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    Anello di forcella Cuel Tarond dalla val Dogna
    Alpi Giulie
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    Anello di forcella Cuel Tarond dalla val Dogna
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    Anello di forcella Cuel Tarond dalla val Dogna
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I percorsi di SentieriNaturaM30

Anello di forcella Cuel Tarond dalla val Dogna

Avvicinamento

Dal paese di Dogna, raggiungibile attraverso la statale n.13 Pontebbana, attraversare a destra il ponte sul Fella e risalire la rotabile della val Dogna. Superate la frazione di Chiout e le successive case di Costasacchetto si giunge al ponte sul rio Bieliga nei pressi del quale è possibile lasciare la vettura (m 916, parcheggio lungo la strada).

Descrizione

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Memoria
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
AA - Percorso attrezzato
Mese consigliato
Ottobre
Carta Tabacco
018
Dislivello
900
Lunghezza Km
10
Altitudine min
916
Altitudine max
1825
Tempi
Dati aggiornati al
2004
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  • 09/12/2015 Tre giri di rotonda all'uscita di Carnia, scrutando il cielo come aruspici, ci fan abbandonare l'iniziale idea del sentiero attrezzato Zandonella per la val Dogna. Questa volta il Cuel Tarond. Per sicurezza invertiamo l'anello salendo per il 647. Salutiamo una coppia, padre e figlio, ignorando che di lì a poco vestiran i panni di commedianti all'italiana. La faggeta s'apre tingendo d'azzurro i suoi rami. Mi fa strano respirare così ad ampie boccate in una valle piuttosto angusta e verticale. Oggi la visuale migliore è quella in controluce. Minimalista ed evocativa, trasforma il paesaggio in una pellicola in bianco e nero. Da un cotonoso letto di nubi emerge il tratto di dorsale che dallo Jôf di Montâs si diparte verso il Cimone. Una scogliera della materia delle ombre, dipinta di fuliggine ed accentuata anche da un cielo velato, scippato d'ogni azzurro dalla forza di un sole che pare appollaiatosi poco sopra. In cima, il panorama s'apre in altre direzioni sempre come odalisca, celando con i veli parte del corpo, per conquistarti con la sensualità. Ripresa la via il primo ostacolo da superare è la piccola scaletta metallica, sospesa nel vuoto o meglio su di un trampolino roccioso votato all'aere. Passata la breve cengia, ecco l'ultimo brandello del ponte ad arco. Tra noi e lui, quel famoso canale. Sei occhi scrutano il percorso. Qualcuno ha delle perplessità sul quello scivolo di briciole, io sul cavo oltre al ponte, che mi pare più alto del dovuto. Per una volta m'impongo la razionalità e scelgo di non delegare ogni sicurezza a quegli infissi ancorati al regno della rassegnazione minerale. L'arrendevolezza di quelle pareti non mi convince e optiamo per tornar sui nostri passi. Troppe variabili e troppo rischio in gioco. Poi giù. Goloso di lasciar andare i piedi parto da solo, rallentando la corsa accanto ai ruderi posti poco sopra al trono di pietra. Inizio ad ispezionarli quando un gracchiar di foglie mi fa abbassar la testa. Nel bosco, ad una trentina di metri sotto di me, scorgo due alberi con ai piedi delle borse ed uno zaino. Due alberi bizzarri. Ognuno ha due spalle e due braccia ai lati. Poi spunta anche un naso. Faccio finta di niente continuando a curiosare tra le iscrizioni, la vasca e la fonte all'esterno dei resti. Ogni tanto mi volto e quelle stravaganti conifere sono ancora lì. Immobili. Come grottescamente immobili continuano a restare i proprietari di quelle braccia e di quelle borse. Se non si trattasse di umani verrebbe da sorridere all'ingenuità tipica di quegli animali dotati di mimetismo e che spesso, traditi da stagioni infingarde, lo adottano anche con un ambiente esterno dalle tonalità completamente diverse che ne accentua la presenza. Qui si va oltre! Si apra, siore e siori, il sipario del teatro dell'assurdo! Per parecchi minuti sotto di me continua palpabile il nascondino impossibile. Ogni tanto spunta una testa che pare quella di un navy seals impegnato in una delicata missione. Sbuca veloce a controllarmi, con la stessa patetica convinzione d'esser talmente rapida da non farsi percepire da alcuno sguardo. Passano pure i miei compagni di gita, senza accorgersi di me, nè dei due camaleonti (al mancul dopre une mimetiche no?). Mi trattengo dallo scendere nella loro direzione a curiosare, senza privarmi, ben inteso, di salutarli, sgretolandone ogni certezza d'incorporeità. E gli alberi (furbi come la volpe!) rispondono. La discesa si trasforma in condivisione dell'accaduto e nell'ovvia deflagrazione di risate. Al parcheggio riecco l'auto delle conifere colorate. I tergicristalli stringono un foglio. Scopriamo che la gente del luogo ben conosce la targa e che, rifacendosi al proprietario del mezzo, citandone nome e cognome, non si fan scrupoli ad avvisarlo di abdicare la ricerca del sacro graal della Grande guerra tra i sentieri delle Giulie.(15.11.2015)
  • 17/08/2015 Effettuato la salita al Cuel Tarond il 14-08-15Stupendi e molto interessanti i resti dei casermaggi siti in prossimità e sul Cuel Tarond.Una novità del 2013 : Il "sintir dal mat"L'attacco si trova appena dopo l'osservatorio del Rio Budic, q1500 circa.Sbuca a q 1675 c., appena prima del 1° tornante sulla roccia del sentiero Battaglione Alpini Gemona.Questo sentiero è la riapertura di un sentiero di guerra e da la possibilità di svolgere un piccolo anello in quota molto panoramico senza passare per la zona del ponte crollato.A riguardo, le attrezzature nelle immediate vicinanze ad esso sono in discrete condizioni.Ringrazio chi ha riaperto quel sentiero per il lavoro svolto.Buone camminate
  • 15/08/2014 15/08/2014 il 647 risulta inagibile, c'è un cartello del CAI all'attacco del sentiero.
  • 05/07/2014 03/07/2014-Saliti alla forcella Cuel Tarond con il sentiero 647 da Mincigos in Val Dogna. A metà salita circa ci siamo soffermati a visitare i casermaggi del Battaglione Val Fella e, poco a sinistra, il bassorilievo con l'alpino. Altri ruderi, come noto, in forcella dove si possono vedere anche diversi esemplari di papavero delle Alpi Giulie. Proseguendo a ovest per c.ra Berda, altri ruderi di guerra con scalinata occupano la quota 1825 ma sono in fase di rapida distruzione. Mughi e larici stanno ormai invadendo tutto e la neve fa il resto. Boato di slavina dal versante nord del Cimone. La mulattiera è perfetta e comoda. Scesi dalla stessa parte.
  • 17/11/2013 fatto oggi tutto l'anello della forcella..con la neve è fantastico...più o meno da quota 1500m in su era tutto coperto da un manto bianco!fortunatamente i passaggi più difficili erano esposti al sole e quindi abbastanza sgombri da neve e anche abbastanza asciutti,i cavi metallici delle due passerelle di legno sono in buono stato ma le stesse passerelle sono abbastanza marche e bisogna procedere con cautelail canalino roccioso in effetti non è uno scherzo e senza autoassicurazioni bisogna veramente prestare molta attenzione(in effetti ci ho messo un pò per capire come calarmi!)le varie deviazioni per visitare tutti i casermaggi della guerra sono state una vera impresa perchè più che lottare con i mughi ho dovuto lottare con la neve che copriva tutte le eventuali tracce di passaggio....anche la discesa verso il fondo valle non è stata uno scherzocomunque sia è un'itinerario fantastico,probabilmente uno dei più belli proposti nei sentieri della memoria
  • 16/08/2013 04/08/2013Percorso tutto l'anello. Fare attenzione: le passerelle in legno stanno marcendo (procedere con cautela ed ancorarsi per sicurezza.. dovessero cedere)e la corda del canalino, a fianco del ponte franato, risulta ancora penzolante su terreno erto e molto friabile. Condivido, come gia detto da altri, che il sentiero è adatto ad esperti. Incontrate su tutto il percorso fino alla forcella tantissime "ragnatele"...meglio avere un bastone o racchetta per farsi strada.
  • 10/03/2012 Ad oggi il cavo in corrispondenza al ponte è ancora staccato e risulta alquanto pericoloso superare il canalino a causa della presenza di massi e ghiaie instabili. Sconsigliato!
  • 05/12/2011 Ho percorso il sentiero 649 partendo dal Rio Bieliga il 1-12-2011 ed il cavo è ancora penzolante, siamo comunque arrivati, con un po' di attenzione a superarlo, salire sulla cima del M.te Berda e lottando tra i mughi arrivare al sentiero 647 per il rientro. Bellissimo.
  • 28/11/2011 Segnalo che in data 28 novembre 2011 il cavo dei resti del ponte di pietra è ancora interrotto, sconsiglio vista la natura del terreno di attraversare il canaletto a gente inesperta
  • 06/06/2010 6 giugno 2010 ho percorso l'anello. All'inizio del sentiero 649 c'è un piccolo cartello che informa che il sentiero è inagibile. In effetti all'altezza dei resti del ponte in pietra, si scende assicurati nel canalino, ma poi il cavo è interrotto. Con un po' di attenzione si riesce a passare risalendo un paio di metri sulle roccette evitando il terreno friabile, fino a raggiungere il cavo penzolante. In senso contrario invece non credo sarebbe fattibile, almeno non per un escursionista.
  • 09/11/2009 il sentiero 649 è inagibile.07/11/2009
  • 07/11/2009 abbiamo percorso gran parte del 647!bellissimo!c'è molta neve!..7/11/2009..
  • 27/09/2009 Sentiero CAI: Sent. Battagl. Geomona Val Dogna. Da malga Bieliga a Cuel Tarond. sentiero totalmente inagibile, ingombro di detriti, funi di sicurezza divelte, frane incombenti. Ponti in legno pericolanti. Incredibile che non sia già stato chiuso da anni. Inconcepibile l'invito che fate ad andare a percorrerlo. L'itinerario s'inserisce nel quadro desolante dei sentieri di guerra, assieme ad es. a quello di Monte Volaia, pure questo in condizioni analoghe anche se meno evidenti. La foto è la zona del ponte crollato, da voi definita "di qualche difficoltà" Fatta ieri 260909. Chi ha in carico la manutenzione dei sentieri, ne è anche responsabile civilmente e penalmente.. paolo.bonazza@rolmail.net
  • 17/10/2008 Sentiero CAI: sentiero Battaglione Gemona. Itinerario cuel Tarond dalla val dogna.. All'altezza del ponte ad arco(crollato) le funi metalliche sono state divelte da una frana. impossibile passare. pericolo. stefanoanzil@yahoo.it
  • 17/06/2006 Percorso in data 11 Giugno 2006, tutto bene, anche il sentiero non segnalato che da località Costa-Sacchetto conduce al 649 (batt.Gemona), è facilmente individuabile e sufficentemente pulito.
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  • Resti del ponte ad arco sul 649. Sentiero 649 Battaglione Ge ...
    17/06/2006 Resti del ponte ad arco sul 649. Sentiero 649 Battaglione Ge ...
  • Resti militari. Alcuni dei tanti resti militari che si trova ...
    17/06/2006 Resti militari. Alcuni dei tanti resti militari che si trova ...
  • Forcella Cuel Tarond. Vista sulla Val Canale dalla forcella  ...
    17/06/2006 Forcella Cuel Tarond. Vista sulla Val Canale dalla forcella ...
  • Postazione presso forcella Cuel Tarond. . . iob.mario@virgil ...
    10/06/2005 Postazione presso forcella Cuel Tarond. . . iob.mario@virgil ...
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