il portale dell'escursionismo montanoInvia una mail a SentieriNatura Utente anonimo 133 ospiti - 3 utenti 
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • IMG_3021
    Anello di casera Tuglia da Forni Avoltri
    Alpi Carniche
  • IMG_2900
    Anello di casera Tuglia da Forni Avoltri
    Alpi Carniche
  • IMG_2911
    Anello di casera Tuglia da Forni Avoltri
    Alpi Carniche
  • IMG_2864
    Anello di casera Tuglia da Forni Avoltri
    Alpi Carniche
  • IMG_2977
    Anello di casera Tuglia da Forni Avoltri
    Alpi Carniche
SentieriNaturaAggiungi ai preferiti - Richiede LogIN
I percorsi di SentieriNatura

Anello di casera Tuglia da Forni Avoltri

Avvicinamento

Da Forni Avoltri si imbocca la stradicciola che scende verso il centro sportivo attraversando il ponte sul torrente Degano poco oltre il quale si può parcheggiare (m 866).

Descrizione

Seguendo le indicazioni si inizia lungo la carrareccia che costeggia il torrente e che coincide qui con il segnavia CAI n.229. Percorsi pochi metri vi è la possibilità di seguire la scorciatoia che si diparte sulla destra lungo il cosiddetto Troi Mat (cartello). Il sentiero attraversa un versante boscato assai ripido e si presenta piuttosto scivoloso ed impervio. Il tipo di terreno su cui si svolge la salita nonché la presenza di un breve tratto attrezzato richiedono pertanto saldezza di piede ed esperienza. Volendo invece proseguire senza alcuna difficoltà si può trascurare il bivio e salire comodamente lungo la pista giungendo in ogni caso alla casera Col Mezzodì Bassa. Lasciata quindi la strada ci si innalza in un magnifico bosco di faggio, abete rosso e abete bianco, su terreno inizialmente facile, intersecando una serie di piccoli impluvi. Nel sottobosco di maggio si osservano i fiori dell’anemone, del latiro invernale e della dentaria a cinque foglie dalle vistose fioriture rosa. Dopo un paio di tornanti ha inizio il tratto più impegnativo: una fascia rocciosa impedisce infatti il proseguimento lineare del sentiero. La si passa alla base mediante una breve cengia alla quale fanno seguito una serie di rampe assai ripide. Un paio di punti resi particolarmente scivolosi dalla lettiera sono stati anche attrezzati con passamani metallici. Il sentiero riprende a traversare incontrando un breve tratto roccioso bagnato ma assicurato dal cavo. Si scende ora a guadare il piccolo impluvio del rio Rosso che rappresenta l’ultima difficoltà in quanto il sentiero si porta su terreno più agevole guadagnando la base dell’ampio pascolo di casera Col Mezzodì Bassa.
Il panoramico ripiano si presenta abbellito dalle fioriture delle sambucine e della primula odorosa mentre sui soffioni volano numerose le vanesse dell’ortica e del cardo. Al momento della nostra visita la casera presentava un locale aperto ma la presenza di attrezzature per la lavorazione del latte fa supporre che si tratti di una struttura ad uso privato. Seguendo le segnalazioni sulla parete della casera, si prosegue lungo una pista sconnessa che si innalza a piccole svolte nel bosco. La pista si esaurisce alla base di un ampio pendio erboso dove il sentiero si perde un poco. Mirando alla sommità del prato ed ai resti di un vecchio box in lamiera si risale senza difficoltà raggiungendo il ripiano erboso che ospitava la casera Col Mezzodì Alta ora completamente scomparsa (m 1377).
Facendo attenzione al segnavia si rientra nel bosco iniziando il lungo traverso in direzione della sella di Tuglia. Con pendenza moderata, su tracciato ora comodo e piacevole, si percorrono le pendici orientali del monte Tuglia all’interno di un bel bosco di faggio. Dopo un piccolo franamento rinforzato da passamani in legno si raggiunge terreno più aperto dove la visuale si apre anche sul versante settentrionale della dorsale montuosa che va dalle Crete di Chiampizzulon al passo di Entralais. Dopo un caratteristico tratto incassato, il sentiero sfocia nella ampia sella di Tuglia (m 1618) situata ai piedi della omonima vetta. Si attraversano alcune praterie acquitrinose dove si possono osservare a primavera estese fioriture di genziana di Koch, soldanella e calta palustre. Ancora un breve tratto in falsopiano e si raggiunge la casera Tuglia (m 1597), dove la visuale si apre anche verso i monti di Sappada.
Per il rientro, oltre ad utilizzare il medesimo itinerario, è possibile scendere lungo il sentiero “diretto” per il centro di Biathlon. Anche questa scorciatoia però presenta un tratto di discesa piuttosto ripido e malagevole ed infatti un cartello in legno poco dopo la casera la consiglia ad escursionisti esperti. In questo caso, dal crocevia presso la casera, si imbocca il segnavia CAI n.227 calando nel vallone del rio Tuglia sulla direttiva indicata da alcuni paletti. Raggiunta in breve la fascia di abeti, seguendo i recenti segnavia, si scende comodamente affiancando un ruscelletto. Il sentiero prende quindi a divallare molto più ripidamente nel bosco di faggio fino a portarsi sull’orlo di una fascia rocciosa verticale. Si piega allora a destra scendendo lungo una ripida rampa erbosa che rappresenta il punto più impegnativo della discesa. Ci si ritrova così alla sommità di un pendio erboso che si percorre a tornantini agevolati in ultimo anche da alcuni gradini in legno. Oltrepassata la base della parete rocciosa si scende ancora percorrendo un tratto di bosco su terreno malagevole poi, in prossimità della presa di un acquedotto, ci si immette definitivamente su una pista forestale. Questa può essere ancora accorciata, pochi metri dopo, scendendo sulla destra (segnalazioni). In ogni caso si riguadagna la strada arrivando all’intreccio di piste che formano il Centro di Biathlon. Tenendo costantemente la destra ci si immette sulla strada sterrata che costeggia lungamente il rio Acqualena sfiorando stavoli e fienili. Una schiarita con bella visuale sull’abitato di Forni Avoltri segna il punto in cui la strada si trasforma in mulattiera inerbita e quindi in sentiero iniziando a perdere quota. Dopo la bella radura degli stavoli Tops ci si immette nuovamente sulla strada raggiungendo il ponte sul rio Acqualena e le prime case. Senza oltrepassarlo si prosegue lungo il sentierino che si snoda sulla destra, pochi metri sopra il greto. Caratteristici strati rocciosi ed una ancona incastonata nella pietra rendono interessante anche quest’ultimo tratto del percorso che si esaurisce proprio nel punto dove era stata lasciata l’auto.

Avvertenze

L'anello proposto presenta difficoltà che normalmente non ci si attende per escursioni che conducono a casere. Volendo evitare ogni problema si utilizzi la pista forestale per casera Col Mezzodì Bassa.
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Maggio
Carta Tabacco
01
Dislivello
700
Lunghezza Km
10,5
Altitudine min
862
Altitudine max
1618
Tempi
Dati aggiornati al
2005
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 07/08/2014 04.08.2014da Cra. Tuglia si sconsiglia vivamente di rientrare a Forni Avoltri scendendo lungo il sentiero Cai 227 ; in più punti risulta nascosto dall'erba alta e da molte ramaglie di sramatura lasciate sul posto.In condizioni di bagnato lungo la rapida discesa si rischia facilmente di scivolare sulle foglie secche che coprono il tragitto. In particolare lungo la cengia che attraversa obliquamente la parete a strabiombo il pericolo di cadute diventa incombente in quanto il terreno a disposizione è minimo e non consente un appoggio sicuro del piede. Proseguendo poi , si attraversano punti nei quali sono in corso notevoli lavori di disboscamento : questi hanno prodotto la caduta a terra di numerose piante che hanno nascosto completamente con il tronco e i rami il sentiero. Bisogna destreggiarsi nel superamento di tutti questi ostacoli.Abbiamo notato come tre piante riportanti i segnali bianco/rossi del segnavia Cai si trovino ,tagliate, a terra senza che siano stati ripristinati con paletti od altro i segnali stessi !In questo modo la direzione di discesa è davvero difficoltosa da trovare. Sconsigliamo la percorrenza di questo sentiero dove la manutenzione è scarsa o mancante completamente.
  • 07/01/2014 Splendida salita da Forni Avoltri con le ciaspole nel giorno della Befana seguendo interamente il percorso della carrareccia innevata!Battuto la pista dalla casera Col Mezzodì Bassa in poi, con un pino caduto di traverso poco dopo il pianoro del Col Mezzodì.
  • 07/03/2008 ci sono stato l'ultima estate. la gestione della casera Tuglia sono stati molto gentili: ho potuto pagare il piccolo pranzo da me richiesto, in differita tramite l'azenda di soggiorno. e il prezzo è ragionevole.noto con piacere che il sentiero cai 227 è stato prolungato verso il centro di biathlon..nella carta Tabacco in mio possesso, questo tratto non è stato ancora segnato. così, per scendere da una parte diversa e per spirito d'avventura, avevo proseguito per il 227 verso Rigolato, in direzione dei piani di Vas.
  • 19/12/2007 La leggenda di Tuglia. Si narra che nel Medioevo i Sappadini litigassero aspramente con le genti del vicino Comelico per la definizione dei confini. I vecchi saggi di Sappada, allora, decisero di eleggere un proprio sovrano che forte della propria autorità mettesse fine a queste dure lotte una volta per tutte. Rimasero a contendersi il titolo due forti giovani del paese: Geu della borgata di Puiche e Linc di quella di Cima. Come si usava allora, il capo sovrano sarebbe stato colui che avrebbe catturato il maggior numero di pernici in un giorno dedicato alla caccia con l’arco nei monti circostanti. Entrambi gli sfidanti, però, si contendevano anche il cuore di Tuglia una bellissima fanciulla della borgata di Cretta.La mattina della sfida Linc si fece accompagnare da Tuglia presso i prati sommitali dove si sarebbe svolta la caccia pregandola di rimanere ad aspettarlo tenendo in custodia i loro cavalli. Geu e Linc percorsero a lungo i versanti nord dei monti che racchiudono la conca sappadina, ma ben presto Linc dimostrò di essere il più bravo e preciso nel tiro con l’arco tanto che grazie alla mira infallibile catturò in poco tempo molte più prede dello sfidante. Geu, allora, preso dalla rabbia e dalla gelosia attese che Linc prendesse la mira per scaraventarlo giù per un profondissimo burrone. Linc precipitò rovinosamente, ma la sua caduta venne provvidenzialmente attutita da alcuni pini mughi che lo salvarono anche se a seguito della caduta svenne. Geu, invece, convinto di essersi sbarazzato del contendente, tornò da Tuglia e le disse che Linc aveva perso la sfida, ma per la vergogna di doverlo ammettere, era scappato via tra i monti chissà dove. Tuglia si disperò per le parole di Geu, ma non dubitò di quanto le era stato raccontato. Nel frattempo si stava per scatenare un violento temporale che costrinse i due giovani a ripararsi in una baita sotto un monte. La violenza del temporale sembrava così forte quasi che gli elementi naturali volessero punire Geu per quanto aveva fatto. Un fulmine colpì la cresta del monte scatenando una rovinosa frana che si abbatté sulla baita uccidendo la povera Tuglia e ferendo gravemente Geu. Costui tentò di raggiungere il paese per essere soccorso, ma stremato non ce la fece e morì. I cavalli spaventati dal temporale fuggirono e precipitarono nei burroni del monte Siera. Linc, nel frattempo, si riprese dalla sua rovinosa caduta grazie alla pioggia che lo svegliò, ma purtroppo cercando la via del ritorno incontrò prima i cavalli morti e poi il corpo senza vita di Tuglia tra le rovine della baita distrutta dalla frana. Disperato fuggì davvero tra i monti. I sappadini cercarono a lungo i tre giovani, trovarono i corpi senza vita di Geu e Tuglia ma di Linc non seppero più nulla.Parecchi anni dopo alcuni pastori carnici incontrarono su quei monti Linc che portava al pascolo un misero gregge: era distrutto dal dolore e dal rimorso perché pensava che Tuglia fosse morta a causa sua nel tentativo di aspettarlo nonostante il maltempo. “Che cretis a son le so cjadenis”, dissero e da quel giorno il monte dove lo incontrarono si chiamò Pic Chiadenis. Dove la scarica di sassi uccise la ragazza venne detto il Malpasso e la montagna da cui si staccò la frana venne chiamato Monte Tuglia. Il passo che Geu raggiunse prima di essere trovato dai compaesani si chiama appunto passo Geu e, ancora, la forcella dove fu trovato l’arco di Linc oggi è conosciuto come il Passo dell’Arco.
  • Invia un commento
Le vostre fotoVisualizza tutte le fotoi
  • Il Malpasso
    07/01/2014 Il Malpasso
  • 6 gennaio 2014
    07/01/2014 6 gennaio 2014
  • Il monte Tuglia
    19/12/2007 Il monte Tuglia
  • Monte Geu da Sella Tuglia. . . dorjep@inwind.it
    16/11/2007 Monte Geu da Sella Tuglia. . . dorjep@inwind.it
  • Monte Pleros e Creta di Fuina. Dal sentiero che attraversa i ...
    16/11/2007 Monte Pleros e Creta di Fuina. Dal sentiero che attraversa i ...
  • Invia una foto
I vostri tracciatiVai al forum GPS
Le vostre escursioniVai alla mappa localizzazioni
Mappa Scarica il tracciato kml Scarica il tracciato gpx Visualizza mappa dettagliata - Apertura su nuova finestra
Profilo altimetrico
Altre escursioni in zona
Webcam più vicine
  • Webcam Ovaro
  • Webcam Sappada
  • Webcam Ravascletto
© Redazione di SentieriNatura - Udine, - Ivo Pecile & Sandra Tubaro - Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x768 - Privacy & Cookies - Powered by EasyDoc - Webdesign by Creactiva