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    Monte Toc dalla diga del Vajont
    Prealpi Bellunesi
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    Monte Toc dalla diga del Vajont
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    Monte Toc dalla diga del Vajont
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    Monte Toc dalla diga del Vajont
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I percorsi di SentieriNaturaF10

Monte Toc dalla diga del Vajont

Avvicinamento

Da Barcis si risale lungo la val Cellina fino a Cimolais dove si prosegue in direzione del passo di Sant'Osvaldo. Oltre questo, la strada scende verso Erto e la diga del Vajont passando sopra il profondo solco della val Zemola. Poco dopo il bivio per Casso deviare a sinistra lungo la rotabile costruita sulla grande frana del monte Toc (indicazioni per Pineda). Alla prima curva, in corrispondenza di un bivio con una carrareccia, si può parcheggiare (m 820, cartello).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dei Fiori
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Luglio
Carta Tabacco
021
Dislivello
1100
Lunghezza Km
10,5
Altitudine min
784
Altitudine max
1921
Tempi
Dati aggiornati al
2013
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  • 08/11/2015 eseguito la salita di buon mattino ( un cervo maschio ci ha attraversato la strada poco prima del parcheggio ) il sentieroe in buono stato e il primo tratto e coperto di fogliesiamo saliti prima alla cima mora e poi senza nessuna difficolta al monte tocda segnalare la mancanza di libro vetta sulle due cime e la piccola croce in legno del monte toc avrebbe bisogno di esseresostituitala casera vasei non e in buono stato di consevazione e all'internoera malmessa Buone camminate a tutti
  • 27/10/2015 M. Toc e cima Mora dalla diga del Vajont 25-10-15Il panorama che da passo Sant’Osvaldo si presenta davanti a noi domenica mattina è un misto di bellezza e tristezza. Un soffice cuscino bianco copre tutto ciò che rimane del famoso invaso artificiale che portò morte e distruzione nella valle nel ormai lontano 9 ottobre del 1963. Sopra baciata dal sole e sgombra di nubi, l’imponente e minacciosa frana del M. Toc. Perfino l’erba a distanza di molti anni non vuole attecchire su quelle rocce maledette. Mi fermo, scendo dall’auto per fare la scontata foto di rito mentre i rintocchi di una campana echeggiano nella silenziosa vallata. Un senso di tristezza m’invade, non posso fare ameno di pensare ciò che quelle povere persone sopravissute alla tragedia possono aver provato l’indomani il 10 ottobre quando le prime luci dell’alba rischiararono ciò che era rimasto dei loro paesi. Giunti al punto di partenza poco sopra la diga ci prepariamo per l’escursione così la mia tristezza piano piano svanisce lasciando spazio ai profumi dell’umido bosco autunnale. La salita è sempre quella che ricordavo, ora invece della neve ci sono le foglie ma la pendenza non molla fino quasi a casera Vasei. Il tratto successivo di sentiero che porta al M.Toc è segnalato come da relazione da sbiaditi bolli rossi ma, essendo a fine stagione escursionistica, il sentiero è molto calpestato e perciò più marcato, numerosi ometti aiutano nei tratti meno evidenti. Il sentiero che porta al monte Toc è facile e marcato, arrivati in cima troviamo tre persone che descrivono ad alta voce tutte le vette che ci circondano. Noi in silenzio mentre mangiamo qualcosa ascoltiamo, poi se ne vanno e allora ci gustiamo davvero questo splendido panorama. Non potevamo rientrare senza essere saliti anche sulla vicina cima Mora. Dopo pochi minuti di cammino dal M. Toc, ci ritroviamo su quest’affilata ma facile cima. Dopo aver fatto il pieno di panorami, decidiamo di rientrare, il sentiero ora è più asciutto così in un’ora e trenta minuti ci ritroviamo al punto di partenza.
  • 13/08/2015 Salita effettuata ieri, 12/08/2015. Il sentiero fino a casera Vasei è ben segnalato. La pendenza è sostenuta e continua, ma il tracciato si sviluppa praticamente sempre nel bosco rendendo il caldo sopportabile. La discesa potrebbe essere insidiosa con pioggia viste le radici e le foglie secche che abbondano lungo il percorso. Da Casera Vasei alla cima serve un po' di attenzione nell'orientarsi. Cercare costantemente gli ometti (numerosi) o i bollini rossi, anche se sbiaditi. La lussuriosa vegetazione della stagione estiva rende necessario un po' di impegno per seguire la traccia. Dopo la valletta pietrosa fare attenzione a non avvicinarsi troppo al dirupo sulla sella fra Cima Mora e il monte Toc. Il crinale è ampio e non pericoloso, ma l'erba alta ed i mughi non permettono di vedere sempre bene dove si mettono i piedi per cui meglio un po' di cautela. A questo punto la cima è a vista. Noi abbiamo seguito due camosci che ci hanno guidato fino alla sommità con la piccola croce in legno. Panorama molto esteso.
  • 04/08/2014 Tento di non esser sopraffatto dalla memoria e m’avvicino al Toc guardandolo come merita, da monte, da scrigno di vite più che da baule di una memoria figlia della vergogna. Lui ci mette del suo, l’inizio del troi, dolce e muschiato, diventa un’esperienza sensoriale. Ogni cespo di soffice verde si fa accarezzare a suo modo. Diverse morbidezze rimandano a diverse immagini e sensazioni. Qualche schianto obbliga a semplici aggiramenti e in breve mi trovo a curiosare sul Cadore. Scioccante passare da un sentire intimo ed isolato all’operosa e antropizzata piana cadorina. Al successivo cartello prendo la traccia a sinistra che porta ad affacciarsi sul punto più occidentale della frana. Un giovane camoscio mi fa godere dei suoi sbalzi. Poi la vedo, la ferita. La montagna pare tagliata con uno spago, come la polenta. Una fetta se n’è andata, lasciando una parete irrealmente liscia. Obliquo deserto minerale, monito triste e sconsolato di una montagna violentata e inascoltata. Ma il troi non lascia pensare. Il primo tratto non dà tregua. Mi fermo solo ad ammirare una Spigarola violacea, che strana pianta! Mi diverte pensare che sia uscita di fretta dalla terra, indossando forme e colori bizzarri, presi così, a caso, dall’armadio della natura. Sudan sudando raggiungo la parete rocciosa della Croda, ornata da raponzoli ormai spenti. Enormi aracnidi, osservati in controluce, sembrano voler imprigionar le nuvole con la loro tela argentea. Qui il panorama s’apre: la massiccia mole del Borgà mi tramortisce, mentre in basso, quella pozza. La lacrima smeraldo del Vajont. Poco più d'un lavandino, ove in molti si son lavati mani e coscienze. Casera Vasei è da cartolina, meriterebbe un ripristino che ne conservi tenerezza e intimità. Il paesaggio, salendo, muta repentinamente. La vivacissima colonia mughesca oggi non soffoca, l’aria è fresca e in breve raggiungo la sella. La croce di Cima Mora si staglia invitante ed ammicchevole, ma mi sforzo di proseguire tra alte erbe verso il Toc. Oggi le nubi si mangiano cielo e cime, lasciando però allo sguardo lo spazio di vagare e divagare tra valli e cimotte più basse. Senza esitazioni, al ritorno punto alla croce. Una deviazione imperdibile: semplice e breve, ripaga con una vista sulla val Galina che trascina il sentire, scagliandolo violentemente in un Borneo emozionale che impressiona più dei giganti di pietra che osservano placidi dall’alto. In mezzo ai verdi della val Mesaz appare anche casera Ditta, mia prossima tappa. Deglutisco il dislivello che devo ancora affrontare e continuo a godere del paesaggio chiacchierando con due sorridenti escursionisti. La discesa, stranamente, è quasi indolore. Al parcheggio m’accolgono nuovamente, alti e gioiosi, i Verbaschi barbassi salutati al mattino. (01.08.2014)
  • 30/08/2013 Salito in cima al Toc in data 16 agosto salita dura soprattutto il tratto dopo i primi 40 minuti reso ancora più difficile dalle molte foglie che si depositano lungo il sentiero! Alla fine ne è valsa la pena il panorama e fantastico! Peccato per la casera Vasei che è lasciata un po' a se stessa in quanto farebbe comodo un bel punto d'appoggio per bivaccare dopo questa bella salita .
  • 19/08/2013 17/08/2013-Rifatta la salita al monte Toc. Gli anni trascorsi dall'ultima volta fanno dimenticare la ripidezza del sentiero che è davvero notevole; così, senza pensarci troppo su, il monte Toc entra subito nella mia top ten dei Ripidi assieme a forcella delle Cenge del Brunner e a monte Re. I faggi alle quote più basse stanno già perdendo le foglie e si cammina su uno strano manto di foglie morte ancora verdi che emanano profumo di autunno. Lungo il primo strappo ripido, una brevissima traccia sulla sinistra porta a un piccolo manufatto in cemento (dalle fattezze di un camino) coperto da coperchio metallico, probabilmente uno dei punti di controllo posti ai tempi dell'invaso della diga per verificare gli spostamenti del terreno.Al cartello citato in relazione, seguendo una traccia a sinistra si perviene in quota al bordo della grande frana, dove possiamo osservare da vicino l'enorme sinistro lastrone inclinato.La cimetta è panoramica e oltre a noi si contano anche quattro visitatori.
  • 14/08/2013 Percorso effettuato in data 11/08/2013 nell'anno del 50° anniversario della tragedia del Vajont e in ricordo delle vittime. Dopo la casera Vasei la traccia è a tratti poco visibile, ma comunque gli ometti e vecchi segnavia confortano nella progressione come da relazione su SN2 (" I Sentieri dei Fiori").
  • 23/05/2010 Dalla casera Vasei alla cima del Toc il percorso è abbondamente segnalato da ometti e segnavia abbastanza recenti. La piccola cima vale tutta la fatica fatta per raggiungerla: il panorama è a 360°. Percorso oggi, 23 maggio 2010.
  • 26/07/2006 fatta da solo è faticoso, c'è un tratto dopo circa 45 minuti dalla partenza che spezza le gambe.Sulla parete della Croda Vasei lo spettacolo è stupendo ma non è finita, nel bosco successivo non è raro incontrare gruppi di camosci.Ultimo tratto per raggiungere la cima duro ma ne vale la pena.Percorso fatto il 25 luglio 2006 3h 15min per ascesa1h 45min per discesaCiao a tutti
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  • la cima del M.Toc dall'antecima
    14/08/2013 la cima del M.Toc dall'antecima
  • arrivo a casera Vasei
    14/08/2013 arrivo a casera Vasei
  • Nebbie alla partenza sul m.te Toc
    03/06/2012 Nebbie alla partenza sul m.te Toc
  • Casera Vasei. Inverno a Casera Vasei. . daniele983@alice.it
    11/11/2006 Casera Vasei. Inverno a Casera Vasei. . daniele983@alice.it
  • Monte Toc. . . stefano.corradetti@gmail.com
    22/11/2005 Monte Toc. . . stefano.corradetti@gmail.com
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