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    Monte Medol da Arcola
    Prealpi Bellunesi
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I percorsi di SentieriNaturaS05

Monte Medol da Arcola

Avvicinamento

Da Montereale, presso Maniago, si imbocca la strada statale n.251 che risale Val Cellina. La tortuosa rotabile che un tempo percorreva la angusta forra del torrente è stata ora sostituita dalla Galleria del monte Fara che in pochi minuti esce nella conca di Barcis. Oltrepassato l'abitato si percorre la statale ancora per circa tre km fino alle case di Arcola dove si può parcheggiare (m 428, comodo spiazzo sulla destra presso le ultime abitazioni).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Silenzio
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Marzo
Carta Tabacco
012
Dislivello
700
Lunghezza Km
14,5
Altitudine min
422
Altitudine max
1114
Tempi
Dati aggiornati al
2013
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  • 04/04/2014 Ripercorso oggi in buona compagnia seguendo il nuovo sentiero del Clap per evitare un tratto di strada, qualche grassa salamandra pezzata, sotto la cimotta del Medol un paio di fugaci camosci, una forchetta piantata nel fianco dell’arruginito razzo della vetusta stazione meteo. Bosco luminoso e pulito colorato del tenue verde delle nuove foglie, fior di stecco, epatiche, qualche primula e la delicata dentaria minore.
  • 20/03/2014 Ci rincorriamo!Ciao,oggi è toccato a me.Viste le tue tracce,visti i tassi e i camosci,oltre a un branco di caprioli.Ho notato anch'io quei segni sui tassi.A me sembravano quasi delle unghiate,anche se ho pensato subito agli ungulati.Ho delle foto,mi farò dire.Relazione da sottoscrivere.Scusate tutti se ci sono due commenti simili.Aloha
  • 19/03/2014 Gola di paesaggi. Unico rimedio contro l’asfalto è tarare da subito il passo da Speedy Gonzalez. Poi il troi dal Clap. Bye bye highway! Vana illusione, si tratta solo di una breve parentesi ma i fior di stecco bloccano ogni funzione cerebrale negativa. Poi licheni arancioni fosforescenti che sembran bucare le griglie di contenimento. Villa Emma stranisce. Sa di cattedrale nel deserto, chissà che storia nasconde! Tutto tace. Due escursionisti sfiorati nell’asfalto probabilmente virano per la val Zea. Io proseguo incantato da una giornata splendida. Da qui strada e troi, seppur evidenti, son umile parte di un oceano fogliare che copre ogni cosa rendendo morbido e rumoroso il passo. Al di là del greto un cuore di pietra è stato adagiato sopra le radici muschiose di un albero e riassume la giornata. Una quantità sorprendente di fatte anticipa una fuga camosciata. il troi prosegue piacevole in un bosco arioso che lascia spazio al rincorrersi delle emozioni. Poi il tasso. Corro da lui. Chissà quanti abbracci come il mio avrà ricevuto nella sua vita! E non solo abbracci! La sua base e quella dei confratelli lascia trasparire intense sdrusciate. Oculata la scelta ungulata nel preferire un albero così docile e morbido che sotto una corteccia spettinata e a tratti quasi violacea, nasconde incantevoli venature arancioni. Il patriarca mi sussurra di guardare il vicino canalone. Una selletta. E vai! This is a wilderness area! Mi solletica l’idea di provare l’alternativa via cresta. Alla sella segnali gialli mi rincuorano ma i pochi metri di dislivello sono ripidi, gattosamente ripidi. Aiutato dalla vegetazione arrivo alla vera cima del monte, grande quanto un tappeto. Pulita. Isolata. Emoziona solo al calpestarla, attorno un coro di giganti canta odi al silenzio. Purtroppo il proseguir crestoso sembra impossibile ma quanta voglia di riempire gli occhi! Scendo e riprendo il troi. Da sopra, une voglade alla cresta di sinistra. Ancora segni gialli ma il non volerli seguire da qui sembra stata una scelta ancor più saggia. Rimango a lungo a rigirarmi. Discesa coccolante impreziosita da incroci camosciosi. Un maschio mi controlla a distanza proteggendo la fuga degli altri. Ripasso ogni fior di stecco, tagliando per il bosco quando comunica morbidezza. Itinerario facile con panorama che ammutolisce, adatto a tutti ma con eventuale breve ma intensa opzione intimista e salvadia.19.03.2014
  • 16/06/2013 Giungere a palazzo Prescudin, il sabato, e non trovare nessuno sui prati perfettamente rasati e sui tavoli dell'abetaia, ma solo il silenzio di un crocevia mirabilmente composto, con le sobrie architetture a ornare una natura che qui, con genio accurato, offre il suo repertorio più vario. Proseguendo oltre, il paesaggio attorno, le montagne dirupate, gli squarci detritici appaiono terrifici, ma noi risaliamo il Medol e di nuovo il bosco accoglie a proteggere fin sulla stretta cima, dove appena è spazio per riposare. Acqua all'inizio del percorso e poi ancora in abbondanza fino a palazzo Prescudin, ove anche vi è un vigoroso rubinetto.
  • 22/04/2013 21/04/2013-Ripercorso l'itinerario, niente di particolare da segnalare, se non che sono stati posizionati nuovi cartelli CAI. Sempre molto suggestivo il bosco di faggio poco sotto Villa Emma, percorso dal rio serpeggiante; anche il tasso centenario è ancora al suo posto a sorvegliare i primi tornanti del sentiero sotto la cresta del Medol. Buona settimana.
  • 01/05/2012 MONTE MEDOL- E' il mio compleanno (auguri) e mi regalo, in solitaria, questo percorso all'insegna del rilassamento e della meditazione. Ero anche incuriosito di vedere questo parco del prescudin di cui tanto ho letto, e dell'annessa villa Emma di cui però non ho capito l'utilizzo al quale è destinata. Comunque è un posto veramente bello e comodo per le tante postazioni di tavoli e panche. Anche il persorso per il monte non è male. Bello il bosco di faggio e tasso che accompagna i nostri passi. Il panorama, se pur limitato , è imponente nella dorsale tra il Messer e il Crep nudo. Della centralina meteorologica, restano solo i resti in quanto è dismessa. Insomma, un percorso che rifarò con una bella giornata, perchè oggi era grigio e sono cadute anche due gocce di pioggia. Diciamo che il tempo ha voluto brindare con me..Buona vita a tutti
  • 23/06/2011 Confermo quanto scritto nel messaggio precedente, in particolare per il silenzio. Ho trovato persino una chiazza di intoccabili stelle alpine, poco dopo villa Emma. Aggiungo, purtroppo, che neanche qui mancano le zecche.
  • 20/05/2011 Itinerario che si sviluppa in un bel contesto, selvaggio, percorso direi turistico fino a villa Emma. Totale assenza di segnavia (salvo i vecchi cartelli Cai a Palazzo Prescudin e al bivio di quota 650 ca., qualche rado bollo rosso lungo il sentiero che sale al Medol. Totale silenzio salvo le acque, incrociato un giovane capriolo che sembrava più incuriosito che spaventato; impagabile lo spettacolo che si gode dalla piccola cima, sembra di essere al centro di un anfiteatro. Piacevole la discesa lungo la pista forestale dopo villa Emma, un itinerario piacevole e rilassante (non a caso sono stati messi i cartelli Area Wilderness), vale la pena di percorrerlo:Loredana
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  • villa Emma
    04/04/2014 villa Emma
  • è un bosco incantato
    04/04/2014 è un bosco incantato
  • il risveglio del bosco
    04/04/2014 il risveglio del bosco
  • arcobaleni d'acqua lungo il torrente Prescudin
    04/04/2014 arcobaleni d'acqua lungo il torrente Prescudin
  • Scorcio del bosco di Prescudin.
    16/06/2013 Scorcio del bosco di Prescudin.
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