sentiero tratteggiato in nero sulla Tabacco, un po' ripido e scivoloso nel primo tratto ma sempre evidente, vale la pena scendere a curiosare, lì lo Judrio, dalle acque limpide, forma tranquille pozze. Nessun incontro oltre qualche salamandra pezzata e chiocciole
  • 15/02/2014 Escursione effettuata oggi, a distanza di tre anni, in una parentesi tra una perturbazione e l’altra. Sempre affascinante lo Judrio che scorre a tratti calmo ed a tratti con salti in una suggestiva forra. Purtroppo dopo quasi tre ore di cammino lungo la pista forestale, gli schianti, che già a metà percorso invadono di tanto la strada, obbligando a qualche piccola acrobazia, hanno completamente sbarrato il percorso, impedendone il proseguo ed obbligando ad un ritorno sui propri passi. Se non verranno eseguiti lavori di rimozione degli alberi, sarà impossibile raggiungere Clabuzzaro lungo questa pista. Buone camminate a tutti. Giuseppe V.
  • 02/09/2013 ho faticato un bel pò a trovare ponte clinaz anche perchè era in corso una gara penso di motocross ho attraversato in slovenia ma devo dire che ne è valsa la pena la giornata era splendida il percorso affascinante il mio oregon ha segnato 21,4km stanco ma felice
  • 08/06/2013 Percorso fatto ieri 7/6/13, quasi tutto su strada forestale ed un pezzetto su asfalto attraversando il paesino di Clabuzzaro. A mio avviso ideale in primavera ed estate in quanto la maggior parte del percorso è omberggiato. Al ritorno, nel pomeriggio, ci sono stati diversi piovaschi che hanno ingrossato velocemente gli affluenti dello judrio, trasformando buona parte del sentiero stesso in un piccolo torrente. Incontrate diverse salamandre.
  • 02/05/2013 01/05/2013 - Ripercorsa l'escursione in un bellissimo bosco con i colori primaverili. In giro, alla benefica ombra, diverse salamandre. Nelle piccole pozze temporanee lungo la sterrata parecchie bombine, dalla pancia arancione, i cui girini sfidano l'evaporazione dell'acqua. Lungo il ritorno, al bivio tra sterrate dopo San Volfango, anche tenendosi diritti (anzichè svoltare a sinistra) si scende sulla pista dell'andata, un po' più a valle, accorciando un poco l'itinerario. Mandi
  • 03/07/2010 Escursione effettuata oggi (03-07-2010) (Partenza da Ponte Clinaz alle ore 11.30 e rientro alle 16.15). Bellissima escursione, paesaggio non molto vario ma veramente bello e rilassante; percorso sostenibile anche con il caldo in quanto essenzialmente immerso nel verde. Ho trovato ristoro bevendo l'acqua del cimitero di San Volfango (speriamo sia potabile) e in prossimità del cimitero, sull'asfalto, mi sono imbattuto in uno stupendo esemplare di saettone (sarà stato lungo 130-140 cm). Vorrei dire ai meno esperti (come me) di non scoraggiarsi nel cercare il punto di partenza, ponte Clinaz, ma, arrivati a Melina, ultimo riferimento prima di ponte Clinaz indicato nella descrizione della guida, ci si trova in corrispondenza a un cartello bianco (indicante Melina, appunto): sulla sinistra c'è una rampa, mi sembra cementata, mentre sulla destra, dopo la fine dell'asfalto, la strada prosegue per qualche km (circa due) prima di arrivare a ponte Clinaz (anche se la strada non è più asfaltata è comunque percorribile, con qualche cautela, in automobile, facendo attenzione a pietre appuntite e a varie buche); alla fine ci si ritrova sulla destra la caserma abbandonata, si parcheggia, e si inizia a salire lievemente prendendo a sinistra (a destra si va, attraverso un ponte, in Slovenia). (PS: trovata una zecca sui vestiti).M.C.
  • 02/06/2010 Percorso fatto oggi 02/06/2010. Monotono come tipologia di percorso in quanto mulattiere e piste forestali, dal punto di vista paesaggistico è incantevole, gli alberi fanno da corridoio, silenzio totale (a parte le acque), è una rinascita della mente: splendido! Segnalo solamente che l'inizio del sent.747 dopo la caserma della G.F. è poco praticabile è abbondano le zecche, conviene prenderlo più sotto, dopo il crocifisso a dx.Loredana
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  • L'attacco bello evidente del 747 dalla strada da Clabuzzaro  ...
    13/02/2017 L'attacco bello evidente del 747 dalla strada da Clabuzzaro ...
  • Il sentiero 747 è contrassegnato anche come Alpe Adria Trail ...
    13/02/2017 Il sentiero 747 è contrassegnato anche come Alpe Adria Trail ...
  • Clabuzzaro
    18/04/2016 Clabuzzaro
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    18/04/2016 ancora cascatelle
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    18/04/2016 pozze e marmitte
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