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    Monte Zabus dai piani del Montasio
    Alpi Giulie
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I percorsi di SentieriNaturaF32

Monte Zabus dai piani del Montasio

Avvicinamento

Dal polo turistico di Sella Nevea, raggiungibile da Chiusaforte attraverso la Val Raccolana oppure da Tarvisio attraverso la Val Rio del Lago, risalire la stretta e ripida strada asfaltata che porta agli alpeggi del Montasio proseguendo fino al divieto di transito (m 1502, ampio parcheggio).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Escursione
Mese consigliato
Luglio
Carta Tabacco
027
Dislivello
800
Lunghezza Km
9,1
Altitudine min
1502
Altitudine max
2244
Tempi
Dati aggiornati al
2015
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  • 11/08/2015 Oggi, 11 agosto, ripercorsa l'escursione. Segnalo interessante da osservare: in discesa, lasciato il costone che scende dai Curtissons per piegare a sinistra e puntare ai Piani, in corrispondenza di affioramenti di conglomerato, protetto dagli stessi e rivolto a oriente, si trova ciò che rimane del vecchio rifugio Di Brazzà. Molti escursionisti sulle più famose cime vicine. Caldo e per oggi niente stambecchi.
  • 03/07/2015 Salito ieri il Zabus in compagnia. Raggiunta Forca Disteis, proseguito per traccia verso SO. Giunti in vista dell'affilata cresta dei Curtissons e dell'intaglio che la precede, erroneamente abbiamo tagliato lo scivolo erboso ben al di sotto rispetto alla traccia che traversa qualche metro sotto la cresta (dei Curtissons). Sconsiglio di seguire questa labile traccia più in basso, visto che presto scompare e ci si ritrova a dover traversare scomodamente tratti rovinati con lo scivolo che precipita sulla sinistra. Sulla cresta Zabus è preferibile seguire fedelmente la traccia degli ungulati, che presenta alcuni punti esposti dove si deve mettere le mani. Scesi dalla cima, rientrati alla Forca Bassa, calata in libera lungo il pendio erboso verso SE. Discesa alquanto malagevole: erba alta e totale assenza di tracce. Percorso da non sottovalutare, da intraprendere con bel tempo e fondo asciutto, poiché si sviluppa su terreno caratterizzato da varie tracce che talvolta possono confondere sulla via migliore da percorrere. Ciò nonostante stupenda cima con panorami vertiginosi.
  • 27/09/2014 Rifatto oggi per provare i file gpx di SN e i tile digitali della tabacco. Molto bene sopratutto su una escursione come quella del Zabus dove dalla forca del Distes in poi le uniche tracce sono quelle degli animali.WOW i Curtissons sempre un'emozione mozzafiato.Purtroppo anche qui il nostro ultimo inverno ha fatto qualche danno.
  • 17/07/2013 Fatto domenica scorsa ... attenzione che le frasi "pendio erboso di facile percorrenza e privo di difficoltà" e "comodo pendio erboso" sono molto ottimistiche. Non azzardatevi a portare bambini o persone dalle caviglie deboli o peggio ancora non inoltratevi se c'è un minimo d'umidità sull'erba, visto la ripidità vi trovereste nelle malghe in 4 secondi netti.Fare molta attenzione se dopo i Curtissons si decide di tagliare per il pendio erboso di non scendere di quota altrimenti non si riprende la traccia (molto labile) più avanti e si corre il rischio di trovarsi sotto la vetta senza la possibilità di risalirla senza dover tornare indietro.Sotto il punto di vista naturalistico e faunistico percorso SUPER.
  • 16/07/2013 E mettiamo un flag anche allo Zabus, fatto in una bella giornata calda e discretamente limpida. Alle 7 o poco più ai Piani qualche auto, 8° e un po’ di vento, siamo una decina di persone che s’incammina verso il rifugio e poi prosegue a sx , indicazioni Jof di Montasio. Nei pressi della forca di Disteis resto solo io a proseguire verso sinistra con meta Zabus, proprio oggi che mi avrebbe fatto piacere sentire i passi di qualcuno avanti o dietro, e invece escursione solitaria a parte l’incontro con qualche famigliola di stambecchi e ben tre vipere sguscianti nell’erba appena inziato a traversare lungo il pendio di sinistra, sono salita subito verso il crinale che oltretutto mi è parso di più semplice percorrenza e discretamente marcato. Guardando la base dell’ultima risalita, questa sembra faticosa mentre in realtà si sale facilmente facendo solo attenzione ai dirupi a lato e poi si arriva alla cima ghiaiosa, grande ometto e grandi panorami. Mi godo quella cima tutta per me, in verità il cupolotto è piccolino , due banane anti crampo e poi di nuovo giù e con prudenza; alla forca Bassa un sasso indica l’inizio della discesa in libera, gli occhi si perdono sulle infinite varietà di fioriture, golosità botaniche e guardando annusando accarezzando manco il sentiero; e meglio, così continuo in libera (per la verità adesso poco agevole) fra esplosioni di Montpellier, fuggi fuggi di grasse marmotte e ruminanti mucche. Alle malghe gitanti bardati di tutto punto e vocianti camminano con il sacchetto del formaggio.
  • 24/11/2012 Già un paio di anni fa avevo tentato di arrivare in cima allo Zabus ma, a causa della nebbia, mi ero dovuto fermare ai Curtissons. Oggi, anche complice la bellissima giornata, sono riuscito ad arrivare in cima allo Zabus, seguendo esattamente il percoso indicato su SN.Al parcheggio dei piani del Montasio ho notato diverse macchine austriache e slovene e poche italiane, sembra però che fossi il solo a salire oggi sullo Zabus, meglio così, ho potuto godermi in santa pace la bellezza selvaggia di quei luoghi. Ho incontrato parecchi stambecchi, di entrambi i sessi e di diverse età, nel tratto fra la forca Disteis e la forca Bassa. Aria fredda ma con calma di vento, nessun problema con neve o ghiaccio, i versanti dei Curtissons e dello Zabus rivolti ai piani del Montasio erano completamente sgombri. Mauro.
  • 08/08/2012 Panorama stupendo!!Conviene seguire la cresta piuttosto che il traverso basso.Peccato per l'assenza di sentiero al rientro che costringe ad un lungo tratto sui prati non proprio confortevoli.
  • 10/07/2011 Percorso oggi.Assolutamente strabiliante la flora e la fauna...marmotte in ogni dove, stambecchi ad 1 metro di distanza, genziane e stelle alpine...davvero bellissimo! Il percorso è piuttosto insidioso e i sentieri a tratti inesistenti e spesso impervi. Ma con un pò di pazienza e attenzione è veramente da fare !
  • 05/08/2010 percorso oggi. Da quando si lascia il sentiero segnato la traccia è spesso labile e con alternative che possono ingannare. Consiglio di stare il più possibile presso la linea di cresta dove una traccia c'è sempre. Direi più da EE che da E
  • 13/07/2010 Sentiero quasi inesistente, così pure le segnaletiche. Interessante dal punto di vista naturalistico.
  • 12/09/2007 Soprattutto per chi non conosce la zona, subito a monte del Rifugio Di Brazzà c'è un bivio senza alcuna segnaletica. Prendere a sinistra e proseguire sino all'ulteriore bivio dove due misere indicazioni in legno sbiadito appoggiate per terra (!) indicano la direzione verso Jof di Montasio e Cima di Terra Rossa. Il giro vale la pena soprattutto per la possibilità di avvicinarsi a pochi metri di numerosi stambecchi.
  • 13/07/2007 via tranquilla da gustare, poco frequentata e con bellissima veduta sulla Val Dogna
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  • il caratteristico intaglio
    16/07/2013 il caratteristico intaglio
  • il Cimone dalla vetta dello Zabus
    16/07/2013 il Cimone dalla vetta dello Zabus
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    16/07/2013 la cima
  • Zabus: la salita finale
    16/07/2013 Zabus: la salita finale
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