il portale dell'escursionismo montanoInvia una mail a SentieriNatura Utente anonimo 90 ospiti - 1 utenti 
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • IMG_3176
    Anello di Sauris
    Alpi Carniche
  • IMG_3202
    Anello di Sauris
    Alpi Carniche
  • IMG_7463
    Anello di Sauris
    Alpi Carniche
  • IMG_3164
    Anello di Sauris
    Alpi Carniche
  • IMG_3185
    Anello di Sauris
    Alpi Carniche
SentieriNaturaAggiungi ai preferiti - Richiede LogIN
I percorsi di SentieriNaturaU13

Anello di Sauris

Avvicinamento

Da Ampezzo risalire la valle del Lumiei in direzione di Sauris. Dopo le gallerie costeggiare la sponda del lago di Sauris fin’oltre le case di La Maina raggiungendo l’inizio di una carrareccia che si diparte sulla destra (m 997, cartello percorsi locali 2/FG, parcheggio lungo la strada).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri dell'Uomo
Sentieri CAI
Escursione
Mese consigliato
Dicembre
Carta Tabacco
02
Dislivello
600
Lunghezza Km
13,1
Altitudine min
997
Altitudine max
1447
Tempi
Dati aggiornati al
2006
I vostri commentiVisualizza tutti i commenti
  • 19/02/2016 La strada che porta a Sauris denota un risveglio canuto. Brizzolata e scivolosa, ma per fortuna deserta. Tutto sonnecchia, tranne il cielo che implode d'azzurri. Subito un sospiro va a quel catino tra il Bivera e lo Zauf. A quel litigio cromatico tra clap e nêf. Partiamo dal secondo cartello del troi del Gruagno, passando per gli stavoli Sbont. Al raccordarsi con esso la prima sorpresa: un'ombrellifera rinsecchita che mi sfida in altezza! Poi solo bosco. La neve inizia ad aumentare ma i piedi affondano comodi, un primo strato soffice è seguito da una croccantezza che non t'aspetti. Una dozzina di centimetri che non richiede l'uso delle ciaspe che, per me, rimangono solo un mezzo non certo un fine. Troppo rumorose e scomode per esserlo. Il troi si districa in un bosco sospeso. Tutto pare immobile. Le gemme dei faiârs spuntano appena dagli esili rami su cui la notte ha ricamato un vestito che sta stretto. I pini più alti iniziano a scrollarsi di dosso il peso. E così sarà. Tutto il giorno. Una danza postuma. Falische ghiacciate che si tuffano tornando acqua, brillando come comete grazie ad un sole prepotente. Su alcuni faggi la neve non s'è adagiata solo sopra, ma pure intorno. Così quegli intirizziti braccini diventan nervature di strani alberi color latte. Sulla carrareccia incontriamo un giovane cervo, faceva l'anello al contrario! Lo vediamo fuggir nel bosco, in salita, sbuffando di fatica. Poi ritorna anche un Bivera da cartolina e la carrareccia mostra la scia delle motoslitte. Sulla strada del Ruke incrociamo diversi turisti per poi riperderci in una fiabesca solitudine. La discesa del monte Cavallo a tratti pare una pista di biglie. Ti viene da rotolare e correre anche quando si fa esile! Breve, troppo breve il nuotar con gli occhi in quel bosco. Le nevicate si fan veli di seta. Qualche foglia galleggia mostrandosi tutta, altre, immerse ed opache, si fan ombre. I fusti degli alberi salgon esili e spogli come fossero fiammiferi, per poi riempirsi di braccia, spingendosi l'un l'altro. Il biancore sottolinea ogni fuga di ramaglia! Un bosco come tanti, ma che porterò con me a lungo. Non tanto per le diverse palle di neve con cui mi ha bersagliato in piena nuca, nascondendo il ramo e fischiettando come nulla fosse, ma perché ha ridisegnato il sorriso sul volto di chi m'accompagnava. Sussurrandole il proprio inno alla vita e lasciando liberi quegli occhi di scintillare, affamati nuovamente di quel nutrimento per l'anima che ci circonda. Nota tecnica: la discesa del monte Cavallo in presenza di neve necessita di un minimo di esperienza in ambienti innevati, striminzita e ripida è invisa alle ciaspe. Con forte innevamento è poco consigliabile, fatta in salita poi, risulterebbe faticosa e non sempre di facile individuazione.(13.02.2016)
  • 22/12/2010 Se io facessi quasto sentiero in quasto periodo dell'anno dovrei avere delle ciaspole? o dei Ramponi? non sono molto esperto a camminare d'inverno ma quaste informazioni mi serebbero utili per sapere che attrezzatura portarmi via
  • 12/06/2006 Alla persona che ha scrito il commento qui sotto se per cortesia mi può indicare un indirizzo EMail a cui scrivere per avere maggiori info.Grazie... Ivo Pecile - SentieriNatura
  • 12/06/2006 Annotazioni relative al percorso da voi segnalato “Anello di Sauris”.Ieri 11 giugno 2006, abbiamo tentato di percorrerlo. Alcune note relative il giro: la descrizione da voi segnalata è datata dicembre 2004, ma da allora qualcosa è cambiato in peggio e ve lo segnaliamo.Dopo l’attraversamento del torrente, sono praticabili circa 10 metri perchè una frana ha cancellato il sentiero ed il terreno cede continuamente sotto i piedi per cui il passaggio è impossibile. Siamo ridiscesi nel letto del torrente e risaliti tra alberi e sterpaglia, con foglie secche e terriccio umido sotto, per cui molto scivoloso, riprendendo il sentiero non senza difficoltà.Si procede bene per qualche tempo ma la “ben visibile carareccia” non si vede ed arrivati alla selletta, ci si trova in mezzo ad un bosco dove stanno tagliando alberi d’alto fusto, uno dei quali, centenario, enorme sia per la lunghezza che per il diametro del tronco, sbarra completamente il passaggio. Ci si ritrova alla nostra sinistra una frana con un dirupo di un centinaio di metri e alla nostra destra, questo ammasso di alberi abbattuti che impediscono di trovare il sentiero, un pino con un tronco già tagliato ma ancora in piedi e con la speranza che non cada proprio al nostro passaggio, vista la sua altezza e il suo appoggio su vicini alberi secchi. Districandosi e graffiandoci in mezzo a questa vera e propria giungla, a stento troviamo poi una traccia di sentiero (linee gialle e celesti ma molto sbiadite e rare). A questo punto, della succitata “ben visibile carrareccia” non si vede ancora l’ombra ma indietro ci rifiutiamo di tornare: bisogna fare in discesa, su quel terreno scivoloso, il percorso che ci porti ad attraversare il torrente. Nel costante peregrinare in mezzo al bosco, tra scivoloni, graffi, rovinose cadute e sfiorate rotture di gambe e braccia, risalendo un altro pendio, riusciamo finalmente a scorgere la carrareccia. L’intenzione era di fare tutto il giro ma dopo questa avventura, decidiamo di interrompere quella che avrebbe dovuto essere una piacevole escursione, scendendo a Sauris di sotto, non appena ci si presenta la possibilità; sul resto del percorso non possiamo quindi segnalare nulla. Speriamo sia in condizioni migliori di quanto trovato in questo primo tratto. Non siamo dei pivelli alla prima uscita, facciamo molte escursioni anche in Alto Adige dove i sentieri son ben segnalati, camminate che durano molte ore, quindi non passeggiatine da tacchi a spillo ma un sentiero in questa condizione non ci era ancora capitato pur avendo già avuto almeno altre tre simili esperienze alle spalle. Riusciamo a capire quando poi si sentono notizie di escursionisti che si perdono, che si infortunano se non ci lasciano la pelle. Noi d’ora in avanti sceglieremo di percorrere solo sentieri ben segnalati perché una tranquilla escursione non si tramuti in disgrazia.
  • Invia un commento
Le vostre fotoVisualizza tutte le fotoi
  • Fioritura a Sauris. Stavolo nei pressi di Sauris di sotto. . ...
    27/06/2006 Fioritura a Sauris. Stavolo nei pressi di Sauris di sotto. . ...
  • Invia una foto
I vostri tracciatiVai al forum GPS
Le vostre escursioniVai alla mappa localizzazioni
Mappa Scarica il tracciato kml Scarica il tracciato gpx Visualizza mappa dettagliata - Apertura su nuova finestra
Profilo altimetrico
Altre escursioni in zona
SentieriNaturaTV
Webcam più vicine
  • Webcam Sauris di Sopra
  • Webcam Mimoias
  • Webcam Sappada
© Redazione di SentieriNatura - Udine, - Ivo Pecile & Sandra Tubaro - Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x768 - Privacy & Cookies - Powered by EasyDoc - Webdesign by Creactiva