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    L'altopiano di monte Prat da Forgaria
    Prealpi Carniche
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    L'altopiano di monte Prat da Forgaria
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I percorsi di SentieriNaturaU05

L'altopiano di monte Prat da Forgaria

Avvicinamento

Da Majano o San Daniele del Friuli si seguono le indicazioni per Forgaria, attraversando il Tagliamento sul ponte di Cornino. Sull'altro lato ci si tiene a sinistra e poi a destra, prima del sottopassaggio, per salire verso il centro abitato. Giunti alla frazione di Grap ci si ritrova a piazza Julia dove vi è la possibilità di parcheggiare comodamente (m 268, cartello CAI).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Gennaio
Carta Tabacco
020
Dislivello
600
Lunghezza Km
11,4
Altitudine min
268
Altitudine max
841
Tempi
Dati aggiornati al
2014
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  • 04/09/2016 effettuato ieri in data 03/09/2016 .partiti da forgaria prendedo il sentiero cai 814 perche l attacco del 816 era in completa manutenzione , iniziato il sentiero tutto regolare ben segnalato sino alla Madonnina ballerina, abbiamo anche incrociato un gruppo di manutentori che falciavano il sentiero, perche il giorno dopo si sarebbe svolta una processione. Passata la zona dell altare della madonnina proseguiamo e ci accorgiamo man mano che la segnaletica è sempre piu incerta e la manutenzione del sentiero scarseggia. Fino ad arrivare in localita Pert dove inizia una ripida ascesa nel sottobosco, e qui il bello, sentiero inesistente alberi a terra, qualche segnale cai qua e la su alberi caduti. In poche parole il sentiero non esisteva. Insomma arrivati a quota 600 decidiamo di ritornare sui nostri passi, non con poche difficoltà. Alla fine abbiamo percorso il sentiero al contrario impiegando piu di sette ore e percorrendo quasi sedici km. In conclusione bel giro fino in localita Madonnina ballerina.
  • 28/03/2016 Saliti sul monte Prat da Forgaria sabato 26 marzo, seguendo la relazione di SN fino al tornante 826 mt in Val della Borgna, allungando verso N col sentiero 816 fino alla Val Tochel e rientrando poi con l'817, abbandonandolo alla rotabile (Plan da l'Aghe) percorsa fino alla ex latteria turnaria di San Rocco "Monte Prat". Abbiamo proseguito poi con l'818 diretto a San Rocco e Cornino, lasciandolo dopo 900 metri e svoltando a destra su sentiero non segnalato fino agli stavoli Faeles, quindi carrareccia verso O fino alla strada asfaltata percorsa per brevi tratti, tagliando i tornanti con un sentiero fino in località La Mont Rope mt. 642, dove abbiamo continuato a destra seguendo il sentiero Casa Bruciata fino al bivio Coronas mt 530, chiudendo così l'anello.
  • 24/03/2016 23/03/2016 Approfittiamo della bella giornata(anche se un pò ventosa)per un'uscita sull'Altopiano di Monte Prat,a noi sempre"caro"e ci ritorniamo volentieri. Da Forgaria percorrendo il sent. della Costalunga, con la sua bella panoramica sulla Val D'Arzino....la traccia è ben visibile,lo troviamo però più "malconcio"dell'anno scorso e con i segnavia sempre meno visibili,pure il grosso albero è sempre lì di traverso......peccato !!!!!! (meriterebbe un pò di manutenzione) anche se per percorrerlo non servono GPS.Sempre panoramico il pianoro della loc. Cjondorar con il suo particolare crocefisso e panca in pietra.....rientriamo a Forgaria per il sent.816, chiudendo così un piccolo ma "simpatico"anello Mandi
  • 23/03/2016 percorso oggi come da relazione. sent.816 perfettamente segnalato.Segnalo inoltre che all'imbocco del troi dall'ors , per prendere il sent. di costa lunga, vi è ora un cartello che avvisa la pericolosità del percorso stesso.
  • 26/01/2016 Percorso il 24-1-2016 come da relazione con rientro per variante sentiero Costalunga. Mi dispiace che il commento precedente sconsigli il tracciato GPS, evidentemente ha avuto qualche problema in quanto io con lo stesso tracciato non ho avuto alcuna difficoltà a raccordarmi al sentiero di andata presso la Forcja. Se proprio devo dare un consiglio a chi fa la variante è quello che, una volta arrivati nei pressi del "crocefisso-belvedere" prendere a sinistra del grosso traliccio appena sul bordo della schiarita della linea elettrica dove troviamo una buona traccia libera da rovi e quantaltro che ci conduce fino al prossimo traliccio sottostante dove si riprende comodamente il sentiero.
  • 24/01/2016 Riassunto: non seguite la traccia GPS! Come sempre nel kit montagna c'è anche il percorso GPS scaricato dal sito.Di solito e sempre preciso e mai forviante, ma non oggi.Nel tratto di ritorno costalunga, seguendo il GPS, arriviamo al bivio che si trova vicino all'albero caduto e la freccia (sotto un grosso sasso).Il percorso, seppur poco marcato, prosegue verso l'indicazione della freccia e verso valle, ma il gps ci dice di proseguire lungo il fianco della montagna.E noi proseguiamo sempre seguendo la traccia GPS.Per farla breve, quasi 2 ore perse tra sali scendi sul fianco della montagna tra bosco senza manutenzione, rovi ovunque e qualche segno rosso sbiadito su poche rocce.Percorse poche centinaia di metri, arrivati ad un punto dove era impossibile continuare sia per alberi che per pericolosità troppo alta, ritorniamo sui nostri passi e continuiamo sul sentiro precedentemente non considerato.Adottata questa nuova via, anche se non priva di possibilità di errore (i segni rossi sono molto radi) seguendo la sempre buona logica di andare verso valle per perdere quota (in certi tratti non si capiva realmente dove andare), abbiamo incrociato un marcato sentiero che ci ha portati a Forgaria.Consiglio di non seguire la traccia gps in questo tratto ed invito la redazione a ripubblicare la traccia corretta.Mandi!
  • 21/03/2015 Saliti oggi sull'altopiano di Monte Prat, scelto come opzione causa tempo incerto. Grigio l'arrivo a Forgaria ,poi sù tra muretti fioriti di viole,primule e cuscini di eriche, alla forcja decidiamo per il sent. della Costalunga che meravigliati, lo troviamo ben marcato con i segni B/R sbiaditi ,però puntuali ed essenziali. Al traliccio dopo il tronco (sempre lì di traverso )seguendo i segni e l'indicazione,andiamo a Sx sù fino al prativo pianale di Ciondorar di Sot dove è d'obbligo la sosta al crocefisso,e il panorama ci ripaga dalla salita.A Monte Prat poi per il Toi dall'Ors, eseguendo per un tratto il sent 816 fino ai "belvedere" vicino ai graziosi stavoli in costruzione. Per scendere riprendiamo li sent.della Costalunga per allungare ancora un pò l'escursione ora scaldati da tiepidi raggi sfuggenti Mandi.
  • 20/03/2015 percorso eseguito domenica 15 marzo dalla seguente formazione : Sabina,Deborah,Davide,Iris,Agnese,Alice,Alessandro e il sottoscritto. Gita molto piacevole senza particolari difficoltà percorsa tranquillamente anche dai bambini,la discesa in mezzo al bosco sulla via del ritorno può alle volte mettere un po' in difficoltà l'escursionista a causa della traccia non proprio chiarissima, ma state tranquilli perché se arriverete fino alla piana del monte Prat incontrerete sicuramente un simpaticissimo cagnolino nero che si chiama Fufi che vi accompagnerà senza alcun indugio fino al paese di Forgaria come è successo a noi. Ovviamente alla fine del tragitto la suddetta guida pretenderà un lauto compenso.....acqua in abbondanza e una ghiotta merenda!ciao e buona vita a tutti
  • 09/03/2015 Mmmh..dopo tante avvisaglie, mi sa che è ora di stare bassi e dare una sbirciata ai subbugli della primavera. Prendo il mont di Prât per il lato che non conosco. Parto con occhi curiosi, pronto a farmi entrare dentro i colori. Conseguenza di ciò è l'abbassamento della razionalità, tanto che, neanche partito, invece di proseguire per la scalinata mi fiondo inconsciamente sul troi de las Gratolatas attirato da un tappeto di viole. Uscito sulla strada, il fulmineo passaggio d’uno scoiattolo nero che porta a zonzo la sua codona mi fa tornar nell'altra dimensione. Continuo per il troi gratolante che sfiora il lavatoio di Cja Cagnel per poi portare a dei vecchi terrazzamenti. In assenza di una traccia evidente taglio su dritto ritrovandomi sul traverso del troi che porta alla Forcja. Qui, senza averlo preventivato, decido di prender per Costalunga, per curiosità e perchè la ripidezza, in salita, mi garba. La variante, devo confessarlo, a me è piaciuta essendo il pezzo sicuramente più “intimista” dell'itinerario. Un saliscendi che passa da dolci muretti a secco muschiati a pietraie desolate con gli alberi ancora spogli. Qui, le eriche si ergono a solitaria pennellata di colore in una giornata grigia. Giunti al traliccio, tacabanda cun la salite. I rovi pullulano ma si tengon a bada, la traccia risulta evidente. Certo, a tire ben e no mal, ma a si fan gjambis! In discesa come commentava Ectorus, sul bagnato è un'altra cosa, ma non vorrei sembrasse più drammatico di quello che è. Raggiunto il belvedere, dopo una curiosata alle casette mi ritrovo sulla strada. Oggi mi rendo conto d'esser più insofferente all'asfalto del solito. Un taglio per il bosco mi fa unire le declinazioni in latino (rovae, rovarum, rovis) con accenni di blasfemia. Poi finalmente i bolli rossi che portan in basso per la vallecola dai Poz parallela alle due strade. Qui ritrovo la pace, sgretolando però quella di quattro giovani caprioli che fuggono imitando le gazzelle. I bolli dovrebbero continuare fino all'albergo, ma quando vedo una deviazione segnalata, salgo a curiosare. E' Cja Garlat, altro nucleo di casettine silenti. La discesa è docile e da allo sguardo il beneplacito per passar di primula in croco.(01.03.2015)
  • 20/02/2015 Percorso oggi nella sua totalità, compresa la variante di costalunga.Salire seguendo il sent.816 non presenta alcun problema.Ben segnalato, ben tenuto e interessante per la storia che le varie tabelle raccontano.Diverso il mio parere per quanto riguarda la variante di costalunga.Da NON fare con terreno bagnato,fangoso e peggio innevato o ghiacciato. L'inizio del troi dall'ors non riporta alcuna tabella. Ho messo un nastro " ti vedo " per renderlo visibile. Il tratto tra i due tralicci è MOLTO ripido, invaso da erba mista a rami e rovi che rendono il percorso adatto solo a chi ha gamba ferma. Consiglio di tenere il fianco sx perchè è piu facile trovare i bolli rossi. Al secondo traliccio, trovo una tabella che indica COSTALUNGA ma invita a svoltare a dx (?)- Si deve invece continuare a scendere seguendo sempre i bolli rossi facendo molta attenzione poi a individuare la tabella per forgaria, che è posta a terra. Insomma a mio modesto parere è una variante che non vale molto la pena. Per il resto, bello anche se non ho potuto godere i grandi panorami vista la giornata con molta foschia.Buona vita a tutti
  • 25/11/2014 Percorso il giorno 23 novembre 2014. Abbiamo chiuso l'anello all'altezza del cippo dei caduti, decidendo di scendere per il sentiero di Costalunga. Questo lo si prende dopo aver superato il crocifisso e la panchina collocata ai margini della radura di Ciondorar di sot, si segue una recinzione che scende fino ad incontrare un cartello che indica a sinistra la direzione. Segnalo alcune difficoltà soprattutto se ci si trova a camminare con bambini. I radi segnali CAI bianco-rossi sono collocati a favore di chi sale e non di chi scende, per cui si vedono solo dopo aver superato il punto. Lungo la discesa si trova un primo attraversamento di una fascia interessata da una linea elettrica; bisogna mantenersi in quota scavalcando il materiale lasciato sul posto (rovi e arbusti) ritrovando il sentiero poco dopo. Arrivati all'altezza dell'elettrodotto, scendere alla sua base per ritrovare alla sinistra la traccia di sentiero (quota circa 430 metri s.l.m.). Si scende ancora per qualche minuto trovando il sentiero bloccato da un grosso tronco. Superare l'ostacolo perché poco dopo si trova a terra un cartello in legno che indica la direzione per Forgaria; da questo punto in poi la traccia si fa più ampia e segnalata.
  • 18/02/2014 We made the trail on Februar 15, 2014. Nice, calm. The Sentiero Costalunga might be a little bit difficult to find. Passing the panorama of Val d'arzino go straight ahead. Follow the signpost (90 degree to the left). If you follow the visible path you will come to an interesting cave (take car about the slightly difficult path).
  • 15/02/2014 14/02/2014-Ripercorso l'anello descritto sul monte Prat in mezzo a stavoli curati, in un ambiente di grande tranquillità. I fiori sono quasi pronti all'esplosione: manca davvero poco. Non perdetevi gli scavi di Castelraimondo e la lettura dei cartelli, abbiamo millenni di storia alle spalle. Buone passeggiate
  • 03/03/2013 Percorso ieri 2 marzo 2013; ancora presenza di neve fresca ai 700 metri che affaticano il percorso del troj dall'ors e del Cjondorar; il ritorno per Costalunga è un pò impegnativo anche a causa dei numerosi rami caduti su un tracciato poco segnalato, ma l'attraversamento del ghiaione è suggestivo. La struttura di copertura del Castel Raimondo necessita di immediata manutenzione. Appagante passeggiata di inizio stagione
  • 04/02/2013 Splendida escursione effettuata ieri il 03/02/2013, fatto l'anello come indicato, a 700 m chiazze di neve a 930 m ai piedi del Cuar fin oltre 30 cm... posti bellissimi lo consiglio a tutti, non è impegnativo ma richiede un 5 orette buone di cammino e pause per godersi i panorami ;)
  • 26/01/2013 Dopo aver poltrito quasi per un mese, oggi si torna finalmente a consumare scarponi ... la meta prescelta, il percorso del monte Prat, è senza difficoltà tecniche ma di grande soddisfazione. La giornata è stata bellissima, piuttosto fredda al mattino, ma con calma di vento e la neve, ancora abbondante sopra i 600 metri, dà il giusto colore invernale a tutto il paesaggio. Suggestiva la vista su Cuar e Flagjel imbiancati. Al ritorno fatta anche una breve visita al parco archeologico di Casteraimondo. Mauro.
  • 06/01/2013 Percorso integralmente sab 5 gennaio 2013. Piacevole itinerario alla scoperta dell'altipiano del Prat che davvero riserva piacevoli sorprese fatte di boschi, radure, stavoli e ampi scorci panoramici sia verso est che verso ovest. Magnifica la radura e annesso belvedere di Ciondorar di sotto raggiungibile percorrendo parte del cosiddetto Troi da l'Ors. Qui segnalo che, a differenza di quanto riportato nella guida n.5 (itinerario n.5) di S&N se si desidera ritornare a Forgaria percorrendo il sentiero della Costalunga è meglio non seguire la direzione dei tralicci dell'alta tensione. Cioè è preferibile varcare la passerella in legno e proseguire sul ciglio della radura (passando a fianco del crocifisso) fino alla prosecuzione del sentiero da l'Ors sul lato opposto. Qui c'è un cartello in legno che indica a sinistra la direzione da prendere per il sentiero della Costalunga. Attenzione che se fin qui l'escursione era di tipo poco più che turistico (T), se si decide per la Costalunga il ritorno si fa davvero più avventuroso (E, di sicuro!). Infatti, la traccia scende ripida e i segnavia ci sono ma non molto frequenti e bisogna fare attenzione a trovarli e seguirli fedelmente. In ogni caso si arriva al traliccio dell'alta tensione più basso e ci si raccorda, così, con quanto descritto nella guida. Da lì in poi la traccia diventa più evidente ed è comunque segnalata.
  • 12/01/2012 Camminata di domenica 8 gennaio. Parto come sempre con il buio, mi piace vedere nascere il giorno, lo spettacolo è sempre quello..ma diverso. A Forgaria riesco a non individuare Grap, non mi pare di aver visto indicazioni, torno indietro, alla fine trovo la piazzae il segnavia 816. Intanto è giorno fatto, silenzio intorno e vento freddo, affronto la scalinata di buon passo per fare subito fiato, interseco la strada passando fra le abitazioni, sotto di me Forgaria. Interessanti i cartelli tematici degli scavi di Castelraimondo, la pista è bella e si snoda fra muretti a secco, il sole filtra dai rami, raggiungo la Forchia e Coronas, poco dopo oltrepasso una cappelletta, interessanti le vecchie iscrizioni. Nei pressi del belvedere c'è già qualche violetta in fiore, pratoline ed erba trinità, c'è profumo di primavera nell'aria, mette allegria. Il panorama è ampio, Anduins e le dolci colline fino a Piancavallo, due grifoni volano lenti ed eleganti. A Bedoi esco sulla strada nei pressi di un casolare pregevolmente ristrutturato, a sinistra tracce di neve, davanti a me la sagoma inconfondibile del Cuar imbiancato. Seguo i segnavia , svolto a sinistra e rientro nel bosco sempre su un'ottima pista, anche qui cammino fra muretti a secco ben conservati grazie all'opera in atto di recupero conservativo. La pista si esaurisce sulla strada , un laghetto è completamente ghiacciato come pure Poz Grand, precedentemente incontrato. Rientro per un breve tratto tramite la strada asfaltata poi utilizzo un sentierino un po' incassato che si stacca a sinistra, qui i cinghiali si sono dati parecchio da fare, mi trovo nuovamente presso la Casavacanze e da lì ripercorro a ritroso la strada già fatta ma adesso in assenza di vento. Alla fine utilizzo un sentiero locale che scende direttamente a Forgaria, ai lati della gradinata iniziale un bell'elleboro verde si confonde con l'erba.E' un percorso piacevole che si sviluppa in un bel bosco.Loredana
  • 14/12/2008 Dal grande altopiano del monte Prat scende verso sud ovest una propaggine che termina nel colle detto Zuc di Schiaramont (m 441). Per la sua posizione strategica dominante le valli del Tagliamento e dell'Arzino, il colle fu sede di villaggi fortificati fin da epoca preromana. In questa posizione si alternarono vari presidi ma l'importanza del colle conobbe il suo apice nel medioevo quando su di esso venne edificato un castello in seguito andato distrutto. E' con queste premesse che è stato ideato il Parco Culturale di Castelraimondo, una preziosa area di scavi archeologici che oggi è possibile visitare attraverso un breve percorso didattico. Per la sua posizione, il sentiero si pone come breve e consigliata deviazione lungo il sentiero CAI che da Forgaria sale al monte Prat. Una serie di cartelli spiega in dettaglio il significato dei resti che è possibile osservare. Splendida anche la visuale sul primo tratto dell'Arzino che si può ammirare salendo sulla torre ricostruita.
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