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    Jof Fuart dalla Val Rio del Lago
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I percorsi di SentieriNaturaR37

Jof Fuart dalla Val Rio del Lago

Avvicinamento

Dalla località di Sella Nevea, raggiungibile da Chiusaforte attraverso la statale n.13 Pontebbana, scendere verso Cave del Predil per circa 3 km fino ad incrociare sulla sinistra l’inizio di una pista forestale poco prima del ponte sul rio Grantagar (indicazioni per il rifugio Corsi, sentiero CAI n.628). E’ possibile lasciare l’auto qui o proseguire lungo la pista un poco dissestata fino ad un ampio spiazzo con successivo divieto di transito (parcheggio, m 1043).

Descrizione

Si inizia a salire lungo la pista sassosa guadagnando quota con una serie di tornanti sulla costa boscata compresa tra il rio Grantagar ed il rio Torto (Cave del Mole). Il bosco, formato prevalentemente da abete rosso, faggio ed acero di monte, si dirada in corrispondenza dei tornanti lasciando intravedere il profilo delle vette che chiudono a sud la val Rio del Lago. Nel luminoso sottobosco di fine estate è possibile osservare qui la Pafia, una vistosa e comune farfalla delle zone montane. La strada prosegue compiendo un lungo rettilineo con pendenza più accentuata che si esaurisce poi sul ripiano alla base del pascolo di malga Grantagar (m 1530, acqua). Senza bisogno di raggiungere l’edificio si lascia il segnavia principale che verrà utilizzato per il ritorno e si devia a destra seguendo le indicazioni per il rifugio Corsi, già visibile in alto e solo apparentemente vicino. E’ questo il cosiddetto sentiero dei Tedeschi, una scorciatoia che costituisce la via più spedita per raggiungere il rifugio. Si perde impercettibilmente quota in corrispondenza di due piccoli corsi d’acqua che vanno guadati, poi il sentiero si impenna e, mantenendo una buona pendenza, riprende a salire all’interno di una bassa vegetazione. A settembre mugo, larice, abete rosso e sorbo degli uccellatori non hanno ancora assunto un aspetto autunnale ma le consistenti fioriture della asclepiade e della genzianella sfrangiata ci ricordano che l’estate volge ormai al termine. Ci si innalza lungo un costone intersecando alcuni rigagnoli e proseguendo grosso modo lungo la direttrice della teleferica, poi più in alto la pendenza si appiana ed il sentiero si affaccia sul vallone di destra. Senza necessità di scendervi si rasenta una fascia rocciosa percorrendo una breve ma esile cornice (cavo metallico). Si raggiunge poi terreno più comodo alla base di un grande zoccolo roccioso innestandosi sul segnavia CAI n.629 tramite il quale ci si sposta sulla destra risalendo per balze articolate tra i mughi. Il sentiero interseca lame rocciose, placche e qualche salto che rendono accidentato il percorso ma ben presto esce sul pianoro superiore e con un paio di svolte raggiunge il rifugio Corsi (m 1874, splendido belvedere sulle vette di confine). Il rifugio, rifornito tramite la teleferica di malga Grantagar, è il punto di appoggio principale per tutte le innumerevoli escursioni nel gruppo dello Jof Fuart nonché tappa fondamentale per le impegnative traversate agli altri rifugi. Si prosegue a monte del rifugio lasciando subito a sinistra il bivio segnalato per il passo degli Scalini. Al primo mattino il grande ripiano su cui è ubicata la costruzione accoglie numerosi sia i timidi camosci che i più placidi stambecchi che è possibile osservare anche molto da vicino. Il sentiero compie una larga ansa verso destra e sale a raggiungere il ripiano erboso soprastante. Ad una seconda deviazione si abbandona il segnavia principale n.625 che prosegue verso forcella Vallone per continuare a sinistra (indicazioni per lo Jof Fuart ed il sentiero Anita Goitan). Dopo pochi metri anche questo sentiero si sdoppia: trascurare, sulla destra, la traccia che prosegue verso la forcella di Riofreddo ed il sentiero Anita Goitan e prendere ancora a sinistra. Si risale sul fianco di una ampio colatoio friabile sfruttando una serie di cengette fino a raggiungere un ulteriore ripiano. Qui, dopo breve, si presenta una prima difficoltà costituita da una paretina inclinata ma ben gradinata che richiede l’uso delle mani. Dal terrazzo erboso superiore il sentiero piega sulla sinistra raggiungendo una zona detritica dove la direzione si inverte. Mirando ora alla base della Alta Madre dei Camosci si raggiunge l’inizio del sentiero attrezzato che ci consentirà di superare la fascia rocciosa soprastante. E’ consigliabile a questo punto munirsi di autoassicurazione ma soprattutto del caschetto in considerazione della possibile caduta di sassi smossi da altri escursionisti o dagli stambecchi. Una prima serie di cavi metallici consente di superare la parete iniziale, piuttosto verticale ma ben appigliata. Successivamente il sentiero rimonta con alcune svolte fino a raggiungere una specie di galleria naturale dove un buon cavo protegge un esposto traverso. Usciti dalla nicchia ci si ritrova alla base di un colatoio costituito da placche rocciose levigate e spesso bagnate. Altri tratti di cavo aiutano dapprima a traversare e quindi a superare con una serie di svolte questo pendio inclinato. Raggiunto terreno più agevole le attrezzature finiscono e ci si immette in breve sul sentiero Anita Goitan che proviene da destra lungo una aerea cengia. Seguendo sbiaditi bolli rossi e qualche ometto si risale in diagonale verso sinistra raggiungendo l’ampio cengione detritico che fascia alla base le rocce terminali dello Jof Fuart. Ad un ultimo bivio (scritte rosse su un masso, attenzione a notarlo) si abbandona il sentiero Anita Goitan, che prosegue verso forcella Mosè, e si piega a destra. Con una comoda cengia quasi pianeggiante si punta alla cresta erbosa ben visibile che separa la dorsale SE dello Jof Fuart dalla Alta Madre dei Camosci. Raggiunto il crinale si apre sull’opposto versante una magnifica visuale sui monti e le vallate del Tarvisiano. Il sentiero risale ora a strette svolte tra roccette e zolle erbose punteggiate dalle ultime fioriture della sassifraga gialla e della potentilla rosea. L’ambiente è severo e spesso la traccia sfiora il filo di cresta, affacciato sulla dirupata gola nord est, ma non vi sono punti difficili ed in breve ci si ritrova sulla piccola insellatura che separa le due cime dello Jof Fuart. Per salire sulla cima sud, punto tradizionale di arrivo anche se di qualche metro più bassa dell’altra, occorre superare un piccolo gradino ed un ultimo breve tratto di aerea cresta (m 2666, piccola croce, madonnina e libro di vetta). Se le condizioni sono favorevoli il panorama è quanto di meglio si può chiedere ad una vetta delle Alpi Giulie. Per la discesa si utilizzerà il medesimo itinerario con la possibilità di allungare un poco il percorso scendendo lungo il vallone di forcella Lavinal dell’Orso. In questo caso dal rifugio Corsi si imbocca il segnavia CAI n.625 che rasenta alla base il campanile di Villaco e quindi traversa passando sotto la cosiddetta Parete delle Gocce. Al bivio con il segnavia n.628 si cala definitivamente con una serie di serpentine lungo la mulattiera che si abbassa verso malga Grantagar. Questa si esaurisce sul ripiano della malga e da qui in poi si prosegue come per l’andata.

Avvertenze

In considerazione del notevole dislivello e della natura impervia del terreno, la salita allo Jof Fuart trova la sua ideale realizzazione in una escursione di due giorni con pernottamento al rifugio Corsi.

Questa descrizione e la relativa scheda di approfondimento sono disponibili nel volume I Sentieri della Rupe
Sentieri CAI
Escursione
Attrezzature
AA - Percorso attrezzato
Mese consigliato
Settembre
Carta Tabacco
019
Dislivello
1600
Lunghezza Km
13,3
Altitudine min
1043
Altitudine max
2666
Tempi
Dati aggiornati al
2018
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  • 13/09/2019 Mèta adeguata al buon meteo previsto per oggi 13/09/19. Mancavo da sei anni da questa splendida cima. Ho percorso l'itinerario arrivando sopra il rif. Corsi dalla parete delle gocce e seguendo poi la via normale con lunga sosta sulle due cime per contemplare ancora una volta la bellezza di tutto quanto le circonda, Giulie Italiane e Slovene in primis. Qualche piccolo rimasuglio di neve a minute chiazze negli ultimi metri di salita. Ovviamente più presente sui versanti nord. Molti gli escursionisti perlopiù austriaci e sloveni. Unica eccezione un giovane della bassa friulana col quale mi intrattengo svariando su molti temi montanari. Per la discesa opto, dopo il primo tratto, per la variante della F.lla Mosè (ferrata a posto) con discesa al Corsi lungo la scorciatoia su roccia che consente di abbreviare un po' lo sviluppo. Dal Corsi ho preso poi il sentiero dei Tedeschi e la strada bianca per il rientro al parcheggio. Temperatura decisamente buona, vento quasi assente, qualche stambecco e diverse genziane sfrangiate completano il quadro generale. Escursione che non delude mai. Mandi e buine mont a duç.
  • 02/09/2019 Saliti ieri sullo Jof Fuart come da indicazioni SN, percorso favoloso in un ambiente incantevole, estremamente gratificante, numerosi gli escursionisti sia in salita che in discesa. Fare molta attenzione soprattutto in discesa a non smuovere sassi!! Panorama parziale che comunque ci ha trattenuto in cima anche ad ammirare gli stambecchi in equilibrio sui dirupi. Prime gocce di pioggia in prossimità del Corsi, arrivati in auto accompagnati da un gran temporale. Buine mont
  • 04/08/2019 Fatta oggi la salita annuale sul Jof Fuart, salendo e scendendo per la via normale. Attrezzature e sentieri in ordine, nessun nevaio da attraversare. Rifugio Corsi chiuso. Pochi ma curiosi stambecchi, tutti femmine con cucciolo al seguito o individui giovani. Solito via-vai da e verso la cima, costituito in prevalenza da stranieri. Panorama dalla cima, verso le 11.30, più che decente. Clima piuttosto fresco in cima.
  • 28/09/2018 27 settembre, il ritorno. Ascesi allo Jof Fuart dalla malga Grantagar, parete delle Gocce, poi via normale. Attrezzature a posto, ambiente maestoso e severo, panorama eccezionale, da carta geografica, vista la giornata caratterizzata da una visibilità unica e da un clima mite.Due giovani alpinisti riposano in cima dopo la scalata della parete nord ovest;raggiungono la vetta anche alcune escursioniste slovene. Giovani stambecchi sotto la cima. I bolli rossi per le diramazioni del sentiero Goitan sono piuttosto sbiaditi. Una salita molto appagante e articolata, comunque da affrontare con passo prudente.
  • 25/07/2018 Fatta oggi la salita annuale (per via normale) sul Jof Fuart, partendo da Cave del Mole. Niente di particolare da rilevare: sentieri e attrezzature ok, nessun nevaio da attraversare lungo la normale. Panorama decente dalla cima, pochi stambecchi ma diversi sloveni che salivano e scendevano.
  • 31/08/2017 Fatta nella bellissima giornata di ieri la salita anuale sul Jof Fuart, con salita e discesa per la via normale, partendo da Cave del Mole. Sentiero e attrezzature tutto ok. Incontrati una ventina di escursionisti, in prevalenza sloveni, ma pochi stambecchi, più un camoscio, che si è dato a una fuga forsennata in direzione di forcella del Vallone. Panorama dalla cima libero in tutte le direzioni. Sempre generoso dispensatore di consigli il gestore del Corsi. Non mancava neanche il gatto mascotte del rifugio, che si lascia accarezzare senza problemi, ronfando di gusto. Mauro.
  • 16/07/2017 16-7-2017 Dopo aver raggiunto il Rifugio Corsi tramite il Sentiero dei Tedeschi sono salito allo Jôf Fuart dalla forcella Mosè lungo un tratto della Anita Goitan.In cima cielo sereno con venticello frizzante.Superbo panorama sul gruppo del Montasio,Canin e sulle principali vette della Slovenia.Disceso per la via normale. Attrezzature in ottime condizioni sia nel tratto della Goitan che nella normale.La statua della Madonnina sulla cima dello Jof Fuart è stata restaurata e posizionata dagli alpini di Fogliano di Redipuglia nel 1985. Venne rinvenuta fra le macerie del terremoto del 1976 e restaurata. Le macerie provenivano da una chiesetta del tarcentino distrutta dalla grande scossa del 6 maggio.Buone montagne a tutti.
  • 28/08/2016 Escursione effettuata per la via normale giovedì 25 agosto 2016, in una giornata soleggiata, ma fresca e limpida, con un panorama eccezionale che ci ha trattenuti in cima per un paio d’ore. Rispetto alla descrizione di SN, abbiamo fatto solo una piccola variante: dietro il Rifugio Corsi, anziché salire sul prato per il sentiero CAI 625 che conduce anche alle Forcelle Riofreddo e Vallone, abbiamo invece seguito i bolli rossi dietro alla presa dell’acqua (sentiero per Forcella Mosè) che ci hanno portati a salire in modo più diretto, ma affrontando da subito anche qualche facile passaggio su roccia. A quota 2049 è però necessario abbandonare tale traccia, che continua decisamente verso ovest e verso Forcella Mosè, e ricongiungersi alla via normale (la deviazione non è molto evidente, tenere d’occhio l’altimetro e prima di attraversare sotto una paretina, salire sulla destra). Qualche leggera incertezza sulla direzione da prendere anche al primo bivio con l’Anita Goitan (una evidente indicazione “Jof Fuart” con tanto di freccia è un po’ fuorviante, in quanto anticipa il bivio e porterebbe a salire immediatamente anziché proseguire quel tratto in orizzontale, le altre scritte sui massi sono ormai quasi illeggibili, inizialmente seguire la direzione per Forcella Mosè), mentre il bivio successivo è ben segnalato. Inizialmente condividiamo la cima con due ragazzi sloveni, che stanno sulle loro, mangiano e se ne vanno, lasciandoci da soli a godere un panorama immenso, un’emozione indescrivibile. Ci decidiamo per la discesa solo verso le 14, la strada da percorrere è ancora lunga. Sotto il sole battente del meriggio incontriamo – anche piuttosto in basso - altre persone che salgono, un po’ affaticate. Noi ci fermiamo per una rinfrescante Radler al Rifugio Corsi, e poi giù di nuovo per il sentiero dei Tedeschi che, rispetto all’altro, offre il vantaggio di essere molto più riparato dal sole. La pista cementata che scende da Grantagar è un po’ una sofferenza, ma era già stata messa in preventivo. Giornata memorabile. Escursione molto gratificante, con difficoltà tecniche ed esposizione limitate, ma molto impegnativa come dislivello e tempi (1650m - quasi 4 ore a salire, 3.15 a scendere). Lo zaino si può inizialmente tenere un po’ più leggero di liquidi, considerati i rifornimenti d’acqua deliziosamente fresca assicurati sia a Grantagar (guado) che al Rifugio Corsi. Mandi!
  • 02/08/2016 31-07-2016 Salita allo Jôf Fuart dalla forcella Mosè e un tratto della Anita Goitan.Discesa per la via normale.Attrezzature in ottimo stato.Dalla cima panorama stupendo prima dell'addensarsi delle nubi.Pioggerella rinfrescante dal Corsi a Malga Grantagar
  • 20/07/2016 Prima escursione "seria" di quest'anno. Fatta ieri la salita annuale sul Jof Fuart partendo da Cave del Mole, salendo e scendendo lungo la normale. Sentiero e attrezzature in ordine. Nessuna traccia di neve lungo il sentiero fino in cima. Incontrati una decina di stambecchi, tutte femmine con i cuccioli, una salamandra alpina e viste le prime stelle alpine di quest'anno. Sempre ospitale il rifugio Corsi (mancavano i gatti però!), al ritorno ho ottenuto anche un passaggio in auto dal gestore del rifugio per l'ultimo tratto di strada semiasfaltata prima del parcheggio. Mauro.
  • 05/08/2015 Fatto ieri, come da relazione, e finalmente al rifugio Corsi ho visto i gatti e coccolato Ombra, gran dispensatore di fusa; scambio con il gestore di informazioni sul reciproco numero delle viti nelle ossa e via...Non abbiamo seguito il consiglio di fare un pezzo della Goitan, ma deco comunque dire che me la facevo più difficile questa cima, ma si sa, quando si idealizza spesso ci si fa delle idee sbagliate, con un aiutino esterno ho retto bene la prova cavi, il dislivello c'è, ma prendendo la salita ritagliandosi il tempo che serve a guardare tutte le meraviglie intorno, tutto passa via e non ti accorgi di essere lassù. Nuvole dispettose e birichine velavano e svelavano..Bene la discesa seguiti da un trio di stambecchi, arrivati al Corsi, affollato, si è materializzata anche una folla di stambecchi, che, indisturbati e senza timore, gironzolava presso la fonte, due cuccioli intenti a provare la lotta..Rilassante ed opportuna la discesa verso Grantagar
  • 01/08/2015 Terza volta sul Jof Fuart. Salito e sceso oggi per la normale. Attrezzature in ordine. Nessuna traccia di neve fino in cima. Visti pochi stambecchi, forse perché disturbati dalla parecchia gente che saliva e scendeva, in compenso i gatti del rifugio corsi sono sempre numerosi. Superlativo panorama dalla cima, soprattutto verso le Giulie Orientali. Mauro.
  • 09/08/2014 Jof Fuart un anno dopo. Salito ieri alla cima, dopo aver fatto il pezzo del sentiero attrezzato Anita Goitan che ancora mi mancava, quello fra forcella di Riofreddo e l'Alta Madre dei camosci (per chi fosse interessato: sentiero in perfetto stato, attrezzature in ordine, solo due piccoli nevai da attraversare senza difficoltà. Ho fatto la variante sud dell'Innominata, neanche al rifugio Corsi hanno saputo dirmi in che condizioni è la variante nord). Dalla cima del Jof Fuart sono sceso per la normale. Anche qui tutto in ordine e quasi nessuna traccia di neve. Visti numerosissimi stambecchi, tutte femmine con i cuccioli, che fine hanno fatto i maschi adulti? Mauro.
  • 15/09/2013 Ieri mi ero programmato il Plauris, poi, vista la giornata magnifica che si stava preparando, ho voluto cogliere l'occasione per la mia imprescindibile visita annuale al Jôf Fuart tenuto conto dello zero termico sui 3000mt. e del fatto che quest'anno l'avevo trascurato. Son salito e disceso come da relazione di SN, tranne che per il Sentiero dei Tedeschi che ho tralasciato tanto per cambiare. Mi ha accolto un cielo terso e, a tratti, una lieve fresca brezzolina. Mucche beatamente al pascolo sopra Malga Grantagâr. Sulla grande cengia sotto la Parete delle Gocce non mi faccio infantilmente mancare una lieve contenuta doccia. Tutto invoglia a camminare. Un paio di ragazzi sta salendo in arrampicata l'Ago di Villaco. Trascuro il Corsi e inizio la salita allo Jôf conscio che presto o tardi incontrerò i resti della breve nevicata dei giorni scorsi. Mi limito a indossare per precauzione solo il caschetto. Qualche chiazza di neve a partire dai 2200mt. Nessun problema a procedere. Un branco numeroso di stambecchi con diversi piccoli pare attendermi, salvo scattare velocissimamente sulle rocce con il loro tipico verso a metà tra un fischio e un soffio. Il verde di un'estate restia a cedere il passo contrasta con il bianco della neve che tra non molto sarà ben più invadente. Arrivo in cima e ho tutto il tempo per bearmi del mai sempre abbastanza esplorato panorama che da lì si gode. La neve non supera mai i 15cm. e non è continua. Una decina di persone tra austriaci e sloveni condivide questa vista magnifica. Noto che sulla cima NE nessuno ancora ha messo piede. Mi spiace deturpare il manto con le mie zampate su quelle brevi balze rocciose, ma non resisto e un saltino fin là lo faccio. Osservo così meglio anche la Cengia degli Dei che, innevata, spicca ancor di più sulle pareti nord. Inizio la discesa che si svolge come all'andata tranne la deviazione verso la F.lla Mosè che trovo sempre appagante. Attrezzature tutte a posto. Proseguo senza fretta girandomi di tanto in tanto a riempire lo sguardo di quanto di bello mi sto lasciando alle spalle. Buone camminate.
  • 12/08/2013 Fatto oggi. L'intenzione iniziale era di salire e scendere per la normale, ma il gestore del rifugio Corsi, sempre prodigo di consigli, mi ha convinto a salire fino alla forcella Mosè e da lì prendere il tratto della Anita Goitan fino al raccordo con la normale e devo dire che non mi sono pentito, anzi mi sono anche divertito e ho usato il set da ferrata solo nei punti più esposti. In vetta mi sono ritrovato con due sloveni, anche loro salitori solitari come me. Inutile descrivere il panorama dalla cima, i superlativi si possono sprecare a volontà ... Ho trovato la normale, in discesa, un po' più impegnativa nella parte finale dell'ultimo tratto attrezzato ma devo dire che tutti i tratti attrezzati, anche quelli del pezzo dell'Anita Goitan, sono in ottimo stato. I 1650 metri di dislivello fra il parcheggio a Cave del Mole e la cima si sentono ma non sono stati la distruzione che mi aspettavo, ho trovato più stancante il giro delle Cime Castrein fatto due settimane fa, nonostante il dislivello inferiore. Mauro.
  • 25/09/2012 Per evitare la pista che sale da malga Grant Agar, sono partito dai piani del Montasio, per passare poi dal passo degli Scalini e giungere qunidi al rifugio Corsi (dove si mangia bene e si è ben accolti, ma l'ordine e la pulizia, almeno quando ci sono stato io, erano un pochino trascurati. Peccato).La salita (poco più di due ore dal rifugio) non annoia mai, il panorama è sempre spettacolare e le segnalazioni sono ben collocate. Se poi, come l'ho avuta io, si riesce ad avere la fortuna di non incontrare nessuno, l'escursione sarà semplicemente memorabile, soprattutto se si pernotta in rifugio (pressoché obbligatorio se si parte dai piani, visto che il tempo di sola percorrenza è di una decina di ore).
  • 31/08/2012 escursione effettuata in due giorni con pernottamento al Corsi il 17/18 Agosto c.a. Percorso in salita non il medesimo, ma con tappa a forcella Mosè e un tratto attrezzato della Goitan per incontrarsi poi al bivio della via normale. Giornata eccezzionale ,fantastica, cima grandiosa e panorama unico.Veramente da brividi.Per la discesa ho percorso la via normale, e devo dire che ho avuto più difficoltà nel fare quest'ultima(in particolare nei tratti attrezzati) rispetto a quella di salita per forcella Mosè,che sebbene un pò più lunga, la ritengo migliore dal punto di vista panoramico e forse meno faticosa. Gita consigliatissima.
  • 30/08/2012 Fatto in questo mese di agosto. Non ti da mai tregua ma ti ripaga con quella sensazione di maestosità che solo le grandi vette sanno infondere. Bellissimo; da fare, rifare e fare ancora. Sentiero in perfette condizioni grazie anche all'ottimo lavoro di segnalazione da parte di Cristiano, gestore del Corsi. Non eccessivamente difficile e comunque sempre in sicurezza. Bello anche il sentiero dei Tedeschi. Fattibile in giornata senza grandi patemi anche se la prossima volta, di sicuro, me lo gusterò meglio pernottando al Corsi.
  • 13/09/2011 Fatta il 12.09, vale tutti i 1600 metri di dislivello. Assolutamente da fare.
  • 30/09/2004 Foto meravigliosa. Scommetto che è stata scattata sabato 18 settembre...
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