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    Anello di forcella Antracisa e monte Taront da Andreis
    Prealpi Carniche
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    Anello di forcella Antracisa e monte Taront da Andreis
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I percorsi di SentieriNaturaS01

Anello di forcella Antracisa e monte Taront da Andreis

Avvicinamento

Da Montereale, presso Maniago, si imbocca la strada statale n.251 che risale Val Cellina. Subito dopo il lungo traforo si piega a destra seguendo le indicazioni per Andreis. Raggiunte le case della piccola frazione si attraversa l’abitato in direzione di Alcheda oltrepassando anche il Centro Visite del Parco delle Dolomiti Friulane. Pochi metri dopo, sulla sinistra, si apre uno spiazzo dove possiamo parcheggiare comodamente (m 456).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Silenzio
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Aprile
Carta Tabacco
012
Dislivello
900
Lunghezza Km
7,9
Altitudine min
441
Altitudine max
1320
Tempi
Dati aggiornati al
2012
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 13/11/2016 Fatto l'anello in senso antiorario, dopo la forcella Antracisa, quando il sentiero svolta a destra e si entra in una faggeta, si sale ancora per poche decine di metri e, facendo attenzione a sx, si nota la traccia che sale a zigzag sulla cima del Taront fecendovi evitare il traverso a ovest del monte che è in condizioni pessime, poi si scende a sud e si ritorna sul sentiero 977, così si risparmia anche un po di strada. Ho anche messo a disposizione il file GPX con la salita per la traccia che evita il traverso e accorcia il tragitto
  • 09/05/2016 Itinerario svolto l'altro ieri, 07-05-16. Abbiamo seguito le indicazioni del libro e della traccia gps del sito. La salita è sempre costante ma segnalata benissimo, come del resto la discesa, nessun problema. Per quanto riguarda il traverso nella parte occidentale del Taront...devo dire di averlo trovato in condizioni pessime, se non inguardabili, io lo sconsiglio vivamente a chi non vuole trovarsi in situazioni molto scomode e difficili, consiglio dunque di cercare la traccia che passa sopra il monte di cui parlano nei commenti precedenti. Io e il mio amico ci siamo passati ma non è stato per niente una passeggiata, assolutamente un pezzo che si guadagna EE al 100%! Ho notato che sul libro il sentiero è segnato per escursionisti esperti ma qui ho notato che avete aggiornato e cambiato la difficoltà. A mio parere avete fatto un errore perchè la difficoltà cambia se non si percorre quel pezzo, è vero! Ma la vostra traccia gps e la descrizione dell'itinerario del libro dice di passare di là, e io non mi sentirei mai di consigliarlo ad un escursionista non esperto, vi chiedo una rivalutazione generale del fatto. Ps: Io una zecca, il mio amico 5: zona infestata, tanto per ribadire. Gianluca
  • 27/12/2014 Si parte con la fumate. Un unico fascio di luce, quasi biancastro, fende le nubi e si getta verso le case di Bosplans con mistica precisione. Il troi è ben asciutto e la sua ripidezza concilia il silenzio dei compagni di viaggio. Prima della forcella, sulla destra, in cima ad un pulpito, s’erge una pietra e su di essa un ciuffo verde. Un richiamo irresistibile, tanto che una traccia evidente porta fino all’arbustosa sentinella. Prendiamo subito la via verso il bivacco, l’attesa è breve tra rampe sottili e decise. La costruzione spunta tra i rami come volesse celarsi ai più. Splendido quest’eremo intriso di intimismo. Il legno mitiga la selvatichezza accondiscendendo ad un dolce invito al meditabondaggio. Meta a sé stante, rappresenta a parer mio, un molo perfetto per partire alla ricerca di sé senza spiegare vela alcuna. Il cielo s’apre di colpo e il sole irrompe tra gli azzurri svelando le verticalità e gli abissi selvaggi che ci attorniano. La val Molassa, soffocata dalla muraglia del Resettum, pare talmente angusta da non poter ospitare neanche il proprio rio. Un velo di nuvole diventa un palco perfetto da cui s’erge la collana di pietra che da cima Manera fino al Crep Nudo inanella un gioiello dopo l’altro. Cerchiamo invano, probabilmente sul versante sbagliato, una traccia per raggiungere la Cima dell’Asta. Al ritorno il monte Taront spiega il suo toponimo senza bisogno di parole. La risalita è comoda e in breve si può godere di un panorama mozzafiato che dal Raut al Fara si dipana tra giochi di luce e riflessi. La discesa è meritoria di lentezza. L’occhio cerca un lago che vede sovrastata la sua anima smeraldo dall’accecante tuffarsi del sole. Il profilo del monte Lupo, sinuoso ed aguzzo, cattura più delle maestosità innevate che lo proteggono. Il troi regala ambienti differenti alternando bosco, prati e tratti ove il grigio ha il sopravvento. Un tratto eroso non impensierisce più di tanto, i sorrisi si sedimentano tra le ghiaie. Uno splendido itinerario che pretende solitari e taciturni per accoglierli con quei silenzi che dicono tutto.(21.12.2014)
  • 15/12/2014 Anello fatto ieri mattina, grazie al tempo clemente, eseguito in senso antiorario, come da descrizione.Tranne un'indecisione all'inizio con i segnavia dei percorsi di nordic walking, non abbiamo avuto difficoltà nel seguire la traccia. Il sentiero è ben evidente e segnalato.Pochi minuti dopo forcella Antracisa, nel tratto in cui il sentiero si snoda ancora attraverso il bosco, abbiamo preso una traccia nuova (priva di segnavia) che porta alla cima da nord, evitando, quindi, il pendio ovest.Siamo scesi poi lungo il versante opposto ricongiungendoci con il sentiero CAI.Consiglio questa alternativa poiché permette di guadagnare la vetta senza perdere quota e senza dover rifare due volte lo stesso tracciato.Credo, infine, si preferibile farlo come suggerito (senso antiorario) poiché la discesa dalla cima è piuttosto ripida.Consiglio a tutti questo giro veramente bello, selvaggio, sempre avvolto dal bosco o dalle cime circostanti. Grazie a sentierinatura per averlo posto in evidenza.
  • 25/05/2014 Percorso il 24-05-14 in senso contrario a quando descritto e con visita al bivacco dell'Asta. Sentieri puliti e molto ben segnalati, alcuni tratti esposti sul sentiero che porta al bel bivacco. Peccato per le nuvole trovate in cima!
  • 25/04/2014 25/04/2014-Da Alcheda salito il monte Taront. E' stata aperta una larga traccia tra i mughi che sale alla cima (panca, croce) e scende in tutta sicurezza alla forcella Antracisa evitando di passare sullo scosceso fianco ovest del monte. Il monte - che presenta il versante nord coperto da faggeta - ha prato e un incredibile panorama verso sud, verso il lago di Barcis ecc. Incontrati un camoscio e sei escursionisti in senso contrario. Molto ripido. Pare che ultimamente stiamo collezionando diverse escursioni da aggiungere alla top ten della ripidezza. Aggiornata completamente la relazione e abbassato a E il livello di difficoltà.
  • 28/10/2013 Ho percorso l'anello il 27/10/13, in senso inverso rispetto a quanto descritto, includendo la salita al bivacco dell'Asta. In aggiunta alla relazione, segnalo che il sentiero 977 è stata ripulito di recente. Dalla cima del Taront, un sentiero permette di scendere a forcella Antracisa evitando i franamenti segnalati nella relazione e nei commenti. Il sentiero non ha segnavia ma si segue senza problemi. Sulla cima è stata aggiunta una panca e un tabellone, al momento vuoto. In prossimità di forcella Antracisa, il vecchio tracciato del sentiero 977 è sbarrato da dei rami. Probabilmente, il CAI ha deciso di deviare il sentiero in modo da evitare il tratto rovinato e il lavoro non è ancora terminato.Un giro per esperti e allenati, vista la ripidezza del terreno.
  • 05/05/2013 Escursione effettuata il 25 aprile 2013. Il percorso è sempre ben evidenziato dai segnavia bianco-rosso e non c’è pericolo di perdersi. La salita da Andreis alla f.lla dell’Antracisa non presenta particolari difficoltà. Il sentiero che porta al bivacco dell’Asta è effettivamente risistemato e gradinato, ma in alcuni punti l’esposizione è davvero notevole (non adatto per chi soffre di vertigini) e richiede passo fermo e moltissima attenzione; assolutamente da non fare con terreno ghiacciato o bagnato, anche a causa di un’abbondante lettiera che rende il terreno scivoloso e particolarmente infido, soprattutto in discesa! Dalla f.lla dell’Antracisa, il tratto che aggira le pendici settentrionali del Taront avviene su uno stretta traccia che traversa su esposte balze erbose colonizzate dal mugo; il percorso è alquanto pericoloso a causa di diversi punti franati (fortemente sconsigliato e del tutto proibitivo se il terreno è bagnato). La parte più suggestiva dell’escursione è quella che va dalla cima del Taront (stupenda la visuale sul lago di Barcis e la corona di monti che lo circondano) fino alla località di Alcheda. Da qui per rientrare ad Andreis suggerisco il percorso tematico N° 6 (L’Eremo) che riporta al ponte sul torrente Ledron, da dove si risale al parcheggio dietro il Centro Visite.
  • 02/05/2012 Ringrazio Ivo per le preziose ultime informazioni , mi piacerebbe percorre tutto l'itinerario e queste notizie sono molto utili e confortanti.
  • 02/05/2012 Siamo saliti il 25/04/2012 da Andreis fino a forcella Antracisa con l'intenzione poi di proseguire verso il nuovo bivacco dell'Asta. Il sentiero è stato allargato e gradinato in più punti ed un passaggio esposto è stato aggirato. Pregevole il lavoro di risistemazione del sentiero tra forcella Antracisa e il bivacco ad opera del CAI di Maniago. La traccia è ora larga e comoda ma in alcuni punti l'esposizione è davvero notevole e richiede attenzione. Bellissimo il bivacco, tutto in legno. L'acqua si trova lungo la cengia erbosa che da forcella dell'Asta scende verso est.Da informazioni avute dal CAI di Maniago c'è l'intenzione di prosguire nella sistemazione del sentiero verso la Molassa e verso Alcheda nei prossimi mesi.
  • 25/04/2011 Bella escursione, varia; effettivamente come già rilevato in precedenza, l'inagibilità del sent.977 andrebbe segnalata anche all'inizio del sent. 975-976.Loredana
  • 25/04/2011 Sentiero CAI: CAI 977. tratto dopo f.lla d'Antracisa e fino al canalino terroso. franato in un paio di punti erodendo totalmente il sentiero esposto sul ripidissimo versante della Val Molassa. segnalato inagibile dal Cai con cartello ad Alcheda (a fine anello), sarebbe opportuna analoga segnalazione ad inizio itinerario ad Andreis.. loredanabergagna@alice.it
  • 20/04/2011 Oggi 20/04/2011 abbiamo anche noi percorso questo itinerario.Va segnalato sicuramente la condizione del sentiero, che con terreno bagnato (noi abbiamo avuto per fortuna una giornata bellissima) diventa sicuramente molto pericoloso a causa dei tratti franati. Va anche sottolineato che ad Alcheda sul muro della casa vicino alla fontana il CAI ha con apposito cartello dichiarato inagibile il sentiero 977 nel tratto Antracisa-Alcheda. Analoga indicazione dovrebbe a mio avviso essere posta anche all'inizio del sentiero 976 per avvisare chi come noi intenda compiere l'intero giro ad anello.Gruppo Seniores CAI Mirano
  • 18/04/2011 Il giorno 17/04/2011, abbiamo percorso l'itinerario descritto anche nel libro "I sentieri del silenzio", che per noi è stato di spunto. Itinerario bello ad inizio stagione. Il sentiero non ha particolari difficoltà e fornisce ampia visione dei monti limitrofi, tra cui il Raut, Resettum, Cavallo ed altri, ancora fortemente innevati. Unica attenzione, dopo forcella Antracisa, il sentiero è un po' franato. Trattasi di passaggio di I grado, per intenderci ci si deve aiutare con le mani, non esposto più di tanto, avendo sotto in caso di caduta dei pini mughi che fungono da cuscino, che danno sollievo psicologico a chi è frenato dall'insolita insidia. Per andare in cima al "Taront" occhio a prendere, poco dopo la frana, giunti su una selletta, a sx su di un sentiero senza segna via ma ben marcato. Pieri e Ferdi.
  • 19/06/2006 Sentiero CAI: 977. Camminando sul 977 in prossimità della Forcella d' Antracisa dietro Monte Taront (Andreis). Dopo circa 15' di percorrenza del 977 dal punto di incontro con il 976 rientrando in direzione Andreis.. Con lo scioglimento della neve (probab ilmente) si è in presenza per un tratto di circa 30 mt. di assenza totale di sentiero ed il passaggio tra le rocce, diventa particolarmente insidioso essendo la stessa molto friabile. Eventuale scivolata con conseguente sottostante caduta, potrebbe determinare gravi danni per l' escursionista. INVITO CALDAMENTE alla messa in sicurezza del trattomediante il posizionamento di una corda d' acciaio.. sanbi52@libero.it
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