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    Casera Tragonia da Forni di Sopra
    Alpi Carniche
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    Casera Tragonia da Forni di Sopra
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    Casera Tragonia da Forni di Sopra
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I percorsi di SentieriNaturaB14

Casera Tragonia da Forni di Sopra

Avvicinamento

L'escursione ha inizio da Forni di Sopra, una delle più conosciute località turistiche della montagna friulana. Vi si giunge da Tolmezzo risalendo il corso del fiume Tagliamento lungo la statale n.52. Giunti a Forni di Sopra si oltrepassano le case di Andrazza e Cella e quindi il ponte sul torrente Tolina deviando poi a destra al successivo incrocio. La strada raggiunge in breve la piazzetta del Comune dove si può lasciare l'auto (m 901).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Gennaio
Carta Tabacco
02
Dislivello
800
Lunghezza Km
12,5
Altitudine min
901
Altitudine max
1760
Tempi
Dati aggiornati al
2010
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  • 31/10/2015 La densità del bianco rimette il Cimon di Agar in lista d'attesa e curiosando la mappa punto verso casera Tragonia. Scelgo di salire per il 209 e di ritornare via casera Mamaiou. Il cielo è terso e sorride ai commiati danzerini delle foglie. A quota 1500 ecco la neve, accompagnata da un bosco invaso dai latrati dei suoi abitanti. Prima qualche centimetro appena, ma già al bivio verso gli stavoli Tamaras, i rami indossano il pesante maglione cucitogli addosso dalle bizzarrie autunnali. Davanti, solo uno sprofondìo di zoccoli. La neve per me rimane una magia. Ogni anno condisce d'incredulità la sua attesa. Una lavina emozionale che si ripete. Non oggi però. Le orecchie dell'anima erano tutte spalancate al vociar delle foglie! Non immaginavano di sorridere agli scricchiolii d'un manto gelato o al suono sordo d'un bianco che si fa carezza facendo svanir le pedule! Quella coperta candida, sfuggita di mano al cielo in una notte agitata, mi coglie impreparato. Ma raggiunto il ripiano, perdo i rimasugli di raziocinio. Il manto è spesso oramai una trentina di centimetri. T'immagini una foresta pacioccosa, con un forte contrasto tra i verdi scuri e i riverberi dell'inverno. Ma è una selva d'arancio che rapisce ogni raggio del sole e che fa chinar la testa ai rami dei Larici, intontiti quanto me! In casera giunge Daniele. Il gestore. Mi narra di come l'enorme cjalderie dal formadi veniva trasportata dalla valle in malga, stagione dopo stagione. Mi confida come il suo lavoro invernale copra le perdite di quello estivo. Il prezzo di concedersi ai suoi boschi, lontani da mete facilmente raggiungibili. Mi racconta del blog della casera e della nuova alta via "Dalle Dolomiti alle Carniche". Del dissennato stradone di passo Zauf che prevede addirittura una galleria per raccordarsi a casera Razzo! Gli chiedo consigli per salir sul Lagna. La terra è calda. L'erba non s'è ancora rassegnata. Il prezzo d'un conflitto stagionale così inatteso son le scivolate. Abdico senza rimpianti. Riparto mentre le nubi accorrono alla chiamata e s'abbraccian l'un l'altra, celando gli azzurri. Continuo a sprofondare nella tenerezza, in conche che son coltri ricamate da degli aghi che paion scivolati da ramoscelli di agrumeti e non da conifere avvezze al cambio d'abito! Affacciarsi a forcella Forada è uno shock. Sotto di me il vuoto. Un vuoto verticale. Improvviso. Individuo solo successivamente quel troi che s'abbraccia alle balconate di sinistra. Un pò esposto. Sicuramente sconsigliabile quando l'inverno deciso ne smangia i bordi. La discesa è disagevole. Gli iniziali dialoghi fra messer Coccige e donzella Erba, lascian poi spazio a cauti scambi di vedute tra zampe e pietraie nascoste. Scendo sotto un cielo divenuto lattiginoso. Ma poco importa! Ormai i sensi si lascian cullare da un bosco che parla, scrollandosi di dosso quel bluff che sa di capriccio, che mi ha regalato un'infinità di tele intonse, su cui si son adagiati i zampilli del autunno. Lacrime verdi, gialle, marroni, rosse. In tutte le loro sfumature possibili, a guarnire, come versi silenti, le liriche d'un divenire eterno.(17.10.2015)
  • 15/01/2015 Ultima escursione prima dello stop forzato, a Forni di Sopra un paio di centimetri di neve fresca ricoprono la lastra di ghiaccio pattinevole, niente ciaspole ma perchè no i provvidenziali ramponcini che tanto evitano le cadute? Passo spedito lungo la pista fino a Puonsas e da lì imboccato il sentiero 223A, ottimamente tracciato e segnato e attraversa un bosco che pare maltrattato, giochi di galaverna e ghiaccio lungo il rio Tolina. Casera Tragonia aperta, acqua corrente, ottimamente tenuta, lì comincia a far freddo, il sole fatica a farsi largo nel bigiume lassù; discesa lungo la pista che attraversa un bosco rovinato e sofferente.
  • 01/12/2013 Ho percorso oggi l'itinerario da Forni a Malga Tragonia, salendo per il sentiero 208 come da relazione, ho poi provato il raccordo 233A in discesa con la neve che dai prati della Casera scende nel bosco Scociaval e La badia e sbuca poco sopra gli stavoli Puonsas. Il sentiero consente di risparmiare un bel po di tempo sia in salita che in discesa ed è una valida alternativa alla strada piuttosto monotona. Fortunatamente c'erano delle tracce perchè con la neve nel bosco non è subito intuibile. Lungo il sentiero si trovano anche le indicazioni per il 233 che scende lungo il rio Tollina per il costone Ciabias per raccordarsi mi pare con il 209 proveniente da Vico.
  • 13/08/2011 Itinerario molto semplice.A fare l'anello completo come descritto,in versione estiva, ci si mettono circa 5 ore. Per niente remunerativo a livello di panorama.Solo alla casera, si può godere il panorama verso il Cridola-forcella Scodovacca.
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