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    Anello di Purgessimo
    Prealpi Giulie
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I percorsi di SentieriNatura

Anello di Purgessimo

Avvicinamento

Da Cividale si esce in direzione di Castelmonte lasciando però quasi subito la strada che si inerpica verso il santuario per piegare a sinistra portandosi nel piccolo paese di Purgessimo. Individuata Via Roncuz si parcheggia lungo la strada (m 159).

Descrizione

Lungo la strada si trovano, dopo poco, sulla sinistra, le segnalazioni del sentiero per il castello ed il monte Purgessimo. Si inizia lungo una mulattiera sassosa rovinata dal ruscellamento che prende quota sopra il paese sfociando in breve sulla sterrata che serve gli impianti del monte. Dopo pochi metri imboccare la pista forestale che si stacca sulla sinistra e, con andamento pressoché orizzontale, porta ai ruderi del castello di Gronumbergo. E’ consigliabile a questo punto scendere per pochi metri lungo la traccia che costeggia la rocca per visitare anche l’altro lato dove si apre una specie di ingresso ad arco.
Dal castello le segnalazioni proseguono direttamente lungo il crinale del monte, inizialmente accidentato e sottile ma via via più agevole. Dopo poco la traccia si trasforma in comodo sentiero ed in breve confluisce nuovamente sulla strada sterrata in corrispondenza di un tornante dal quale si stacca una pista secondaria. Seguendo i segnavia si imbocca la pista che inizia a traversare sul versante nord ma la si abbandona quasi subito per proseguire nel bosco di castagno. Dopo avere intersecato la strada ancora un paio di volte il sentiero raggiunge la cima del monte Purgessimo (m 453), boscosa ed occupata da impianti per telecomunicazioni. Aggirando le recinzioni si esce su una inaspettata radura dove il bosco si interrompe lasciando finalmente lo spazio ad una ampia visuale sui colli di Castelmonte e sulla piana di Purgessimo.
Si prosegue seguendo le indicazioni per Castelmonte lungo un sentiero abbastanza scivoloso sul ripido versante orientale. Ci si immette così nella ampia carrareccia che traversa in direzione est le pendici meridionali del monte. Nel tratto in cui la pista si fa rettilinea e attraversa una panoramica radura, fare attenzione sulla destra alle segnalazioni che ci consentirebbero di chiudere in anticipo l’anello scendendo direttamente a Purgessimo. Volendo proseguire invece si oltrepassa una abitazione privata in corrispondenza di un crocevia poi, ad un ulteriore bivio, si tralascia definitivamente la strada per Castelmonte e si piega a destra (cartello). Dopo poco il sentiero si sdoppia ancora ma i segnavia ci guidano nella direzione giusta (Grudina). Ancora pochi metri e si incontra anche l’ultimo bivio: tralasciare la prosecuzione per Grudina e scendere sulla destra orientandosi finalmente nella giusta direzione. Il rientro avviene lungo una pista che corre quasi parallela a quella percorsa più in alto e cala dolcemente assecondando alcune rientranze boscose che lasciano poco spazio al panorama. Superata una sorgentella con un curioso cartello di pericolo vipere la pista si raccorda con la strada principale che in breve ci riporta esattamente al punto di partenza.

Avvertenze

Nella zona compresa tra Madriolo, Purgessimo e Castelmonte sono stati sistemati e segnalati alcuni percorsi a carattere storico e naturalistico che per la loro brevità sono adatti a tutti.
L'escursione qui descritta riunisce alcune di queste proposte in un anello circolare. Un grande cartello tematico all'ingresso di Purgessimo visualizza una mappa dettagliata di tali itinerari che riportiamo qui sotto in formato PDF per offrire ulteriori spunti di approfondimento.
Escursione
Mese consigliato
Dicembre
Carta Tabacco
041
Dislivello
300
Lunghezza Km
7,2
Altitudine min
159
Altitudine max
453
Tempi
Dati aggiornati al
2012
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  • 30/01/2015 Senza scalzar le pedule mi ritrovo a sbatterle nuovamente sulle pietre. La mulattiera certo è rovinata,ma pur presentando spazi erbosi ai lati, invita a salir di sasso in sasso e la consuntezza si trasforma in divertimento rendendo davvero breve la risalita alla torre dei Gronunbergo. Nonostante l’apparenza la pietra conica posta sull’arco all’ingresso, fa capire come sarà una delle ultime a precipitar tra i rovi. Quello che colpisce dell’austero maniero, oltre alla forma, è la sua penuria di aperture, un’inviolabilità pagata con il prezzo delle ombre. Per chi fosse capricorno, almeno di fatto se non astralmente parlando, invece di ritornar sui suoi passi può effettuar il breve periplo della cinta muraria. Il troi mi conquista subito, parte deciso e ben adornato di massi. Il bosco è arioso e lascia passar le carezze del sole. Tra le fronde si riesce a sbirciare verso la fiancata rocciosa del Mia e le borgate di Mersino. Unico neo è la predominanza dei capannoni della zona industriale di Spietar che costeggiata innumerevoli volte, non m’era mai sembrata così grande. Il rumore di sottofondo è un altro prezzo da pagare quasi fino alla vetta. Ben segnalato il troi si districa tra gli arbusti fino alla radura. Bella la vista sulla piana, che scivola fino allo sfavillar del mare. Nonostante l’ampio panorama da un lato e il santuario arroccato dall’altro, sono conquistato dai campi sottostanti risultanti di una bonifica. Tutto è ordinato al millimetro in un’alternanza di colori sfalsata che va dal nero al marrone spento, dal boschetto spettinato fino ai verdi. Parquet, mattonelle e piastrelle sono geometricamente divise da stradine perpendicolari. Puro ingegno padano! Da qui pare una coperta fatta con gli avanzi di una sarta. Scendendo, la piramide del Matajur è stiracchiata a dismisura e ruba la scena al corno imbiancato del Krn. Mia e Vogu stan in disparte e il Kanin sfiora le nubi. Al ritorno vorrei allungare fino a Grudina ma le lancette fan tic tac. Consiglio a priori la deviazione per avere una scusa per scender lesti verso quei campi colorati. Di mio ho provato a individuare le tracce che, tratteggiate, dipartono a meridione dalla carrareccia, senza esito positivo se non un vano avanti in drè in un bosco caotico e serrato. Li ho raggiunti ugualmente quei campi, tagliando gli ultimi tornanti per i prati. Il breve passeggiar tra quelle tele vergini solcate dagli aratri o popolate da rade erbe mi ha inondato della sensazione promessa. Con la mela d’ordinanza piombo in una serenità avvolgente che sorride ad occhi socchiusi agli ultimi raggi del sole. Una breve passeggiata ma dalle molte facce, spesso del color delle primule o dei crochi aperti che attirano i primi insetti a colorarsi le zampe con la bramosia della primavera.(27.01.2015)
  • 15/12/2012 06/12/2012 - Ripercorso l'itinerario descritto. Mi hanno incuriosito le misteriose incisioni in cirillico su massi alla base del castello di Gronunbergo (dal tedesco, Monteverde). All'interno delle mura (parecchio) pericolanti si intuiscono i segni dei vari piani. L'itinerario è stato per gran parte segnato da bolli, ideale come percorso in questa stagione. Nella radura panoramica poco sotto la cima, occupata da impianti di antenne, è stato posizionato un libro firma. Giro frequentato da mountain bikers.
  • 02/05/2012 CEMUR-MONTE PURGESSIMO-CASTELMONTE-PICON. Bella alternativa all'anello qui proposto. Si attraversa il ponte su torrente Cosizza a Cemur e poi, seguendo i segnali PCG si arriva facilmente in vetta al monte di Purgessimo (bel panorama sulla pianura friulana). Da qui si cala sull'altro versante e, per pista forestale e sentiero si arriva dritti a Castelmonte. Poi, senza salire al Santuario, si imbocca il 760 e si ridiscende comodamente passando per il grazioso villaggio di Picon e rientrando in breve a Cemur. Percorso semplice e ottimamente segnalato. Adatto a tutti i pellegrini. L'ho fatto la scorsa settimana con due simpatiche sorprese: un bel temporale con grandine (preso tutto) e un pastore tedesco anzianotto e abbandonato che mi ha seguito (ci siamo fatti compagnia) per buona parte del percorso. A Castelmonte l'ho affidato al proprietario del bar sul piazzale, che ringrazio, dopo aver rintracciato finalmente il legittimo proprietario. Speriamo che la Madonna abbia preso atto della buona azione ...anche se non era proprio un PGR...Graziano
  • 25/04/2012 In queste ultime settimane così povere di sole ho approfittato per camminare basso e percorrere itinerari "minori", tali perchè meno conosciuti e frequentati. Percorso oggi quest'anello con qualche variante in modo da allungare il cammino. Parcheggio poco oltre il ponte sull'Alberone prima di Purgessimo, segnavia del Percorso Circolare di Gronumbergo visibilissimi, da lì in poco salgo ai ruderi del castello. Il sentiero è ripido, risale qualche viscido canalino terroso e roccioso, un tratto franato è stato protetto, poco oltre una corda aiuta a non scivolare. Il bosco nuovo è colorato, nel sottobosco fiorisce abbondante l'anemone, il latte di gallina, la falsa ortica, il terreno è fangoso. Arrivo a ciò che resta del castello di Gronumbergo, al suo lato si inerpica il sv che sale al monte Purgessimo, sentiero mai banale, traccia esile fra sassi ed arbusti. Esco presso un trivio, continuo a sinistra in salita e poco dopo a destrra trovo i segnavia che invitano a salire su terreno malagevole, e il picchio è al lavoro, instancabile. Incrocio un paio di volte la pista di servizio che conduce alle antenne, diverse tracce tracce salgono, oltrepasso gli impianti ed eccomi sulla spianata sommitale, c'è anche il libro di vetta, discreta visuale sulla pianura, sole e calma di vento. Breve doverosa sosta e scendo lungo un veloce sentiero, ampio, a tratti sassoso, mi immetto nuovamente su una carrareccia: è ampia. In breve mi ritrovo su un'ampia radura , un gruppo di persone a cavallo mi sorpassa un gruppo di persone a cavallo; imbocco a destra il sentiero per Grudina che seguo fino al vecchio casolare. Da lì c'è la possibilità di rientrare a Purgessimo o di continuare uscendo sulla stradaasfaltata. Io continuo e mi ritrovo a Mezzomonte, lì si raccorda anche in sentiero che scende da Grudina, in realtà è in fase di manutenzione e non accessibile. Proseguo lungo il noioso asfalto per poco e fino a trovare a sinistra il segnavia ed imboccare a sinistra il sentiero indicante Zugliano, Madriolo e Purgessimmo; è un'ampia carrareccia che sale fino ad uscire nuovamente sulla strada; la prosecuzione del sentiero è proprio di fronte ma anche qui è in corso un'importante opera di disboscamento con macchine operatrici. Mi rassegno a proseguire lungo la strada fino a Carraria, al primo incrocio mantengo la destra, oltrepasso il torrente Lesa, a Madriolo segnavia su un palo a sinistra e finalmente mi immetto sulla pista che si snoda fra campi costeggiando lungamente il rumoroso Natisone fino ad uscire sulla stradanei pressi del parcheggio. Escursione da riservare ai periodi morti, di stanca, peccato per il lungo tratto d'asfalto evitabile in parte imboccando a destra nei pressi della 9a stazione via Crucis la pista che in 50' riporta a Purgessimo (indicazioni). Loredana
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