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    Anello del monte Pizzul dal passo del Cason di Lanza
    Alpi Carniche
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    Anello del monte Pizzul dal passo del Cason di Lanza
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    Anello del monte Pizzul dal passo del Cason di Lanza
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I percorsi di SentieriNaturaM18

Anello del monte Pizzul dal passo del Cason di Lanza

Avvicinamento

Da Pontebba, raggiungibile percorrendo verso nord la statale 13 Pontebbana, oppure utilizzando l'autostrada A23 fino all’uscita omonima, si seguono le indicazioni per Studena Bassa. Dalla piccola frazione la strada risale lungamente la val Pontebbana fino a giungere al passo del Cason di Lanza dove si può parcheggiare comodamente (m 1552) presso la casera rifugio. Al valico si può giungere anche da Paularo su strada un poco più tortuosa.

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Memoria
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Giugno
Carta Tabacco
018
Dislivello
500
Lunghezza Km
6,9
Altitudine min
1470
Altitudine max
1985
Tempi
Dati aggiornati al
2008
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  • 24/08/2016 12.08.2016sentiero 441 praticamente inagibile. Purtroppo devo confermare ciò che ha scritto Tony ben 16 anni fa. Il sentiero è sommerso da vegetazione altissima, in alcuni tratti invaso dall'acqua, in altri tratti franati. L'abbiamo percorso al rientro mentre siamo saliti usando il 442 molto belloavevamo con noi i nostri figli di 7 e 8 anni ed è stato molto pericoloso percorrere il 441 in quelle condizioni...
  • 20/11/2015 19/11/2015. Giovedì raggiunta la cima del Pizzul con percorso diverso da quanto indicato nella relazione del presente sito. Da Ravinis ci si alza in auto fino presso la Casera Pizzul, poi dalla casera ricovero Paluchian si sale alla cresta tra Salinchiet e Pizzul. Lungo i saliscendi sulla linea di trincea si raggiunge forca Pizzul e forca di Lanza, poi su traccia si sale al Pizzul, dove resti di postazioni, gallerie e trincee davvero non si contano. Come si evince dal commento di Ectorus, "libro" firma in un barattolo di vetro. C'è giro di escursionisti sul vicino Zermula, qui nessuno. Mare di nubi sotto di noi. Alcuni episodi, più o meno vicini nel tempo, legati alle inversioni termiche e l'oltrepassare la copertura nuvolosa per sbucare al sole in quota, ci portano a stilare due regole empiriche. 1a regola: col passare delle ore lo strato di nubi tende ad alzarsi di quota; 2a regola: dati due o più giorni di tale fenomeno, col passare dei giorni la copertura si alza di quota. Viene spontanea la 3a regola: al mattino dare uno sguardo alle webcam montane per valutare a quale quota portarsi! a presto.
  • 18/11/2015 Salito oggi con uno scenario incredibile.Percorso ottimamente segnalato e privo di particolari problemi.La traccia per la cima del Pizzul e ben visibile da forca di lanza, poichè segue la lunga linea di trincee.Cima munita solo di ometto di pietre, mentre della croce non c'è traccia. Come giustamente si legge sulla guida di SN, è un monte a torto trascurato.Tra le pietre dell'ometto, si trova un barattolo di vetro con dentro un piccolo blocchetto. Peccato.Buona vita a tutti
  • 29/07/2014 Il sentiero dell’andata appartiene alla Lanza parallela, quella dimenticata e selvatica. Parco di segnali, qualche albero caduto richiede aggiramenti o approcci da limbo. La vegetazione è rigogliosa, le verdi onde bagnano oltre il ginocchio, le sento schiumare addosso. Una sensazione piacevole, ma in meno d’un ora è come se fossi entrato in un fiume con gli stivali più bassi del livello dell’acqua. Dettaglio spazzato via da fioriture entusiaste di Raponzoli plumbei e Martagoni e soprattutto di una coppia di Gerani stellati albini. D’improvviso il terreno favorisce il proliferare di una tribù di Pennacchi a foglie strette, simpaticissimi ed agitati. Interseco una lavina. Oltrepassarla non è un problema, cautela però nel trovare la traccia per proseguire senza patemi. Alla forca il paesaggio s’apre e tento l’allungo verso il Salinchiet (consigliatissimo). Nel primo corno roccioso le pietre sembrano saldate pezzo per pezzo. Ferrosità artistiche che si nutron di colori. Scintillii arditi, dal rosso scuro all’arancio vivo, contaminati dai verdi accesi dei licheni, dai neri profondi dell’anima della pietra. Degli astri alpini rilanciano la magnitudo dei cromatismi. Poi altre rocce, d’un bianco brillante, sposato col grigio e punteggiate dai licheni..e ancora terra rossissima, che pare nudità del monte stesso, con campanule azzurrine a spezzarne l’intensità, mozzando il fiato. Il naso s’immerge in vanigliose nigritelle e sospira verso il Sernio, il Tersadia o un Verzegnis, la cui cava riflette il poco sole che filtra dalla lanosa coltre del cielo, brillando come stella rossastra. Supero la galleria ove tutto sembra terminare tra baratri e pareti, ma un pezzo di corda furbetta fa intuire la prosecuzione. Che sia il troi verso l’irraggiungibile croce del Salinchiet? Vorrei accondiscendere alla tentazione, ma nelle scarpe sento i primi cavedani saettare tra le dita. Indietreggio risciogliendomi davanti a pietre e fioriture, fermandomi incredulo davanti alle cromature della carena di una cavalletta da corsa. L’imbocco del 442 è uno spartiacque. Dalla selva si passa ad un troi decespugliato al millimetro, morbido, gradinato e rafforzato ove le lavine l’han trasformato in colata di terra. La comodità ha un prezzo, i colori svaniscono e tutto diventa un tappeto verdastro. Sul crinale del Pizzul il vento soffia forte. Le arniche, nate spettinate, ora esagerano tendendo al punk, ma sembran divertirsi. Tra selve di creste di gallo giungo in cima. Strizzo i calzetti, robis di fontanon Barman! La visuale sui testoni rocciosi che ho intorno è splendida ma i nuvoloni sembran baruffare di brutto. La normale allo Zermula, in una discesa piovigginosa, è il massimo della scomodità, ogni passo uno swisssh! Scendo lento pensando al lieto fine, in macchina una bottiglia di sirop di saût aspetta Vanni, il stec cun lis mostacjs di Plans. Regalo dello Slenza. Sta preparando il fieno col nipote. Il volto gioioso e sorpreso mi inonda, il resto sono sguardi, sorrisi e parole. Anche questo è monte. Quello vero. Che sa di terra e fatica. In cui entro camminando in punta di piedi ed esco sottovoce, commosso dalla dignità del quotidiano, curiosando fra gli orti d’un architetto innamorato della vita. (27.07.2014)
  • 05/07/2014 Fatto oggi a ritroso in discesa dal Zermula.Lati positivi e lati negativi.Quelli positivi: una distesa di fioriture.Quelli negativi: ho contato 15 frane e\o slavine e più di 30 alberi di varie dimensioni sul sentiero (se così si può chiamare.Se non ci fossero quei 4 cartelli ora come ora sarebbe impossibile trovare la traccia.Su quel poco che rimaneva del sentiero erba alta fino al busto.Veramente una brutta escursione.
  • 22/07/2013 giro dell'anello del Pizzul il 20/06/2013 il sentiero risulta sconnesso in qualche punto quasi impraticabile a causa di smottamenti del terreno e delle ortiche alte.fatta con le bambine e' un po' complicata ma fattibile per chi vuole portare bambini sotto i 10 anni)le mie figlie hanno commentato che valeva la pena ortiche e fatica inclusi per un paesaggio tanto bello.
  • 23/06/2005 Sentiero CAI: sentiero 441. Il sentiero CAI n.441 che parte dal Rifugio Forestale di Pezzeit verso la Forca di Pizzul. Il sentiero non è più agibile, non è nemmeno segnalato ed è completamente invaso da mughi e ontani montani con vari tratti per buona parte del sentiero erosi dall'acqua.Un sentiero se non da chi lo conosce scomparso con pericolo anche di perdere l'orientamento.. La foto non l'ho fatta ma posso benissimo farla che ci ritornerò tra non molto, anche se per quel tratto pessimo e anche pericoloso.Spero che chi di competenza abbia la possibilità di farlo aggiustare e risistemare come altri sentieri nelle vicinanze di Cason di Lanza - grazie.. tonyferigo@libero.it
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