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    Anello del monte Terzo da Cleulis
    Alpi Carniche
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I percorsi di SentieriNaturaM06

Anello del monte Terzo da Cleulis

Avvicinamento

Risalendo da Tolmezzo la valle del But, circa tre km dopo Paluzza, deviare a sinistra per la frazione di Cleulis attraversando il ponte sul But. Seguendo le indicazioni per malga Lavareit si sale a svolte fino al tornante a quota 1100 circa. Qui si lascia a sinistra la prosecuzione verso la malga e si prende a destra raggiungendo gli stavoli Frochies dove si può parcheggiare (m 1120).

Descrizione

Sul bordo della casa a sinistra, si individua il segnavia CAI n.155 che sale da Timau e lo si segue lungo una pista forestale. Questa termina in breve presso alcune baite mentre il sentiero continua sulla destra trasformandosi in comoda mulattiera. Si sale a larghe svolte nel bosco di faggio e abete rosso che a maggio vede ancora la presenza dell’anemone e della calta palustre presso i ruscellamenti. Il sentiero interseca la pista di malga Lavareit, che utilizzeremo al ritorno, proseguendo al di là in diagonale fino ad incontrare il cancelletto che immette alla base dell’ampio pascolo di malga Monte Tierz Bassa. Si risale tra le romici seguendo i paletti e si arriva in breve al ripiano della casera (m 1523, sorgente). L’edificio principale è in buono stato e non sembra abbandonato da molto, ma è dotato solo di un tavolaccio. Dalla casera si traversa per poco sulla sinistra dirigendosi verso la vasca dove riprendono i segnavia. Da qui la mulattiera inizia a salire a comodi tornanti nel pascolo soprastante tra rododendri, genziane di Koch e piccole piante di larice e abete rosso. Più in alto ci si immette su una mulattiera molto marcata che taglia tutto il fianco del monte procedendo quasi in falsopiano verso la casera Monte Tierz Alta che si intravede in mezzo al vallone. Con piacevole percorso tra gli ontani ci si accosta alla casera che rimane sulla sinistra assieme alle stalle ormai completamente distrutte (m 1675).
Il sentiero si porta ora sul fondo del vallone del rio Sgolvais iniziando a risalirne l’ultimo tratto rinserrato tra le erbose pendici del monte Terzo e del Cimone di Crasulina. Aggirando i nevai residui che a maggio possono ancora essere presenti lungo il sentiero, si sale mirando alla forcella tra le due vette. Bellissimo il corteggio floristico di primavera che comprende anemone alpino, il geo montano e la soldanella. Giunti sulla forca di Tierz la vista si apre anche verso il solitario vallone del rio Chiaula, forcella Plumbs ed il gruppo del monte Coglians. Dalla forcella una marcata mulattiera sale a sinistra verso la conca dei laghi Zoufplan. Noi invece proseguiamo a destra lungo il sentiero che taglia tutto il versante sud est del monte Terzo. Raggiunto il crinale orientale si prosegue lungo una comoda mulattiera di guerra particolarmente ben conservata portandosi in breve nei pressi della vetta dove si osservano alcuni resti di fortificazioni e trincee (m 2034). La sommità è formata da due piccole vette separate da una forcellina ed offre una visuale privilegiata verso la dorsale montuosa a ridosso del passo di Monte Croce Carnico. Oltre alle specie già ricordate sui tappeti erbosi sommitali crescono anche la primula minima e la genziana di Koch. Ritornati alla forca di Tierz possiamo rientrare percorrendo il medesimo itinerario oppure allungare decisamente l’escursione effettuando l’aggiramento completo del monte. In questo secondo caso si scende nell’opposto versante lungo il ripido pendio erboso inizialmente privo di tracce evidenti. Poco più sotto ci si infila in una macchia di ontani dove il sentiero ricompare. I segnavia, alquanto sbiaditi, del sentiero CAI n.175 guidano a disegnare qualche tornante ma la linea di discesa è comunque evidente ed è indicata dal solco del torrentello che scorre alla nostra destra. Seguendo le anse della vallecola si scende fino a quota 1600 circa dove il sentiero interseca il rio e prosegue a destra in falsopiano verso i resti di casera Chiaula Alta (m 1568).
Il pendio sottostante alla casera è completamente invaso dalle erbe e si fatica a riconoscere una traccia ma non vi sono particolari problemi di orientamento in quanto è sufficiente scendere lungo il pascolo senza percorso obbligato. Conviene calare in diagonale proprio sotto le stalle compiendo una larga ansa fino a toccare nuovamente il fondo della valletta dove si ritrova qualche sbiadito segnavia. Ripreso il sentiero si contorna un dosso erboso raggiungendo anche il pascolo della casera Chiaula Bassa (m 1397). Anche questa costruzione risulta abbandonata e può offrire solo un modesto ricovero. Dalla casera si abbandona definitivamente il segnavia CAI n.175 che prosegue verso casera Collina Grande e si imbocca il sentiero ben marcato che si allontana verso destra (nord est). La traccia traversa per un tratto poi, aggirata in alto una recente frana, inizia una serie di saliscendi per assecondare alcune pieghe del monte. In una alternanza di traversi su pendii erbosi piuttosto ripidi e macchie di bosco si prosegue nell’aggiramento raggiungendo una dorsale boscata dalla quale la vista si apre sul pascolo di casera Lavareit. Il sentiero si trasforma in comoda pista con la quale in breve si è alla casera (m 1470, magnifico balcone sulla alta valle del But, possibilità di ristoro agrituristico nei mesi estivi). Ora non resta che chiudere l’anello imboccando la pista di servizio che, con qualche modesto saliscendi, ci riconduce verso la dorsale est del monte Terzo. Dall’incrocio con la mulattiera percorsa all’andata si utilizzerà il medesimo itinerario.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Memoria
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Maggio
Carta Tabacco
09
Dislivello
1100
Lunghezza Km
13,9
Altitudine min
1120
Altitudine max
2034
Tempi
Dati aggiornati al
2005
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  • 02/01/2017 Saliti il primo dell'anno.Con auto da cleulis fino a quasi l'inizio del sentiero (10minuti) sentiero a posto zero neve e ghiaccio passati per le due casere poi alla sella su per la mulattiera di guerra fino in cima senza fastidi.Notare poco sotto la cima galleria con cancelletto e Santa Barbara all'interno ...Ritornati alla sella si scende sul versante opposto con stupenda vista sul gruppo coglians chianevate con sentiero e tracce fino a raccordarsi con ottima carrareccia che prima passa per casera lavareit e poi ci riporta all'auto.Come detto niente neve o ghiaccio sul percorso forse un po di terreno gelato ma poi dipende dalle condizioni della giornata ottima vista su parecchi gruppi montuosi ed anche al mare in lontananza...Buon 2017 a tutti
  • 06/12/2016 Escursione del 17 novembre 2016. Giornata uggiosa a fondovalle, percorriamo in auto la stradina che conduce a Casera Lavareit fino a dove la neve ce lo permette, cioè attorno a quota 1300. Saliamo alla Casera Monte Tierz bassa e poi a quella alta in un’atmosfera sempre più grigia e nebbiosa e con il manto nevoso che progressivamente si ispessisce, sino a raggiungere una trentina di centimetri nella parte alta del vallone. Arrivati alla forcella, però, la fitta coltre nebbiosa inizia a diradarsi, regalandoci il fantastico spettacolo del mare di nubi che copre tutta la Carnia orientale. Bellissima in particolare la vista verso i vicini gruppi del Volaia e Coglians Cjanevate, che emergono come scogli dal bianco … Presi dall’entusiasmo per il panorama, ci scordiamo persino di suonare la campana e firmare il libro di vetta, toccherà tornarci! Un’oretta in cima e poi la nebbia si alza nuovamente, nascondendoci il panorama e il tepore del sole e costringendoci alla ritirata … discesa per lo stesso percorso e nello stesso grigiore, ma nel cuore è rimasto l’azzurro!
  • 09/05/2015 Percorso oggi 9 maggio come da tracciato gps. Qualche lingua di neve, prima e dopo sella Tierz, nessun problema, basta le ghette. Bella la vista sul gruppo Coglians-Cjanevate. Incontrati molti ciclisti che salivano alla bella e ristrutturata c.ra Lavareit. mandi
  • 26/12/2014 Via dalle brume della pianura!Il meteo prevede inversione termica con tempo buono in quota.Alle 9,30 io e Claudio siamo ai blocchi di partenza di stavoli Frochies.Dopo qualche anno risalgo il Terzo,ma d'inverno,stavolta.C'è la cappa fino al cancello del pascolo di malga m. Tierz Bassa,poi,passo dopo passo,la lasciamo sotto di noi.La vista è magnifica.Il cielo è leggermente velato,ma la limpidezza è assoluta.Sopra le nuvole solo biancore di neve.Sembra di essere approdati in un altro paese,decisamente nordico.Il manto non è molto spesso,ma asciutto e camminare non crea problemi.Non abbiamo le ciaspe.Io ho i ramponi per sicurezza,ma non li calzerò.La neve arriva al massimo agli stinchi,a volte una crosta ci sostiene e ci muoviamo in superficie.Da casera m. Tierz Alta,fino alla forca,la progressione è più faticosa.La ripidezza aumenta e anche la neve è più profonda,a causa del deposito creato dal vento,ma si sale bene.Vecchie tracce di passaggio proseguono anche nel vallone di Chiaula;non verifico se in discesa o se appartengono a un salitore.Il traverso in direzione della cima è al sole,finalmente,e la neve è più pesante,almeno all'inizio.Più in là l'aria la raffredda e torna ad essere soffice ed asciutta.In cima lo spettacolo è magnifico.Il mare di nubi fa uscire la vetta del Chiampon,ma sotto quella quota tutto scompare.L'Amariana sembra il grande naso di un gigante disteso.Con questo panorama ci rifocilliamo,dopodichè raddoppiamo le cime e iniziamo a scendere.Al tornante di quota 1946 decidiamo per il rientro lungo la dorsale,con direzione O-E.Alcune orme ci danno speranza e una traccia nera tratteggiata,sulla Tabacco,indica un sentiero che termina vicino a casera m.Tierz Alta.Così scendiamo agevolmente per un po',fino a quando la cresta si assottiglia e i verdi diventano molto ripidi.L'erba alta è stata pettinata dalle precipitazioni.E' asciutta ma tiene benissimo.I piedi sono ben saldi al terreno,ma in altre condizioni sarebbe pericolosissimo proseguire.L'esposizione aumenta mano a mano che si scende e in alcuni tratti bisogna aggirare in alto o in basso alcuni punti un po' più complicati.A quota 1730 circa ci accorgiamo di avere ormai superato il sentiero che avrebbe dovuto riportarci al Cai 155.Le impronte di chi ci ha preceduto continuano a scendere lungo la dorsale,ma noi decidiamo di ritornare alla via di salita e così caliamo liberamente lungo il ripido pendio sottostante,zigzagando tra piccoli abeti e qualche sasso e tronco.La parte finale viene risolta piantando i tacchi nella neve dura e compatta.Che divertimento!In breve siamo al sentiero.Poi ritroviamo la nuvola,leggermente più alta di quota rispetto al mattino.Un bellissimo giro,con una cresta che,probabilmente,permette di scendere fino alla casera di m.Tierz Bassa.Un'alternativa non per tutti,a mio avviso,ma molto appagante,con la vista impegnata a seguire la pista di servizio di casera Lavareit o la valle del But,molto più in basso.
  • 20/06/2014 15/06/2014-Saliti domenica al monte Terzo. Magnifici rododendri presso casera Tierz bassa. Dalla casera Tierz alta è necessario proseguire su nevaio fino alla forcella Tierz. Sono 200 metri e non è oggettivamente pericoloso ne' particolarmente ripido. I grossi accumuli di neve, ora sciolta, hanno letteralmente "piallato" il pendio sudorientale del monte, scorticando erba e cespugli e cancellando una ventina di metri della mulattiera originaria (si passa aggirando in alto lo smottamento). Grandi distese di neve visibili dalla parte opposta alla forcella mi hanno fatto desistere dall'idea di completare l'anello. Da visitare e scoprire con calma le numerose postazioni di guerra che continuano su tutto il costone orientale.
  • 06/06/2014 06/06/2014 Oggi con due amici volevo fare l' anello, pensando che magari ci fossero solo delle chiazze di neve, siamo partiti da Cleulis a quota 1100m. Inziando a salire nei boschi, poi quando si arriva alla casera Tierz bassa, il panorama alle nostre spalle è spettacolare verso, malga Pramosio, monte Paularo, più in la monte Zermula, seguendo il sentiero 155 sono arrivato alla casera Tierz alta trovando molta neve, tutta la sella era piena, dalla forcella Tierz verso il monte Terzo c' è stata una frana che ha portato via il sentiero e ho rinunciato a salire, tanto la montagna è li anche domani ci aspetta sempre, la giornata è stata bellissima le marmotte sono già fuori dalle tane, al ritorno c'era un venticello che mi teneva bello fresco.
  • 08/06/2013 I prati multicolori che portano agli stavoli quasi mi mandano fuori strada. Erbe e fiori abbracciano alti il cielo e l’attacco del sentiero alle baite mi fa titubare..dalla vasca si miri il nocciolo davanti al bosco e una volta lì, si rasentino gli alberi a sinistra. Poi è una comoda passeggiata che lascia spazio a sguardi, ricordi, fantasie.. finchè prima della casera Tierz, da un cespuglio a un metro da me, se ne esce un gran bianconiglio (leggasi jeur) riconoscibile dal panciotto.. ancora sorpreso mi viene alla mente la genziana di Froelich albina postata sul sito da Elena… da giorni mi appare nel suo candore… Giro la curva e… mi blocco davanti a delle genziane di Koch bianche ma punteggiate di verde.. rimango a lungo stupefatto ed incantato. La vita, a volte, sembra proprio giocare con il nostro sentire.. Il percorso verso la forca è caratterizzato da crochi ritardatari e da un nevaio ancora bello in forma (il cui gemello si trova dall’altro lato). Meglio scostarlo sulla dx e puntare alla forcella. Da lì l’unico ostacolo è una meravigliosa vista che blocca le gambe.. In cima, anemoni e primule minime mi fanno indugiare in foto e nascondini fra le rocce. Poi mi decido a scendere. Osservo perplesso un mountainbiker scendere svirgolando con la bici in mano nel nevaio dell’andata. Io scelgo l’anello. Questa volta scosto (in parte) il nevaio a sinistra, trovando poi un solitario thermos che aspetta il suo proprietario.. (a questo punto meriterebbe aprire un Lost & Found in Lavareit…). Ai ruderi di casera Chiaula involontariamente seguo un’evidente traccia a dx che non è quella proposta da SN, bensì una più alta segnata sulla Tabacco. In pochi minuti mi porta alla pista di servizio ed alla malga che sta aprendo.. Una sosta per condividere la loro birra e i miei biscotti e poi via, fuggendo il grigio… PS:ultima nota; al primo bivio della pista non scendere a sin ma seguire dritti fino all’imbocco del sentiero.
  • 02/10/2011 Saliti oggi dal Pian delle Streghe fino ai laghetti Zouplann. Dal bivio a quota 1940 ca. scesi a Forca Tierz e da qui in breve alla vetta.Giornata meravigliosa. Panorama dal Tricorno all'Antelao. Percorso semplice da farsi in belle giornate di sole. Consigliabilissimo
  • 09/06/2008 ieri visto il tempo abbiam fatto ritorno per la via della salita...comunque begli scenari, sentiero comodo zona molto carina... merita una piccola deviazione per i laghetti di Zoufplan!
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