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    Anello del monte Giaideit da Imponzo
    Alpi Carniche
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    Anello del monte Giaideit da Imponzo
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I percorsi di SentieriNaturaB22

Anello del monte Giaideit da Imponzo

Avvicinamento

Da Tolmezzo si risale la valle del But in direzione di Arta Terme per poco più di 5 km entrando poi a destra nella frazione di Imponzo. Si risale la via principale che costeggia il rio Mignezza lasciando l’auto dove questa termina presso le ultime case (m 404, comodo parcheggio).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri del Bosco

Avvertenze

L'apertura di due piste forestali e la realizzazione del nuovo segnavia CAI n.460 hanno cambiato leggermente la descrizione del percorso che ora è stata aggiornata al dicembre 2013. Il file gpx aggiornato è disponibile qui in basso a destra nella zona relativa ai vostri tracciati.
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
A - Passamani
Mese consigliato
Novembre
Carta Tabacco
013
Dislivello
700
Lunghezza Km
8,3
Altitudine min
404
Altitudine max
1082
Tempi
Dati aggiornati al
2013
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 31/10/2016 October 31. Great walk as indicated. The last part of the ascend to Giaideit is really exposed, but shows no real technical difficulties.On the way down in the rever bed shortly before coming to Stavoli M. it is a little bit difficult to find the way up to the pasture. Turn a little bit right (upwards), after approx. 50 m there is a mark on a tree indicating the steep ascent.Very nice with excellent views.
  • 22/05/2016 Percorso ieri 21/05/2016 Da Imponzo alla chiesa di San Floriano è un percorso T, adatto a tutti; poi si fa escursionistico. Dalla chiesa si scende passando davanti al pozzo artesiano “Torate di San Florian” recentemente restaurato. Poi la traccia traversa un tratto un po’ malevole prima di guadagnare la linea della dorsale che si percorre piacevolmente fino a raggiungere le due cime aiutati da alcuni cavi che alleggeriscono la salita. Dalla cima principale si scende abbastanza rapidamente fino ad una strada forestale che si percorre a dx. Lasciato in alto sulla sx un recente ricovero in legno (chiuso a chiave!), si prosegue lungo la strada; dopo una breve risalita ci si raccorda con un’altra pista e si prosegue ancora per poco a dx, fino ad incontrare i cartelli che indicano di abbandonare la strada per buttarsi a capofitto a sx in un bel bosco di faggi. Recuperato il greto del rio Mignezza, lo si risale per qualche decina di metri fino ad incontrare il proseguo del percorso (cartello). Con breve, ma ripida, risalita, si guadagna un bel pendio prativo disseminato di baite. Raggiunti gli stavoli Mignezza, si scende brevemente a sx lungo una nuova strada forestale, per abbandonarla subito e prendere a dx una carrareccia inerbita (alcuni sbiaditi SV CAI). Una piccola ancona recentemente restaurata con annessa campana ci fanno capire di essere sul percorso corretto. Sfociati nuovamente su una strada cementata, si scende per alcune centinaia di metri, facendo attenzione ai SV che ci guidano ad abbandonarla per scendere a sx lungo una vecchia mulattiera. Ancora qualche piacevole sorpresa prima di arrivare ad Imponzo. Tutto percorso è sempre ben guidato dai SV CAI N° 460. Buone camminate a tutti. Bepi (Cividale).
  • 08/05/2016 Percorso l'anello oggi per la ricorrenza di San Floriano. Sentiero battuto da un nutrito numero di escursionisti con la novità, per questa zona, dell'incontro di alcuni che si lanciavano con il parapendio. Niente di particolare da segnalare, solo la presenza di alcuni schianti nell'ultimo tratto per rientrare a Imponzo, aggirabili comunque senza problemi.
  • 07/02/2016 Percorso sabato 6/2/2016. Bel giro da bassa stagione, non impegnativo come tempi e fatica, ma che offre un bel panorama verso le vallate della Carnia e sul vicino gruppo del Sernio. Tempo buono e via in perfette condizioni, asciutta, senza traccia di neve o ghiaccio. Da Imponzo, attacchiamo il sentiero per la Pieve di San Floriano tra distese di bucaneve, primule, le prime epatiche. Oltre la Pieve, la pendenza del percorso aumenta, per farsi decisamente ripida nell’ultimo tratto su roccette, leggermente esposto ed attrezzato con cavi. La spaziosa antecima è un bel punto di sosta, con croce, belvedere e panchine, ma noi proseguiamo … ancora qualche minuto di cammino in cresta ed un ultimo breve strappo e giungiamo sulla cima vera e propria, con bella rosa dei venti in pietra e libro di vetta. Panino e siesta, poi la sorpresa … evocato poco prima da un gruppo di simpatici escursionisti della PAU che ha appena lasciato la cima, lo spirito di Loredana si materializza improvvisamente alle nostre spalle in un’esclamazione di saluto un po’ sorpresa … E’ proprio lei, sorriso luminoso e solita aria sbarazzina! Con lei condividiamo un piacevole percorso di ritorno attraverso i pittoreschi stavoli Mignezza sino a far rientro ad Imponzo. Bella giornata e fortunate coincidenze!
  • 06/02/2016 Indecisa. C'è ancora una giornata buona. Ci torno. Il Giaideit è un jolly....e ti ripaga sempre con generosità, e oggi poi....Nonostante l'ora inusualmente tarda per me fa freschetto ad Imponzo, ma quanti bucaneve lungo la mulattiera...battaglioni, anzi, un esercito di bucaneve spalleggiati da qualche plotone di primule ed un paio di avamposti di epatiche. Veloce veloce fino al sole di S.Floriano per riempirsi gli occhi e scrutare quel luccichio più in alto mentre un runner ed il suo cane sfrecciano via lottando contro il tempo. Mi soffermo presso il rinnovato pozzo e poi più su dove il foro soffia fuori tutto il suo caldo facendo sciogliere la brina sulla pasciuta erica, un tiro di cavo e l'antecima è guadagnata, ancora due passi per la cima...qualcuno è seduto e si, mi par proprio lei. Sul piatto della rosa dei Venti una sorpresa: Laura & C.,arrivo di spalle..ma dai...anche tu....Si scende insieme, una tazza di fumante cioccolata a conclusione di una bella giornata.
  • 17/11/2015 Domenica 15 Novembre abbiamo percorso l'anello in senso opposto alla recensione di SN. La strada forestale è stata conclusa, quindi è possibile salire agli stavoli Mignezza anche percorrendo direttamente la strada lastricata. Un po' distratti, dopo gli stavoli, abbiamo perso le tracce del sentiero, salendo troppo in alto. Abbiamo dovuto ripercorrere in discesa il Rio (asciutto) e quindi riprendere quota in prossimità della briglia. Poi il sentiero è super segnalato e da lì a poco si raggiunge la parte finale del percorso. La discesa risulta agevolata dalla corda installata sul versante Sud della cima. Non si segnalano particolari problemi nella discesa se non la necessità di fare attenzione ai sassi coperti dal copioso fogliame a terra (essendo Novembre il mese consigliato per l'escursione).
  • 10/05/2015 Saliti oggi alla pieve di San Floriano per la tradizionale messa, poi percorso l'anello. Sentiero in ottimo stato, bello il breve tratto attrezzato che conduce all'antecima da cui in breve si giunge alla vetta. Panorama fantastico grazie alla splendida giornata.
  • 31/03/2015 Salito oggi.Percorso sempre ottimamente segnalato e privo di particolari difficoltà.Panorama da sballo se si ha la fortuna di salire con una bella giornata o quanto meno senza nuvolosità bassa come quella che ho avuto io.Buona vita a tutti
  • 24/11/2014 Che differenza dal marzo 2012 !! Il percorso è ora MOLTO ben segnalato e non vi è alcun problema ad affrontarlo. Finalmente è un sentiero numerato cai (460). Molto appagante e con delle panoramiche grandiose. La ciliegina sulla torta quando in cima ho trovato un ragazzo di imponzo ( ciao Michele ) solitario anche lui, il quale, dopo la chiacchierata di rito , decide per il rientro ( io invece dovevo ancora godermi tutto il panorama ) e sapendo che facevo l'anello, mi invita ASSOLUTAMENTE a fermarmi lungo uno stavolo sul percorso per offrirmi un buon bicchiere di clinton. Di fronte a tale risolutezza, io mi arrendo ! Guarda caso lo stavolo è quello che nella relazione si legge come " piccolo ricovero in legno completamente rovinato " - Ora lo stanno completamente ricostruendo. Quindi piacevole sosta con i 3 lavoratori, sorseggiando un ottimo clinton che mi ha dato la giusta carica per completare l'anello.Buona vita a tutti
  • 21/03/2014 Ricordi. Ritorno. Un’enorme Forsizia al parcheggio mi colora dentro. Ogni immagine è familiare dopo tre anni. Fioriture esuberanti, oltre alle solite, tante Latree. La chiesa accoglie con altre Forsizie in fiore che dan allegria e chiaman l’olfatto. Come i Mezereum. Mmmh.. Assente del giorno il paesaggio disperso nel respiro delle valli. Non vedo l’ora di arrivare al tiepido soffio. Due ragnatele di perle magnificamente disegnate da aracnidi tropicali ne guardan l’ingresso. Mi avvicino. Niente. Provo una respirazione sbuffo a sbuffo, invano. Ma come? Funziona a tempo? A gettoni? A stagione? Alla cavità manca il fiato come agli occhi gli orizzonti. Fa niente. Il troi diverte e sulla cima distendersi scalzi è d’obbligo. Poi via, per un anello alternativo che unisca quello per Rinch. Per scoprire se Oltreviso ci sia l’anima. Come segnalato ora il troi è strada, orribile strada che la neve cela con grazia. Ma intorno il disastro. Già molti alberi giacevano sul 460, qui molti di più e con loro il tetto della malga. La strada passa accanto ad uno stupendo ricovero inaugurato lo giugno scorso, grezzo, di tronchi, col muschio a isolar le tavole. Una botola promette rifugio nel sottotetto. Rinch è un’oasi curata nei minimi dettagli. Rilassante alla sola vista. Ma da qui tutto cambia. Fusti di ogni taglia e genere giacciono al suolo, il mateamento nell’andatura non è comparabile con la disperata impotenza. Lo sguardo per quanto basso stia, vede. Spettatore inerme di un albericidio devastante. I sensi si bloccano permeandosi di una profonda tristezza. Nulla possono le splendide fioriture di colombine e anemoni, nulla un Derchia che sembra disegnato in ogni sua piega, nei suoi giochi d’acqua, nella sua stratificazione fisica e cromatica. Ritorno silente. Dentro. Spaesato. Arrivo a Cjadunee con l’anima esausta, un borgo con case gioiello, una fontana, mi fermo. Sul cappello uno stecco, tento di toglierlo ma si muove. Lo osservo. Un bruco. Con mille colori, con i bozzi tipici di rami mai nati, con le striature del legno. Un miracolo evolutivo, camaleontismo artistico che mi sblocca. Lo osservo camminare, alzarsi in piedi, curiosare e poi frrrt frrt inarcarsi buffo come a portar tutto il peso del mondo e trascinar l’altro suo io. E ancora curiosare tastando l’aria. Un minuscolo essere mi ricuce le ferite, ricordandomi la potenza di una natura che si saprà curarsi cancellando paziente orrori prodotti da altri.21.03.2014
  • 28/01/2014 Percorso magico con la neve appena caduta, silenzio che culla i nostri passi, cielo lattiginoso che lascia indovinare un tenue sole, neve sul sentiero fin da subito, i ramponi indossati poco oltre la Pieve di S.Floriano rendono il passo spedito, lievi impronte di ungulato ci fanno sperare in un qualche improbabile incontro…Circa 20-25 cm. di soffice neve fresca costringono ad un continuo batter di piedi per alleggerire i ramponi, oggi cavi passamano graditi come non mai, un abbraccio alla croce e via verso la rosa dei venti. Discesa prudente saggiando il terreno, abbiamo preferito tralasciare i segnavia lungo il crinale per rientrare subito a sinistra nel bosco raccordandoci al segnavia solo oltre la valletta sottostante. Discesa verso il greto del rio Mignezza fra neve, foglie e sassi, risalita a tratti scivolosa, un incanto la radura degli stavoli; scambiano qualche parola con una coppia che sale verso la loro casetta in legno ottimamente tenuta per proseguire poi lungo la pista fino a riprendere il sentiero adesso ben segnalato, attenzione a non calpestare i tanti bucaneve, famigliole intere di bucaneve nel mezzo del sentiero, qualche allegra primula e timidissime hepatica nobilis
  • 31/12/2013 31/12/2013-Ultima escursione dell'anno! La scelta della salita al Giaideit è stata effettuata cercando di evitare la coltre di nubi che gravitava sulle Prealpi; in cima ci ha aspettato una bella giornata di sole. Come sempre fantastico il colpo d'occhio sulla valle del But dalla Pieve; sempre bella la pur breve percorrenza di cresta; sorprendente lo sbuffo di vapore caldo che esce dalla cavità lungo la cresta, aria calda che favorisce un cespo di erica quasi in fiore. Con l'occasione è stata rivista la descrizione con l'aggiunta delle note relative alle due nuove piste. Buon San Silvestro e buon anno nuovo a tutti da Sandra e Ivo.
  • 07/11/2013 01/11/13.Bella escursione , bel panorama, ma il ritorno poco segnalato. Infatti eravamo in 6 persone con piantina Tabacco e descrizione di SENTIERI E NATURA in mano... persi. A circa 2/3 della descrizione "ampia mulattiera che proviene da destra.." ecco li' bisogna aggiungere, svoltate a destra . Grazie mandi
  • 01/12/2012 Sentiero completamente ripristinato nella segnaletica. Nessun problema di orientamento.
  • 01/04/2012 ANELLO DEL MONTE GIAIDEIT. Fatto uno di questi giorni di marzo. Rapporto qualità/fatica: ottimo. Difficoltà: nessuna (ammento però che senza i commenti precedenti e le istruzioni del mio P.T. personal tracciatore sarei ancora li a cercare la via del ritorno). Segnavia: ottimi all'andata e pessimi al ritorno (della serie "chi li ha visti?). Panorama: appagante e reso ancor più interessante con l'ausilio della rosa dei venti. Osservazioni: avrei preferito la panchina in cima. Consigli: percorso adatto a famiglie con bambini al seguito, purchè senza carrozzelle, nonchè a suore e sacerdoti visto che si tratta del sentiero delle pievi. Ciao a tutti. Graziano.
  • 09/03/2012 MONTE GIAIDEIT- Da poco sono rientrato da questa escursione ed ero molto inc.....avolato con me stesso. Ora non lo sono più.- Mi spiego; ero arrabbiato com me stesso perchè convinto di aver sbagliato pacchianamente la discesa dalla cima verso il paese. Non ho trovato i segnali, mi sono trovato su una strada bianca, non riportata sulla carta Tabacco, senza alcuna indicazione. Ho tenuto la sinistra, convinto di essere nel giuto anche perchè mi portava nella direzione giusta. E invece, poco dopo, la strada finisce e ho dovuto affrontare una impervia e lunga discesa, tutta in un bosco di faggio, basandomi sull'orentamento visivo ( meno male che in questo periodo la vegetazione è spoglia...)Sono arrivato si al paese ma ero nero perchè convinto di non essere stato attento alle indicazioni. Ma ora, leggendo le relazioni dei colleghi escursionisti, non mi rimprovero nulla. Più di qualche volta mi è successo, in Friuli, che i sentieri all'improvviso spariscono, colpa di una non adeguata cura da parte di chi di dovere. Ne è una comprova che del sent. 460 - segnalato come "nuovo" dalla Commissione Giulio Carnica dei Sentieri, non ho trovato una minima traccia.Probabilmente è ancora nella testa di qualche Commissario...!!!!Buona vita a tutti
  • 06/03/2012 Visto sul sito della Commissione Giulio Carnica Sentieri che il nuovo sentiero 460 è proposto come anello del monte Giaideit. Voglio tornarci, oggi splendida giornata di sole, solo a tratti ventosa. Rispetto all'ultima volta che l' ho percorso ho trovato cambiata solo la flora, ora predomina il colore bianco, viola, giallo e rosa intenso, dapprima tappeti di bucaneve fra erba trinità, più in quota erica, scendendo sull'altro versante primule e poi di nuovo bucaneve, crocus e primule. Non ho trovato invece alcuna traccia del nuovo sentiero 460 ma visti i soliti segnavia 411 e assenti in discesa dalla cima fino alla mulattiera.Loredana
  • 22/02/2012 Fatto oggi, approfittando di un giorno di vacanza e della bellissima giornata. Devo dire che il tratto attrezzato non è davvero necessario, si può salire tranquillamente aiutandosi un po' con le mani, forse in discesa ...Molto apprezzata la rosa dei venti in cima, per il riconoscimento dei monti.Durante la discesa mi sono perso e alla fine mi sono rassegnato a seguire dei sentieri solo accennati, che scendevano nella direzione giusta, arrivando comunque infine alla periferia del paese, più o meno nel punto in cui avrebbe dovuto terminare l'anello.Mauro.
  • 13/10/2011 Nostalgia di questa panoramica cima, sono trascorsi due anni, è ora di tornarci. Arrivo al parcheggio di Imponzo, è l'ora di chi va al lavoro, un saluto ricambiato e un sorriso per tutti; imbocco via Monte Coglians e subito i cani abbaiano e pure il gallo ce la mette tutta: Incrocio una signora con il cane, ci salutiamo, e lei su ferma: da sola? mi chiede. Si premura di informarmi che può wssere pericoloso muoversi in solitaria, si possono fare brutti incontri, ci si può trovare nella necessità di attivare i soccorsi, il "telefonino" non prende, e non dimentichiamoci dell'orso...Rinfrancata da questa allegra conversazione la saluto e risalgo serena la via. Chiesa di S.Bartolomeo: cartello di divieto di ingresso con cani ed altri animali domestici, certo che qua S.Francesco avrebbe vita dura.....Rimonto il bel sentiero e in breve arrivo al masso dietro il quale alla fine del 1700 il sacrestano Giuan di Sule si è nascosto per sfuggire all'orso di passaggio, ecco a cosa si riferiva la signora! Beh, nell'eventualità farò lo stesso, tanto ci sto comoda dietro a quel masso. Ci sono parecchi esemplari di alberi della morte di dimensioni notevoli, mentre cammino mi accompagna qualche chicchirichì tardivo; ecco lo spiazzo su cui sorge la chiesa di S.Floreano, risalgo lungo la via Crucis, arrivo alla balaustra, il panorama è già notevole: il vicino Strabut e l'Amariana, la valle del But con tutti i suoi paesi, Illegio e la stradina che porta a Pra di Lunge. Ridiscendo ed imbocco il segnavia 411, passo accanto al vecchio pozzo, il sentiero si snoda nel bosco, a tratti è malagevole, segnavia sbiaditi ma sempre visibili; il bosco si dirada e risalgo la dorsale del Giaideit, la traccia a volte è esposta e rocciosa; devo fare attenzione: i cavi sono un po' allentati. Eccomi sull'antecima, grande croce e panca per la sosta, continuo brevemente ed arrivo alla meta: libro di vetta e con l'aiuto della rosa dei venti do un nome alle montagne che mi circondano, su tutto domina il vicino Sernio, ecco laggiù la pieve di S.Floreano. La giornata soleggiata invoglia ad una sosta, non mi stanco di rigirarmi a guardare il panorama che è ampio nonostante la modesta elevazione. Riprendo la discesa, i segnavia mancano ma la direzione si intuisce dalle tracce di passaggio e dalla bianca carrareccia che si intravede in basso. La raggiungo, continuo a destra e giungo al bivio con la nuova pista forestale, mantengo ancora la destra per qualche centinaio di metri fino ad incontrare a sinistra, un poco nascosto dalla vegetazione, il cartello rosso che indica Imponzo. Scendo ripidamente, atraverso il greto del rio Mignezza che risalgo per poco seguendo alcuni ometti e ritrovo a sinistra il segnavia. Il sentierino è ripido, passo davanti a due baite in legno, bei gerani rossi ai balconi, mi infilo nuovamente nel bosco, è buio, ma proprio buio questo bosco.Cammino fra l'erba alta e umida, arrivo alla bella ancona con campana, da qui il sentiero diventa mulattiera a tratti lastricata; esco sulla carrareccia che percorro per poco, rientro a sinistra nel bosco ma dopo un centinaio di metri trovo degli schianti che mi impediscono di proseguire. Ritorno sulla carfrareccia, un'occhiata alla carta Tabacco e vedo che poco piùavanti c'è un sentiero tratteggiato nero che porta ad Imponzo, lo trovo, è un bel sentiero, largo e battuto, trovo anche una deviazione a sinistra che mi ricongiunge con il segnavia ai 411 poco prima di alcuni stavli abbandonati, un colpo di fortuna! Il sentiero scende velocemente verso Imponzo, i tratti esposti sono stati protetti con vecchi passamano di legmo, in breve esco nei pressi del parcheggio.Loredana
  • 28/05/2011 Segnavia poco visibili in alcuni punti 10/04/2011
  • 21/04/2011 il tratto terminale su cresta esposta e provvista di passamano cavo di acciaio fare attenzione che e divelto in un punto sotto la cima ed e molto molle04-2011
  • 16/04/2011 Sentiero di altro tipo: discesa al monte Giaideit. la salita da S.floriano e' bella e ben segnata, mentre il sentiero di discesa sul versante opposto arriva su una forestale dove non c'e' segnaletica per chi vuol scendere ad Imponzo secondo quanto da voi descritto sul volume i sentieri del bosco. non si tratta di inagibilita' ma di capire " e cumo' pa dula' vadio". piazzanadia@gmail.com
  • 12/06/2006 11/06/06 Il percorso è interessato dalla realizzazione di una strada forestale. Fare attenzione a "in breve si rientra nella pineta raccordandosi con una ampia mulattiera che proviene da destra"... qui si esce sulla strada che si segue sempre a destra e dopo qualche decina di metri. Sulla sinistra, ricompaiono i segnavia. Appena prima di "un piccolo ricovero in legno completamente rovinato" si rientra nel bosco seguendo i segnavia fino a ritornare ad incrociare la strada. La si risale (destra) anche qui per qualche decina di metri fino a trovare la tabella con segnavia per IMPONZO.nb: il "piccolo ricovero in legno" è in effetti un ricovero in muraturaLuciano Piccin
  • 26/09/2005 L'accesso alla cupola sommitale del Giadeit, da sud, è stato attrezzato con una fune metallica.Sulla cima è stata installata una tavola con il profilo e la denominazione delle montagne circostanti.
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  • Il Sernio dalla cresta dei Giaideit
    08/02/2016 Il Sernio dalla cresta dei Giaideit
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    08/02/2016 Salita verso la cima del Giaideit
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    06/02/2016 San Floriano dall'antecima
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    28/01/2014 panorama dalla cima
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    28/01/2014 La piana di Illegio
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