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    Monte Caulana dal Pian delle More
    Prealpi Bellunesi
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I percorsi di SentieriNaturaV03

Monte Caulana dal Pian delle More

Avvicinamento

Lungo la strada che da Piancavallo scende verso Barcis, dopo circa 2 km, individuare sulla sinistra la pista di servizio alla casera Pian delle More presso il grande bacino artificiale (indicazioni CAI segnavia n.295). Qui si può giungere anche direttamente da Barcis risalendo la rotabile della Val Caltea. Imboccata la carrareccia conviene lasciare l’auto dopo poco nei pressi di una cabina elettrica (m 1172, comodo parcheggio).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Vento
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Agosto
Carta Tabacco
012
Dislivello
1000
Lunghezza Km
9,2
Altitudine min
1154
Altitudine max
2068
Tempi
Dati aggiornati al
2005
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  • 19/07/2016 Escursione effettuata il 17-07-16. Giornata magnifica, caldo ma vento onnipresente a rinfrescarci. La salita in val grande ripida ma stupenda, avvistati una ventina di camosci scendere da una piana sotto il Caulana, fantastici! La vista dalla forcella Val Grande e da forcella Caulana era davvero da togliere il fiato, fino al mare verso sud..Partiti con l'idea di percorrere un itinerario di difficoltà "E", essendo in compagnia della mia lei e non volendo rischiare rovinosità in una giornata così perfetta, a metà della cresta abbiamo deciso di tornare indietro quando, a mio malgrado, una pietra molto grossa su cui stavo cercando di appendermi per proseguire mi ha lasciato senza fiato, muovendosi e quasi cadendo giù. So che molti di voi penseranno che salire non è stata così dura, ma secondo me come secondo altri, la cresta sarebbe da definire EE, tanto per scongiurare pericoli per chi fosse testardo ed impreparato allo stesso tempo. Va bene, forse quelle persone dovrebbero stare a casa, ma purtroppo ci sono e il sentiero non è poi così bello in quel punto... Un saluto a tutti, Gianluca
  • 18/07/2016 Pianificato da tempo e rimandato spesso...finalmente intrapreso e concluso con grande soddisfazione. Il Caulana non è certo una cima frequentatissima, altra cosa la ValGrande attraverso la quale si passa per raggiungere la vetta. Dopo il primo tratto un minimo impegnativo ma mai esposto si arriva ad un breve ghiaione sotto Cima Valpiccola per poi inserirsi nel meraviglioso sentiero della Val Grande.Arrivati in forcella il panorama risulta già tanta cosa con Cimon Furlani, Manera, Lastè ,Castelat e Guslon tutti riuniti..si prende a dx verso forcella Caulana dove consiglio di lasciare i bastoncini (se li usate)in quanto in cresta (molto più severa da lontano che nella realtà) possono essere utili le mani libere. La vetta è segnata da un cumulo di pietre , nessuna croce , nessun libro ma, complice una buona giornata, panorama dalle Pale di San Martino ,Civetta,Antelao,Col Nudo,Crep Nudo,Duranno, Pramaggiore e fino al Coglians in lontananza..le Giulie un pochino capricciose..Sinceramente una sensazione di pace grande..
  • 16/08/2015 Fatto qualche giorno fa.Sono presenti cavi passamano nel breve tratto iniziale,forse inutili,che aiutano nella salita e(ancor di più) nella discesa.Il sentiero è sembre ben marcato e frequentato.Incontrato un consistente gruppo di camosci (una ventina),più diffidenti dei loro simili che pascolano in zone più antropizzate.Fuga precipitosa al nostro arrivo,nonostante fossimo assai distanti.Molto bella e panoramica la salita in vetta.Un punto di osservazione privilegiato per conoscere meglio la zona.Proseguito poi per il rifugio Semenza,ben frequentato. Birretta di rito e poi giù a casa.Bello tutto, come sempre.
  • 28/10/2014 Ieri, 27 ottobre, ad un anno quasi esatto dal mio precedente tentativo, riprovo il monte Caulana. Con me questa volta 4 amici. Giornata splendida per il meteo, solo un vento freddo a tratti in quota. Bene fino a forcella Caulana; percorso il successivo tratto in cresta fino alla quota 2001 segnata sulla tabacco, ma giudicandolo un po' troppo impegnativo, siamo ritornati a forcella Valgrande a goderci sole e panorami. Mi sa che non tenterò più questa bella cima... e pensare che poco prima di noi due escursionisti con un cane passavano sulla stessa cresta. Per mia personalissima valutazione il percorso non sfigurerebbe come EE. Sentieri a posto, con le avvertenze riportate nel commento precedente a questo. Saluti.
  • 15/09/2014 Al 14 settembre 2014 il percorso presenta qualche difficoltà di orientamento all'inizio (segnavia scoloriti). Prestare molta attenzione nel primo tratto di salita in caso di terreno viscido (come ieri che siamo transitati dopo il passaggio degli atleti della skyrace). Dalla forcella alla cima, diversamente da quanto riportato dalla "Tabacco" il sentierino non è segnato.
  • 12/11/2013 Il 31 ottobre, viste le ottime previsioni meteo, parto, solo, per quella che potrebbe essere la mia l'ultima uscita stagionale. Scelgo qualcosa vicino a casa, zona Piancavallo: mai mi sarei aspettato un panorama di tale bellezza da una zona che (a torto) in tanti anni non avevo mai frequentato!La giornata parte serena, ma giunto alla partenza del sentiero si notano nubi piuttosto compatte dai 1600m in sù. Mi convinco che con l'aumentare delle temperature se ne andranno...La salita nella faggetta è ripida e resa scivolosa (attenzione soprattutto in discesa) dallo strato di foglie, un tratto scosceso e leggermente esposto sul rio è stato attrezzato con una corda.Vedo che le nuvole si sono alzate un pò, ma pare che non se ne andranno; nella parte alta della valle la pendenza diminuisce ed i larici colorano un paessaggio autunnale di grande bellezza. La nebbia aumenta, non sono sicuro di quanto mi manchi alla forcella e comincio alla accusare stanchezza, per cui decido di fermarmi a mangiare qualcosa per poi scendere.Finito il spartano pranzo, la nebbia comincia ad alzarsi e vedo non molto più in alto la forcella... nuovo entusiasmo, e raggiungo in rapida sequenza forcella ValGrande e forcella Caulana, mentre la vista si va allargando alle principali vette e valli circostanti (qualche musa della natura ha voluto premiare la mia fatica!) scoprendo un panoramo tanto bello quanto inaspettato per circa una ventina di minuti.Inizio la cresta che porta verso la vetta, ma solo per provarla: infatti la stanchezza ed il ritorno delle nuvole mi consigliano saggiamente di rientrare. A circa metà del percorso fra le due forcelle decido di franare per una ripida lingua di ghiaia verso il sottostante sentiero ben visibile.Il rientro metterà a dura prova le mie malferme ginocchia, ed apprezzerò quel tratto di cavo incontrato all'andata!Sentieri a posto, attenzione ai segnavia in faggetta; qualche tratto della ripida salita e, probabilmente, della cresta finale richiedono prudenza.Saluti.
  • 15/07/2013 Giungo a Castel d’Aviano per i misteriosi capricci delle strade sbagliate.. un capriolo nato da poco, gracile e fragile, mi sbuca davanti e corre maldestramente, poi devia in una stradina laterale. Magone. Pensieri sulla sua paura e sulla madre. Salgo a Piancavallo, un cartello: al ritorno la via sarà chiusa per gara ciclistica (que suerte!). Verso Pian delle More la strada presenta centimetri di grandine.. sembra neve! Parcheggio. Esco ancora stranito e incrocio dei cacciatori…di lumache. Penso all’inerme saggezza di quegli esseri antichi, quando ecco altri cacciatori coi fucili.. Poi la visione di un vecchio montanaro nasconde ogni mia tristezza. Mi fermo e sorrido. Parliamo.. piange per non poter più salire i suoi monti. Lo abbraccio con gli occhi e con le parole, poi riparto ancor più triste. Il cielo di colpo è tutto grigio.Penso al commento di Loredana.. Vacillo.. Poi per fortuna il sentiero sgombra con la sua bellezza grigiori interiori ed esteriori. Il paesaggio si apre e tutto si colora. Splendida l’alta val Grande. Anemoni a fiori di narciso tentan candide lotte contro i bagliori accesi degli altri colori. Arrivo in forcella e le nubi mangian a turno le cime. La cresta aspetta. Il seguir l’andare della sua forma ed il suo verde acceso restano la miglior immagine della giornata. La percorro tra mille fiori tra cui le androsaci che emanano gioia terapeutica, ma sempre con attenzione. Guai ad affrontar l’affilata schiena della Caulana con leggerezza. Poi la lunga e solitaria sosta. Nessuna voce proveniente dalla valle mi raggiungerà. Il ritorno, con la deviazione su Cima Val Grande (breve e consigliata), è lento. C’è vento e la dolcezza dei maggiociondoli invade il respiro. Le spalle del crinale sono tutte un profumato sfarfallio di colore giallo... A Piancavallo riesco a infilarmi tra ciclisti sfreccianti e a prender la lunga via di casa. (14.07.2013)
  • 23/07/2012 Escursione del 19.Per evitare la bruttura Piancavallo raggiungo Pian delle More da Barcis, tragitto certamente più lungo per me ma piacevole snodandosi la strada nel bosco. Poco oltre le indicazioni casera Valli a dx si stacca uno sterrato, nessuna indicazione Pian delle More, comodo parcheggio a sx sotto gli alberi. Al bacino artificiale sono in corso lavori, è asciutto, a sx piccolo osservatorio faunistico, sulla pista cartello in legno sv 925, sole e lieve brezza, poco oltre qualche sbiadito segnavia a terra, oltre la casera cartello in legno sorgente Tornidor. In breve raggiungo la sorgente, vasca, panca, 2 cavalli al pascolo e un’orda di mucche deve avere calpestato il sentiero, ci sono numerose tracce, seguo la meno peggio e solamente dopo parecchi minuti ritrovo i segnavia. Il sentiero prende a salire subito con svolte, fra sassi, un tratto un po’ eroso è stato attrezzato con una fune (meglio non utilizzarla, troppo lasca). La salita mi è faticosa, non da tregua, il sudore brucia gli occhi, sbuffo, controllo continuamente l’altimetro, incespico nelle radice, qualcosa non gira, non sono concentrata su questo sentiero. Per fortuna che riesco al allietare l’occhio con la vista delle fioriture di ciclamini, splendidi rododendri irsuti, spilli di dama, dove il bosco cede il passo agli spazi aperti mille colori, l’arnica, grandi margherite, aconito giallo, garofanini di Montpellier, ombrellifere, epilobi e un giglio martagone. Sulle ghiaie si alza il vento, unico rumore di quel luogo solitario, poi si unisce al coro una motosega e arrivo sul ghiaione terminale della Val Grande…. e vai di potassio. Dopo aver integrato i liquidi scendo verso la conca che poi risale a la f.lla di Val Grande, mi danno fastidio anche le farfalle….ancora un poco, ancora un poco mi dico. Arrivo alla forcella e torno sui miei passi, oggi niente Monte Caulana e pensare che l’avevo messo in scaletta già dal novembre scorso, e pensare che mi piacciono questi ambienti solitari che sembrano repulsivi. Testa altrove, più saggio rinunciare.
  • 10/07/2012 Bell'itinerario percorso lo scorso fine settimana. Nonostante qualche nube in vetta, il panorama è straordinario!Se avete tempo raccomando la salita alla piccola vetta di Cima Val Grande, a pochi metri dal sentiero CAI 925, partendo però lungo lo spallone nord dai pressi di forcella Caulana.L'accesso da sud è sconsigliato perchè alpinistico!
  • 17/08/2010 itinerario bello e remunerativo specie se si azzecca una bella giornata.Sentiero ben segnato fino alla forc.caulana.Poi la traccia di cresta, pur non avendo segnavie, è ben marcata e visibile. La parte iniziale del percorso, dopo pian delle more, per la prima ora circa è ripido e per niente panoramico, ma poi.....Il percorso finale in cresta è bellissimo ma da affrontare con la massima attenzione e prudenza. Vi aspetterà una misera croce di vetta, storta e mal messa e non c'è libro di vetta. Buona vita a tutti
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    28/10/2014 panorama verso Resettum
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    28/10/2014 forcella Caulana
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    12/11/2013 nubi in cresta
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