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    Anello di Castelnovo del Friuli
    Prealpi Carniche
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    Anello di Castelnovo del Friuli
    Prealpi Carniche
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    Anello di Castelnovo del Friuli
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    Anello di Castelnovo del Friuli
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I percorsi di SentieriNaturaU06

Anello di Castelnovo del Friuli

Avvicinamento

Percorrendo la strada statale n.464, nel tratto compreso tra Spilimbergo e Maniago, si seguono a destra le indicazioni per Lestans, Usago o Travesio. Raggiunto il centro di Travesio, la strada piega ad est in direzione di Castelnovo, seguendo il corso del torrente Cosa fino a giungere alla frazione di Paludea dove si parcheggia comodamente (m 228, ampio spiazzo presso il centro sportivo).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Escursione
Mese consigliato
Febbraio
Carta Tabacco
028
Dislivello
200
Lunghezza Km
21
Altitudine min
228
Altitudine max
440
Tempi
Dati aggiornati al
2009
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  • 26/11/2016 Mi ha entusiasmato molto questo anello che, nonostante le apparenze (quota bassa, tratti di asfalto), riserva delle sorprese che vanno al di là dell' appagante ma consueta conquista della cima. Abbiamo effettuato questo percorso domenica 20/11 esattamente come da relazione SN sommando i tre itinerari proposti in una giornata. Confermo la scelta dell'anello di Praforte in senso antiorario, in quanto l'erta salita lungo la clapadoria da Almàdis verso S. Vincenzo è più agevole in questo senso, per evitare di scivolare nel caso di terreno bagnato. Praforte abbandonato ma ancora vitale, la stupenda cappelletta di Molevana, testimone di un paese sepolto, Colle S.Nicolò e Col Monaco con le loro storie, sono solo alcuni eclatanti esempi di questo bella camminata. Passeggiando per i sentieri si possono incontrare ruderi di vecchie case, stalle, muri a secco, selciati, ponti in pietra, fonti d'acqua: testimonianze importanti dell'architettura rurale e della vita dei tempi andati, che l'escursionista interessato saprà cogliere. I sentieri sono ben tenuti e segnalati per quanto riguarda le prime due proposte della guida, mentre il tratto sopra la forra del torrente Cosa verso Celante di Vito, risulta piuttosto inerbito. La rigogliosa vegetazione inoltre toglie la suggestione di trovarsi "sospesi sulla stretta costa che separa due greti". Le attrattive di questa escursione si fondono con la storia di un territorio, complesso morfologicamente come quello di Castelnovo, e con la storia delle popolazioni, che hanno saputo adattarsi a questo ambiente , sfruttandone le potenzialità nel rispetto di esso. Per approfondimenti consiglio il supplemento "Castelnovo del Friuli" della rivista "Sot la Nape" uscito nel 2009.
  • 02/03/2016 Parcheggio deserto, mi saluta l’operoso picchio e quel ritmo mi accompagnerà lungo tutto il percorso, oggi primavera e picchi. Lungo il sentiero della sorgente l’incrocio, è lui, carico di bottiglie appena riempite, mi raccomanda di bere alla fonte, è lui, simpatica persona che in un paio di minuti mi elenca tutti i pericoli dell’andar da soli, ascolto il suo consiglio di bere, per il resto….Un ponticello di legno e a terra un paio di ciabatte (numero grande), calzini sui rami, jeans ed altri indumenti più o meno intimi, m’inquietano un po’ e allungo il passo verso Almedes già in vista. Caldo, la mulattiera sale verso i primi ruderi, ai lati un giardino primaverile e profumo di erba cipollina, oggi fiori, tanti fiori lungo tutti questi 21 km. A Vidunza canta il gallo, gallo dormiglione direi, curiosi i dipinti all’interno della cappelletta preso i ruderi di Molevana; presso la chiesa di San Nicolò una signora pulisce la gradinata che porta alla torre, domenica ci sarà la festa che riunisce i sindaci di tutti i Castelnuovo d’Italia, quest’anno tocca a noi dice, mi racconta che Praforte è deserta per motivi militari (poligono), mi raccomanda di salire al Col Monaco a vedere la pietra di Carlo V, zampetto via non senza aver ammirato la particolare rosa “dei castelli”. Tratto d’asfalto antipatico quello verso Faviz, pendenza positiva 27% e poi discesa 20%, un po’ avanti indietro per trovare la prosecuzione del sentiero ben nascosto dietro un’abitazione con 3 cani scatenati a far la guardia, ma almeno è un bel sentiero nel bosco soleggiato quello che percorre il monte Santo, e presa dall’euforia alla vista di due farfalle gialle non mi curo di un bivio e mantengo la destra; il sentiero è ottimo, ci sono solo un paio di schianti che si superano, si ricongiunge alla pista forestale allungando di un po’. A Celante salgo al Col Monaco, il cartello indica opera di sistemazione in corso, la boscaglia avrebbe bisogno di una buona ripulita, un fitto intreccio di pungitopo impedisce l’accesso alla vedetta di epoca romana. Discesa verso Paludea per asfalto mentre alcuni ciclisti ci danno di pedale
  • 18/02/2008 una bella passeggiata!
  • 20/01/2006 una tristezza e nostalgia infinita per chi, come me, ha percorso da bambina i sentieri puliti, i "praas" dove si faceva fieno e si mangiavano le fragoline di prato e da dove si vedeva Clauzetto..............e, dopo il "fazzoletto del cimitero" ritagliato in mezzo ai prati puliti e aperti si entrava nel dedalo delle "viuzze" acciottolate e con i muretti a secco del paese!!!! A PROPOSITO, la casa di mio Nonno è ancora in piedi, NON E' CROLLATA !!!!! se un paesino così fosse stato situato, ad esempio, in Francia,sarebbe monumento nazionale.
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  • Ponte Tof. 20/11/2016
    26/11/2016 Ponte Tof. 20/11/2016
  • Casa con vetrate adorne di corteccia a Praforte. 20/11/2016
    24/11/2016 Casa con vetrate adorne di corteccia a Praforte. 20/11/2016
  • Cjasa Gjelma a Praforte. 20/11/2016
    24/11/2016 Cjasa Gjelma a Praforte. 20/11/2016
  • La bellissima cappelletta affrescata di origine ottocentesca ...
    24/11/2016 La bellissima cappelletta affrescata di origine ottocentesca ...
  • La torre campanaria della chiesa di San Nicolò si trova sul  ...
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