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I percorsi di SentieriNaturaU21

Anello della valle di Musi

Avvicinamento

Da Tarcento si risale la Val Torre oltrepassando Vedronza e Pradielis fino a giungere al Ristorante alle Sorgenti. Lasciato a sinistra il bivio per Tanataviele, al tornante successivo si parcheggia l’auto lungo la pista che si inoltra verso le ghiaie del torrente Mea (m 560).

Descrizione

Lasciata l’auto si segue la traccia che traversa il greto mirando al cartello del Parco delle Prealpi Giulie sul lato opposto dove una mulattiera risale nella rada boscaglia fino a sbucare presso le ultime case di Simaz . Pochi metri a destra un grande cartello segnala l’inizio del Sentiero Natura Valle Musi, un itinerario che il Parco delle Prealpi Giulie ha dotato di 15 pannelli illustrativi. Si inizia attraversando un boschetto di carpino nero ed orniello cui fa seguito una successione di belle radure. Si giunge in breve alle pendici del monte Ruscie, caretterizzate da un suolo più arido e sassoso. In questi luoghi possiamo osservare a primavera una interessante fioritura di specie legate a quote più elevate come il camedrio o il rododendro nano che qui scendono trovando un ambiente favorevole lungo i greti ed i ghiaioni. Nella tarda estate invece il colore prevalente è il rosa carico della genzianella pelosa che si rinviene comunemente lungo tutto il percorso. Dopo avere oltrepassato il greto del rio Zalodra il sentiero esce su una estesa radura un tempo sede di un poligono militare. Un cartello poco oltre ci indica di piegare a sinistra per risalire un grande conoide detritico colonizzato dalla ginestra stellata. Avvicinandosi alle pendici del monte Tamor la pendenza aumenta ma in breve si raggiunge un pulpito panoramico dove si incontra anche la deviazione per la vetta del monte Musi.
Noi invece perdiamo quota lungo il sentiero CAI n.737 attraversando tra grossi macigni il greto del rio Tapotamor. Riguadagnato il fondovalle, dopo un breve tratto nel bosco, il sentiero esce nuovamente sulle ghiaie del torrente Mea, colonizzate dai salici arbustivi in mezzo ai quali possiamo osservare le ultime fioriture della campanula cespugliosa. Si attraversa successivamente una rada pineta a pino nero e pino silvestre per immettersi poi in una pista sterrata che in leggera salita conduce alle casere Trepetnica (m 758, fonte). Attenzione ora ai segnavia che evitano l’invitante stradina sulla destra per risalire a monte delle abitazioni. Dopo un breve tratto nella boscaglia il sentiero traversa in direzione del greto del rio Masarion che si attraversa destreggiandosi tra i sassi. Subito dopo si scende utilizzando il cordolo detritico che delimita il canalone riprendendo poi la direzione principale verso est. Si giunge quindi al complesso delle case Sriegnibosch, lasciando ancora a destra la pista che sbocca sulla strada principale. Il bosco si interrompe bruscamente in corrispondenza dell’ultima grande fiumana ghiaiosa che si attraversa facendo buon uso delle segnalazioni. Ancora un breve tratto in salita, sfiorando alcune abitazioni, ed il sentiero trova la sua conclusione in corrispondenza del complesso del Pian dei Ciclamini (m 795, ristoro agrituristico con possibilità di pernottamento).
Per il rientro si può utilizzare il medesimo itinerario oppure scendere direttamente lungo la strada asfaltata. Una terza opportunità consiste nell’utilizzare la pista sterrata che corre sull’altro lato della valle lungo le pendici del Gran Monte. Questa alternativa offre senz’altro maggiore interesse rispetto alla strada asfaltata ma richiede un piccolo aggravio nel dislivello e nella lunghezza. In questo caso, dopo essere scesi per circa 600 m lungo la strada, si imbocca la pista forestale di recente apertura che si stacca sulla sinistra. Dopo un lungo tratto quasi rettilineo, in corrispondenza di una costruzione, si prende a sinistra in salita compiendo poi un tornante che riporta nella giusta direzione. Si tocca il punto più alto dell’escursione a quota 916 m (deviazione a sinistra per il Gran Monte) poi la pista inizia lentamente a perdere quota con una lunga diagonale che termina presso le casere Chisalizza con la chiesetta di Sant'Agostino, visitabili con brevissima deviazione. C’è ancora l’occasione di osservare le fioriture tardive della asclepiade e dell’epilobio a foglie di rosmarino poi, lasciata a sinistra la diramazione che conduce alle case, si inizia a scendere decisamente verso il fondovalle. La strada è immersa nella boscaglia ma di tanto in tanto la visuale si apre sulla vetta del monte Cadin, estrema propaggine occidentale della lunga catena dei Musi, e sul dirupato sperone che ospita il bivacco Brollo. Dopo una serie di tornanti la pista termina sulla strada asfaltata a brevissima distanza dal punto di partenza.

Il Sentiero "Per Tutti"

Da segnalare al Pian del Ciclamini la presenza di un sentiero didattico che si distingue da altri percorsi simili per la possibilità di essere fruito anche da parte di persone non vedenti o con difficoltà motorie. Il percorso è naturalmente una meta ideale anche per i più piccoli.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Settembre
Carta Tabacco
026
Dislivello
500
Lunghezza Km
11,3
Altitudine min
560
Altitudine max
901
Tempi
Dati aggiornati al
2008
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 07/05/2016 Ho effettuato stamane l'anello. Tutto è circondato da un verde brillante. I cartelli mi sembra che ci siano tutti anche se un pò sbiaditi.Il rientro dalla carrareccia è solo un pò noioso, ma con lo spirito giusto va bene anche questo. Ho trovato la carrareccia bella in ordine fino al bivio con il sentiero 710 che sale, poi è un pò in disordine.Alle casere Chisalizza non farsi ingannare dal cartello con scritto 4Km, io ho provato ad entrare nel sentiero ma l'erba era altissima. Scendere dalla carrareccia che è ben visibile.Buona passeggiata
  • 16/01/2016 Percorso ad anello effettuato oggi in una gradevole giornata invernale con cielo sereno e temperatura mite per la stagione. Escursione priva di difficoltà con modesto dislivello e non particolarmente lunga. Il percorso è sempre ben segnalato ed arricchito da interessanti pannelli illustrativi. Seppur poco panoramico, è molto suggestivo il paesaggio creato delle ghiaie del torrente Mea e dai suoi affluenti. La pista del rientro, non proprio esaltante, risulta comunque molto panoramica e permette di visitare le casere Chisalizza con la chiesetta di Sant'Agostino. Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
  • 05/03/2014 Anello della valle di MusiNel pomeriggio di domenica 02-03-14 condizioni meteo in miglioramento si parte in fetta e in furia con una bottiglia d’acqua un cambio maglia e kit x pioggia nello zaino. Passato il torrente Mea cartello segnaletico semi distrutto però il sentiero ben marcato ci conduce senza problemi fino al paese di Sima. Il percorso un po’ brullo e povero di fioriture non entusiasma troppo, ma ciò che colpisce di più lungo il tratto da Sima a Pian dei Ciclamini e la quasi totale distruzione di tutti i pannelli illustrativi e CAI. Arrivati al bivio per il M. Musi, un venticello gelido proveniente da Uccea taglia la faccia, decidiamo visto l’ora di non fermarci all’agriturismo dei Ciclamini e di proseguire il giro per la pista che taglia le pendici del Gran Monte. Il sole ormai calato ci fa allungare il passo per non imbatterci nel buio, un centinaio di metri con poca neve nei pressi del bivio per il Gran Monte e poi giù veloci in discesa. La pista è in ottime condizioni, nei tratti con maggiore pendenza è cementata e questo non giova troppo alle articolazioni inferiori. Finalmente s’intravede tra gli alberi il nastro nero della strada che percorre tutta la valle. Il silenzio e le ombre della sera calano velocemente, il paesino di Musi è ricamato dai lampioni arancio che illuminano le strade, un senso di soddisfazione riempie la mente. Grazie madre natura per tutte le emozioni che mi regali.
  • 23/09/2013 Era già da un po' di tempo che ci eravamo ripromessi di fare questa escursione e così finalmente ieri ci siamo riusciti.Abbiamo seguito fedelmente la descrizione del percorso sia nel tratto d'andata che nella variazione sul versante opposto nel ritorno. Siamo rimasti proprio soddisfatti specie dell'andata, molto ben segnalata con cartelli lungo il percorso, fatta boa al Pian dei ciclamini con meritata sosta abbiamo poi seguito la traccia sul versante opposto, a dir nostro meno bella e curata, ma che ci ha permesso di visionare a distanza il tratto dell'andata.L'escursione non pone alcuna difficoltà particolare, offre scenari molto belli vicini a casa, senza la necessità di macinare tanti km d'asfalto per raggiungere la meta. Stefano
  • 27/12/2011 bella ed interessante paseggiata che attraversa ambienti molto vari. Molto ben segnalato tranne alcuni punti dove però la direzione è abbastanza ovvia. Tenere presente che in questo periodo la mattina presto il sole non arriva sino al percorso del sentiero quindi si cammina costantemente all'ombra e al freddo...
  • 22/01/2011 Percorso odierno, poco più che un a passeggiata (a parte la neve e ghiaccio verso pian dei ciclamini e sul sent.710); comunque interessante anche grazie ai cartello esplicativi del parco naturale dei Musi. Una interessante camminata. Loredana
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  • bellissima mulattiera
    21/11/2014 bellissima mulattiera
  • L'accogliente cartello
    21/11/2014 L'accogliente cartello
  • la croce della pace
    21/11/2014 la croce della pace
  • Il Postoucicco dal sentiero
    21/11/2014 Il Postoucicco dal sentiero
  • Ultimo tratto di salita verso il bivio con il sentiero 737
    22/04/2013 Ultimo tratto di salita verso il bivio con il sentiero 737
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