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    Anello dei borghi di Moggio da Moggio Alto
    Alpi Carniche
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    Anello dei borghi di Moggio da Moggio Alto
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I percorsi di SentieriNaturaU25

Anello dei borghi di Moggio da Moggio Alto

Avvicinamento

Dalla statale 13 Pontebbana si prende la deviazione per Moggio attraversando il ponte sul Fella. Senza raggiungere il centro del paese si devia a sinistra per Moggio Alto fino a raggiungere l'Abbazia poco oltre la quale si seguono le indicazioni per Travasans (via don Domenico Tessitori). La strada termina in corrispondenza delle ultime abitazioni presso una piazzetta con fontana (m 413, segnavia CAI n.420, possibilità di parcheggio).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Gennaio
Carta Tabacco
018
Dislivello
900
Lunghezza Km
12,3
Altitudine min
388
Altitudine max
922
Tempi
Dati aggiornati al
2015
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  • 27/03/2016 26 marzo 2016. Dopo tanti anni, approfitto del silenzio del Sabato Santo per ritornare nei vecchi borghi di Moggio, percorrendo l’anello esattamente come proposto da SN. Sentiero sempre adeguatamente segnalato ed in ottimo stato (anche i punti soggetti a franamento nel vallone del Rio Moggessa sono stati ben ripristinati), che porta a fare un tuffo indietro nel tempo. In tutti i borghi attraversati abbiamo trovato qualche segnale di vita: c’è chi cura i fiori, chi fa legna, chi zappa l’orto, a Moggessa di Là si sente rumore di motosega … un paio di auto in transito tra Morolz e Moggessa, una moto parcheggiata nella piazzetta (?!?) di Moggessa di Qua. Per quanto riguarda le fioriture primaverili, oggi è stata soprattutto l’epatica a rallegrarci durante tutto il giro; timidi crocus nei prati di Borgo di Mezzo, poi primule ed erica verso il ritorno. Durante la salita alla Forca, imbarcata (e subito invitata a scendere!) la prima zecca della stagione. Itinerario rilassante e meditativo, non faticoso. Da non sottovalutare comunque tutti le perdite di quota e le successive risalite, che portano il dislivello complessivo a circa 900 metri. Per la chiusura dell’anello ed il ritorno a Borgo Travasans, se ci si attiene fedelmente alle indicazioni della guida di SN non ci sono problemi. Mandi e Buona Pasqua a tutti!
  • 21/01/2016 Percorso il 17 gennaio 2016 seguendo l'itinerario come da relazione. Tracciato tutto regolare anche per l'assenza di neve che ha permesso di godere di una apiacevole escursione.I ruderi e le case riparate dei borghi portano inesorabilmente a far riflettere su un passato non molto lontano, quando questi luoghi erano pieni di vita pur trovandosi isolati in zone così selvaggie e avare che sicuramente hanno messo a dura prova chi li abitava.
  • 16/01/2016 Ripercorso oggi, giornata frizzante e cielo terso, solo tracce di neve lungo il sentiero di salita, la vecchia bicicletta (o quel che ne resta) a Poldos si lavora.....l'abitante di Moggessa di Là afferma che è meglio star da soli, odor di fumo nell'aria e forse anche di cibo(?). Ogni angolo, ogni portico merita uno sguardo, il timo bruciato dal freddo ma che odora ancora intensamente, la salvia, qualche fiore che germoglia timidamente..e poi i muretti a secco ricoperti di muschio verdissimo....il fascino delle Moggesse...
  • 06/04/2015 06/04/2015-Una Pasquetta fredda e ventosa fa da sfondo alla nuova percorrenza di questa escursione, in compagnia di amici per i quali il luogo è nuovo quasi per intero. L'aria fredda contrasta con la presenza di primule e epatiche in fiore e la salita alla Forca ci scalda. Nel libro firme della cappella è già stata apposta una riflessione sull'ultimo incidente montano, qui a Moggio, di pochi giorni fa. Alcuni ragazzi corrono nei campi di Poldos richiamati dalla nonna. Morolds invece è silenzioso, anche se abitato, come testimonia il fumo della casa con la torre. Il muro che definisce un punto particolarmente stretto della pista manifesta incontri ravvicinati con gli specchietti delle auto in transito, un problema che un tempo non era molto sentito ... Piccoli orti attendono di essere coltivati. A Moggessa di là alcune auto parcheggiate (solo molto strette e 4x4!) indicano la presenza di alcuni proprietari delle case. La vecchia scuola (l'edificio della meridiana) presenta ora i serramenti ristrutturati. La pluriclasse era frequentata dai bambini dei borghi vicini, una stanza, un maestro che veniva su a piedi da Moggio. Gruppi di escursionisti si fermano per la sosta pranzo presso la chiesetta con la fonte mentre noi ci attardiamo a passeggio per il borgo, poche vetrine, parecchie fontane. Visitato il vecchio mulino presso il greto del rio, dove un pensiero corre a chi è transitato con i pesanti sacchi lungo il ripido sentiero. Incontriamo un gruppo di amici da poco diventati nonni di Emma, è bellissima la loro felicità. Moggessa di qua è inondata dall'odore di grigliata preparata da un gruppo di ragazzi; mentre il cielo si ingrigisce ci avviamo oltre; la zona sopra il rio Moggessa è stata liberata dalle ghiaie che avevano invaso il fondo e il pendio rinforzato. A presto.
  • 13/12/2014 I primi passi son tutti un pentimento per non aver sterzato verso la Mariane. Non doveva esser nuvoloso? Ma ben presto il troi mi entra dentro, donandomi una tranquillità e un sorriso che mancavan da un po'. Una bicicletta arrugginita è appesa ad un albero. Dopo il ponticello il fuggir d'un capriolo rende ancor più carezzevole l’inceder serpentevole e dondolante, addobbato da primule e ciclamini. Bello anche il sottile traverso della Cengle dal Malar. Borgo di Mezzo è ben sveglio e operoso, i piumini prendon aria sulle finestre, in alto, curiosa una Grauzaria spruzzata di bianco. L’avanzar per la mulattiera è un indietreggiar del tempo. Morolz è silente. Iniziano a comparire i segni dell'abbandono tra case curatissime. Moggessa di Là, la picjule, sbalza il sentire in un’altra dimensione. Qualcuno pulisce il bosco, tre escursionisti si rifocillano sulla panca, un albero di natale coi fiocchi (proprio addobbato di fiocchi) è posto vicino ad un presepe di legno accanto alla chiesa. Un gatto diffidente pretende la tassa di passaggio mentre uno degli ultimi due abitanti del borgo prende il sole. Sconsolato da un passato che non tornerà, quando qui c'era la scuola e vivevano più di venti famiglie. Camminando per i vicoli mi raggiungon gli odori, che san di vita e animano i ciottolati, scontrandosi con quel senso di fantasmatica decadenza che vuole impossessarsi del borgo. Ogni edificio merita d'esser osservato, le arcate di pietra, le fontane scolorite, frammenti di intonaci che resistono in case scoperchiate, pezzi di scuro colorati che emergon dalle macerie. Tra le Moggesse il mulino merita una sosta. Dettagli da ammirare senza fretta, per lasciar il tempo all'immaginazione di render operosa la grande macina poggiata al muro esterno o il volger di quella ruota ora in secca. Pensando al pellegrinaggio per trasformar gli sforzi in una farina preziosa più dell’oro. Moggessa di qua è un ecatombe di caseggiati. Le ferite del tempo e dell'agitarsi della terra son tutte lì. Le poche case recuperate si nascondono tra pareti divorate dai verdi. Le voci di un gruppo di boy scout riportano a quando le stradine pullulavan di vita. Il rientro è meditabondo. Son visite intense, che scuotono e producono sentimenti contrastanti che si sovrappongono. La sorpresa del tratto pietroso ed eroso fa riconcentrar sui paesaggi. La luce è splendida, Moggio è da cartolina con un Kanin illuminato e il Fella ormai in ombra. Nonostante la mia avversione per il cemento e i lunghi tratti di carrareccia quest'itinerario merita d’esser percorso, per respirar fatiche, per immergersi in una dignità antica i cui rintocchi eran dettati da semplicità e fatiche quotidiane.(08.12.2014)
  • 12/12/2014 anello percorso oggi in una bellissima giornata soleggiata. Tutto il percorso è perfettamente segnalato e privo di pericoli o difficoltà. Lunghetto per questo periodo di giornate corte, ma basta partire un po prestino. Le 6 ore indicate nel libro "sentieri dell'uomo" sono reali, escluse soste foto,pranzo,chiacchierate ecc.ecc-In tutto 4 i borghi passati, ho trovato gente che ha la casa in loco. Addirittura uno a moggessa di qua,residente stabilmente tutto l'anno. Ma mi ha garantito che non si annoia mai......A livello panoramico ( e quindi fotografico) non è molto remunerativo, ma a livello di storia alpestre è molto interessante.Buona vita a tutti
  • 05/05/2014 Anello percorso ieri, merita. Attenzione alle zecche nel tratto del sentiero 420 che dalla forca di monticello scende a Borgo di mezzo (cengle dal malar),stretto e con erba alta ai lati di cui non si puo' evitare il contatto: consiglio di fare uso di deterrenti spray e abbigliamento adeguato. Il resto del percorso non crea problemi in quanto largo e pulito.
  • 13/04/2014 Percorso ieri, anello veramente vario e meritevole. C'è un segnale di inagibilità per lavori (termine indicato: 30 aprile) tra Moggessa di Qua e Moggio ma si passa comunque. La mia traccia GPS indicava una lunghezza complessiva di circa 14km.
  • 12/09/2012 Ho percorso il sentiero CAI n.418 martedi 11 settembre 2012 veramenrte suggestivo.ATTENZINE al Tratto detritico Lat: 46.4131 - Lon: 13.1645 - 618 m c'è un pezzo di circa 10 metri franato, sono passato non senza difficoltà!
  • 06/11/2011 molto bello con i colori autunnali. poco dopo Moggessa di qua il sentiero è parzialmente franato ma si passa abbastanza agevolmente.
  • 28/04/2011 Ho percorso l'anello in gennaio: il silenzio e la desolazione dell'inverno rendono i luoghi davvero magici, sembra di fare un viaggio indietro nel tempo (e niente zecche!).
  • 01/04/2011 Percorso odierno, bello; vien voglia di attraversare le Moggesse in punta di scarponi per non profanarle. Suggestivi e piacevoli i guadi e le cascatelle. Attenzione alle zecche (in piena operatività fino ad oltre la Cengle dal Malar) tant'è che all'attacco del sent. 420 la sez.CAI di Moggio ha affisso un cartello che invita a controllarsi a fine percorso. Loredana
  • 28/02/2011 Veramente bello l'intinerario, da fare nel periodo invernale, ma se c'è neve e gjhiaccio consiglio di portare i ramponcini.
  • 25/04/2008 Percorso piacevole, non faticoso, ricco di spunti storici e ambientalistici. Attenzione ad un albero caduto sulla stretta cengia del malar, richiede una breve risalita. Una breve digressione sul sentiero 419 da Moggessa di là al rio Glagnò propone un primo assaggio di un ambiente straordinario. Complimenti al sito.
  • 08/07/2004 complimenti,un sito molto interessante che consultero' spesso,e consigliero' ai miei amici.
  • 28/03/2004 Bel tracciato, ma occhio quando si passa dal sentiero 420 a 418 (Borgo di mezzo)! E' facile sbagliare e scendere per altre traccie minori nel bosco andando a finire a Moggessa seguendo il corso del Rio Mulin. In quel caso sarete costretti a cercare il punto più adatto per attraversare il Rio e a compiere parecchi saliscendi tagliagambe!Comunque buon divertimento! Marco
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