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    Anello dello Zouf di Muez da Moggio
    Alpi Carniche
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    Anello dello Zouf di Muez da Moggio
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I percorsi di SentieriNaturaU24

Anello dello Zouf di Muez da Moggio

Avvicinamento

Dalla statale 13 Pontebbana si prende la deviazione per Moggio attraversando il ponte sul Fella. Imboccata via Ermolli la si percorre interamente piegando poi a destra verso Ovedasso. Il punto di partenza si trova subito dopo il ponte sul torrente Aupa, in corrispondenza di una ancona (m 321, piccolo spiazzo).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Escursione
Mese consigliato
Gennaio
Carta Tabacco
018
Dislivello
700
Lunghezza Km
11,9
Altitudine min
321
Altitudine max
861
Tempi
Dati aggiornati al
2016
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  • 19/04/2016 Ripercorso oggi con un tiepido sole e venticello che dalla cima e fino a Riulade diventa prepotente e rumoroso mentre rotola giù dal Pisimoni, a Riulade ho fatto suonare la campana per avvisare che qualcuno è in arrivo; la vecchia cucina economica posta all'esterno di un rudere ha il paiolo pieno d'acqua, stasera polenta? Niente da aggiungere al commento di Sandra se non che al civico 12 la porta è aperta e un giaccone è appeso al gancio esterno ma nessun rumore e nessuno in vista. Al rientro ho cercato un posto ove fosse possibile attraversare il torrente Aupa senza troppe difficoltà, le acque rumorose mi han fatto subito cambiare idea
  • 16/04/2016 16/04/2016- Ripercorso l'anello dello Zouf di Muec.Il ponte sul torrente Aupa non c'è più. Occorre portarsi con l'auto al guado più a valle (segnalazioni) col quale si riguadagna la stradicciola che ci porta all'ancona che segna l'inizio della salita.Il sentiero è marcato e intersecato da tracciato di pista per mountain bike. Giunti alla radura, tenersi sulla sinistra e puntare in alto. Anche lungo la discesa alcuni punti sono stati risistemati. La pista sulla quale si chiude l'anello è in buone condizioni.Il sole ci ha accompagnato lungo tutto il giro :)
  • 18/03/2014 Un’ora e due manciate di minuti e si è in cima, salita a volte ripida, ma a volte regala respiro ed il tempo di ascoltare cosa a sinistra racconta il rio Aupa e a destra il rio Alba, le loro voci accompagnano a turno lungo tutto il tragitto. La prima radura invita a divagare, qualche traccia, erba dorata e sole fanno perder di vista i ruderi della vecchia costruzione, un belvedere è vertiginosamente affacciato su Moggio e si è subito in cima; cima cimotta con erica a volontà e solo una coppia di crocus bianchi, a terra un tronco oramai marcescente sul quale i tarli han lavorato parecchio; sosta banana mandorle e noci per un piacere a occhi chiusi… La cresta effettivamente diventa poi esile crestina e anche la ripida discesina qualche impegno lo dà (sarà per le ginocchia o le spalle o forse meglio per gli anni) ma la sella poi regala emozioni, il sole illumina il bosco, a sinistra, un grosso sasso muschiato è stato trasformato in giardino dalle primule ed epatiche. Un’auto straniera parcheggiata sulla curva della stradina asfaltata che sale da Pradis, mah! ai bordi della sterrata fiorisce la petasite maggiore e qualche poligala. L’arrivo silenzioso alla silente Riulade è rispettoso del luogo, la graziosa chiesetta, la casa ristrutturata con le damigiane al sole e il vaso di funghi ad essiccare, la fontana presso il civico 12, la legna ordinatamente accatastata ai muri, la salvia che va bagnata..un paesino morto ma che si sente respirare…La discesa poi non ha storia a parte la massima attenzione a non calpestare le lunghe processioni delle processionarie che fan riemergere pruriginosi ricordi.
  • 23/01/2014 percorso effettuato ieri in una giornata nuvolosa ma per nulla invernale. Bel giro, emozionante vedere Riulade e pensare alle fatiche di chi ci ha vissuto. Da precisare che al rientro, dopo la selletta, la pista è stata risistemata e non presenta alcuna difficoltà. Mandi!
  • 05/01/2014 L’invitante salita scalda subito il corpo ma la pendenza è alleata dello sguardo e lascia il tempo per osservar i giochi degli alberi nell’assumer pose differenti. Le radure sembran mari dorati. L’erba alta abbandonato il suo vigore, forma spumeggianti onde tra le quali vien voglia di tuffarsi. Una luminosità in netto contrasto con le visuali tenebrose verso i Musi ammantati da un grigiore che sfiora le cime. Una cinciarella dalla testa azzurra si fa ammirare a lungo mentre col becco perlustra un ramo. Il sole fa brillare un Pisimoni, unica presenza visibile dalla cima, che grazie alla sua forma piramidale sembra ancor più alto, lontano, inespugnabile. La discesa dalla cresta è dolcissima, i grandi ciuffi d’erba rendon morbido ogni passo entusiasmando le ginocchia. I belvederi verso Moggio, complice una limpida visuale, son regali inaspettati dopo tanto bosco La deviazione verso Riulade è obbligatoria e senza equivoci, basta continuare a salire dritti dal primo bivio. Nonostante le rovine il borgo non emana tristezza, anche grazie al recupero di qualche casa trasmette memoria e stimola l’immaginazione, lo stupore, il rispetto. A contrastare il dominio cromatico delle pietre, le pareti interne di un edificio con dei colori che dovevano essere sgargianti, forse per illuminare i lunghi inverni. A Riulade di sopra il rumore di legna tagliata ci preannuncia l’incontro con Ivo. A dieci anni lasciò il borgo e qui cuore e ricordi. Tanto da ricostruire la casa dei genitori in vent’anni di ostinati sacrifici. L’incontro con gente di monte inizia sempre guardingo ma l’empatia oggi è trascinata dai sorrisi. Il caffé offertoci accanto allo spolert accompagna una chiacchierata caratterizzata da occhi curiosi e tante domande. Spesso una camminata non è solo l’itinerario in sé ma è condizionata dai colori, dalla compagnia, dagli incontri o da sé stessi. Le emozioni provate oggi mi porteranno inevitabilmente a ripercorrere queste strade quanto prima, a bermi un altro caffé con Ivo, con uno zaino pieno di dolci per ringraziarlo dei suoi timidi sorrisi e degli sguardi franchi e sinceri. (03.01.2014)
  • 13/03/2012 ZOUF DI MUEZ-Da dire che nello spirito dell'escursionista,vanno visitati anche questi monti che a mio giudizio hanno pur sempre un fascino, se non altro per le diverse prospettive panoramiche che ci presentano. La parte iniziale, fino alla cima, ( h.1,15 al mio passo) va affrontato con dovuta calma perchè i 511 mt.di dislivello si sviluppano con pendenza piuttosto marcata.La cima non è per niente panoramica.L'alta vegetazione permette di vedere solo le cime del monti che ci circondano.Nella parte successiva, si trovano alcuni punti panoramici.Detto che la traccia prima dell'insellatura di q.ta 685, diventa una strada non segnata nella carta Tabacco, ignorati altri sentieri che si trovano ai lati, sono arrivato ad un trivio non comprensibile nella cartina.Poi ho capito che era il bivio che sale a Riulade, ma ormai avevo preso la sinistra e così sono arrivato al paese di Pradis.Insomma, gratificato da una bella giornata di sole, mi ha fatto piacere fare questo giro, ma non credo di ripeterlo.Buona vita a tutti
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  • al lavoro nel bosco
    19/04/2016 al lavoro nel bosco
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    19/04/2016 Riulade
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    19/04/2016 ricordi...
  • La Grauzaria scendendo lungo la dorsale
    19/04/2016 La Grauzaria scendendo lungo la dorsale
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